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Milano | Urbanfile intervista per voi la Vicesindaco Ada Lucia De Cesaris

Vice Sindaco Milano De Cesaris

Vice Sindaco e Assessore all’Urbanistica del Comune di Milano, Ada Lucia De Cesaris

Gli utenti di Urbanfile ci inviano quotidianamente domande e segnalazioni su quel che accade a Milano. Abbiamo scelto di selezionarne alcune e di chiedere delle risposte più dirette e autorevoli rispetto a quelle che potremmo fornire noi alla Vice Sindaco e Assessore all’Urbanistica del Comune di Milano, Ada Lucia De Cesaris.

PGT 2008 Progetto Scalo Farini

UF: Partiamo subito con una domanda che ci rivolgono spesso: Milano ha ancora una moltitudine di grandi aree dismesse e per le quali ci sono grandi aspettative. A che punto sono le trattative per gli scali ferroviari?

ALDC: Sugli scali facciamo una grande fatica a fare il punto con Ferrovie dello Stato.
Noi siamo pronti. Abbiamo fatto un processo di ascolto molto interessante con la città. Siamo stati nelle zone, abbiamo sentito le varie associazioni e oggi abbiamo un documento che mette insieme non solo i desideri ma anche l’individuazione di alcuni interventi e di alcuni servizi per consentire ai quartieri di essere riqualificati non solo in termini astratti ma anche ascoltando le esigenze della città.Il problema fondamentale è che Ferrovie dello Stato non vuole accettare una regola base sulle plusvalenze: abbiamo concordato che al momento della firma dell’accordo noi avremo una somma forfettaria di plusvalenze, ma quello che vogliamo è che alla fine della vendita di queste aree si faccia il conto di quello che Ferrovie dello Stato ha avuto e una parte di ciò che ha avuto – se è superiore a quello che ci viene dato adesso – venga restituito al territorio perché quelle somme sono il frutto del fatto che il Comune di Milano sta accettando comunque di rendere edificabili delle aree che non lo sarebbero state. Su questa cosa non ci si mette d’accordo.

Ora abbiamo dato una sorta di ultimatum: se entro la primavera non si chiude siamo disposti a superare l’accordo e regoleremo quando ci sarà la possibilità nell’ambito del Piano queste aree.
Oltre agli scali Ferroviari ci sono le Caserme. Noi siamo pronti, li abbiamo chiamati al tavolo più volte. Nel frattempo le caserme su cui si sta polarizzando l’attenzione sono Mameli, Piazza d’Armi e Magazzini di Baggio. Abbiamo due referenti diversi e speriamo entro questa estate di chiudere nel migliore dei modi cercando di contemperare le esigenze dello Stato con quelle del territorio comunale.
Citylife Libeskind Il Curvo 1

UF: E’ indubbio che quando furono presentati, i grattacieli di Porta Nuova e Citylife fecero storcere più di un naso e in parecchi pontificarono sulla necessità o meno di cambiare lo skyline di Milano. Alla luce di quanto sta accadendo in Piazza Gae Aulenti, non ritiene che la città abbia reagito estremamente meglio di quanto ci si aspettasse?

ALDC: Su Porta Nuova credo che molti abbiano cambiato idea perché oggettivamente c’è stata una riqualificazione di alcune aree e una restituzione di spazi pubblici che la città sta apprezzando, prima di tutti Piazza Gae Aulenti. Questo è un fatto positivo.

Credo che abbia giocato positivamente anche la volontà dell’Amministrazione di comunicare con i cittadini. L’amministrazione ha voluto il confronto con i cittadini su quello che stava avvenendo ma anche sulle altre opportunità. Grande punto oscuro all’origine era tutto quello che produce dal punto di vista di oneri di monetizzazione questo intervento dove va. Siamo riusciti a far capire ai cittadini che questa cosa poteva riandare nel territorio del quartiere e creare qualità. Il primo intervento sono stati i 400mila euro per la ristrutturazione della scuola. Il secondo intervento è stato aprire il confronto con il Gruppo di Isola Pepe Verde che voleva fare una sperimentazione dal basso molto autogestita e molto positiva.
L’altra esperienza importante è stata dare l’ADA in gestione a coloro che volevano riaprire alcune attività artigianali legate al quartiere. Noi ci siamo messi in discussione perché abbiamo fatto in modo di poter dare questa struttura alle associazioni artigianali che oggettivamente oggi gestiscono quel luogo restituendolo al territorio.

La stessa cosa vale per le ultime novità relative al Bussa, al Nuovo Centro Civico e all’asilo.

Aver deciso con i Cittadini di gestire questo problema che emergeva continuamente, ovvero che era stato promesso un centro civico che non veniva mai realizzato; l’idea di farlo venir fuori dagli oneri e di costruirlo insieme, con un processo di partecipazione, così come quello di creare un luogo dove tutti i bambini abili e meno abili possano giocare insieme e utilizzare il nuovo parco, l’idea di pensare a una ricomposizione del ponte Bussa, sono tutti processi molto positivi.

