"Anche le città hanno una voce" – Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Zona Tortona – Via Bergognone: qui persino il disordine è bello

Ma che meraviglia è via Bergognone? E’ così bello il tratto che da via Tortona e largo delle Culture va verso la fine della via, contro la massicciata della ferrovia, che non pare neanche di essere a Milano. Magra consolazione diremo. Aggiungiamo che è talmente bella che neanche il disordine causato da auto parcheggiate dove non dovrebbero (come al solito) e motorini lasciati ovunque sia possibile parcheggiarli riesce a scalfirla. E’ così bella che anche la sua semplicità disarma e stupisce.

Sì, perché l’intervento di arredo urbano, realizzato lo scorso anno grazie al contributo di Armani che qui ha il suo spazio espositivo e gli show-room, ci piace, ma veramente tanto tanto. Aiuole perfette, definite da un bel cordolo e con un bel tappeto verdissimo e uniforme, dove gli alberi sbucano come colonne di una cattedrale. Nessun lapillo, nessuna ghiaia, nessun cespuglio che nasconda schifezze, nessun altro tipo di pianta o fiore, ma solo erba e i centenari bagolari che ombreggiano la via.

Le foto che seguono mostrano la confusione dei soliti parcheggi disordinati, sia di vetture che di motorini.

Peccato che una volta allontanatoci dall’Armani Silos e dal tratto bello, torniamo alla realtà milanese, sciatteria e caos urbano. Peccato.

 

Condividi su:Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedInShare on Google+Email this to someone



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


23 thoughts on “Milano | Zona Tortona – Via Bergognone: qui persino il disordine è bello

    1. Anonimo

      dovrebbe essere il salone del mobile, adesso gli alberi han molte più foglie, i motorini invece son quasi tutti della Deloitte ed è assurdo che non abbiano un parcheggio ma vadano a scrocco sui marciapiedi!

  1. indagini

    ma basta col voler islandizzare tutto. siamo a milano. ben venga un qualche motorino e auto parcheggiata dove non si dovrebbe. e che fa?

    ove mai non ci fosse, ci dovrebbe invece essere, e non parlo a livello urbanistico-viabilistico, ma concettuale e spirituale

    basta distruggere l’anima per comprarne surrogati

    A voi

    1. Pogrom

      Giusto!

      Davanti a Re Giorgio è tutto deve essere bello e pulito e la Deloitte deve avere la sede superfiga senza tediarsi col problema di dove i dipendenti mettono i motorini.

      Il problema sono i pezzenti che abitano in zona e non hanno i soldi per un box o non fanno a meno della scatoletta con 4 ruote.

      Al rogo!!!

    2. Anonimo

      Quanto è vero che ormai viviamo in una società di menefreghisti. Ovvio che i motorini non danno fastidio a chi è in piena forma e non fa un metro in città senza un motore a scoppio sotto al sedere. Ma hai mai pensato a portatori di handicap e soprattutto ai non vedenti? Esistono e avrebbero anche loro il diritto a fruire della città, per spostarsi usano come riferimento i muri dei palazzi e i bordi dei marciapiedi, sempre occupati da moto che se va avanti così tra un po’ saranno più grandi dei suv

    3. Claudio K.

      Ragazzo (o ragazza),

      se il tuo concetto di concettuale e spirituale sta nel parcheggiare auto e moto dove non si dovrebbe, direi che hai parecchie, ma parecchie priorità da rivedere nella tua vita.

      Prova a parcheggiare l’auto o la moto in un luogo dove non dà fastidio agli altri e vai a comprarti un libro, vedrai che la tua lotta ai surrogati dell’anima ne guadagnerà.

      1. indagini

        Anzitutto, anche se dai frettolosamente per scontato il contrario, non vado né in auto, né in motorino, ma giro solo a piedi o coi mezzi. per scelta.

        Evidentemente il concetto di pura utilità imbeve a tal punto il tuo essere da attribuirlo per riflesso automatico e incondizionatamente a chiunque. Passi

        Il senso e l’obiettivo del mio mess., va da sé opinabile, era però l’islandizzazione in corso, non già la questione parcheggio in quanto tale, di cui rappresenta una mera ricaduta accidentale, peraltro di marginalissima importanza.

        Prima di cimentarti con le priorità della mia vita, ti inviterei quindi a provare a farlo con quelle di un semplice enunciato. Anche questa, in fondo, una questione di priorità

      2. indagini

        Dai frettolosamente per scontato che io usi auto e moto, mentre a milano giro solo a piedi e coi mezzi. per scelta.

        Evidentemente, il criterio utilitaristico permea a tal punto il tuo essere da ritenerne chiunque, a prescindere, ugualmente asservito e compromesso. Fortunatamente non è così. Passi.

        Il cuore della mia osservazione – va da sé opinabile – era però il processo d’islandizzazione in corso, non già la questione del parcheggio dei motorini in quanto tale, ricaduta meramente incidentale e accessoria, peraltro di trascurabilissima rilevanza in sé, e che invece pare aver completamente catalizzato la tua attenzione.

        Prima ti cimentarti con le priorità della mia vita, ti inviterei a farlo con quelle di un semplice enunciato. Pur sempre di priorità trattasi

  2. Aleksej Tilman

    Io sogno una ciclabile che da largo delle culture segua l’asse Bergognone-California-Sant’eusebio-Elba-Buonarroti fino a Piazzale Giulio Cesare.

    Lo spazio c’è tutto senza quasi dover rinunciare ai posti auto e sarebbe un gran modo di riqualificare queste vie.

    Inoltre sarebbe un gran modo di integrare diversi tronconi ciclabili della zona come quello di via Tortona proveniente da viale Troya, quello di via Stendhal e, infine all’asse che passa da Giulio Cesare che va dal Parco Solari a Romolo..

