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Milano | Finita l’epoca dei condomini da nababbi

Ultimamente, come si è potuto notare, il mercato immobiliare ha favorito la costruzione di grandi complessi residenziali di alta classe a scapito di complessi più a buon mercato. Progetti pensati e avviati, in molti casi più di una decina di anni fa, per i quali al momento il mercato è ormai saturo. Adesso pare sia arrivato il momento di invertire la rotta e mettere un freno alle case da nababbi.

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Un estratto dall’articolo del Corriere della Sera:

Favorire il mix abitativo, che diventa anche mix sociale. Guardando più a un mercato per i giovani che vogliono venire a studiare e lavorare a Milano. Perché “non c’è più spazio per le grandi speculazioni immobiliari: non c’è richiesta, e spero che quell’epoca sia finita”. Il sindaco Beppe Sala l’aveva già detto in campagna elettorale: “I nostri grattacieli sono belli, ma servono più case a prezzi contenuti”. Un tema su cui torna a battere, puntando a rendere Milano “sempre più una città per i giovani: nella questione abitativa stiamo intervenendo e cercheremo di dare il buon esempio”, dice alla platea del workshop “Abitare nel futuro”, con i vertici della Regione seduti accanto a lui.

È proprio al Pirellone che Sala guarda, come primo partner di una strategia di lungo termine. Deve essere il pubblico a dare il buon esempio: così, da una parte c’è il Comune che, attraverso Mm, ha chiuso due gare, e altre due sono in assegnazione, per utilizzare i 30 milioni chiesti alle banche per il progetto “Zero case sfitte”. Se tutto andrà per il meglio e non ci saranno ricorsi, entro la metà di quest’anno partiranno i primi cantieri per ristrutturare e rendere abitabili 780 case popolari oggi vuote. Dall’altra parte c’è proprio la Regione, con un capitale di 111 milioni (la delibera arriverà presto in giunta) da investire su tutta la Lombardia per la rigenerazione urbana (e al suo omonimo, l’assessore Fabrizio Sala, il sindaco ricorda: “Mi aspetto che in parte arrivino a Milano”).

Il riferimento, per Palazzo Marino, sono le grandi capitali europee, dove il mercato sta cambiando pelle, grazie alle politiche di incentivi delle amministrazioni. “I privati, altrove, investono su progetti che danno sicuramente rendimenti più bassi, ma più certi delle grandi speculazioni”, sottolinea il sindaco. Progetti che guardano alla richiesta complessiva della città, tarati sul tipo di alloggi che servono davvero e su un mercato di affitto residenziale a canoni calmierati.

Il resto dell’articolo.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


7 thoughts on “Milano | Finita l’epoca dei condomini da nababbi

  1. GArBa

    al di la delle lodevolissime intenzioni espresse, mi colpisce e mi preoccupa per il futuro degli investimenti immobiliari in città l’accezione in cui certa terminologia è usata (per lo più a sproposito) in questo articolo (“nababbi”, “speculazione”).

    1. wf

      A parte il programma tv riccanza gli appartamenti che vedi nelle foto sono rimasti tutti vuoti e invenduti.
      Quindi la terminologia coglie bene il senso.
      Anche il senso dei tempi dellimpoverimento generale della società.

      1. Anonimo

        Più che impoverimento generale direi che questa è la dimostrazione che Milano fatica molto ad attrarre un determinato tipo di classe sociale. Non spiccando per alcun particolare a livello internazionale a Milano non esiste alcun business specifico che richiama lavoratori con specifiche competenze ( uffici regionali di multinazionali, liberi professionisti, commercianti d’arte etc.. ) ed un reddito medio alto.

  2. Franco

    senza la “speculazione” come la chiamano i saccenti della nuova amministrazioni, a Porta Nuova avremmo ancora un luna park, con rom e pusher. Mah!

    1. Adriano

      Si infatti in alcuni casi la speculazione porta miglioramenti urbanistici notevoli, in altri dove si vuole risparmiare per fare case per il popolo vengono fuori quartieri e palazzi schifosi, e questo è per colpa delle aziende che vincono gli appalti degli architetti e delle amministrazioni che in alcune zone hanno fatto creare dei palazzi da denuncia, vedi le schifezze fatte in viale sarca 336, ma ce ne sono talmente tanti di esempi a Milano che potremmo stare fino a domani a fare l’elenco.
      Se le speculazioni fossero tutte come quelle di porta nuova e city life ben vanga la speculazione…

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