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Milano | Sagrati violati e tesori nascosti

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Certo che l’immagine turistica di Milano potrebbe essere più curata. Chiese stupende e importanti oltre ad essere quasi sempre al buio o in penombra, dove cartelli turistici indicano preziosi dipinti che sempre sono a loro volta al buio e quindi invisibili se non durante le messe, (quando è impossibile fare i turisti) hanno i sagrati perennemente occupati dalle vetture parcheggiate come al supermercato.

In questa carrellata di foto mostriamo alcuni esempi di chiese importanti come Sant’Angelo, Sant’Eustorgio e San Marco usate come se si fosse al centro commerciale, dove il parcheggio è garantito. Possibile che qui la  Sovrintendenza non muova un ciglio per far si che venga rispettato il sito monumentale? Possibile che il Comune non possa fare qualcosa e chiedere alla Chiesa di provvedere, magari oltre ad impedire il parcheggio davanti alle chiese, anche illuminando i dipinti nelle cappelle? Milano ha dei veri tesori nascosti, ma forse deve anche mostrarli.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


11 thoughts on “Milano | Sagrati violati e tesori nascosti

  1. Nicola

    In San Marco la situazione di gran lunga peggiore. Ogni volta che ci passò c’è sempre più degrado, in piazza l’asfalto della ciclabile è deteriorato e spesso le auto ci parcheggiano sopra, il sagrato è un parcheggio, il passaggio pedonale verso Brera è un parcheggio di moto e scooter. Quello è uno dei quartieri più belli e storici della città ma lo trattiamo come uno svincolo autostradale. Immaginate piazza San Marco libera dalle lamiere, potrebbe portare ricchezza, lavoro e turismo e invece è una landa desolata

  2. Dado

    Purtroppo, sono proprio le auto a portare ricchezza. Questo è quello che pensano i commercianti milanesi. E forse a Brera è anche vero. Per portare altra ricchezza ora bisogna solo aprire i navigli…

  3. Mattb1

    Per l’iiluminazione delle facciate i faretti presenti sui bei lampioni di sant’eustorgio andrebbero benissimo 🙂

  4. wf

    OFF TOPIC

    Sui pedali per 30 chilometri al giorno
    Milano prima in classifica nella app davanti a Barcellona e Amsterdam

    Milano guida la classica delle pendolarismo in bicicletta del 2016. Almeno stando alla classifica redatta da «Strava», una app forte di oltre 1,2 milioni di utenti nel mondo che condividono percorsi ed esperienze in bicicletta.

    Tra questi, i ciclisti meneghini ma, s’intende, soltanto quelli iscritti alla piattaforma sarebbero quelli che pedalano di più: in media, ogni giorno, quasi trenta chilometri. Poco dietro di loro, al secondo e terzo posto, troviamo i colleghi in sella di Barcellona con 26 e di Amsterdam con quasi 25 chilometri in media.

    La classifica di «Strava» delle città dove si percorrono in bicicletta più chilometri, riferendosi soltanto alla propria utenza, riconosce quantomeno a Milano uno sforzo che, negli anni, ha incanalato l’attenzione della politica sempre più verso la mobilità dolce, come si è notato col bike sharing.

  5. antonio

    A meno che quelle macchine non siano tutte del prete.. non credo che ci voglia molto, se ci fosse la volontà da parte della curia di impedire questo schifo.. il sagrato è privato.. basterebbe mettere dei dissuasori al’ingresso della piazza..Il rispetto del luogo non è un concetto fuori posto.

  6. -Ale-

    Parcheggi muniti di chiesa: parcheggio gratuito e ogni settmana confessioni e S.Messa per tutti. Con un’offerta, la perpetua e i chirichetti ti pulisco il parabrezza ei cerchioni!

    Una vera tristezza, mi chiedo se i parroci di queste chiese ignorano, subiscono o appoggiano l’otraggio al luogo di culto.

