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Milano | Porta Nuova – Biblioteca degli Alberi: ultimi ritocchi al primo lotto

2017-01-28_Parco_Biblioteca_Alberi_1

Il primo lotto della Biblioteca degli Alberi è praticamente concluso, ancora qualche piccolo ritocco e poi attenderemo solo l’apertura al pubblico.

Come si vede, in questo spazio nei pressi della vecchia palazzina dei ferrovieri, oggi sede della Fondazione Riccardo Catella e del ristorante Ratanà, sono state allestite delle aiuole con varie essenze, come salvia e rosmarino, mentre l’area sarà l’unica cintata del parco, con una ringhiera ondulata e realizzata in modo da diventare anche una seduta. Panchine, giochi dei bambini e i campi per il gioco delle bocce sono stati risistemati.

Oramai ci resta di capire dove proseguiranno i lavori al parco. Intanto noi abbiamo fatto alcune foto anche dal lato opposto, dove si trova l’Unicredit Pavilion e il costruendo palazzo della Coima.

 

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


9 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Biblioteca degli Alberi: ultimi ritocchi al primo lotto

  1. wf

    I grattacieli sullo sfondo fanno due cose:
    1.creano un panorama
    2.danno profondità a una città che non ha mai avuto profondità prospettica.

    La bellezza spero sia contagiosa anche per altri quartieri che ne avrebbero bisogno

  2. gruppofoschia

    chissa come aspettano ansiosi i padroni dei cani, che utilizzeranno il nuovo spazio verde per far defecare i loro amici a quattro zampe.

  3. wf

    Strade, riparte il piano anti buche
    A bilancio 40 milioni. «Chi arriva in città in auto dovrebbe contribuire».

    Strade groviera e rispunta l’idea di un dazio da far pagare ai city user, i pendolari motorizzati. L’assessore ai Lavori pubblici Gabriele Rabaiotti prima annuncia investimenti consistenti per la manutenzione delle strade (40 milioni di euro) nel 2017. Chiarisce che lo scorso anno il capitolo è stato sacrificato e «siamo andati avanti con le code derivanti dai progetti approvati tra la fine del 2014 e il 2015». Discolpa in soldoni la neve, il sale, la pioggia, le alluvioni così spesso additate come responsabili di buche e dissesti nell’asfalto, di lastroni e pavé che si sollevano. Poi, in commissione Lavori Pubblici, invita a riflettere sul peso che i pendolari giocano sull’usura delle strade: «È bello essere attrattivi, ma questo ha un costo. Le strade di Milano (1.700 chilometri in tutto, ndr) sono sottoposte a stress non indifferente, sono usate dal doppio delle auto dei residenti, e questo comporta un costo, oggi pesa tutto sulle spalle di chi vive in città. Si può pensare a una distribuzione del contributo di tipo impositivo su 2 milioni e mezzo di contribuenti invece che sui soli residenti».
    Un’idea non del tutto originale. A sentire una sorta di richiamo del Medioevo e ipotizzare un ritorno al dazio era già stato il sindaco Gabriele Albertini che aveva immaginato di mettere un ticket d’ingresso ai confini della città. A fine commissione, l’assessore aggiunge che «al momento non si può avanzare alcuna proposta, ma che si potrebbe lavorare sul sistema della città metropolitana» come «sistema unitario» su cui riflettere rispetto «in particolare a due servizi, energia e strade. È un bel tema da affrontare. Bisogna mantenere l’attrattività, ma anche dichiarare che se Milano continua ad essere usata da tanti, qualcosa deve succedere». E, a margine della commissione, ha aggiunto:«Anche il sistema della low emission zone può aiutarci». Interpellato sullo stesso tema, l’assessore al Bilancio Roberto Tasca, frena ma non smentisce. Alla domanda se sia allo studio una misura concreta da applicare ai city users, a margine della seduta di Consiglio, risponde: «Al momento è inopportuno parlare di qualsiasi idea strutturata in questo senso ma va fatta una riflessione sul tema».

    1. Adriano

      Grazie WF per questo intervento…
      Fatelo subito e basta!!!
      Se foste persone serie e aveste a cuore Milano basterebbe mettere una piccola tassa da 0,50 cent o un euro al giorno e non muore nessuno! anzi così sapete chi muore gli anziani e i bambini per colpa dell’inquinamento.
      Come al solito chi decide NON è di milano e ha parenti e amici che li hanno votati che vengono da fuori e non possono mettergli o mettersi una tassa…qui si tratta di salute e benessere dei milanesi.

      1. Anonimo

        Concordo al 100%. Il problema vero di Milano sono i suoi limitati confini. Ormai Milano spazia dal Duomo a Monza, Lodi, Varese etc..
        O si implementa una vera città metropolitana con poteri e statuto oppure giustissimo far pagare la gabella. Non si tratta di tornare al medioevo ma perché i miseri 1.3 mio di abitanti di Milano devono vivere male sotto la pressione quotidiana di oltre 3 mio di persone che qui ci passano un intera giornata 5 giorni su 7 ? Pensateci bene e il ragionamento fila…

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