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Milano | Zona Scala – Via Verdi 7, nuova modifica

Il palazzo neoclassico di via Verdi 7 è stato modificato nuovamente.

Sì, perché questo palazzo pare non trovare ancora un suo aspetto definitivo. Palazzo dalle forme semplici e originariamente composto da un piano terra e due piani superiori, divenne sede di banca e agli inizi degli anni Trenta e venne poi ampliato e rimaneggiato da Pier Giulio Magistretti.

Via Verdi 7 nel 1905-10

 

http://blog.urbanfile.org/wp-content/uploads/2017/04/Via-Verdi-7.-Il-palazzone-al-centro-dopo-la-I-Guerra-Mondiale-è-stato-ampliato-e-rimaneggiato-da-Pier-Giulio-Magistretti-1930-35.jpg

Infatti fu rialzato di altri due piani e completamente riadattato in facciata.

Lo studio BBPR interviene negli anni Sessanta con il ripristinare il più possibile il palazzo neoclassico com’era, asportando le decorazioni aggiunte negli anni Trenta, come le gigantesche lesene e i due piani di sopralzo.

Il sopralzo fu sostituito da un nuovo corpo di fabbrica che, interamente realizzato con struttura portante in acciaio a vista dipinta di blu e chiuso da un curtain-wall, il nuovo intervento si raccordava sia al contesto urbano (ristabilendo le altezze di gronda dei palazzi circostanti), sia all’edificio neoclassico: attraverso i propri montanti, riprendeva i ritmi delle aperture sottostanti, senza per questo rinunciare a dichiarare la propria modernità.

Tra il palazzo originario e il nuovo volume i BBPR inserirono inoltre un livello interamente porticato, che fungeva da netto elemento di stacco tra le due realtà architettoniche. Il rifacimento dell’edificio venne poi completato da un tetto a mansarda, realizzato con manto di copertura in rame, dentro cui si aprono profonde finestre quadrate.

Ora, dopo tanti anni, il vecchio edificio modificato dai BBPR per la Banca Privata Finanziaria, poi Unicredit, è stato nuovamente trasformato aprendo al piano terra, dove si trovavano le finestre, delle aperture in stile che fungono da preludio ad un nuovo uso commerciale e sicuramente non più finanziario quale era fino a pochi anni fa.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


6 thoughts on “Milano | Zona Scala – Via Verdi 7, nuova modifica

  1. Est71

    Ai BBPR in quel giorno degli anni ’60 gli deve essere preso un raptus di follia reazionaria. Unica spiegazione che possa giustificare il passaggio dall’opera di Vico Magistretti a quell’imbarazzante manufatto che “senza rinunciare a dichiarare la propria modernità” di fatto si palesa in tutta la sua presunzione

      1. Est71

        si scusate, leggendo Magistretti mi è partito in automatico Vico.
        Resta tuttavia la mia preferenza per lo stile autentico anni Trenta degli anni Trenta che il finto Neoclassico degli anni ’60.

  2. GG

    Nonono,

    Pier Giulio ha semplicemente ri-adattato l’edificio e l’ha reso un edificiodi stile anni 30. Che non è male, poi alla fine sono due interpretazioni diverse di neoclassico. Poi arrivano BBPR che decidono che il falso storico è peccato capitale e per ripristinare l’edificio originale senza diminuire l’altezza rispetto agl’altri decidono di aggiungere quel coso che tanto non si nota. Un intervento elegante e leggero come un pugno nell’occhio. Pero meno male che ci sono loro che senno negl’anni 60 chi ci diceva cosa pensare.

  3. Wf

    Sbaglio ma nelle foto d’epoca il marciapiedi destro era uno spazio sterminato?

    Che fine ha fatto oggi?

    E quella orrida distesa di motorini?

  4. Anonimo

    Mi sono sempre chiesto quale fosse l’origine di quella specie di gabbiotto di funivia in cima a un palazzo neoclassico, ora lo so. Sarebbe da cancellare dalla faccia della terra ma quale pazzo rinuncerebbe a preziose volumetrie a cento metri da piazza del Duomo?

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