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Milano | Porta Genova – Il muro del vecchio naviglio e la stazione M4

Ponte dei Fabbri e naviglio morto 1870-80

Il Naviglio Morto e il Ponte dei Fabbri nel 1870-75 circa

Come oramai è noto, in piazza Resistenza Partigiana, dove c’è il cantiere per la futura stazione della Metro 4 di De Amicis, durante i primi scavi per lo spostamento dei sotto-servizi sono stati rinvenuti dei resti di un muro, lungo circa otto metri e alto tre. È un muro realizzato in grandi blocchi di pietra e ricorsi in mattoni, molto probabilmente appartenente alla cerchia dei Navigli e al fossato interno costruito nel medioevo. Pare sia in corrispondenza dell’antico ponticello della Pusterla dei Fabbri, una delle porte minori aperta nelle mura medievali che conduceva all’antica chiesa di San Vincenzo in Prato e alla porzione di città ad ovest. La pusterla già nel 1500 aveva perso il suo scopo difensivo ed era stata utilizzata come abitazione per popolani. Il ponticello in pietra che scavalcava il naviglio Morto o di San Girolamo, all’inizio dell’Ottocento venne affiancato da un nuovo ponte provvisorio, realizzato in legno per connettere via Cesare Correnti con il nuovo Corso Genova.

Di seguito alcune immagini fotografiche e illustrative del vecchio ponte dei Fabbri

pusterla-dei-fabbri-1885

La pusterla dei Fabbri e il ponte in una foto del 1885

Arco e ponte sopravvissero ancora per poco, perché, verso la fine dell’Ottocento, il tratto del naviglio chiamato Morto assieme a quello di San Gerolamo, ormai inutilizzati, vennero tombati già nel 1894.

Quindi toccò all’arco medievale della porta che, eliminata perché d’intralcio al traffico cittadino, fu smontata e portata al Castello Sforzesco nel 1905-6. Il naviglio infine venne chiuso e coperto tra il 1929 e il 1930.

 

Così il nostro tratto di muro è rimasto sepolto dalla fine dell’Ottocento sino a pochi mesi fa, quando ha rivisto la luce.

Noi speriamo tanto che il muro venga mantenuto e ricollocato nella nuova stazione, in bella vista per i passanti, a ricordo dell’antica pusterla e del tratto di naviglio scomparso.

Ringraziamo Mario Donadio, di Milano nel Tempo, per le foto 

2017-02-22_Muro_Medievale_De_Amicis_1

Noi abbiamo provato a fare un fotomontaggio della futura stazione col muro inserito all’interno del  corridoio del mezzanino.

M4_De_Amicis_Stazione_Muro_Medievale

ST-De-Amicis_Cantierizzazione

In rosso la posizione del muro e di come potrebbe inserirsi nella nuova stazione

 

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


8 thoughts on “Milano | Porta Genova – Il muro del vecchio naviglio e la stazione M4

  1. Alessandro Magno

    Bello bravi. Secondo me in ipotesi anche di riapertura della cerchia si potrebbe pensare a riposizionare l’arco della porta oggi al castello al termine di via correnti (al posto del busto di correnti che potrebbe essere spostato poco più in là). La piazzetta dovrebbe essere abbastanza larga per far passare le auto ai lati. Basterebbe realizzare dei contrafforti in mattoni ai lati (che si vedono anche a porta nuova) per reggere la struttura. Sarebbe un intervento non troppo costoso e di sicuro impatto visivo.

  2. dario torrente

    anche io credo che la pusterla debba tornare al suo posto e l’idea del muro nella stazione è giustissima, bisogna sensibilizzare il comune a tal uopo

  3. loris

    http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_marzo_06/m4-talpe-pronte-forlanini-966cd12a-01f3-11e7-a0e6-2c98b97af02a.shtml

    “Un passo avanti, per i cantieri che si trovano lungo la circonvallazione interna, anche in relazione al ritrovamento del muro in pietra e mattoni all’altezza di piazza Resistenza Partigiana. Si tratta di un manufatto d’epoca sforzesca e, conclusi i rilievi della Soprintendenza archeologica, il Comune ha deciso di optare «per il suo mantenimento a vista all’interno della futura stazione», come spiega l’assessore alla Mobilità, Marco Granelli. L’ipotesi di smontarlo e rimontarlo fuori terra, per quanto suggestiva, sarebbe stata scartata, perché indubbiamente più costosa. Ma anche conservarlo in sito implica modifiche al progetto che non sono ancora state prodotte.”

  4. wf

    Lo concordo mio si acconcia alla proposizione de de civico documentae per la mantenitura et conservazione dello muro che di molta gloria alle genti ipogee potrà essere ammirata.
    A futura et passata memoria per tutte le genti…

    Feudalesimo e libertà

  5. Anonimo

    Andiamo avanti con il progresso… Con tutte le cose di cui ha bisogno perché farmarsi e spendere risorse per un pezzo di muro marcio e senza alcun valore…

    Avanti con le trivelle e pensiamo già alla M6 in modo da rendere Milano libera dalle macchine il prima possibile.

    1. GArBa

      non ci si è mai fermati per questi ritrovamenti. anzi, la bellissima area archeologica paleocristiana che c’è sotto il sagrato del duomo è venuta fuori con i lavori della metropolitana, come pure i vari tratti di strada incorporati sia a duomo M1 che a missori M3. il ritrovamento si può tutelare spostandolo o, come giustamente propone l’articolo, integrandolo nella stazione. mai stato un problema…

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