Io credo che quel quartiere più di ogni altro stia diventando una nuova centralità e questo creerà ulteriori elementi di qualità. Ultimo tra questi è la Casa della Memoria, un quartiere avrà qualcosa che per Milano ma per il Paese tutto sarà particolarmente rilevante.

City Life ha fatto un po’ più fatica, ma anche loro stanno molto puntando sulla parte pubblica. Io penso che se si riesce a chiudere il processo di riqualificazione della parte pubblica anche quell’intervento che nasce con un obiettivo diverso rispetto a Porta Nuova può diventare una grande chance. Inoltre City Life sta puntando sul ritorno delle sale cinematografiche a Milano e queste sono scelte importanti.

Ce ne sono altri in difficoltà. Uno tra questi è Porta Vittoria che stiamo cercando di gestire in tutti i modi, l’operatore non fa il suo dovere.

Stiamo cercando di porre rimedio a evidenti errori di gigantismo che sono stati fatti nel passatoMilano avrebbe bisogno di qualcuno che con coraggio iniziasse a puntare sulla rigenerazione e riqualificazione del patrimonio esistente.

2014 02 17 Sito EXPO 8

UF: Gli ultimi anni sono stati un continuo programmare tutto in funzione del 2015. Cosa accadrà una volta finita EXPO? Cosa ci dovremo aspettare per la Milano del 2020…2025?

ALDC: Io credo che il 2015 abbia avviato un motore che cammina e che se tutti continuiamo a lavorare con questo interesse e a crederci non si ferma. Io lo vedo da alcune proposte importanti che riguardano interventi nella città, lo vedo dal ritorno di attenzione di alcune attività imprenditoriali che ricominciano a considerare Milano come area dove localizzarsi. Milano nel 2016 avrà la Champions e poi penso che si possa continuare ad avere delle grandi occasioni.

Post Expo sarà una grande occasione perché abbiamo la grande sfida che quel luogo non si desertifichi ma diventi una nuova opportunità di sviluppo. Credo che per il 2020 quel che dobbiamo pensare sia intanto alla dimensione metropolitana, oltre i confini guardando anche al rapporto con alcune città fondamentali come Torino.

Milano nel 2020 sarà una Milano che allarga i propri confini, investe in cultura ampliando il modello milanese che sta dando grandissime esperienze di rapporto tra pubblico e privato, una Milano città metropolitana che riprende nel suo territorio attività imprenditoriali a basso impatto ambientale, che punti sui servizi e che possa proporre un modello per l’intero territorio nazionale.

Io credo che quello che accadrà a Expo in questi sei mesi con i miglioramenti del caso possa essere un modello per un Paese che deve puntare su alcune eccellenze e deve renderle un’opportunità economica. Una Milano città metropolitana che pensa positivo e si apre all’Europa lavorando con città come Torino, Bologna, Venezia per giocarsi alcune sfide.

Credo che questo porterà grandi investimenti nella città. Milano oggi viene vista come una grande occasione non solo da noi.

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UF: Un progetto cha aspettavamo da anni e che ricucirebbe due quartieri sembra essere dietro l’angolo: a che punto siamo con i Magazzini Raccordati?

ALDC: I Magazzini Raccordati sono un problema. Abbiamo lavorato fino a sfinirci con Grandi Stazioni. Ora pare che ci sia un progetto in linea con quello che chiedono i cittadini e a febbraio vogliamo organizzare un momento pubblico di presentazione, sperando che a ciò seguano gli investimenti.

Speriamo, anche con il Salone del Mobile, di far rivivere e far conoscere questi spazi. Abbiamo fatto il grande sforzo di ripulire e riqualificare i sottopassaggi ma sono piccoli passi e ora serve un grande progetto che vada a incidere anche sul modo di godere quella parte della città.

Basta vedere cosa è successo con il Binario 21: la riqualificazione delle aree circostanti hanno dato una nuova luce alla zona, e questo deve avvenire anche per le zone di Viale Sammartini e Ferrante Aporti.

Non si può pensare a un nuovo sistema di trasporti e non investire sui grandi luoghi del movimento.

2014-05-13 Porta Genova Stazione 7 2014-05-23 degrado muri tag 2 Naviglio tag degrado 1

UF: Tag, doppie file, parcheggi selvaggi ovunque e ordine pubblico. All’ Amministrazione Locale viene spesso imputato tutto ciò che accade in città anche quando la competenza non è propriamente la sua. Non potrebbe partire da Milano un progetto che permetta al cittadino di avere un interlocutore unico e che abbia gli strumenti per affrontare le situazione i modo più organico?

ALDC: Io non penso che Milano sia una città degradata, penso che esistano dei posti in cui oggettivamente ci sono situazioni di degrado che vanno risolte.

Noi per la riqualificazione stiamo facendo il possibile cercando di usare degli strumenti di collaborazione tra pubblico e privato. Le esperienze dei giardini condivisi e dei luoghi condivisi sono il modo per dire lavoriamo tutti insieme. Questo non basta. Esistono situazioni che richiedono interventi più consistenti. Da una parte è un problema di risorse dall’altra è un problema di competenze.

