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Milano | Quarto Oggiaro – La nuova Parrocchia Pentecoste

Il prossimo 4 giugno 2017 sarà ufficialmente inaugurata la nuova chiesa di Quarto Oggiaro, sita tra via Perini, via de Pisis e via Castellammare.

La storia della nuova chiesa di Quarto Oggiaro va fatta risalire all’ottobre del 1971, quando ci furono i primi incontri comunitari nel negozio di Via Concilio Vaticano II adibito a cappella.

Nel 1986 nasce la parrocchia Pentecoste nella ex scuola materna di Via Graf 29. Mentre dal 1989 al 1994 viene redatto il primo progetto pastorale e si costituisce il Consiglio pastorale parrocchiale.

Finalmente nel 2001, dopo un concorso di idee, viene scelto il progetto dell’architetto Boris Podrecca. I lavori veri e propri per la costruzione della nuova chiesa partono nel 2014. Così giungiamo al 2016, anno in cui finalmente si aprono le porte alla comunità dell’edificio.

La nuova chiesa della Pentecoste ci piace, essenziale, moderna e suggestiva. Una chiesa, così come qualsiasi edificio pubblico e religioso, secondo noi deve distinguersi ed essere suggestivo.

La chiesa in questione è in sostanza un parallelepipedo sdraiato con una gigantesca cornice a nastro in cemento armato che racchiude la facciata e una gigantesca croce tridimensionale, elemento di richiamo religioso. La croce, posta a chiusura dell’asse visivo della Via Carlo Perini, accesso alla chiesa, indica il luogo sacro e diventa il segno di riferimento per tutto il nuovo quartiere. Un vasto sagrato ci accoglie (deve essere ancora completato).

La facciata, completamente bianca ha al centro un portale molto grande in bronzo dorato che permette l’accesso all’aula principale. Sotto la grande croce si trova la cappella feriale composta da lastre di pietra grigia di due colori.

 

Entrando si ha l’idea di un’aula unica e monumentale, che automaticamente conduce all’altare maggiore. Il soffitto piano è coperto da un paramento ligneo che scende lungo la parete di destra sino all’altezza delle aperture per il centro parrocchiale.

La luce zenitale proviene da un taglio nel soffitto che corre per tutta l’aula, diffondendo una luce particolare.

A lato dell’ingresso, sulla destra, si trova il battistero in pietra sagomato come un mezzo ovale.

Mentre a sinistra si trova la cappella feriale, dove è collocata una via crucis proveniente da qualche altra vecchia chiesa.

Un altare in legno è illuminato da una finestra bassa. Dietro all’altare si trova una parete tramezzo basso, sempre in legno, che permette tramite una parete vetrata di vedere uno scenografico tunnel che porta, rimpicciolendosi, verso l’altare della Madonna.

Il lato sinistro dell’aula è in sostanza uno spazio più intimo per le preghiere, completamente rivestito in legno a formare un tunnel prospettico verso l’altare mariano.

La zona presbiterale è composta da un altare in marmo rosso di Verona, da un elemento ligneo nel quale sono incorporati la custodia eucaristica e la sede presidenziale, da un crocefisso e da una grande superficie di lastre di alabastro che riceve luce da una nicchia absidale posta a est del corpo principale. Sulla parete d’ingresso, quella posta a ovest, sono state collocate alcune scritte multilingue che campeggiavano sulla parete esterna del padiglione della Santa Sede durante Expo 2015.

Sul fianco destro della chiesa si trova il centro parrocchiale, nel quale si accede da una grande porta vetrata a destra  della facciata o anche dalla navata centrale della parrocchia.

L’edificio si sviluppa su due livelli e forma un corpo a L posto in parallelo alla chiesa. Qui si trovano diversi spazi comuni al pano terra, come un grande salone polifunzionale al quale si accede anche dal sagrato. Il piano superiore è riservato all’alloggio del sacerdote e l’alloggio del vicario.

Sul retro, verso il parco si trovano le attività parrocchiali all’aperto, spazi per i bambini e i giovani.

 

Sul lato sinistro della piazza sagrato si trova un altro “nastro-mensolone” in cemento armato che dovrà contenere le campane, quando arriveranno. Noi avremmo gradito piuttosto un alto campanile, secondo noi, una chiesa senza campanile è come una torta senza la ciliegina, elemento sicuramente distinguibile e iconico per un luogo di culto.

 

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


11 thoughts on “Milano | Quarto Oggiaro – La nuova Parrocchia Pentecoste

  1. robertoq

    E’ più allegra la cappella annessa alla camera mortuaria di un ospedale privato per ricchi di qualche paese in via di sviluppo.

    L’unica cosa che ci trovo di bello è che con pochissime modifiche è trasformabile in Moschea. Sicuramente nessuno avrà particolari rimpianti: non è certo un tipo di architettura cui ti ci affezioni. 🙂

  2. Enchanted Avenger

    Non si possono pretendere architettture che riflettano la spiritualità in una società che ha perso anche il più vago senso di cosa sia la spiritualità.

    Si sono persi perfino i concetti più elementari come l’utilizzo delle proporzioni naturali (Sezione aurea, terne pitagoriche, sequenza di Fibonacci) che il nostro occhio riconosce istintivamente come armoniche.

    Non c’è nessun rispecchiamento cielo-terra, nessun richiamo alle direzioni che esprimono le leggi della natura che rappresentano la volontà di Dio (i punti cardinali, il sorgere e il tramontare del sole, gli orientamenti stellari e planetari — in poche parole la metafora del nostro posto del cosmo).

    C’è poco da stupirsi che il risultato sia freddo, estraniante, perfino “alieno”. Edifici che potrebbero essere indifferentemente una galleria d’arte, l’entrata di un mall di lusso, o perfino la palazzina uffici di un’azienda attenta al design, e stare allo stesso modo a Milano come a Dubai o a Kuala Lumpur.

    Non mi stupisce questa decadenza negli architetti, ma almeno i religiosi… ma cosa gli insegnano a Teologia oggigiorno, se nemmeno loro sono in grado di riconoscere questi segni e indrizzare gli archietti a ritrasmetterli simbolicamente, come hanno sempre fatto?

    E poi si lamentano che la gente non creda più e non vada più in chiesa…..

    1. Marshall

      Il manierismo razionalista assume in questo esempio connotati ossessivo-compulsivi.
      Qualcuno dovrebbe avvisare committenti e progettisti che la funzione “ortho” di Autocad può anche essere essere messa su “off”.
      Persino Le Corbusier quando il tema era una chiesa lasciava da parte per un attimo l’angolo retto.

    1. robertoq

      Se cerchi il nome dell’architetto sul web trovi che ha anche fatto delle cose molto belle tipo questa piazza che non è per nulla triste e desolata https://en.wikipedia.org/wiki/Boris_Podrecca#/media/File:Tartini_Square_from_above,_Piran,_May_2009.jpg

      Mi sa che il vero problema delle nuove chiese di Milano è che i progetti li decide qualche burocrate della Curia con idee vecchio stampo e con ego ipertrofico (ce ne sono in tutti i settori, ci saranno anche tra i preti temo).

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