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Trasporti: dal 15 febbraio si convalidano i biglietti anche all’uscita

Dopo mesi di sperimentazione, di attivazione a orari improbabili, i tornelli delle metropolitana dal 15 febbraio saranno chiusi e apribili anche all’uscita solo con biglietto o con tesserina dell’abbonamento. Così facendo si eviterà (o sarà reso più difficile) che i furbetti usino la metropolitana senza pagare. Il fenomeno dei portoghesi in metropolitana, del resto, è ancora una realtà sotto gli occhi di tutti. Se è vero che si tratta di 10mila passeggeri (meno dell’uno per cento degli oltre 1,2 milioni di persone che ogni giorno usano le quattro linee del metrò), è pur vero che si tratta di un danno economico di almeno 15mila euro al giorno. Oltre ad essere un comportamento odioso agli occhi di chi paga regolarmente il biglietto.

Atm ha infatti annunciato che dal 15 febbraio sarà obbligatorio per tutti convalidare il biglietto (o l’abbonamento) anche in uscita a ogni ora del giorno. Il provvedimento era già pronto nel 2013, ma ATM ha ritardato l’attivazione per ultimare degli altri lavori. Finora, infatti, l’obbligo di obliterare per risalire in superficie era valido solo dalle 9.30 alle 16.30 e dalle 20 fino a termine del servizio. Da metà febbraio non ci saranno fasce orarie. La novità riguarda tutte le stazioni tranne quelle più frequentate in cui le scale sono troppo vicine ai tornelli: una fattispecie che si riscontra in Duomo (solo in uscita della linea rossa), a Cadorna, a Centrale e in poche altre fermate, e che creerebbero solo un pericoloso incodamento.

«Qualche disagio ci sarà, soprattutto nelle ore di punta – spiega il presidente di Atm, Bruno Rota – Tra qualche giorno valuteremo i pro e i contro del test e cercheremo di capire se funziona»

Chi continuerà a fare il furetto, al momento dell’’uscita, se sarà senza biglietto non potranno far altro che acquistarne uno ai distributori automatici interni. E saranno costretti a pagare anche un supplemento di qualche euro in più (quanto è ancora da stabilire). Non si tratta di una vera e propria multa «perché – spiegano ad Atm – dobbiamo tener conto anche di chi ha semplicemente il biglietto scaduto o sbagliato». O lo ha smarrito durante il viaggio. L’intento non è punire con le sanzioni ma fare in modo che tutti abbiano un regolare titolo di viaggio. Oltre alla barriera, alle fermate ci saranno anche 70 addetti Atm con il gilet blu che spiegheranno la nuova regola ai passeggeri e aiuteranno a indirizzare i flussi di viaggiatori.

Vedremo se questo provvedimento ridurrà il numero di quelli che entreranno senza pagare.

 




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


21 thoughts on “Trasporti: dal 15 febbraio si convalidano i biglietti anche all’uscita

  1. anemomylos

    Sarà divertente vedere cosa succederà ad es. a Piola tra le 8.30 e le 9.00 con la fiumana di studenti che vanno in Università. Nè tanto meglio sarà a Loreto… a Garibaldi… a San Babila, per citare le prime che mi vengono in mente

    1. Claudio K.

      Se lo fanno da sempre a Londra, dove hanno 10 volte i passeggeri di Milano, non vedo perché non si possa fare qui. Prova a uscire a Covent Garden o a Leicester Square il sabato pomeriggio, al confronto Piola o San Babila all’ora di punta sono il deserto dei Tartari.

  2. Davide V.

    Basta abituarsi, come dice chi mi ha preceduto, in moltissime città estere timbrare anche in uscita dalla metro è la normalità.

    In Olanda lo si fa addirittura anche sui mezzzi di superficie, le macchinette sono in prossimità delle porte di bus e tram ed i biglietti si passano sia quando si sale che quando si scende.

  3. Claude

    Direi in sperimentazione da anni forse, non da mesi; l’obbligo di obliterare in uscita non mi e’ mai sembrato avesse orari precisi. Ad Udine e Lambrate M2 di obliterare dopo le 20 mi e’ capitato ben poche volte.

