"Anche le città hanno una voce" – Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Zona Duomo – Spacchettato l’Ex-Banco di Sicilia

Altro palazzo storico della Milano terziaria del primo Novecento che cambia pelle e si trasforma in residenziale. Siamo in via Santa Margherita, dove l’ex sede del Banco di Sicilia è stato recentemente spacchettato dalle impalcature che hanno ripulito le candide facciate in marmo bianco del bel palazzo del 1928. Realizzato dall’architetto Carlo Polli, il quale dovette realizzare per la nuova sede dell’istituto bancario siciliano un’architettura «di stile perfettamente italico», in linea con la politica del Governo di allora, come espressamente richiesto dal bando.

Condividi su:Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedInShare on Google+Email this to someone



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


10 thoughts on “Milano | Zona Duomo – Spacchettato l’Ex-Banco di Sicilia

  1. robertoq

    Bello! Sapete chi ci va per la parte retail? (essendo una ex banca deve avere giganteschi e mitici saloni all’interno che immagino diventeranno negozi)

    1. LombardoDOC

      Sapete se è ancora di proprietà di qualche banca del nord, visto che il banco di Sicilia è stato salvato appunto dal nord(obbligato), causa ennesimo fallimento delle aziende pubbliche del Sud.. ?
      Grazie in anticipo

    2. andreaandrea3

      Il Palazzo all’interno non aveva nulla di pregevole. Niente saloni di rappresentanza, niente di particolarmente interessante dal punto di vista artistico (ci ho lavorato). Anche gli uffici erano piuttosto negli standard di quegli anni, con il classico linoleum sul pavimento.

  2. wf

    Avrebbe fortemente bisogno di una bella semi pedonalizzazione.
    Tutto il retro dell’asse Duomo castello.
    Magari se fanno negozi ha anche più senso.

  3. Davide V.

    Tutto l’asse di Via Manzoni andrebbe valorizzato, si dovrebbero allargare i marciapiedi il più possibile riducendo la carraggiata a due sole corsie, una per senso di marcia, dei bai lampioni da centro (che sorreggono anche i fili del tram), via l’illuminazione aerea, lastricare i marciapiedi di pietra e togliere il pavè dalla sede stradale.

    Pochi interventi tutto sommato semplici e la via cambierebbe completamente faccia. Passeggiare in Via Manzoni ora non è proprio il massimo ma le potenzialità sono altissime.

    1. fjljppo

      concordo pienamente con il commento di Davide V.
      D’altra parte, la stessa filosofia (allargare i marciapiedi e togliere l’asfalto, togliere il pavé dal centro strada, aggiungere i lampioni d’epoca) andrebbe applicata al 95% delle vie di Milano e con poca spesa sarebbe finalmente una città al pari con le altre grandi città italiane (Roma Torino e Napoli comprese) ed europee, che già adottano questi standard minimi.

    2. robertoq

      Io mi pongo anche la domanda se da Cordusio a Turati (e quindi in via Manzoni) servano veramente i binari del tram. Non solo rendono pericoloso andare in bici, ma soprattutto ci passa una linea sola (l’1) con le vecchie vetture del 1928 e frequenze da amatore.
      Insomma, vale la pena tenerci binari e linea aerea per farci passare una curiosità folkloristica o se i bus girano in centro a Londra, magari possiamo averne qualcuno anche noi?

    3. giocar1950

      Non sono d’accordo sul togliere i tavelloni dalle vie del centro di Milano. E’ un segno distintivo del centro della nostra città, asfaltare strade come via Manzoni significherebbe snaturarne l’aspetto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.