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Milano | Zona Brisa – Dentro la torre dei Gorani

Siamo entrati all’interno della bellissima e recentemente restaurata torre dei Gorani nei pressi di via Brisa nel centro storico di Milano.

Ringraziamo tantissimo Carlo Martegani per averci fornito foto e impressioni.

Per decenni abbiamo guardato la torre medievale, una delle poche superstiti di una Milano un tempo turrita ed andata persa, ma che, trasponendolo ai giorni nostri, in un certo senso è ritornata ad esserlo dopo la costruzione dei nuovi grattacieli.

Come avevamo più volte visto, la torre medievale della famiglia dei Gorani è ciò che rimane del nobile palazzo della famiglia sopravvissuto, con vari rimaneggiamenti, sino al secondo conflitto mondiale, quando le bombe del 1943 distrussero questo meraviglioso edificio e annesso cortile. Spazio in seguito rimasto in sospeso per un piano regolatore che prevedeva il passaggio in questo luogo, di un grande viale di scorrimento, che per fortuna non si è mai realizzato sino in fondo.

La torre, assieme alla vicina torre dei Morigi (o Moriggi) e a quella della famiglia Meravigli (in via Meravigli), è tra le poche torri civili dell’epoca comunale di Milano sopravvissute sino ai giorni nostri.

Alta una ventina di metri, venne costruita probabilmente tra il 1000 ed il 1100 con una base rettangolare, interamente in mattoni; presenta un fusto con poche aperture sino alla parte superiore, più ampia di pochi centimetri, dove, al di sopra di una cornice a dentelli, si trova una serie di finestre a bifora, trifora e, più in alto ancora, una loggetta.

L’antico manufatto è stato restaurato a scomputo oneri di urbanizzazione dal complesso residenziale del nuovo Palazzo dei Gorani, progettato da Cecchi & Lima Architetti Associati.

Nel marzo 2016 avevamo visto l’arrivo della scala che avrebbe dato accesso all’interno della struttura storica. In pratica la torre, completamente svuotata delle partizioni interne forse anche per via delle vecchie solette che erano andate distrutte già durante la guerra, è stata ‘riempita’ in tutta la sua altezza da una struttura tubolare (gli elementi in blu nelle foto) che sorregge una scala sinuosa che sale serpeggiando all’interno senza ancorarsi alla vecchia muratura e giunge ad una terrazza all’altezza della loggia. Tiranti metallici tengono insieme la vecchia struttura medievale ormai limitata alla sola muratura perimetrale.

 

Sottotetto con capriate in legno e acciaio

Altra particolarità sono i decori alle pareti, o quanto rimane, di quando il palazzo era una nobile residenza e la parte bassa della torre era uno stanzino del piano nobile. Probabilmente sono decorazioni floreali di epoca ottocentesca. Oggi ripuliti e restaurati. Tra le curiosità scoperte durante i restauri vi è anche una misteriosa scritta, forse a carboncino, comparsa aprendo una nicchia murata; iscrizione di epoca incerta e alquanto misteriosa.

Le immagini che seguono mostrano la vista dalle finestre (purtroppo i vetri erano un po’ sporchi) e dalle bifore degli ultimi piani della torre.

L’accesso alla torre, al momento, non è consentito.

 

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


3 thoughts on “Milano | Zona Brisa – Dentro la torre dei Gorani

  1. Ben Hur

    Stendiamo un velo pietoso su come quest’area archeologica sia stata cementificata e privatizzata: la torre è pertinenza dell’adiacente condominio di lusso, cui è stato consentito pure di realizzare 30 box interrati, in mezzo ai mosaici e agli altri resti del palazzo imperiale. Certo, se lo fa la famiglia feltrinelli si tratta di valorizzazione, come quell’orrore firmato Herzog & De Meuron in Porta Volta – da tutti osannato. Adoro l’attivismo milanese, ma qui stiamo tornando agli anni 60…

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