"Anche le città hanno una voce" – Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Scalo Romana – La ciclabile di via Condino

Siamo ripassati a vedere a che punto sia il cantiere della pista ciclabile di via Condino, via che dall’incrocio con via Giovanni Lorenzini si unisce a viale Ortles, nel punto dove la Roggia Vettabbia incrocia il viale. La via alberata è stata completamente rifatta e dotata di pista ciclabile, già realizzata nel primo tratto che arriva a via Serio.

Questa bella pista ciclabile dimostra come, se ci sono i soldi, si può realizzare la città perfetta. Bei marciapiedi, bei cordoli, piante e aiuole, persino discese realizzate con sampietrini e incroci ben disegnati. Neanche in centro troviamo strade così perfette.

 

 

Condividi su:Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedInShare on Google+Email this to someone



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


21 thoughts on “Milano | Scalo Romana – La ciclabile di via Condino

  1. wf

    https://youtu.be/dAMrlI90Whg

    Dovete assolutamente vedere il video di cui Sopra!

    È un confronto tra città italiana (Roma) e Bruxelles su tutti gli aspetti urbanistici e di arredo urbano che continuiamo sempre a dibattere qui su urbanfile…

    Visti dal vivo direttamente a Bruxelles in bicicletta.

    Commenti?

    1. Claudio K.

      A parte il fatto che, con tutta la carità di patria con cui si può voler guardare alla Città Eterna, oggi come oggi Roma non reggerebbe il confronto nemmeno con Mombasa…

      Concordo con quel commentatore –residente a Bruxelles– che spiega come quello sia un quartiere residenziale (Ixelles) e la città non sia tutta affatto così. Io ci sono stato spesso per lavoro e confermo che alterna zone ben tenute (tipo tutto il quartiere europeo) ad altre molto più così così, fermo restando che il “così così” di Bruxelles sarebbe “ben tenuto” non solo a Roma, ma anche a Milano.

      Lo so che sono monotono, ma lo ripeto: finché in Comune o dove di dovere non capiscono che bisogna RIPARTIRE DAI FONDAMENTALI (marciapiedi, segnaletica, semafori, lampioni, panchine…) Milano non sarà MAI una città che trasmette nel suo insieme una percezione di ordine e pulizia, al di fuori del centro pedonale e delle zone oggetto di grandi progetti.

      1. wf

        Quello cui volevo mettere in rilievo era proprio l’impostazione mentale che viene fuori da Bruxelles.

        Ossia che tutto l’arredo urbano ha un senso e una direzione specifica e coerente.

        Dai sensi contromano per le bici agli incroci rallentati tramite rialzamento strada, dai dissuasori sui marciapiedi così da liberare spazio per i tavolini.

        Dai locali nei parchi che fungono da deterrente per lincuria e il degrado.

        Dalla tariffa della sosta che aumenta in modo esponenziale per scoraggiare specificatamente l’andare a lavorare con l’auto (poiché la lasci li tutto il giorno) mentre è accettabile che l’auto la usi per poco tempo se necessario.

        È tutto coerente, tutto un insieme e soprattutto0ha un obiettivo chiaro cui gli strumenti concorrono.

        Vivere meglio penalizzando l’uso sregolato delle auto e premiando il pedone, la bici, il mezzo pubblico.

        Per dare spazio per vivere veramente meglio la città è farla più bella.
        Non è solo decoro estetico ma rivolto a funzioni di fruizione felice della città, e appagante.

        1. Adriano

          Comunque sono tutte le soluzioni che dovrebbero adottare anche da noi, e sono proprio il contrario di quello che hanno fatto e che vogliono fare.

          Possibilità di andare contromano alle bici nelle zone 30 senza costruire cordoli ed eliminare sosta per i residenti.

          Minuto 5.36 sosta in entrambi i lati e pista ciclabile non disegnata.
          minuto 8:58 possibilità di andare contromano in zone prettamente residenziali o con poco traffico.

          Per il resto NON mi sembra che ci siano poche auto, sono semplicemente più ordinate perchè dove la strada è stretta non hanno per forza creato piste ciclabili per andare contro mano.

          1. robertoq

            Sono d’accordo che certe volte a Milano sembra ci sia una specie di interesse per le ciclabili per fare un “dispettuccio” alle auto, altrimenti non si spiegherebbero le ciclabili corazzate in Via Stendhal, Tortona, Mose Loira (che sono zone 30 piene di dissuasori e all’estero sarebbero al massimo strisce dipinte per terra) e l’assenza di tutto in Via Solari o Giambellino (dove rischi la morte).

            Però è anche vero che a Milano c’è da lavorare sui fondamentali…. Se n’è accorta anche Ornella Vanoni (!)

            http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_aprile_28/ornella-vanoni-milano-vola-alto-ma-noi-pedoni-guardiamo-giu-attenti-buche-40424790-2c0e-11e7-a45f-5318c0275c1e.shtml

    2. Adriano

      Vorrei farti notare che nel video che hai postato si vede una zona prettamente residenziali e realmente creata per essere zona 30 non ci sono piste ciclabili tipo questa schifezza:
      https://www.google.it/maps/place/Milano/@45.4561646,9.1596878,3a,60y,350.22h,89.14t/data=!3m6!1e1!3m4!1sF_sem9W6gXqnV5Fm53GDhg!2e0!7i13312!8i6656!4m5!3m4!1s0x4786c1493f1275e7:0x3cffcd13c6740e8d!8m2!3d45.4654219!4d9.1859243

      Quindi le piste ciclabili vanno dove i viali sono trafficati e sufficientemente larghi per ospitarle e non in finte zone 30 prettamente residenziali, dove a Bruxelles hanno ricavato spazi per le auto tra gli alberi e si sono limitati a mettere dei paracarri negli incroci.

