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Milano | Darsena – Ci dobbiamo arrendere?

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Per l’ennesima volta i muri della Darsena sono oggetto dell’attenzione dei soliti idioti che, non sapendo che fare della propria esistenza, si dilettano a scarabocchiare il loro stupido nome su ogni superficie disponibile.

Gli scarabocchi sono stati fatti lungo le rampe, semi nascoste dagli alti muri, sui caselli del dazio, sulle colonne dell’arco del Cagnola, sulle balaustre, sul chiosco del pesce, su ogni superficie possibile.

Oramai pare una battaglia persa quella dei cittadini contro una manciata di stupidi ragazzini che si divertono a devastare tutto, regalandoci una città oramai preda di scarabocchi e degrado. Fossero almeno belle immagini, ma queste tag sono un vero fenomeno oramai di moda da troppi anni e a quanto pare il Comune pare essersi già arreso. Per reprimere il fenomeno che costa alla comunità milioni ogni anno, pare siano insufficienti le sanzioni o le minacce.

Qui bisogna affrontare il problema alla radice, cosa serve ripulire quando dopo poco arriva il primo idiota a imbrattare? L’unica cosa che può funzionare veramente è solo ripulire e mantenere pulito? Parlare di queste cose a scuola (perché sono i ragazzini i maggiori artefici di questa pratica) pare non sia contemplato.  L’unica soluzione per ora, pare sia quella della teoria dei vetri rotti: quella che se uno vede una finestra coi vetri rotti, si sente meno in colpa se ne rompe a sua volta uno anche lui. Ma quanto possiamo andare avanti con questa situazione degradante? Possibile non poter debellare questo fenomeno delle tag?

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Ecco le immagini dei muri:

Stessa sorte per i muri dei caselli e dell’arco del Cagnola, sempre, ma sempre scarabocchiati.

 

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


15 thoughts on “Milano | Darsena – Ci dobbiamo arrendere?

  1. bis bald

    basta pulire ! in una giornata il gioco e´ fatto!!
    ci sono i tecnici del nucleo intervento rapido che si occupano di ciò.

  2. Anonimo

    I muri perimetrali delle Esselunga di Milano son fatti in mattoni uguali identici a quelli della Darsena, ma non c’è mai una scritta che sia una: Esselunga il problema l’ha debellato, magari potete chiedere a loro come han fatto…

  3. -Ale-

    Pulire sempre è la base, perchè qualche cretino ci sarà sempre.

    Devo tristemente aggiungere che Sabato sull’Arco della Pace era ancora presente lo scarabocchio che UF ha fatto notare almeno 20gg fa.
    Quello è un monumento storico, non solo un dei muri della Darsena, l’urgenza di pulire è anora maggiore!

    1. Fede

      Per i monumenti storici oggi ho visto imbrattati con grossa tag l’arco di piazza XXIV maggio(porta cica)e la casa natale del Manzoni di via Visconti di Modrone …

  4. Enchanted Avenger

    Non capisco perché per i nostri amministratori sia così difficile comprendere che, almeno sui monumenti e nei luoghi di pregio, la rimozione dei graffiti deve essere UN SERVIZIO PERIODICO REGOLARE esattamente come la raccolta dei rifiuti…

    Così come per i rifiuti non è che si aspetta che si accumuli una montagna d’immondizia per poi raccoglierla una tantum, ma si rimuovono i rifiuti regolarmente…. allo stesso modo, per i graffiti non si dovrebbe aspettare che un monumento sia devastato dalle scritte, ma le si dovrebbero cancellare con cadenza regolare. Non dico che questo risolverebbe al 100% il problema ma certo lo ridurrebbe molto.

  5. Anonimo

    E’ abbastanza palese che l’idea di far tappezzare Milano di murales di writers, non è servita minimamente a debellare il fenomeno dei graffiti/tag.
    L’unico risultato è che gli uni e gli altri ormai danno la nausea (peccato per i murales che – a dosi umane – erano anche gradevoli!)

  6. Alessandro

    Sui muri in mattoni della Darsena è stata stesa una vernice antigraffito di ultima generazione, basta passare con un idropulitrice e vanno via, il comune lo fa spesso, purtroppo spesso non è tutti i giorni, quindi un po’ di pazienza….. forse tanta….

  7. Fede

    Cari ragazzi,forse non avete capito che alla gente non gliene frega un bel niente di vivere in case sudice di tag e gli imbrattamenti sono all’ultimo gradino dei problemi.Chi è civile come voi(e che sono l’infima parte della popolazione)si indigna.Ma siccome la maggioranza vince e nessuno denuncia gli imbrattamenti,l’amministrazione si chiede “chi me lo fa fare di combattere questa piaga?”PS prima era la Rozza che si occupava della Darsena .Ora è Granelli.

  8. Andy

    Posto che il problema è serio, cosa ci possiamo aspettare da una giunta di ex comunisti che in passato (sindaco Pisapia) ha ingaggiato un cosiddetto extraparlamentare di sinistra che oltre ad aver sparato a degli agenti di polizia andava in giro a imbrattare i muri “per dare libero sfogo alla propria personalità ribelle contro lo Stato oppressore”? Innanzitutto la pulizia va fatta più spesso. In secondo luogo, 2 telecamere nascoste potrebbero servire a individuare gli imbecilli impotenti per obbligarli a pulire a proprie spese non solo i muri imbrattati ma – in solido – anche quelli di tutto il quartiere. Anzi: in solido vanno obbligati a pulire anche i genitori e i fratelli, che sapranno far passare a questi cretini la voglia di sporcare

  9. Pierre

    Bisogna intervenire! Milano ha il bisogno di pulire meglio la città e di multare gli incivili. Anche quelli della sosta selvaggia, i furbetti dei mozziconi buttati ovunque (anche nel parco) ecc.

  10. antonio

    IO avrei la soluzione. Basta obbligare i negozi di vernici a registrare ogni acquirente giovanile di bombolette spray. Così avresti un elenco di tutti i pirla che vanno in giro a taggare la città.
    Per quanto riguarda esselunga senza tag.. ho l’impressione che alcune realtà vengano risparmiate dai taggatori.. anche la bocconi pur avendo un muro e vetri enormi lungo tutto il suo perimetro non è mai stata sporcata.
    Evidentemente i taggatori ce l’hanno con i monumenti e i luoghi pubblici!
    Per andy.. lo sai che uno dei più grandi taggatori di Milano con firma riconoscibile è stato arrestato questa estate? Era uno giovane spacciatore
    già conosciuto dalla polizia.. era lo stesso che aveva mandato messaggi di minaccia al Sindaco Pisapia. Più o meno aveva i tuoi stessi toni.
    Non è che poi scopriamo la firma Andy sui muri della citta?

  11. giorgio

    le tag sui muri sono chiaramente opera di imbecilli e disadattati, ma per educarli bisognerebbe in maniera coercitiva costringerli a pulire incatenandoli a ridosso delle loro schifezze fino alla completa pulizia.
    circa poi il fatto che il degrado porta altro degrado basta vedere marciapiedi e aiuole occupate da auto in sosta selvaggia, i fumatori buttare le loro cicche ovunque fregandosene dei divieti, i possessori di cani lasciare escrementi ovunque ecc. ecc.esempio : il naviglio ora in secca ridotto a una cloaca pieno di bottiglie, ombrelli, passeggini, bidoni vari, palloni, ogni sorta di oggetto e nessuno che si degni di pulire e’ quindi inevitabile che in questo clima di degrado ognuno si sente libero di sporcare.

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