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Milano | Progetto: sempre più fattibile la riapertura dei navigli

 

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Il Sindaco Beppe Sala in questi giorni è stato a Chicago, negli Usa, su invito del sindaco Rahm Emanuel assieme ad altri 15 sindaci di altrettante città (tra le quali Parigi, Cape Town, Belgrado, Baltimora e Buenos Aires) per un incontro sulle vie d’acqua urbane, Urban Waterways Forum.

La questione è delicata a Milano perché l’acqua, attualmente quasi invisibile al cittadino frettoloso ad eccezione del Naviglio Grande, Darsena e Naviglio Pavese, fa da letto alla città stessa, basta scavare e ad una profondità neanche tanto profonda e si trova la falda acquifera. Ma ci sono anche, oltre ai navigli, canali sotterranei, fiumi e torrenti, come il Seveso che troppo spesso crea effetti disastrosi.

Naturalmente uno dei temi portati dal Sindaco è stato il progetto, ancora in fase di elaborazione, della riapertura della vecchia cerchia dei navigli, dell’impatto che questa avrebbe e dei benefici prodotti.

La riapertura del canale che da Cassina de’ Pomm a Greco, arriva alla Darsena, porterebbe nuovo turismo, qualità della vita in città migliore, una riduzione del traffico in centro e di sicuro gioverebbe anche all’immagine stessa della città.

La questione scottante pare sia la spesa ipotizzata e calcolata dal Politecnico – ben 400 milioni – anche se alcune associazioni, compresa Riaprire i Navigli, sostengono che la spesa per le opere essenziali sarebbe quantificabile in poco più di 200 milioni, ai quali sono stati aggiunti esborsi per progettazioni ulteriori, cantierizzazioni, interventi provvisori per la viabilità, imprevisti vari e Iva che fanno lievitare e quasi raddoppiare la cifra.

Pare, secondo queste fonti, che tante opere messe nel conto dei 400 milioni non siano così necessarie perciò il costo si potrebbe facilmente ridurre anche della metà. Il Sindaco comunque vuole avere dati certi e ben studiati, presentare il progetto e successivamente fare un referendum coi cittadini e quindi proseguire o bloccare il progetto a seconda dell’esito.

Intanto il Corriere della Sera ha intervistato Magda Antonioli, direttore del Master in economia del turismo alla Bocconi, la quale sostiene come l’apertura dei navigli avrebbe una ricaduta molto positiva sul turismo, vista anche la recente trasformazione di Milano da città solo del business a città da visitare anche in un week end.

La riapertura del canale riqualificherebbe luoghi storici che oggi sono completamente abbandonati o dimenticati. Sarebbe un nuovo rilancio per Milano, come dopo Expo e la creazione di luoghi come Piazza Gare Aulenti, CityLife e la Darsena che oramai fungono da nuove mete da visitare. Milano dovrebbe muoversi come Parigi, Amsterdam o Strasburgo, dove è frequente il recupero di aree e percorsi su acqua o pedonali, efficienti per residenti e turisti.

Noi già tempo fa avevamo provato a immaginare Milano come città d’acqua con alcuni fotomontaggi che vi riproponiamo.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


28 thoughts on “Milano | Progetto: sempre più fattibile la riapertura dei navigli

  1. -Ale-

    I costi di realizzazione sono chiaramenti importanti, ma ancor più critici saranno i costi di manutenzione e gestione.
    Personalemente sono molto favorevole a riaprire i Navigli, ma mi aspetto un piano di gestione sin dall’inizio. Se le acque del Naviglio non saranno sempre pulite, l’opera si ritorcerà contro la città.

    Ora lancio un ipotesi fantasiosa, ma qui si scambiano idee e quindi credo che ne ho il diritto.
    Quanto hanno visto la Conca dell’Incoronata? circa 100m di Naviglio non interrato, ma senza acqua dove ora sorge un incatevole giardino. Se New York ha la High Line, Milano potrebbe avere un “Giardino basso”. Una striscia di verde che circonda il centro. In P.za S.Marco, anzichè l’attuale squallido parcheggio, avremmo un grande giardino che poi continua fino alle porte della Darsena, abbracciando il centro. Otterremmo lo stesso impatto positivo sulla mobilità (per chi come me crede che meno macchine sia un bene) e sulla qualità della vita,a costi inferiori.

    Solo un’idea… nel caso che, fatti i conti sui costi di gestione e manutenzione delle vie navigabili, ci si rende conto che il gioco non vale la candela.

