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Milano | Roserio – Via Cristina Belgioioso dopo Expo

Via Cristina Belgioioso è la strada che porta al cavalcavia sopra l’autostrada Milano Laghi e che dopo una serie di curve e rotonde conduce prima all’ex area Expo e poi a via Giorgio Stephenson.

A Roserio, nella piazza omonima, dove i tram fanno capolinea, lungo la Via Giovanni Battista Grassi, si trova il rudere della graziosa chiesetta di San Giorgio. Noi speravamo tanto venisse recuperata in qualche modo per il periodo Expo, ma ancora si mostra come un rudere a memoria di un periodo storico oramai andato.

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Subito dopo parte via Cristina Belgioioso da qualche mese recuperata al meglio, dopo che sono stati eliminati i tornelli e i gabbiotti utilizzati durante il semestre Expo. Infatti da qui avevano accesso i pullman e gli addetti al sito dell’Esposizione Universale. Oggi al loro posto corrono una bella pista ciclabile e due aiuole verdeggianti.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


8 thoughts on “Milano | Roserio – Via Cristina Belgioioso dopo Expo

  1. -Ale-

    Quel rudere ha un grande potenziale.
    Se la Statale si trasferirà ad Expo, Roserio sarà una delle porte di ingresso del campus, quindi tanti tanti studenti che quotidianamente passeranno di li. Ristrutturando il rudere ci sono molte attività che possono essere fatte in quella posizione.
    Ovviamente, se la Statale si trasferirà…

  2. Anonimo

    Ma come si fa a costruire una pista ciclabile in mezzo al nulla quando nel centro di Milano ci sono marciapiedi larghi poco più di un metro e piste ciclabili a spizzichi e bocconi…. Non ho parole….

    1. loris

      ha sentito parlare di expo?
      nel caso, sarebbe stupito di sapere quante persone ci sono andate in bici.

      e poi va bene il lamento per il lamento, ma sulla quantità di piste ciclabili a milano siamo proprio al piagnisteo..
      è evidente a chi va in bici c’è stato un boom nell’ultimo decennio e oggi è tutto un aggiungere metri di piste ciclabili anno dopo anno..
      be happy

      1. Riccardo

        Infatti la ciclabile è stata fatta DOPO!!!
        Al momento attuale è oggettivamente inutile. Quel pezzo di Milano andava sistemato prima. Adesso non porta da nessuna parte, e ora che si trasferirà la Statale sarà completamente da rifare…

  3. Anonimo

    Evidentemente non è mai uscito da Milano o vissuto in altre capitali europee dove centinaia di Km ciclabili sono collegati in un circuito ben definito ma soprattutto messe in sicurezza da barriere che le separano dalla strada ( non misere linee gialle dipinte su strade di scorrimento spacciate per piste ciclabili )
    Sentire gente come Lei che si accontenta della stradina nel bosco mi fa capire come mai qui siamo ancora almeno 20 anni indietro. Evidentemente ci vuol poco per rendere felici certe persone 😭

    1. robertoq

      Se non inizi a costruirle le piste ciclabili, non le avrai mai.

      La pista dell’articolo è probabilmente parte di qualche raggio verde non ancora realizzato o finito, ma che senso ha lamentarsi e basta?

      (e poi ‘sta storia delle piste ciclabili all’estero tutte in sicurezza e tutte con barriere stile muro di Berlino è una bufala…lasciamola ai perditempo su facebook per favore)

    2. loris

      finale perfetto: cascata di lacrimoni e crogliolo nel piagnisteo..

      d’altronde c’è poco da fare: c’è e ci sarà sempre chi vede il bicchiere mezzo vuoto e “gente come me” che lo vede mezzo pieno..

      il che non toglie che si voglia sempre il meglio per la città in cui si vive, un comun denominatore che mi pare tutto sommato positivo..

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