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Milano | Scali ferroviari: Mecanoo ci racconta il suo progetto

Mecanoo è uno studio di Architettura olandese fondato nel 1984 dagli architetti Francine Houben, Henk Döll, Roelf Steenhuis, Erick van Egeraat e Chris de Weijer.

Ha partecipato alla creazione dei progetti per gli Scali milanesi con la proposta Ripensare gli scali ferroviari come catalizzatori di vita sostenibile

Abbiamo incontrato Dick van Gameren al quale abbiamo rivolto alcune domande in merito alla visione che sta alla base del progetto da loro elaborato.

Da quale idea siete partiti per il vostro progetto?

Per noi la più importante fonte di ispirazione sono stati i workshop a cui abbiamo partecipato qualche mese fa e in cui abbiamo avuto conferma di quanto la mobilità sia importante per ripensare questi spazi.

Non si tratta soltanto della mobilità di Milano, ma riguarda molte città.

Il nostro studio ha lavorato, ad esempio, a progetti che riguardano Amsterdam e abbiamo rilevato come nei prossimi 10/20 anni le modalità con cui le persone si muoveranno all’interno delle città cambieranno drasticamente: l’auto diventerà sempre meno importante e i cittadini stanno iniziando a trovare alternative che consentano di muoversi con meno traffico e meno inquinamento.

Pensiamo che le città cresceranno e aumenteranno di densità e che l’auto diventerà una opzione sempre meno attraente per gli abitanti.

Pensiamo che questi sette scali possano realmente rappresentare un cambiamento nelle abitudini dei cittadini.  Gli Scali possono rappresentare un catalizzatore straordinario per accelerare questo cambiamento, creando la città circolare e sostenibile del futuro.

Lo sviluppo del progetto degli Scali ferroviari porterà a una globale trasformazione della città e ci sarà meno spazio per le auto, meno interesse a utilizzarle

Abbiamo dunque pensato di ragionare sul tema degli Scali, che fisicamente non sono molto lontani, con l’idea di connetterli tra loro e al resto della città in maniera più semplice e più sostenibile (biciclette, bus elettrici).

La vostra è un’idea organica, ovvero deve coinvolgere tutti gli Scali o pensa possa essere applicata solo ad alcuni di essi?

Penso che sia molto interessante, qualunque sia il progetto, guardare agli Scali nel loro insieme

Dal punto di vista architettonico cosa avete in mente?

Pensando agli Scali dal punto di vista architettonico riteniamo che sia interessante creare “densità”, concentrando gli edifici in un certo punto degli spazi circondati da molto spazio verde.

Questi spazi sarebbero nuove centralità all’interno della città in cui le persone possano vivere, lavorare, incontrarsi.

Si immagina grandi altezze per i nuovi edifici?

No, mi immagino grandi densità in edifici non particolarmente alti che attirino anche le famiglie

In termini di funzioni cosa avete ipotizzato?

La nostra idea per gli Scali è di introdurre un mix molto forte di differenti funzioni

Vorremmo creare concentrazioni di funzioni all’interno dello spazio degli Scali

Pensiamo alle funzioni di cui ogni città ha bisogno: case, luoghi di lavoro, cultura e tempo libero ma tutti nello stesso spazio.

Penso che questa sia un’idea piuttosto nuova per Milano ma credo che questa sia la strada che tutte le città dovranno intraprendere nel prossimo futuro.

Quale pensa sia il punto di forza del vostro progetto e degli altri presentati?

Penso che il punto di forza del nostro progetto stia proprio nella volontà di creare grandi concentrazioni di funzioni circondate da spazi verdi e con un’idea di mobilità molto evoluta

Per quanto riguarda le altre proposte, le trovo tutte molto interessanti.

Alcune hanno un grado di sviluppo molto avanzato; trovo il progetto di Cino Zucchi estremamente forte con questo focus particolare sull’idea del verde e del suo significato. Mi piace moltissimo.

Solitamente le linee ferroviarie sono considerate qualcosa che dividono, pensa che questa possa essere una opportunità di unire?

Certamente, ma il tema delle connessioni va sviluppato molto molto attentamente e vanno studiati i percorsi migliori e soprattuto le modalità con le quali vengono realizzate queste ricuciture. E’ prioritario individuare quali brani di città si devono riconnettere e comprendere se utilizzare il piano stradale o un’eventuale sovrappasso (o sottopasso) per meglio rispondere alle esigenze di mobilita.

 

Come vede Milano tra 50 anni

Lo sviluppo degli Scali è un punto di svolta per Milano che grazie a questi progetti potrà diventare veramente green. Crediamo che l’opportunità che questo grande cambiamento comporta sia assolutamente fondamentale per avere, tra qualche anno, una Milano veramente ecosostenibile con un sistema di trasporti innovativo.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com


8 thoughts on “Milano | Scali ferroviari: Mecanoo ci racconta il suo progetto

  1. Anonimo

    Troppo bla bla…non mi piacciono ne i disegni ne le idee, spazi con densità e parco intorno, così non si unisce il verde agli edifici, io preferisco una soluzione che apra gli spazi e non che crei densità e poi il parco intorno troppo comodo così…la difficoltà è mettere il verde e gli spazi aperti dentro gli edifici dentro lo spazio vissuto…io punterei su questo aprire e lasciare respiro in quelle aree…

    1. wf

      Hai perfettamente ragione.
      Tra l’altro la città dentro la città sembra la versione alla fuffas della città dei ricchi ariani e tutta la pezzenteria fuori e intorno…

      Tra l’altro praticamente riempie i buchi con palazzi e costruzioni.
      E ci siamo giocati lo spazio di manovra di questa enorme opportunità di spazio verde o,libero dentro Milano…

  2. Davide

    Pustertati, per due, anche un pochino antani prefettura. Così come se io le dicessi le due parole come mobilità sostenibile, con occhiello di privilegio, scali, prematurati.

    Questo è quello che ho capito io 🙂 (cioè la supercazzola).

  3. Anonimo

    Bene. Questo è il progetto peggiore. Parole parole parole senza senso.

    Tipo:
    “mi immagino grandi densità in edifici non particolarmente alti che attirino anche le famiglie”

    Che ci vada ad abitare lui nella riedizione del quartiere GESCAL anni 70…

    Ma dove l’han trovato questo fenomeno??

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