    Comunque sia, i Navigli vanno riaperti!

    1. Alessandro Magno

      l’idea mi fa un pò rabbrividire come quando la Moratti propose un giardino umido nella darsena per gli uccelli acquatici…:D. In ogni caso credo che 9 km di giardino ben tenuto abbiano costi di manutenzione non indifferenti e sicuramente superiori agli interventi che si fanno nei periodi di asciutta sui navigli (irrigazione, potature, aiutole, taglio erba, manutenzione viali)
      Il giardino presso la conca dell’incoronata in questi giorni è bellissimo e vero…tutto fiorito…ma non sarebbe meno bello riportando l’acqua.

  2. Adriano

    Tutto molto bello, ma non mi convince la riapertura dove ci sono le auto sia a destra che a sinistra e non c’è un luogo pedonale, funzionerebbe su strade con poco traffico ma non in via melchiorre gioia.
    Vedete la foto 4 e la 5 saranno un futuro punto di degrado, mentre la 6 dove il naviglio è protetto da un lato può funzionare.
    Secondo me la prima parte di melchiorre diventerebbe come via santander una discarica a cielo aperto.
    Poi invece negli spazi aperti dove si creano piazze che sostituiscono posteggi alle auto, va bene, io inoltre seguirei esempi olandesi dove in realizzazioni simili si sono creati posteggi interrati per i residenti.

    Un’ultimo ragionamento, scusate milano senza la riapiertura dei navigli è diventata la metà turistica più ambita del 2016 e probabilmente lo sarà anche per il 2017 è quindi così fondamentale la riapertura per attrarre turisti, non è meglio creare meglio e con più attenzioni le aree pedonali, per esempio ripensare subito agli interventi mal fatti in zona solari?

    ci sono tantissime cose che si possono fare per migliorare la città senza riaprire i navigli è davvero un volano così importante?

    Vedo per esempio piazza cordusio mi sembra molto più importante rifare una piazza così centrale, che riaprire il naviglio in melchiorre gioia con auto a destra e a sinistra…quale turista vorrebbe andarci??
    Inveve al residente di via melchiorre gioia serve un parco un luogo dove passeggiare e un naviglio in mezzo senza area pedonale non funziona…mi convince di più l’idea -Ale-.
    Io se abitassi li vorrei un parco in mezzo e non dell’acqua senza parco…

  3. antonio

    Io non avrei dubbi e quelli sollevati dai due interventi precedenti mi sembrano facilmente superabili.
    Io faccio un unico ragionamento.. oltre ai benefici turistici e al minor inquinamento da traffico ( NON TRASCURABILE) c’è un terzo motivo importantissimo a favore..
    La navigazione assolutamente fattibile che metterebbe in comunicazione il lago di Como Il lago maggiore quindi MILANO con L’Adriatico e Venezia.
    Nei primi del 900 c’era un battello a vapore che partiva da locarno e arrivava a venezia. Immaginate cosa sarebbe oggi con i mezzi moderni questo tipo di viaggio che attirerebbe tutti i turisti del NORD Europa!
    Va bene essere prudenti, ma in questo caso i dubbiosi fanno un esercizio inutile.

    1. Adriano

      Antonio, sarebbe bellissimo, ma con quel sistema di chiuse non credo che sarebbe navigabile, ho paura che faccia la fine del canale per expo, che non so nemmeno se è stato terminato.
      Il discorso è costi benefici, siete davvero sicuri che qualcuno verrà a fare la gita nel canale in melchiorre gioia?sarà davvero possibile renderlo tutto navigabile?
      visto che in molti rendering qui sopra in alcune piazza sarà interrato in parte quindi non è tutto navigabile, altra cosa è nel sud di milano dove oramai la pedonalizzazione andrà crescendo perchè è un naturale prosecuzione del centro verso i navigli…ecco io mi concentrerei su questi aspetti, migliorare la città con le piazze che esistono già, in pratica seguire tutti i post che urban file crea ogni giorno, se venissero presi come spunto per riqualificare, si eviterebbe di fare spese inutili come quelle del post successivo di riqualificazione mal riuscita da parte del comune….se continui a spendere i soldi per interventi inutili come fai a trovarli per fare cose fatte bene con tanti alberi, il problema è che se faranno la riapertura non metteranno gli alberi e senza il guadagno paesaggistico e la fruizione saranno molto meno attrattivi…non credo che gli assessori di questa giunta, tutti politici siano in grado di migliorare la città, ci vogliono privati ed architetti paesaggisti capaci, e sopratutto gente che di mobilità ne capisca non il nostro Maran che non ci capisce molto e che continua far fare studi da politecnico sperando di trovare soluzion, che lui non ha idea di come si facciano, poi ben venga che si faccia aiutare, ma secondo me non è in grado di dare soluzioni di così grande portata, visto cosa ha combinato in zona solari…

