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Milano | Brera – Via Ponte Vetero e il marciapiede stretto

Via Ponte Vetero (Ponte Vecchio), una via antica che uscendo dalla porta Comacina di epoca romana, portava a Como e attraversava un torrente con un ponte “vecchio” oggi sparito. La via, specialmente in un punto, dove si incrocia con Via Arco, è molto stretta, tanto che è quasi priva di marciapiede per poter far passare i tram. Come si vede, ci sono momenti in cui la gente è costretta a camminare sulla carreggiata. Ci siamo sempre chiesti se non fosse possibile, in quel punto, allargare di pochi centimetri il marciapiede e istallare una ringhiera di protezione per i pedoni.

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E poi, nel proseguimento di via Mercato, non sarebbe bello piantare un filare di alberi dove il marciapiede si può allargare?

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


10 thoughts on “Milano | Brera – Via Ponte Vetero e il marciapiede stretto

  1. Anonimo

    Per una volta, dobbiamo ringraziare non gli urbanisti anni 50, bensì quelli di fine 800, che non sono stati in grado di concepire un asse stradale con i fabbricati in linea….

  2. roberto

    quando attiveranno la revisione tranviaria in centro, prevista dal Pums, in quella via transiterà solo una linea tranviaria. A quel punto si potrà pensare di compenetrare i binari, pedonalizzando la strada, allargando di fatto i marciapiedi.

  3. Davide V.

    Via le auto in sosta ed allargamento dei marciapiedi ovunque possibile, quella via così com’è non invoglia assolutamente al passeggio.

    Speriamo in un nuovo sindaco che veda questi interventi come una opportunità per migliorare la città e non come un ostacolo al ‘sacrosanto diritto di girare in auto anche in centro’.

    Mi piacerebbe che si mettesse mano anche alla mal riuscita e timida semi pedonalizaione di corso Garibaldi, anche qui via le auto in sosta, ed eliminazione del dislivello con la sede stradale da delimitare con paracarri e parigine. Via Mercato è la sua naturale prosecuzione verso la zona Duomo/Castello.

  4. Anonimo

    Perché non fate una bella inchiesta sui marciapiedi della città? E’ una questione che merita un piano complessivo. Larghezza, sicurezza, qualità dei transiti pedonali sono direttamente proporzionali alla civiltà di un luogo.
    Non parlo poi delle auto parcheggiate su carrai e marciapiedi perché ogni volta che giro in città con uno straniero dopo 10 minuti inorridisce, io gli dico che la multa è rara, sono 25 euro, questo ride, io mi vergogno… stessa scena almeno 15 volte

    1. Ivan

      Aggiungete oltre ai marciapiedi anche le piste ciclabili: io abito in via Padova, nel primo tratto hanno fatto una stranissima modifica per creare i parcheggi a spina di pesce: dal lato di casa mia un marciapiedi strettissimo (molto più di quello precedente) e pericoloso, dall’altra (fra i palazzi ed i parcheggi) un misto di marciapiedi (più largo) e pista ciclabile, distinguibili solo da una diversa pavimentazione ed una riga bianca.
      Risultato: la pista ciclabile è percorsa dai pedoni, che ignorano riga e pittogrammi con la bici, e parecchi sconsiderati girano in bici su via Padova, a rischio della loro pelle, mentre potrebbero girare tranquilli sulla pista a loro riservata.
      Ma poi questa stessa pista inizia e finisce nel nulla…

    1. fjljppo

      L’alternativa potrebbe essere nel frattempo quella di prevdere una sola serie di rotaie in quell tratto per entrambi I sensi di marci del tram (come avviene alle Colonne di San Lorenzo) per poi prevedere lo sdoppiamento in via mMercato ePonte Vetero dopo la strettoia, così allargando i marciapiedi.

      Fantastico sarebbe avere l’alberata in via Mercato come nel rendering (ancora meglio la totale pedonalizzazione).

      1. Jules

        Non sono d’accordo: compenetrare un tratto di binari rischia di ingessare inutilmente la circolazione tranviaria su un asse fondamentale per l’intera rete.

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