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Milano | Chiesa Rossa – Molini Certosa, un vecchio magazzino in rovina

Percorrendo via Chiesa Rossa, lungo il Naviglio Pavese, e andando verso la campagna, incastrato tra due palazzi del primo Novecento, troviamo una struttura di archeologia industriale molto bella.

Un tempo era più visibile grazie ad un ponte in ferro che attraversava la strada e si allungava sulle acque del naviglio, utilizzato per sollevare dai barconi i sacchi di farina provenienti dallo stabilimento presso la Certosa di Pavia. Il ponte non c’è più, colpito nel 2002 da un camion che urtò la struttura metallica abbattendola definitivamente. La struttura del magazzino, per fortuna c’è ancora e si tratta dei Molini Certosa della Certosa di Pavia, un edificio industriale liberty realizzato tra il 1910 e il 1912 dall’ing. Luigi Mazzocchi per i “Nuovi Magazzini per farine allo Stadera”. Un tempo, dalla facciata, si prolungava il braccio metallico che sovrastava la strada ad oltre 4 metri di altezza ed era utilizzato per il carico e lo scarico della merce (granaglie, farine, ecc.) direttamente sui barconi ormeggiati a lato lungo il canale.

Progetti per il recupero ce ne sono stati, ma mai nessuno è arrivato a compimento, nel frattempo la struttura sta lentamente degradandosi e se non si interviene, potrebbe crollare e sparire come il ponte. Per giunta, come al solito, degrado porta degrado e gli incivili portano ogni tipo di rifiuto lasciandolo abbandonato davanti all’ingresso del magazzino. Insomma, un gran peccato che come al solito recuperare un edificio sia così difficile, soprattutto se questo è anche vincolato dalla sovrintendenza.

Fonte da Laura Lossi

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Naviglio Pavese nel 1937, Il gamba de legn per Pavia e sullo sfondo il ponte dei Molini di Certosa

 

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Il ponte del Molino Certosa prima che venisse abbattuto, in una foto del 1997/99

Di seguito il magazzino come appare oggi.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


6 thoughts on “Milano | Chiesa Rossa – Molini Certosa, un vecchio magazzino in rovina

  1. ENRICO

    Bellissimo edificio. Ristrutturato sarebbe meraviglioso! Ci si potrebbe ricavare un bellissimo spazio aperto al pubblico. Mi auguro non appartamenti.

    1. anonimo portaveneziano

      Perfetto: auguriamoci che possa diventare spazio espositivo o museo permanente dei Navigli, mercato a chilometro zero o a distanza variabile, spazio polifunzionale e multiculturale aperto alle associazioni del territorio, luogo di incontro, ascolto, confronto, dialogo con la cittadinanza.
      Tutto quel che volete. Ma presto!
      Se non si riesce, meglio gli appartamenti dell’insopportabile degrado.

  2. Alessandro Magno

    Ci sono un sacco di progetti (spostare il mercato comunale, creare un mercato km 0, fare il museo dei Navigli)…però se ne parla da anni e nessuno fa nulla…la sera é anche poco sicuro passarci vicino. Ho paura che il comune una decina di milioni per un edificio pubblico faccia fatica a trovarli. Però sarebbe una buona occasione per riqualificare il Naviglio Pavese che li sembra un canale di intralcio alla circolazione. Visto che devono investire sulle periferie trovare dei punti che agiscono positivamente sull’intera zona potrebbe essere una buona strategia. Certo anche le sponde del Naviglio…perché ancora quelle ringhiere gialle anni 80. La nebbia non c’è più…loro perseverano. Anche il ponticello appena restaurato 100 m dopo ( bello, bravi…) gli hanno ridipinto le ringhiere gialle …quando quello a 200 metri le han dignitosamente imbrunire qualche anno fa.

  3. GArBa

    mah, le ringhiere gialle sono anche caratteristiche, non mi sono mai dispiaciute anche perchè testimoni di un momento storico.
    quanto al desiderio assolutamente condivisibile che si possa salvare questo bel complesso industriale, sinceramente non capisco perchè la prima cosa a cui certuni pensano sia sempre e regolarmente uno spazio pubblico.l’esempio assolutamente positivo del molino mosca (oggi sede j. walter thompson, oltre che residenziale) dimostra che l’interesse privato saviamente governato può essere di altrettanto giovamento alla città.

    1. Alessandro Magno

      secondo me dimostrano solo di essere vecchie con quel colore. Anche i panettoni (gialli anche loro) sono rappresentativi di quel periodo…ma oggi a nessuno fa piacere vederli in giro. Però é una mia opinionine. Anche quando ridipinte di fresco (come per il ponticello su viale cermenate ) a me danno una sensazione di trasandato…ma se mettessero a posto il Naviglio e creassero delle belle passeggiate van ben anche gialle..;).

  4. antonio

    Abito in zona e conosco il problema. Negli anni 70 in quello spazio c’era una rimessa di taxi.. le 600 multiple verdi e nere con il muso verticale.
    Bellissime.
    .. e anche il deposito bus della SILA che poi è fallitai 25 anni fa, lasciando la desolazione..
    Un bel giorno di tanti anni fa un camion troppo alto ha tirato giù il braccio metallico della grù arrugginita che si vede dalla foto. Nonostante le rassicurazioni del Consiglio di zona.. non è stata più restaurata e ricollocata. Il deposito Ora è un rifugio di sbandati e da anni, il cancello di ingresso è una piccola discarica che amsa regolarmente ripulisce.
    Chiaro che la struttura merita di essere restaurata , se posso dire la mia, nell’area dismessa vedrei bene un parcheggio.. che è l’unica cosa che in zona manca. e di cui si sente gran bisogno. Farei a meno di altri appartamenti.

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