      Spero tanto in una riapertura funzionale ai residenti in primis e poi ai turisti, perchè se la gente ci vive volentieri i turisti arrivano subito, se la gente non è soddisfatta il turista non arriva…

    2. wf

      Totalmente d’accordo.
      Sebbene concordi con il giusto notare che nei rendering di uf c’è TROPPO asfalto che circonda tratti di naviglio in via Melchiorre gioia non lasciando spazio di rispetto per godersi l’acqua.
      Sono tutte modifiche fattibili e superabili.

      Qui volevo solo aggiungere che anche solo l’idea è il fatto di riaprire i navigli hanno una portata ideale immaginifica pazzesca. E una certa è sicura risonanza mondiale. Senza contare le ricadute positive sulla città essa stessa cambierebbe il suo DNA e metterebbe in moto forze propulsive dinamiche in tutta la città.

      Quello che porta nuova a generato per un singolo quartiere si replicherebbe per la città intera.

      La forza immaginaria di questa idea e segno di cambiamento su Milano avrebbe effetti oltre i confini della città. Cambiando radicalmente il volto della città stessa, sia agli occhi dei milanesi sia agli occhi del mondo.
      Metterebbe inoltre in gioco forze positive di riqualificazione urbanistica proprio come in porta nuovA la riqualificazione si sta espandendo in modo centrifugo…

      1. Adriano

        E’ bello l’entusiasmo e voglio essere positivo, vorrei solo farti notare che porta nuova è stato ideato da privati e sono loro che ci mettono i soldi per manutenere l’area, ecco la sostanziale differenza…
        stessa cosa city life…

        Quando tu sei un privato vuoi che i lavori siano fatti a regola d’arte e chi realizza e manutiene l’area vuole che tutto sia perfetto altrimenti il rischio è che il privato vada da un altro fornitore.

        Quando sei pubblico e fai fare dei lavori come quelli in melchiorre gioia (post seguente), non controlli e non sei in grado di far rifare un intervento fatto male, succede perchè a nessuno da chi fa fare i lavori a chi li fa frega qualcosa che venga fatto bene, perchè tanto loro li non ci vivono e quindi che me frega che venga fatto bene o no.
        Si chiama senso civico… Il fatto che i lavori pubblici devono essere fatti come se fossero i lavori per il tuo appartamento, per il tuo giardino…e non una cosa fatta in posto dove a nessuno frega un c…o

        1. wf

          Sono d’accordo che i lavori pubblici debbano essere fatti come e meglio di quelli privati.
          Però non posso bloccare un’opera o non prendere un’occasione storica per milano come quella di aprire i navigli e cambiare il volto della città solo per paura.
          Dico, diamo tutti una mano e monitoriamo come cittadini.
          Invece ritengo fondatissime le osservazione sul poco spazio per i residenti lungo il naviglio Melchiorre gioia e qui mi aspetto un progetto e relativi rendering più adeguati che prendano in considerazione queste osservazioni.
          Ma sono modifiche che possono essere fatte e invocate, non bloccare un progetto così importante per queste paure.
          Giustissimo che un ambito deve essere vivo per i residenti.
          Giuste ma possono appunto essere evitate modificando i dettagli del capitolato. Magari anche mettendo del pave rossiccio invece della bella da monumentale, anche a volte.