    Trovo la cosa molto positiva ma senza dubbio insufficiente. Mancano come sempre deterrenti forti a contrastare un comportamento scorretto, e mancano barriere adeguate.

    Se a New York provi a scavalcare le barriere, ti fanno fare un giorno di lavori socialmente utili. Da noi, leggo che non si voglia nemmeno far pagare una vera e propria multa. E’ un messaggio sbagliato quello che si da’, ossia: evadete pure la tariffa, tanto alla peggio pagate qualche euro in piu’. Facile poi evadere la tariffa, visto che dagli stupidi tornelli attuali vanno e vengono che e’ un piacere. Mi chiedo ancora chi li abbia progettati.

    E che ci sia la convalida obbligatoria in uscita non cambia niente. Ad Udine M2 e non solo, non so quante volte ho visto gente saltare i tornelli in entrata e in uscita con i controllori che si girano dall’altra parte o li vedono e fanno finta di niente. Sui controllori ci vorrebbe forse una discussione a parte, perche’ in effetti sono da soli a presidiare i varchi e ad assolvere ad altri compiti, credo anche con rischi alla sicurezza. Cio’ non toglie che i controlli non vengano fatti opportunamente.

    70 nuovi addetti su 113 stazioni poi non mi sembrano sufficienti.

    La verita’ e’ che bisognerebbe mettere barriere serie come quelle nuove della M5 (o di altre stazioni) che non si possono scavalcare, mettere deterrenti seri, che vadano a colpire il portafoglio dei furbi e non solo e poi combattere un’altra piaga sociale, ossia il lassismo dei controlli ATM. Cosi’ ci avvicineremmo a citta’ come Londra, per fare un esempio.

    Le code non mi sembrano un problema abissale. Basta organizzarsi, disporsi correttamente e regolare il flusso: proprio a Londra hanno stazioni molto piu’ piccole e un flusso di persone incredibilmente maggiore di Milano, ma nessuno e’ mai morto di troppa coda…
    Ben venga poi che il blocco dei tornelli sia attivato anche con le fiumane di studenti: purtroppo mi e’ capitato tantissime volte di vedere studenti e ragazzini, evidentemente non educati a dovere dai genitori, saltare allegramente i tornelli e non pagare niente.

    1. Claudio K.

      Il problema è che gli agenti di stazione, a differenza dei controllori, NON sono pubblici ufficiali. Quindi, mettiamo che il solerte impiegato ATM ferma un ragazzino che non ha timbrato, questo scappa e lui lo trattiene per un braccio, il ragazzino può denunciarlo e la legge gli dà pure ragione.

      Penso che con premesse come queste anche al più indefesso dei lavoratori scappa un bel “ma chi me lo fa fare”. Senza contare i coltelli, machete e altro che ultimamente spuntano che è un piacere al primo rimprovero (caso Trenord docet). Se c’hai moglie e figli che ti aspettano a casa, ti assicuro che ci pensi due volte prima di fermare un Latino tatuato che ha scavalcato.

      1. Claude

        Si e’ vero, ho sentito di questa cosa. La legge italiana sappiamo com’e’, purtroppo… Ed e’ vero che si tratta anche di un problema di sicurezza, pero’ questo non deve essere una scusa.

        Come hanno suggerito anche altri in primo luogo, per ogni varco dovrebbero esserci almeno tre controllori e non uno, per il semplice motivo che gli addetti ATM hanno due mani sole. Molto spesso non li vedevo ai varchi e la gente scavalcava, cosi’ ho telefonato ad ATM e mi hanno detto: “Eh ma se non ci sono e’ perche’ hanno molti altri compiti da svolgere nella stazione”. La cosa mi ha lasciato basito. Ma come possono sorvegliare efficacemente i varchi se se ne devono andare pure a zonzo?

        E poi si, dovrebbero esserci piu’ addetti alla sicurezza e una svolta in termini legislativi, perche’ le regole di adesso portano come spesso accade in Italia ad impunita’. Le soluzioni per la sicurezza e per l’individuazione degli evasori poi possono essere tante, come per esempio le telecamere a circuito chiuso. La metropolitana di Londra (dove ho vissuto) e’ tappezzata di CCTV, e continuano a ricordarlo agli utenti con annunci per tranquillizzarli e allo stesso tempo per scoraggiare furti.

