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Milano | Vigentino – Una vergogna!

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In via Adamello, al Vigentino, a due passi da Fondazione Prada e dal Cantiere di Symbiosis, alcuni automobilisti parcheggiano le loro autovetture sulle belle aiuole da pochi anni sistemate e sulla pista ciclabile.

Ci chiediamo cosa serva realizzare dei lavori (e spendere soldi), anche ben fatti, per dare dignità alla via e al quartiere se poi, non mettendo dissuasori (in questo, e in molti altri casi, ne bastano quattro o cinque messi nei punti giusti) o multando, le autovetture distruggono quanto fatto? Per di più vanificando anche il tentativo di dare decoro alla città

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


15 thoughts on “Milano | Vigentino – Una vergogna!

  1. Anonimo

    questo è uno dei tanti risultati dell’ignoranza e dell’incompetenza dei “tecnici” del Comune e della varie inutili agenzie sulla mobilità.
    Questa risistemazione è fatta a caso, inserendo una ciclabile che non ha senso poichè nessuno la userà mai, senza dissuasori, marciapiedi insensatamente larghi etc..
    Quante riqualificazioni recenti sono state fatte in questo modo? Decine e moltissime con questi risultati

    1. GetFuzzy

      Marciapiedi insensatamente larghi? Ci saranno 3 metri condivisi tra pedoni e ciclisti! Anche la più “razionale” riqualificazione auspicata da te non permetterebbe comunque una quadrupla fila di parcheggi come ora…smettiamola di giustificare l’ingiustificabile!

      1. Anonimo

        la differenza tra marciapiede e ciclabile è impercettibile, indi per cui è come se fosse un mega marciapiede. Non so se conosci la zona, ma lì non c’è anima viva che cammina non essendoci servizi di vicinato, nè tanto meno ci sarà mai un ciclista che percorrerà la ciclabile visto che il tracciato non intercetta nessuna via di rilievo per i ciclisti.

    1. wark

      E’ giusto aboliamo il traffico privato. Io per primo sono disposto a rinunciare all’automobile. Vienimi a prendere domattina in Piazza Bonomelli davanti a banca Intesa

  2. robertoq

    Se costruiamo muri, mettiamo filo spinato, paracarri, dissuasori, cavalli di frisia e schieriamo l’Esercito a sostegno dei Vigili è possibile che la bella riqualificazione non venga stuprata dallo schifoso parcheggio selvaggio.

    Però a mio parere data l’area periferica e non molto urbanizzata, si potevano prevedere più parcheggi (magari fatti bene e non invasivi). A meno che non si pensi sul serio che la gente a lavorare in quel posto ci vada in bici o col 24…

  3. GetFuzzy

    Che figli di buona donna. Mi spiace, ma è il termine più gentile che mi viene in mente per gente simile che fa certe cose consapevolmente. È semplicemente ingiustificabile, in questo caso non mi viene nemmeno da dare la colpa al Comune, perché nessuno sano di mente penserebbe di parcheggiare a cavallo di aiuola/marciapiede/ciclabile con dei parcheggi regolari PRESENTI.

    Ma non sono nemmeno loro il vero problema: conosco gente che giustificherebbe questi parcheggi, perché in fondo “ci si passa lo stesso”, ” la ciclabile non la usa nessuno”, “non danno fastidio a nessuno”…

  4. -Ale-

    Basterebbero un paio di paletti ben piazzati ed il problema è risolto.
    Ora, in una società civile questi paletti non servirebbero e posso accettare (a fatica) che nel progetto iniziale non ci fossero. La questione è che, finite le realizzazioni, nessuno (eccetto UF) va a verificare il risultato e a valutare interventi di rifinitura. Questa secondo me è la colpa più grave. Basta devvero poco e l’utomobilista ignorante si deve cercare un parcheggio regolare.

  5. ENRICO

    Diciamo pure che questo lavoro fatto dal comune è fatto male! Non si distingue nemmeno la differenza tra marciapiede e pista ciclabile. Nessuno colore diverso (materiale) nessuna segnaletica orizzontale, se non ci vanno le auto ci andranno sopra i pedoni rischiando di scontrarsi con le bici o per lo meno infastidendole. Non si può fare tutto di asfalto monocolore grigio. Si vede chiaramente che sono lavori fatti in economia e male e purtroppo è triste dirlo ma è la regola per la città. Per quanto riguarda le auto a Milano c’è bisogno di una task force che giri in auto e che senza nemmeno scendere fotografi le auto in divieto di sosta o doppia fila o sulle aiule. Si potrebbe mettere anche le telecamere agli autobus come succede credo a Londra o altre città del mondo, se sei sulla BUS LINE ti scattano la multa e la girano alla polizia che provvede. Quanti soldi potrebbe guadagnare il comune da questi divieti non rispettati….. quanti…… tanti!! Solo a Milano e in Italia si vedono cosi tante infrazioni. Ci siamo ormai abituati al lassismo.