  4. Luca Algeri

    Anche il Naviglio della Martesana corre in periferia eppure, a quanto mi risulta, da Via Melchiorre Gioia a Crescenzago è ricco di scorci molto caratteristici e suggestivi dove i cittadini vanno a correre o anche solo a camminare e rilassarsi. Magari non sarà un luogo battuto dai turisti, ma certamente è un luogo amato dai cittadini nella altrimenti ancor più degradata periferia di Nord Est, ove si affacciano notevoli ville del ‘700 e comunque con la riapertura dei Navigli tutti i percorsi potrebbero essere valorizzati anche turisticamente, magari con gite su battelli a fondo piatto. Certo, necessita di manutenzione continua e costante. ma se riescono ad Amsterdam perchè non dovremmo riuscirci a Milano su una rete di canali infinitamente più breve? Da quanto leggo in alcuni siti, solo l’abbattimento del rumore ed il silenzio rendono il luogo “incantato”. L’atmosfera in centro promette quindi di essere interessante, soprattutto nella cerchia di Via Santa Sofia – Via Francesco Sforza, oggi trafficatissima.. Mi chiedo solo come potrebbero fare le ambulanze ad accedere all’ospedale policlinico a sirene spegate …ma sarebbe lo stesso se il fossato venisse ricoperto da una striscia di giardini anzichè da un corso d’acqua.

    1. Adriano

      Certo non metto in dubbio la parte del naviglio martesana è molto bella e i residenti ci vanno, ma secondo te perchè ci vanno? ci vanno perchè è pedonale e senza auto, tu faresti una passeggiata lungo un fosso senza una area pedonale adeguata? come dicevo se fosse tutto come nella foto 6 avrebbe senso, ma questo vorrebbe praticamente lasciare solo un piccolo controviale solo da uno dei due civici e dall’altra parte avere tutto il traffico e allora da quale lato si dovrebbe mettere?perchè così in mezzo senza area pedonale il residente non fa la passeggiata…quindi i soldi vanno spesi bene, va fatta molta attenzione ad ogni dettaglio e ho paura che gli amministratori attuali non siano in grado…purtroppo..

  5. antonio

    Caro Adriano.
    ma le chiuse sono fatte proprio per rendere navigabile il canale.. basterebbe riattivarle.
    E alcune conche sono state progettate da Leonardo Da Vinci in persona!
    Dove lo trovi un altro canale del genere al Mondo. E noi lo abbiamo sotterrato!
    Tra l’altro vorrei ricordare quanto il nome di Leonardo sia attrattivo a livello turistico.
    Poi mi sembra che ti sfugga la portata grandiosa dell’intervento riducendolo a gita domenicale di qualche turista sfigato. Non è cosi!
    Ripeto, da Locarno a Milano si può già fare con poco. E durante il viaggio ci sono tante cose da vedere: La diga di Panperduto, le ville, Gaggiano.. la darsena.
    Rendendo di nuovo navigabile la Martesana si aggiungerebbero i visitatori del lago di Como.
    Tramite Pavia poi si arriverebbe a Venezia.
    Urbanistica è sogno e noi il nostro lo abbiamo seppellito sotto l’asfalto.
    Poi le tue considerazione di questa giunta che non è capace.. non mi trova proprio d’accordo. Sei un po’ demagogico. Fai un bel minestrone tra Solari M4 Maran… ma noi parliamo di navigli e questa giunta è la prima ha messo in agenda la riapertura.. il resto sono parole al vento.

    1. Adriano

      Sulle parole al vento hai ragione, ma secondo me il criterio della riapertura deve essere la possibilità che tutti, soprattutto i residenti, possano fruire dei navigli.
      Quindi una soluzione come quella nella foto 4 e 5 eventualmente potrebbe rendere navigabile un tratto, ma non fruibile per i residenti.
      I miei commenti vogliono essere spunti, poi effettivamente sono un po’ di parte perchè credo che ci siano degli incompetenti in giunta però questo è un problema mio, anche se parlano i fatti in alcune zone.
      Un ultima cosa nella foto 9 come ci passa una barca?
      ah quindi sarebbe navigabile a tratti? e quindi non si potrebbe fare tutta milano su una barca? non è un discorso solo delle chiuse….

  6. davide Piva

    Ancora con questa baggianata di riaprire i navigli interni?! Ma vi rendete conto di quanto costera’ e che sara’ necessario buttare per aria mezza Milano?
    Vogliamo ridurre le auto in citta’? Spendiamo questi soldi per potenziare i collegamenti tra Milano e l’hinterland, in modo che i pendolari suburbani non entrino nel perimetro cittadino con l’auto. Come fare? Alcuni spunti:
    1) Prolungare verso l’esterno, ove possibile, le metropolitane. Inutile costruire n linee che si fermano pedissequamente al confine comunale.
    2) Costruire i parcheggi di interscambio ai capolinea metropolitani. Sapete che a Comasina M3 c’e’ un parcheggio ridocolo che alle 7:15 del mattino e’ gia’ pieno? Sapete che a Sesto FS M1 ed a Bignami M5 NON c’e’ un parcheggio di interscambio?
    3) Costruire parcheggi di interscambio presso le stazioni suburbane delle Ferrovie Nord. Avete idea delle dimensioni ridicole dei parcheggi esistenti?

