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Milano | Cordusio – L’impacchettamento al Cordusio

Come è ben risaputo oramai, i palazzi del Cordusio (sia nella piazza che nel primo tratto di via Dante) sono in fase di rinnovo, restauro e conversione dopo che le grandi società finanziarie hanno traslocato nei nuovi grattacieli o semplicemente spostato la sede.

Unicredit, Generali, Poste Italiane, eccetera, traslocando hanno o lasceranno questa storica piazza completamente vuota e così ecco il nuovo assetto e le nuove prospettive che iniziano a prendere forma.

Adesso, osservando i tre palazzi in successione sulla sinistra (andando verso il Castello, palazzo delle Ex-Poste, palazzo Ex-Sorgente e Palazzo Cogeram), completamente impacchettati per un loro splendente e rinnovato futuro commerciale, la piazza fa veramente impressione.

Infatti al posto degli uffici e degli sportelli pubblici, ci saranno nuovi spazi commerciali che faranno del Cordusio il nuovo salotto commerciale di Milano.

I nuovi protagonisti della piazza sono, in senso orario: Benetton col palazzo all’angolo con via San Prospero da poco restaurato; Fosun con Palazzo Broggi (ex-Uniceredit), che con i suoi quasi 50mila metri quadrati resta di gran lunga il palazzo più grande e costoso della piazza; Cattolica assicurazioni che possiede Palazzo Biandrà rilevato alla fine del 2012 per cento milioni; Generali che, trasferendo gli uffici tra un anno nel nuovo grattacielo a Tre Torri, ha in progetto una rivoluzione commerciale per la vecchia sede (sono già in atto gli sfratti che stanno provocando anche alcune proteste tra gli storici negozi); Blackstone con l’ex Palazzo delle Poste e l’arrivo di Starbucks; Hines, che ha acquisito con trattativa privata per 120 milioni di euro il palazzo di Sorgente i cui lavori sono iniziati nei primi mesi del 2017; il Palazzo Cogeram della famiglia Luce di Genova al momento rimane inalterato.

Il prossimo a finire sotto i bisturi dei restauratori e dei muratori sarà Palazzo Broggi, ancora per poco utilizzato dalla banca Unicredit.

 

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


9 thoughts on “Milano | Cordusio – L’impacchettamento al Cordusio

  1. wf

    L’unica paura mia è che possano installarsi esclusivamente negozi di mutande,gioielli, vestiti che purtroppo hanno l’effetto di rendere la zona sterile e adatta esclusivamente allo shopping compulsivo buono solo per gli zombie addicted.

    Servirebbero luoghi anche di ristoro (ristoranti e caffè), svago (librerie e mediateche), riflessione e riooso (tavolini), turismo e residenziale (piccoli supermercati o drugstore adeguati alla zona).

    Con soli mutande, saponi, gioielli e straccetti alla moda si rischia di farla diventare come corso v.emanuele. Tutto chiuso dopo le 20.
    —-
    Inviato Francia per evitare proprio questi effetti di monofunzionalita di un area o quartiere il decisore pubblico impone un mix di categorie merceologiche o ne invoglia alcune e disincentiva altre..

    Cordusio mi auguro abbia un giusto equilibrio di tutte le funzioni per vivere bene e di godimento pieno della città di Milano..

  2. Davide V.

    Visto che si stanno restaurando contemporaneamente tutti i palazzi che affacciano sulla piazza si dovrebbe cogliere l’occasione per progettare e realizzare in modo coordinato e congiunto l’illuminazione scenografica notturna della facciate.

    Attualmente ognuno fa a modo suo, tra chi lo fa, l’effetto finale non è dei migliori.

    Possibile che ci abbiano pensato o queste cose accadono sono nelle città attente a certi aspetti, cosa che Milano non è?

    1. Anonimo

      Più che della coreografia dei faretti che illumineranno i palazzi, io mi preoccuperei della risistemazione della Piazza.

      Posto che il Comune è troppo snob per prendere il progetto di UB e applicarlo e avrà bisogno di fare un percorso partecipato aperto a tutte le cittadine e cittadini, seguito da un Concorso Internazionale aperto ai giovani Studi di Architettura, presentazione dei progetti con votazione online su apposito sito, decisione finale di Mega Commissione presieduta dalla Triennale ed affiancata dal Quarto Stato, seguito da parere di Commissione Urbanistica, Commissione Paesaggio, Soprintendenza, Consorzio Trasporti Metropolitani, Municipio 1 in concertazione con la Città Metropolitana.
      E che alla fine di tutto questo il Consiglio Comunale si divide e litiga e passa la variante “temporanea”, insomma a parte gli scherzi, sarebbe il caso che si sbrigassero a tirar fuori un progetto e metterlo in pratica per mettere un po’ a posto la piazza subito, perché aspettare che i palazzi sian tutti belli finiti e puliti per buttare all’aria Piazza Cordusio fa un po’ ridere….

      1. Adriano

        Sai cosa c’è che fa ridere??…questa amministrazione che per fare le cose ha bisogno di tutti i passaggi che hai citato…

        per fortuna che quando hanno deciso per la riqualificazione di garibaldi porta nuova e city life hanno deciso con chi aveva i soldi e hanno realizzato senza se e senza ma migliorando la città.

        Ora con gli scali anzichè cercare gente con i soldi e far decidere a loro mettendo delle regole, cosa fanno? quello che hai descritto tu senza decidere una mazza…che scarsi..povera milano.

        Il progetto di UB è bellissimo, ma vedrai che fino a quando Roberto Arsuffi non diventa assessore ci toccherà una riqualificazione stile piazza della scala..da poveretti

  3. Enrico

    È una piazza che dovrebbe essere pedonale e si sono d’accordo dovrebbe avere una vivibilità serale. È votata a questo visto che è sul centralissimo asse Duomo – Castello. Assurda questa disordinata è indefinita interruzione.

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