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Milano | Zona San Babila – Nuovo stop al parcheggio di via Borgogna

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A volte le storie sono infinite, è il caso del parcheggio di via Borgogna, nato male, proseguito peggio e ora bloccato per l’ennesima volta. Come avevamo già visto, solo pochi giorni fa, l’avvio del cantiere del parcheggio – nato sotto la giunta Albertini che aveva previsto parcheggi sotterranei un po’ ovunque in città – venne ritardato così tanto che si protrasse sino alla giunta Pisapia, che per non dover pagare penali concesse al cantiere di avviarsi in maniera ridimensionata: quattro piani sotterranei per 328 posti auto, 238 per privati e 90 a rotazione, più 21 posti moto, 17 per privati e quattro a rotazione.

I primi ricorsi ritardarono ulteriormente l’avvio dei lavori. Sbloccati poco prima dell’avvio del vicino cantiere della linea M4 in Piazza San Babila, i costruttori si mobilitarono immediatamente per allestire anche loro il loro cantiere. Così abitanti e commercianti ritornarono sul piede di guerra appellandosi al Consiglio di Stato, che bloccò il parcheggio per l’ennesima volta.

Ora è notizia appena pubblicata da La Repubblica che il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso capitanato dallo store di lusso Brian &Berry (dal quale giornalmente transita circa 5000 persone).

Il ricorso nasce intorno a una questione molto specifica. Lo store aveva chiesto al Comune la possibilità di fare un passo carrabile per le ambulanze in un punto dove c’è un ascensore speciale da usare in caso di emergenza. Ma l’amministrazione ha detto no perché il punto era lo stesso delle rampa di uscita dei box, un progetto dichiarato come antecedente. Ma qui i giudici sono chiari e sconfessano il Tar: il progetto definitivo dello store è del 2013, quello dei box del 2014. Il caso specifico evidenzia come lo store non sia “un semplice negozio frontista” ma abbia interessi da poter difendere in conferenza dei servizi, dove invece non era stato invitato. Così, Palazzo Marino fa sapere che come primo atto ufficiale riaprirà questa procedura di richiesta di osservazioni a chiunque abbia un interesse nel sollevarle.

Una trafila che, probabilmente consapevole dell’alto rischio di perdere in appello, era già stata ufficiosamente riavviata per non perdere tempo. Ma per il Comune la lacuna si fermerebbe qui, al deficit di coinvolgimento e istruttoria. “La sentenza non pregiudica il progetto – dice l’assessore alla Mobilità, Marco Granelli – . Delle istanze dei ricorrenti i giudici non richiamano alcun problema né di sicurezza né di staticità, invece sollevati dai ricorrenti: è una questione di metodo, ascolteremo le loro osservazioni e vedremo”.

Il Comune spera di potere andare avanti con le procedure e con l’ennesima revisione del progetto, per poi portarlo a compimento, anche perché l’impresa costruttive avrebbe chiesto un risarcimento per danni all’amministrazione per il fermo cantiere di 3 milioni di euro. Naturalmente questo comporterà sicuramente un ulteriore ricorso dal comitato che non vuole veder realizzato il parcheggio, ritenuto inutile e dannoso.

Intanto i commercianti chiedono che il Comune ripristini la strada com’era, eliminando le ceste di cantiere ora ingombranti.

La storia continua come un appassionante telenovela.

Di seguito alcune immagini del progetto bocciato.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


One thought on “Milano | Zona San Babila – Nuovo stop al parcheggio di via Borgogna

  1. CM

    io sono per la bocciatura totale dell’opera, ma il mio è solo un parere personale.
    Mi sembra invece opportuno che i disegni pubblicati vengano corretti, perchè sono sbagliati. Credo sia la terza volta che vengono pubblicati, e per la terza volta scrivo che sono disegnati alla rovescia.

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