    Poi, una volta completati questi interventi, potremmo forse parlare della riapertura dei navigli.

    1. Alessandro Magno

      Davide…i fondi per riaprire i navigli (che siano 200-400 o 600 milioni) non li prendi dal bilancio del comune che è quasi in rosso.
      Sono fondi straordinari del governo per la città di Milano (magari in parte con co-finanziamento europeo, e in parte con sponsor privati) per un progetto di sistema.
      Quindi non è che o li mettono sui navigli oppure ti mettono a posto le strade e ti fanno i parcheggi.
      O li mettono sui navigli oppure vanno a finire in un altro calderone inutile tipo i 10 miliardi di euro per costruire il ponte sullo stretto di Messina (che non lo faranno mai… ma intanto abbiamo pagato centinaia di milioni di penali alle ditte costruttrici).
      Quindi prendi e porta a casa :D!

  7. CM

    se veramente questa giunta e le prossime vogliono portare avanti il discorso, per non fallire subito secondo me devono agire su due punti:
    – rendere il progetto credibile, chiarendo che è perseguibile solo uno dei due obiettivi (riqualificazione urbana, oppure collegamento navigabile)
    – garantire comunque un equilibrio nelle voci dei bilanci pubblici degli enti coinvolti, perchè questo gradevole intervento riguarda di nuovo il centro storico, a scapito delle mille urgenze periferiche

  8. antonio

    Per davide piva.. un intervento non esclude l’altro.. si possono riaprire i navigli e fare parcheggi di interscambio… anzi.. la riapertura dei navigli si ripagherebbe immediatamente.. ( Come dicono gli esperti di economia turistica.. vedi articolo.) e i soldi potrebbero essere riutilizzati per la mobilità.
    Per esperienza devo dire però che ad es. i due grandi parcheggi di famagosta e assago sono sempre sottoutilizzati.
    Si preferisce parcheggiare lungo i marciapiedi piuttosto che pagare i pochi euro del parcheggio.

    Per cm.. non è vero che la riapertura riguarderebbe il centro storico… i due navigli e la martesana prima di arrivare in centro passano evidentemente dalla periferia ( Gratosoglio, Corsico e Via Padova) O no??

  9. Luca Algeri

    E poi chi lo ha detto che i parcheggi di corrispondenza li debba costruire il Comune con soldi propri? Lo possono fare anche i privati o anche ATM o FNM. Al limite si fa un businnes plan e li si da in concessione al costruttore per X anni così da garantirgli l’utile d’impresa. In generale … anche con vincoli tariffari per uso pubblico,i parcheggi dovrebbero ripagarsi in un limite temporale interessante per qualunque investitore. Piuttosto, sarebbe da riorganizzare tutta la circolazione perchè .. ad esempio, dai rendering sembrerebbe che Via Francesco Sforza diventerebbe in parte pedonale mentre oggi è interessata da un traffico notevole ed è utilizzata, ad esempio, per gli accessi al Policlinico ed i trasferimenti dei detenuti in Tribunale; tra l’altro i mezzi pubblici la percorrono in entrambi i sensi di marcia . Vero che ci sarà la metropolitana … ma immagino comunque debba attuarsi una politica imponente di riorganizzazione dei trasporti in centro. Immagino anche che in tutte le intersezioni ove passano i tram (Corso di Porta Romana ecc.) occorrerebbe progettare ponti attraversabili da detti mezzi, con pendenze e portanze tutte da progettare … . Però è giusto che questa città possa anche sognare progetti grandiosi che la riprogettino per i prossimi secoli

  10. Adriano

    Il primo punto di una giunta seria è potenziare la frequenza dei mezzi pubblici e far pagare 0,50 centesimi a chi entra in città in auto, se io aumento la frequenza a quel punto nessuno è giustificato ad entrare in macchina, e nel frattempo chi inquina paga la maggior frequenza dei mezzi.

    Ripeto la gente usa l’auto perchè per colpa della pessima frequenza di alcuni mezzi, piuttosto che passare mezz’ore ad aspettare un mezzo che non arriva prende la macchina e fa prima..
    Si tratta sempre di un discorso di comodità se sono comodo prendo i mezzi altrimenti vado in auto.
    Quindi se metto una tassa di ingresso per i non residenti, bassa, con quei soldi potenzio la frequenza dei mezzi periferici, allora qualcuno può pensare di venire con i mezzi.