        Vero e’ poi, che tanti controllori ATM non e’ che siano poi cosi’ indefessi, con rispetto parlando.
        Cito uno dei tanti episodi: Pta Venezia M1, uscita di Piazza Oberdan. Io ed una mia amica entriamo passando gli abbonamenti, di fianco a noi, non so quante persone passano dal varco anti-incendio, col maniglione antipanico. Ci giriamo e vediamo il tizio ATM nel gabbiotto intento a guardare per aria e a chiaccherare al telefono. Io e la mia amica irritati siamo andati dal tipo e gli abbiamo detto: “Scusi ma si rende conto che la gente passa da un varco aperto?” E lui ci fa: “Eh ma sai quante volte mi sono alzato oggi a chiuderlo? Continuano ad aprirla..” Io e la mia amica siamo rimasti interdetti. Al che abbiamo replicato in tono deciso che noi la tariffa la pagavamo, che era fuori discussione che la gente passasse cosi’ perche’ nessuno sorvegliava il varco. Al che ha risposto: “Ok va bene va bene, lo chiudo” ed ha provveduto. Cioe’, ma vi pare..?

  4. Davide Mombelli

    A parer mio la sperimentazione é durata un po troppo a lungo e la mancanza di fasce orarie ben definite ha innescato un meccanismo repulsivo alla corretta manovra. Avrebbero ottenuto un risultato più efficace ed in meno tempo estendendo gradualmente l’orario di chiusura in tute le stazioni fino all’intero servizio. Cmq una volta ho provato ad avvertire atm cge tra garibaldi m2 e passante il varco é sguarnito con mirabolanti atleti che zompano i tornelli e loro mi hanno risposto che avevano già fatto molto per ridurre il numero di portoghesi…probabilmente 15000 al giorno di mancate entrate x atm sono briciole…ad ogni modo ben venga la chiusura e che fiocchino più multe! Per farlo però servirebbe una politica di investimenti sul personale, con almeno 3 addetti x varco con mansioni di pubblico ufficiale in modo da evitare le aggressioni e soprattutto impedire quelle scene impietose di ragazzotti che sbeffeggiano gli addetti atm consci del fatto che non gli possono torcere un capello.

  5. Lorenzo

    Bellissimo, peccato che se poi lasciano entrare le persone dai tornelli per i passeggini o per gli invalidi senza che essi convalidino il biglietto tutto questo sarà inutile.

  6. Waltre

    Ci sarà da divertirsi ai tornelli tipo Sliding Doors.Si giocherà al “trenino”.Uno dietro l’altro in modo da non far scattare il sensore di chiusura…(un po’ come succede ora).

  7. michele

    i portoghesi non si fermano davanti a niente. Più di una volta me li sono trovati attaccati alle terga !! Piuttosto mettessero del personale a controllare, invece di dormire nel gabbiotto dai vetri oscurati……………… Ma sicuramente ci sarà il sindacato che dirà no

  8. Anonimo

    I “tornelli” della gialla, che in realtà sono antine scorrevoli, impiegano 4 secondi ad aprirsi e almeno 7 a chiudersi; ogni volta che passo, infatti, il portoghese di turno si accoda. Sembrano concepiti appositamente per i furbi. Ci vogliono tornelli alla parigina

  9. Eliana

    Il trasporto pubblico dovrebbe essere gratuito.
    Chi paga? Gli automobilisti che usando l’auto, inquinano l’aria che tutti respirano, a cominciare dai bambini nei passeggini. Tassa doppia per i proprietari di Suv, inquinano e ingombrano il doppio.

  10. Ant M

    Ben venga la convalida in uscita!!!

    ..e che sia sull’intera rete, durante la sperimentazione degli anni scorsi credo di essermi spaccato 2 o 3 femori…

  11. ruth

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    Ciao Mr / Ms.
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  12. ruth

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