Se mettiamo uno dopo l’altro in ordine cronologico gli interventi di recupero territoriale che abbiamo fatto con eliminazione di occupazioni abusive e di situazioni di non liceità abbiamo fatto in questi tre anni il doppio di quello che è stato fatto negli scorsi quindici anni. Pensiamo a San Dionigi, a Dione Cassio.

In via Salvanesco abbiamo messo mano a una discarica che ormai si trascinava da tanti anni. Sono azioni che la Polizia Locale non può fare da sola. Devo dire che il gruppo di lavoro con Prefettura, Polizia, Carabinieri funziona. Ma tutti questi corpi, compresa la Polizia Locale, avrebbero bisogno di un maggior sostegno.

Voglio pensare che in questo momento stiamo stringendo tutti la cinghia ma che se il Paese riesce a rialzare la testa su alcune cose come sicurezza, scuola, cultura, cura del territorio non si voglia risparmiare in futuro.

Il Comune non fa ordine pubblico, ma è vero anche che lavorando di più sul sociale si potrebbe migliorare molto la situazione.

Noi siamo uno dei pochi Comuni ad aver mantenuto una politica di assunzioni. Abbiamo assunto vigili ed educatrici, due punti nevralgici. Se avessimo più libertà di spesa potremmo investire molto di più.

Esiste sicuramente anche un problema di maggiore funzionalità dei dipendenti pubblici e su questo possiamo ancora migliorare.

Sui graffiti stiamo facendo un investimento importante su tutti gli immobili pubblici e stiamo pensando di trovare delle modalità che possano incentivare gli immobili privati a intervenire nella pulizia.

Stiamo cercando di distinguere la Street Art dalle Tag con un lavoro culturale molto importante e questo si lega alla necessità di puntare molto sull’Educazione civica.

Viviamo in un Paese in cui si fa molta fatica ad apprezzare e rispettare la cosa pubblica. Penso che questa sia una città straordinaria (pensate al restauro della Galleria) e che se tutti imparassimo a rispettare ciò che abbiamo le cose potrebbero migliorare. La collaborazione cittadina alla cura del bene pubblico è una cosa fondamentale.

I bambini hanno già in molti casi in testa delle idee di città di grande civiltà e qualità, credo che molto vada fatto sugli adulti. Perché parcheggiare in seconda fila? O su una pista ciclabile?

Milano Foto Fabio Polosa Centro Direzionale

UF: Domanda da “Grattacieloduristi” (definizione che ci diede tempo fa Cino Zucchi in un’intervista): è plausibile aspettarci un nuovo grattacielo a Milano, nel prossimo futuro?

ALDC: Io penso che il problema non sia grattacielo sì o no. Se arriva un bel progetto innovativo, riqualificante che non consuma il suolo ma recupera una situazione esistente perché no. Il problema non è quanto si sale. Ma la qualità dei progetti.

2014 07 08 Seveso Niguarda1 Niguarda Allagato Seveso 0

UF: Chiudiamo con una domanda che avevamo deciso di far formulare ad un bambino e che onestamente ci ha sorpresi per la semplicità con cui ci chiede perché il Seveso continui ad esondare e perché sempre con maggiore portata:

ALDC: rispondo volentieri a questa domanda. E’ vero che il problema Seveso (esistente da sempre) risulta ora più pressante. Purtroppo il quantitativo di acqua, nel tempo si è continuato a cementificare e a dirigere sempre più acqua. Il problema però non è Milano ma quello che c’è alle spalle di Milano. Oggettivamente negli anni non è stata fatta quasi nessuna manutenzione del fondo e non sono stati realizzati degli interventi che permettessero la scolmatura. Siamo arrivati al 2015 a fare le vasche che erano in programma dieci anni fa. Inevitabilmente oggi Milano non ce la fa a gestire in sotterranea tutta l’acqua che arriva e soprattutto non ce la fa il canale scolmatore. E’ una quantità di acqua tale e con una violenza tale che per quanto si possa aprire la rete di chiusini di fronte a casi eccezionali inevitabilmente l’acqua arriva oltre i confini noti. Qualche allagamento all’Isola lo avevamo avuto. Quest’anno abbiamo avuto un problema serio.

Detto questo esistono problemi all’Isola di impermeabilizzazione. L’Isola è sempre stata un’area a rischio, da sempre se vedete le mappe è nella striscia delle aree urbane a rischio. Molto probabilmente quando sono stati pensati alcuni progetti bisognava pensare un sistema per mettere in sicurezza la città da questi fenomeni. Il problema è che prima nessuno ci pensava.

Stiamo ora cercando di accelerare le vasche e creare dei sistemi che consentano in qualche modo di porre rimedio anche a queste situazioni.

Grazie mille e buon lavoro per questo anno così importante per la città

Claudio Nelli e Letizia Paratore – Urbanfile.org

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


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