  6. Anonimo

    Allora io purtroppo ultimamente lavoro spesso esattamente in quella zona. Assolutamente non sensato non mettere 4 paletti che avrebbero fatto da dissuasori.
    Assolutamente non giustifico gli incivili che parcheggiano sulle aiuole e sulla ciclabile (peraltro non ancora attiva visto che manca del tutto la segnaletica).

    Però vi chiedo di andare a fare un giro in quelle vie, e poi di scrivere qui, dopo che avete visto veramente come stanno le cose.
    Avevo già segnalato la cosa recentemente. In tutto questo megacantiere che hanno aperto, hanno “temporaneamente” tolto non meno di 250-300 posti auto in una zona che è servita dal solo 24. Direte va beh è una cosa temporanea e stanno lavorando per sistemare al meglio la zona che alla fine sarà più bella!
    Fantastico!

    Peccato che in tutta la parte “pubblica” del lavoro, non ci lavora mai nessuno. Sono stati eliminati i posti auto, recintati i cantieri e poi il nulla. Esattamente come sulla famosa preferenziale tra piazzale Lotto e Stuparich.

    Quindi io dico: venite a rimuovere e a multare tutti gli incivili che parcheggiano in quel modo, ma venite anche a verificare come mai si appaltano i lavori e poi non si fa nulla…. Forse nessuno controlla i lavori fatti a scomputo oneri di urbanizzazione???
    Come mai sono sempre gli ultimi ad essere completati?
    A me ricorda un poco il parco a Porta Nuova. Sarà ultimato probabilmente quasi 10 anni dopo aver inaugurato i vari grattacieli…
    La stessa cosa successe vari anni fa in via Savona angolo via Stendhal. Condominio di nuova costruzione ultimato e abitato. Parchetto pubblico finito ma non aperto per almeno 8 mesi, visto che mancava il collaudo….
    Io stesso ho dovuto scrivere al Comune una decina di volte per sollecitare…

  7. Adriano

    Assurdo marciapiedi così larghi dove passano 2 pedoni all’ora…
    Poi ovviamente non bisogna posteggiare sul marciapiede e bla bla bla…ma come al solito quella pista ciclabile nn va da nessuna parte.
    Io avrei lasciato il doppio senso di marcia e il posteggio orizzontale e con i dissuasori avrei bloccato l’accesso al maciapiedi.
    E non avrei tolto tutti i posteggi che hanno tolto per i cantieri.

    Poi quando tutti i lavori saranno finiti e ci sarà un flusso pedonale degno se mai ci sarà, si fanno posteggi sotteranei e si mettono i dissuasori e così via….quella zona non è minimanemente collegata con i mezzi pubblici e per arrivarci in bici bisogna attraversare vialoni senza protezione alcuna…quindi come al solito non c’è visione di insieme si pensa solo a far fare dei lavori a caso per gli oneri di urbanizzazione senza vedere nell’insieme la città e chi deve andare in quelle zone a lavorare e a viverci…per progettare bene bisogna capire come la gente fruisce la zona chi ci va come ci va ecc….

  8. Bruno

    Non sono d’accordo con alcuni commenti. Le vie Adamello e Broni sono una valida alternativa in bicicletta a via Ripamonti, dal Vigentino verso il centro, a causa dei binari del tram e del poco spazio tra questi e le auto parcheggiate. Se completassero la ciclabile da via Adamello verso sud nel tratto lungo la Vettabbia a sud di piazza Sumatra (basterebbe rendere il marciapiede promiscuo bici/pedoni in direzione nord), sarebbe un bel colpo, insieme al tratto di via Benaco verso via Ripamonti e magari una ciclabile sull’enorme marciapiede del cavalcaferrovia di quest’ultima.
    Anche in via Broni in un recente intervento edilizio come opera a scomputo oneri hanno costruito un breve tratto di ciclabile, e se non sbaglio questo asse coincideva con uno dei raggi verdi.
    Non è nemmeno vero che la zona non è servita da mezzi pubblici. Il 24 passa a pochi minuti a piedi di distanza, se questa è una zona non servita allora 3/4 di Milano non è servita.

    1. Bizantinismi

      Potevano fare il posteggio a lisca di pesce su entrambi i lati così ci sarebbero state più auto e nessuno avrebbe parcheggiato sulla ciclabile, invece su un lato guarda caso non l’hanno fatto, tanto per far girare per 10 minuti le auto a cercare un posto e consumare un pò di carburante (con l’accise che ne deriva allo stato bizantinoide), fino a quando si stufano e parcheggiano sulla pista ciclabile rigorosamente senza barriere architettoniche per impedire che si parcheggi sopra. Bizantinismo allo stato puro… La ciclabile l’hanno fatta non per i ciclisti, ma per diminuire i posti auto e costringere a girare per decine di minuti a cercare un posteggio e poi costringerli a parcheggiare sulla ciclabile così poi la gente non usa la bici.
      Della serie: “anime belle, la ciclabile ve la facciamo, ma a noi interessa che si utilizzi l’auto e si consumi carburante con le tasse che ne derivano, anche quando si cerca il parcheggio che non devono trovar subito ma girare un pò, e che poi anche parcheggino sulla ciclabile così la prossima volta non usate la bici ma l’auto”…

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