  7. wf

    OFF TOPIC

    LA PERIFERIA DI MILANO
    Buco nero Aler, manovra anticrisi
    Vendute 1.500 case per sanare i conti
    Prove di risanamento fra tagli e debiti saldati. «Ma senza aiuti non si salva» Il bilancio Il risultato complessivo, a fine di dicembre 2016, parla di 1.449 rogiti firmati
    di Gianni Santucci

    Bisogna partire dai debiti «vivi», quelli verso aziende che hanno fatto pulizie, sistemato facciate, aggiustato impianti elettrici. Aziende che, per anni, non sono state pagate, e alla fine si sono rivolte al Tribunale: tra 2013 e 2016, Aler ha ricevuto decreti ingiuntivi per un somma monstre , vicina ai 68 milioni. Alla fine dell’anno scorso, buona parte di quei debiti (59 milioni) erano stati saldati. Il dato viene citato nel verbale dell’ultima riunione del Collegio sindacale, l’organo di vigilanza che, il 24 gennaio 2017, si è riunito per fare il punto su progressi e ritardi del piano straordinario di risanamento. In un triennio Aler ha venduto appartamenti per 116 milioni, ridotto le spese di gestione di 20 milioni, pagato 50 milioni di mutui, riducendo una pesantissima esposizione iniziale (per 250 milioni). Ma senza «ulteriori sostegni finanziari» dalla Regione, conclude il Collegio, l’azienda non si potrà «salvare».

    GUARDA IL GRAFICO
    IL DOSSIER DELLE DISMISSIONI
    La crisi
    In quel verbale, tra cifre, tabelle e percentuali, si può rileggere la storia dell’azienda pubblica che possiede e gestisce quasi 40mila alloggi tra Milano e provincia: un’azienda che fino al 2013 è stata spolpata, impoverita, schiacciata dagli interessi politici delle giunte regionali (ieri il Corriere ha raccontato la storia delle 4 mila case popolari offerte a garanzia di mutui per operazioni immobiliari che si sono rivelate un totale fallimento)

  8. Claudiogi

    Non vorrei sembrare sgradevole ma mi sembra impossibile che le parrocchie non si accorgano mai di questa situazione. Che ci sia forse un po’ di connivenza?

  9. Nicola

    @WF: Scusa da dove viene quell’off topic? Da quello che capisco sono dati raccolti tramite app, ma non volgono dire nulla sull’uso della bicicletta nelle diverse città elencate, solo sull’uso che fanno gli utenti di quell’app della bicicletta. Strava è poco diffusa tra i ciclisti italiani, è probabile che sia diffusa tra ciclisti sportivi, ecco il motivo di dati così sfasati.

    @DADO: Sul fatto che le auto portino ricchezza perdonami, ma tutte le ricerche affermano il contrario da anni. Chi usa l’auto porta ricchezza al massimo ai produttori di benzina e alle insegne dei centri commerciali della provincia, non certo ai negozi di quartiere e alle attività cittadine. Chi ha l’auto fa spesa nei centri commerciali, chi non ce l’ha spende i suoi soldi nel suo quartiere, portando ricadute economiche in città. E’ per questo semplice motivo che tanti sindaci del nord Europa (che ragionano da veri manager) scoraggiano più che possono l’uso dell’auto privata, che ha anche notevolissimi costi nascosti (malattie da inquinamento, usura delle strade, occupazione dello spazio pubblico).

    1. wf

      Nicola probabilmente hai ragione.
      A ogni modo dimostra che Milano è perfetta per le biciclette e quindi si dovrebbe lavorare per renderla più sicura per le due ruote.

  10. Renato S.

    Più che connivenza delle parrocchie, temo si tratti di fonte di reddito. So per certo che, in nero, alcune chiese del centro affittano posti auto a 100 euro al mese…
    Uno per tutti il piazzale dietro l’obitorio, gestito dalla parrocchia di S. Nazaro: 100 euro/mese e puoi piantare l’auto nel fango con vista Policlinico.

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