      Nel caso dell’articolo è stato fatto bene la pista ciclabile, perchè lo spazio lo consentiva e l’area e poco densamente popolata e il marciapiede è sempre vuoto.

  2. Pierre

    Bene! Adesso bisogna anche pensare a piste ciclabili in centro. Corso Porta Romana per esempio. O Brera. La bici da un nuovo volto alle città 🙂

    1. Claudio K.

      Pta Romana è impercorribile in bici. Si è costretti a stare sul marciapiede (stretto) prendendosi (giustamente) le ostie dei pedoni, perché il pavé è così sconnesso che a ogni passo rischi di cadere o di incastrarti con la ruota. E quando arrivi alla fine del corso ti sembra di avere il Parkinson anche se hai 20 anni.

  3. Anonimo

    ma se non riusciamo a tenere in ordine una “ciclabile” su un’alzaia (naviglio grande) dove passa di tutto e di ogni genere fatta male e tenuta peggio
    come si può pensare alle nuove
    gran passo per l’umanità sarebbe gia’ il manutenere quelle in essere
    vi (s)consiglio un bel giro in bici

    1. Claudio K.

      esatto. il problema non solo milanese, ma italiano in generale, è la mancanza di manutenzione. Si fanno delle cose a volte anche belle, ma poi vengono lasciate a se stesse e dopo pochi mesi fanno schifo.

      1. Matt

        Secondo te quindi le cose fanno schifo perché non vengono mantenute in decenza dal comune? Io direi più per l’inciviltà che è propria degli italiani che non hanno un minimo di rispetto per quello che viene fatto

        1. Anonimo

          @ Matt: ma tu la ciclabile sul Naviglio di cui stiamo parlando, o i marciapiedi rattoppati e le strade piene di buche li vedi o abiti a Lugano??

        2. Enchanted Avenger

          Hai mai sentito parlare dell’entropia?

          Ahimè l’universo tende naturalmente al disordine e anche senza vandalismo gli oggetti (specie all’aperto) si usurano e decadono.

          Inoltre il discorso della manutenzione riguarda ANCHE il vandalismo. Non credere che all’estero il vandalismo non esista (mi vengono in mente gli inglesi perennemente ubriachi al sabato sera…), ma gli arredi oggetto di vandalismo vengono SUBITO riparati. A Milano invece, per esempio, i segnali stradali che i buontemponi si divertono a piegare al sabato sera rimangono piegati per mesi e spesso per anni.

  4. Anonimo

    Un altro meraviglioso mozzicone di ciclabile non collegato a nulla. Giusto farlo visto che e’ pagato con gli oneri urbanizzazione , ma non e’ che il Comune si sveglia dal letargo e si mette a farle anche dove servono? Che so in Via Ripamonti, Viale Ortles e Via Lorenzini (giusto per restare in zona…)

      1. Anonimo

        Temo di no.
        Prada e Simbiosys si son fatti il loro pezzettino super lusso, fine della storia. Se ti capita di farci un giro (non necessariamente in bici) è purtroppo evidentissimo.

  5. Adriano

    @robertoq è per quello che sono sempre perenemente incazzato, perchè le cose fatte bene si possono fare e sono già state fatte, ma per fare dispetto alle auto si decide di fare in maniera diversa più invasiva e più costosa è questo che mi fa sclerare…anche io sarei contento di vedere più aree verdi più aree pedonali, ma non deve essere fatto pensando che in quartieri prettamente residenziali la gente non deve avere la macchina.

    Perchè negli esempi che si vedono all’estero, le macchine ci sono eccome, sono ordinate, non si permette di fare la sosta selvaggia con dissuasori ecc…ma si predispone lo spazio per chi in alcuni casi è obbligato ad utilizzare l’auto non perchè è cattivo.
    Tra l’altro se uno guidasse una macchina elettrica come lo dobbiamo considerare cattivo o buono?
    Se domani tutti i milanesi comprassero l’auto elettrica cosa facciamo gli diciamo non ti faccio i posteggi perchè noi vogliamo che tu vai in giro in motorino e in bici?
    Perchè è quella la linea che vogliono tracciare solo con bici e motorino, che non sono mezzi consoni a tutte le attività e vanno alternati all’auto o ai mezzi pubblici.
    Insomma la linea deve essere quella di fare ordine come dice sempre Claudio K. e cercare la soluzione migliore per le varie zone ma mantenendo lo stesso stile la dove si può.

  6. Anonimo

    Ma vogliamo parlare della ciclabile di via Carducci dove lo spazio sicuramente non manca e che ogni giorno e percorsa da migliaia ( ripeto MIGLIAIA ) di impiegati, pendolari e turisti ? Provate a farla per una settimana intera di seguito. Come minimo tra auto che sfrecciano ai 90kmh e motorini che la usano per dribblare il traffico come minimo perdete 3 anni di vita o se vi va bene diventate cardiopatici. Proprio non capisco cosa aspettino a metterla in sicurezza dicendo la dal traffico automobilistico con una vera barriera e non una semplice striscia gialla ormai scolorita. Probabilmente prima che qualcuno si muova ci deve scappare il morto.

  7. Bruno

    Segnalo che sono in corso i lavori di prolungamento verso sud della ciclabile per agevolare l’attraversamento della rotatoria di viale Ortles e in direzione del del tratto stradale “innominato” lungo Vettabbia verso via Quaranta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.