    Conosco gente che ha un autobus fuori milano che passa ogni mezz’ora e poi ci mette mezz’ora in più rispetto a quanto ci mette in auto e alla fine cosa fa, viene in città con la macchina.

    Se avesse un mezzo comodo con frequenza ragionevole che non gli facesse aspettare mezz’ora state sicuri che verrebbe con i mezzi.

    Questo è il problema di Milano e dell’hinterland si può risolvere subito, invece si pensa a imprese faraoniche, che non risolvono subito il problema.

    Poi riaprite tutti i navigli che volete ma prima risolvete questi problemi e metterte più alberi in città

  11. Anonimo

    L’obiettivo è quello di avere qualsiasi casa a 500 mt massimo di distanza da una fermata della metro … che passa ogni 3-4 minuti. E poi ripeto .., non si va a compartimenti stagni. Un progetto non esclude l’altro. I parcheggi in corrispondenza sono semplicemente doverosi . Ovvio che poi le multe per chi parcheggia a bordo strada con parcheggio vuoto devono fioccare . Il Parcheggio alla fermata Comasina è ridicolo per capienza … ma quello in Viale marche (fermata Maciachini) è spesso sotto utilizzato. Tra l’altro, i navigli in centro escludono o riducono tantissimo il traffico veicolare. Prevedo piuttosto lamentele dei residenti … P.S. Milano è 41^ per qualità della Vita (1^ in Italia). E’ Roma 57^. Da qui si deve ripartire per risalire posizioni . E’ una sfida.

    1. Anonimo

      Corretto.
      Aggiungo che qualità della vita è anche la garanzia che la tua auto nel parcheggio di corrispondenza non venga regolarmente depredata dalle solite bande di delinquenti (che è uno dei motivi per cui i parcheggi di corrispondenza son talvolta semi-vuoti e le strade piene, gli automobilisti non sono del tutto dei cerebrolesi quando fanno stupidaggini…)

  12. CM

    antonio, se l’obiettivo è la connessione navigabile, allora hai ragione su viale gioia, perchè sarebbe necessaria una rivoluzione completa dell’intero percorso e delle zone attraversate. Ma attenzione che le altre tratte risultano già più o meno navigabili (grande e pavese) e quindi non penso sarebbero oggetto di miglioramenti.
    Temo però che la cosiddetta “riapertura dei navigli” così come si è vista dai vari rendering/planimetrie/prospetti, non sia sufficiente per ottenere la navigabilità completa di tutte le tratte.
    Al momento, vista la poca chiarezza su questo punto, ho l’impressione che l’obiettivo più raggiungibile oggi sia la riqualificazione urbanistica, e che quindi non avrebbe l’esigenza di coinvolgere l’intero percorso, ma potrebbe interessare solo alcuni tratti più storici o pittoreschi…

  13. Andy

    Tutte le volte che si parla di un progetto c’è sempre qualcuno che dice “ma prima bisogna fare quell’altra cosa”. E sticazzi! Qui si tratta di riportare alla luce un progetto risalente (cito a memoria) a 900 anni fa. Ossia a quando i trisavoli di Leonardo non erano ancora nati. E riportare alla luce un progetto simile non può essere accostato a fare aree pedonali o a piantare alberelli. Questo è un progetto magnifico, che Milano si può permettere visto che è il primo comune contribuente italiano. Poi – una volta deciso cosa fare – si potrà pensare agli alberi, alle panchine e alla navigazione di chiatte (da non confondersi con le chiattone!).
    Due dati finanziari: ogni anno il comune incassa più di 26 milioni di euro solo con i posteggi nelle righe blu. Altri 10-15 milioni derivano dalle multe date a chi non paga. Totale: circa 40 milioni. In circa 10 anni – limitandosi a questi soldi – si pagherebbero i lavori.
    Posteggiare costa. Ma sognare i naviglia riaperti non costa nulla e vale la pena provarci.

  14. Riccardo Comastri

    Venite a Cernusco sul Naviglio (Martesana, naturalmente) e vedrete coi vs. occhi che anche un piccolo canale può sprigionare nuove sensazioni. Il solo guardare lo scorrere dell’acqua ti da quel non so che di pace e serenità . Eccessivo? Provate!

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