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Milano | Scali ferroviari: intervista ad Andrea D’Antrassi di Mad Architects

Memoria e Futuro: Milano Rinasce. Questo è il titolo del progetto presentato da Mad Architects per gli Scali milanesi.

Mad Architects (http://www.i-mad.com) è uno Studio con base a Pechino e filiali a Los Angeles, New York e Roma; si è fatto conoscere grazie al progetto delle Absolute Towers in Canada e sta ora lavorando al Lucas Museum of Narrative Art a Los Angeles

Abbiamo intervistato Andrea D’Antrassi che fa parte del team che ha realizzato il progetto per Milano.

Scalo Farini

A quale idea vi siete ispirati per la realizzazione di questo progetto sugli Scali?

L’idea è di valorizzare le vocazioni dei vari siti per realizzare un progetto completo su tutti gli Scali.

Abbiamo ipotizzato che Farini sia il fulcro di tutto il progetto che contenga in sé tutti gli elementi che saranno declinati in ogni scalo.

Per Farini siamo partiti dalla tutela dell’esistente attraverso il mantenimento del magazzino merci, con l’inserimento del verde nel parco centrale e il dialogo con gli elementi esterni come piazza Gae Aulenti (è questo il motivo per il quale abbiamo ipotizzato due grattacieli nella parte di via Valtellina) e social housing, il tutto con una connessione forte con il resto del tessuto urbano attraverso ciclabili e potenziamento del trasporto pubblico.

Anche per Porta Genova abbiamo ipotizzato di mantenere un legame con il passato, preservando la stazione, i binari e il ponte pedonale in modo da enfatizzare la memoria storica e l’identità del luogo

Come immaginate la ricucitura del tessuto urbano?

Su Farini l’idea è di togliere i binari che possano essere eliminati, assottigliando il fascio di binari attuale e abbiamo ipotizzato un ponte che possa portare i tram dalla zona di Maciachini

Abbiamo poi pensato ad attraversamenti pedonali e carrabili per sorpassare il sito in maniera longitudinale e trasversale.

Su Rogoredo, invece, abbiamo ipotizzato un edificio per la lunghezza del sito e una passerella monumentale che scavalli il fascio di binari per collegare le due aree.

La ricucitura è anche dal punto di vista formale perché tutte le residenze ai limiti del sito hanno le stesse altezze della città esistente, dunque al massimo 6/7 piani mentre gli edifici più alti sono più isolati.

Scalo Porta Genova

Scalo Porta Genova

Il vostro progetto ci pare quello che più sia entrato nel dettaglio nella definizione delle forme degli edifici.

Ci è stato chiesto di elaborare delle “visioni”, noi siamo abituati a lavorare molto con i rendering e dunque ci è parso interessante dare la possibilità di visualizzare concretamente la nostra idea dettagliando il più possibile.

Ovviamente si tratta di una visione e tutto potrebbe essere modificato e migliorato; gli edifici possono essere abbassati o alzati ma secondo noi quelle immagini sono il risultato del potenziale che vediamo in quelle aree

Che funzioni avete ipotizzato per queste aree e quale funzione secondo voi a Milano manca e potrebbe essere introdotta grazie a questi progetti?

Il nostro progetto prevede una tipologia mixed-use che è tipicamente asiatica, ovvero complessi che abbiano in sé la parte residenziale, quella commerciale e quella del terziario.

Questa tipologia in Europa non è ancora molto diffusa ma a nostro parere consente di poter giocare su vari fronti.

Ci sono poi le funzioni “classiche” declinate su ogni sito: per Porta Genova più funzioni rivolte alle nuove generazioni, per Farini funzioni dirigenziali, per Rogoredo ipotizziamo invece social housing e retail. Abbiamo cercato di mettere sempre il commerciale a piano terra per attirare il movimento e non creare quartieri inattivi o poco attrattivi

Scalo Farini

Scalo Farini

Quale pensate sia l’idea vincente del vostro progetto e quale degli altri vi ha maggiormente colpito

Per quanto riguarda il nostro progetto, a mio parere, Farini e Porta Genova in particolare esprimono bene l’esigenza della città e sono a un tale livello di approfondimento che – con le dovute modifiche legate alle richieste che dovessero arrivare – sono pronti per essere sviluppati.

Crediamo che il livello di tutti i progetti presentati sia altissimo e molto stimolante; personalmente apprezzo molto il tema dell’acqua sviluppato dal team Miralles Tagliabue e l’idea della Circle Line di Boeri.

Sarebbe bello poter integrare queste due tematiche nel nostro progetto.

Dal punto di vista della sostenibilità quali sono gli accorgimenti che avete usato?

Solo per citare alcuni esempi sul magazzino di Farini, per il quale ipotizziamo la conversione in biblioteca o mediateca, si potranno inserire pannelli solari che lo rendano autosufficiente; su Porta Genova tutti i tetti possono adottare lo stesso meccanismo

Come vi immaginate Milano tra 50 anni?

Quando è arrivata la proposta di lavorare a questo progetto l’interesse all’interno del mio studio è subito stato altissimo perché Milano è nel cuore dell’Europa e racchiude in sé aspetti molto rilevanti, come la moda e il design, e spero che possa enfatizzare questa vocazione sviluppando  nuove tipologie abitative e nuovi modi di concepire la città.

Scalo Porta Genova

Scalo Porta Genova

 

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com


7 thoughts on “Milano | Scali ferroviari: intervista ad Andrea D’Antrassi di Mad Architects

  1. Anonimo

    Benchè il risultato possa risultare il più azzardato, le motivazioni alla base mi sembrano le più fondate e studiate.

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