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Milano | Cascina Merlata – La Residenza Natura

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Residenza Natura, che nome con grandi pretese, specie in un luogo così poco natura. Comunque sia, eccole quasi concluse, sono le residenze più “meridionale” del grande progetto e comparto di Cascina Merlata e fanno parte delle parte a residenza convenzionata (nella mappa qui di seguito il riferimento è R4). L’affaccio è su via Gallarate e la nuova Via Pier Paolo Pasolini.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


18 thoughts on “Milano | Cascina Merlata – La Residenza Natura

  1. wf

    Ma sempre sto grigio quiii.
    Mabasta. Ma allora la gente c ha ragione.
    Poi dicono i luoghi comuni…
    Secondo me Milano dovrebbe chiedere i danni di immagine a chi costruisce palazzi grigi in città.

  2. fab

    Infatti!!! Residenza Natura tutta grigia non è un bel vedere!
    E poi bastaaaaa! Anche la residenza Porta Volta davanti al cimitero monumentale è tutta grigia! CHE NOIA!

  3. lorenzo lamas

    Tutto considerato, non penso che un colore diverso avrebbe migliorato la situazione.
    Anzi il grigio è coerente con tutto il contesto (Q8 compreso). Ottima poi la scelta del nome.

    1. wf

      Infatti la cosa triste e che salta all’occhio subito è che il palazzo sembra una PERTINENZA del distributore…
      Hodettotutto….

  4. wf

    Piazza Scala, quel progetto di restyling congelato da due anni
    Slitta nuovamente l’incontro tra il sindaco Beppe Sala e l’architetto dello studio vincitore del concorso per il restyling di piazza della Scala

    Piazza Scala: progetto di pedonalizzazione

    E’ slittato ulteriormente l’incontro tra il sindaco Beppe Sala e l’architetto Pierpaolo Tonin dello studio Polin, che nel luglio 2015 si è aggiudicato il concorso internazionale di idee sulla riqualificazione di piazza Scala. Un restyling da due milioni di euro che prevede tra le altre cose l’eliminazione dell’asfalto dalla piazza, un’area pedonale, una nuova pavimentazione e l’eliminazione del traffico privato tra la Scala e Palazzo Marino. Progetto tuttavia rimasto nel cassetto fin dalla sua vittoria. Come racconta infatti il quotidiano Il Giorno, dapprima si parlò di mancanza di fondi, poi ci furono le elezioni e tutto è stato congelato sino all’insediamento del nuovo primo cittadino. Alla cui porta Tonin è andato a bussare già più di una volta, sinora invano. L’ultimo incontro mancato si doveva tenere oggi, ma a causa di impegni del primo cittadino è slittato, pare di qualche giorno. Facile immaginare che l’architetto voglia sapere da Palazzo Marino se il suo progetto, pur vincitore, resterà per sempre solo sulla carta.

    Ma quindi?
    Piazza Scala?

  5. -Ale-

    Il colore è l’ultimo dei problemi!
    Altro complesso di casermoni ammassati!Ma perchè?????
    Ed è solo l’inizio, visto il plan ad ora non sono neppure a metà dei palazzoni da costruire. Mi domando come si possa pensare ad una qualità della vita?
    A me non piace!

  6. Davide V.

    Ma perché a Milano sono così diffuse le facciate dipinte di questi NON colori?

    In moltissime città meteorologicamente sfortunate come la nostra, dove spesso il cielo è grigio e opprimente, le facciate della case sono un trionfo di colori pastello di tutte le tonalità, rosa, verde, azzurro, giallo, arancio, ecc.

    A Milano le case sono o gialle oppure di una delle mille sfumature del bianco sporco/grigio (la maggioranza) come questa.

    Ci sono centinaia di palazzi bellissimi mortificati da una scelta cromatica imbarazzante, è un’utopia sognare un piano comunale del colore che metta al bando il grigio, apra a nuove tonalità anche inedite e che garantisca una adeguata alternanza tra i colori dei palazzi adiacenti?

    1. robertoq

      Giustissimo.
      E pensare che forse basterebbe soltanto una Commissione per il Paesaggio coi controfiocchi per imporre questa direzione!!

  7. Lorenzo lamas

    Capisco e concordo sulla questione del grigio.

    Ciò detto, se nel caso in argomento il contesto desolante – che spero possa essere migliorato negli anni – e la povera e triste struttura trova spiegazione – ma non giustificazione – nell’edilizia convenzionata, è sempre più frequente trovarsi a commentare in questo blog progetti residenziali che definire scarsi è quasi un complimento.

    E si tratta di residenze con – asserire pretese – e prezzi pari a quasi il doppio della media di mercato.

    Gli architetti sono forse mediamente scarsi? I palazzinari sono generalmente squali braccini ? Tutte e due le precedenti o forse anche il gusto corrente è così barbaro?

  8. CM

    già scritto nel post di casatrenno: chiamarle case è un complimento, chiamarli architetti pure.
    Diamo il nome giusto alle cose e agli individui: irreversibile porcheria (o porcata) realizzata da ciarlatani (e forse anche truffatori).

  9. Adriano

    C’è un altro aspetto, i nuovi residenti nelle aree così periferiche o sono giovani che vogliono avvicinarsi a milano o gente che ha vissuto già nelle aree limitrofe.
    In pratica loro sanno che quelli che vogliono avvicisarsi a milano a priori milano gli fa schifo, quindi loro dicono schifo per schifo almeno qui risparmio qualcosa, questo è il problema molte persone non amano milano e tanto meno quelli che ci costruiscono a loro proprio non frega una mazza.
    Quelli che invece abitano già nelle zone dove costruiscono il palazzo nuovo, magari ci sono nati quindi non gli fa schifo la zona e allora dicono almeno mi faccio una casa nuova…insomma per questi e altri mille motivi queste case in qualche modo vengono vendute…

    Comunque non è solo un problema di colore, ma sopratutto di posizione, continuare a costruire palazzi così a ridosso delle strade la gente non vuole avere le auto sotto la finestra, basterebbe fare come alcuni palazzi che hanno fatto negli anni 70/80 con un cortile che da sulla strada con alberi di alto fusto che proteggono dal rumore e dell’inquinamento.

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