    Io la vedo come un’opportunità da sfruttare, è una zona della città che più per caso che per programmazione ha diversi pezzi ciclabili che con questa integrazione verrebbero a creare una rete finalmente capillare.

  3. Aleksej Tilman

    Io sogno una pista ciclabile tra Largo delle Culture e Piazza Giulio Cesare seguendo l’asse viario tra via Bergognone, via Elba e viale Buonarroti.
    Lo spazio ci sarebbe e una pista così fatta permetterebbe di collegare in una rete più sensata i vari tronconi ciclabili presenti nella zona

    1. Anonimo

      Aleksej Tilman, non volare basso!

      La pista ciclabile dopo Lago delle Culture deve scavalcare il Naviglio Grande passare il parco Baden Powell, il Naviglio Pavese il Parco della Bocconi ed andare verso lo Spazio Prada allo Scalo Romana

      Basta mozziconi di ciclabile a Milano.

      1. Aleksej Tilman

        Vabbe, ma anche tu voli troppo alto 🙂 (ovviamente non sarei contrario).

        La mia era molto più a basso costo e realizzabile, perchè nelle vie che ho indicato lo spazio c’è tutto senza dover rinunciare ai sacri posti auto.

        In quel modo si potrebberò congiungere la ciclabile su via Tortona, quella su via Valparaiso ed, infine, quella che passa da piazza Giulio Cesare che è già bella lunga di suo.

        Io mi accontenterei di questo 🙂

        1. Adriano

          secondo me la pista ciclabile di via tortona dovrebbe andare sul naviglio superando la ferrovia, e ti ricordo che per andare verso nord il tuo amico maran e ora granelli hanno predisposto l’inutile pista ciclabile in via stendhal…quindi non ha senso farne un’altra in via bergognone che vada verso nord.

          Ribadisco che la pista ciclabile dalla periferia verso il centro doveva essere pensata e messa in via foppa, dove si sta facendo la metro e quindi si poteva e doveva far pagare tutto alla metro 4.

  4. Cadian4

    Dovreste vedere le auto parcheggiate il Sabato sera in occasione di qualche evento in un locale o al museo, roba da far venire un nervoso boia.. Qualche settimana fa ero con una mia amica su sedia a rotelle e per ben quattro volte siamo dovuti tornare indietro perché un suv (neanche una macchina piccola..) occupava completamente il marciapiede consentendo il passaggio solamente ad una persona in piedi che camminava di lato..
    La questione non è solo quella dell’ordine e del decoro ma anche della civiltà e della correttezza verso le altre persone..
    Poi non dimentichiamo, viviamo in una società regolata da leggi e noi dobbiamo seguirle che ci piacciano o no.. altrimenti vivremmo nell’anarchia..

    1. Wf

      Si chiamano dissuasori.

      Ormai ve entro siete dimenticati. Ma le soluzioni si chiamano dissuasori. Elementi infrangibili spacca pianali rompi carter che impediscono di espletare al,guidatore la,sua totale assenza senso civico e rispetto reciproco.

      1. Adriano

        Sono completamente d’accordo con te…
        Vivo in zona, come sapete, e non mi sono mai permesso di mettere la macchina in posizioni e situazioni che creano disagio ai pedoni, e si chiama senso civico, putroppo questa cosa molti non ce l’hanno e quindi con i dissuasori risolvi il problema.

        Altro discorso è come risolvi il problema dei NON residenti che occupano i posti NON loro e creano di conseguenza queste situazioni, secondo me o metti dei posteggi sotteranei ad un prezzo accessibile ed elimini con i dissuasori la possibilità di posteggiare sul marciapiede, oppure sposti il problema da un’altra parte, se metti solo i dissuasori.

        Il fatto che se uno ha intenzione di venire in macchina non puoi impedirglielo, allora rimuovi la possibilità con i dissuasori di fare come vuole, però poi come tuteli i residenti che a quel punto troverebbero occupati tutti i posti a loro dedicati da cafoni?

        Non è un tema semplice e va affrontato in tutta la città.

        Io più volte ho scritto qui la mia proposta spero che un giorno ci saranno assessori e sindaci con il corraggio di fare delle scelte serie, e secondo me focalizzare tutta l’attenzione sull’apertura dei navigli è un errore…

        Abbiamo già un continuo incremento dei turisti, quindi sistemiamo le vie che da centro vanno verso le periferie, con bandi che facciano venire voglia ai privati di investire, tipo abbassi la tassa comunale se fai determinati lavori di sistemazione dell’area davanti al tuo condominio/ufficio e tutti i lavori li definisci con dei vincoli di arredo urbano minimi.

        Bo ci sono mille modi, ma qui mi sembra che non ci sia nessun in comune in grado di fare dei bandi seri ammesso che quello che ho detto si possa fare e che funzioni…questo non lo so, però per ora stanno facendo troppo poco.Sopratutto nella zona descritta nell’articolo.

        Alcuni esempi:
        – Per esempio buttiamo giù tutti i muri intorno a porta genova e fanculo la soprintendenza…

        – E mettiamo una tassa di ingresso a 0,50 centesimi per tutte le auto che entrano in città e ci paghiamo i dissuasori….

        1. Wf

          Sono d’accordo con tutte le proposte.

          Non sono d’accordo col fatto che il dissuasore sposta il problema ma rispetto le tue opinioni e in fin dei conti mi accontento che li mettano e basta.

        2. robertoq

          Qualsiasi Comune che tolleri quello che c’è tutti i giorni in Via Stendhal tra Via Solari e Via Foppa (le auto parcheggiate sul marciapiede a cavallo della ciclabile che impediscono il passaggio di chi ha difficoltà, fece un articolo anche UB e ovviamente nulla cambiò) dovrebbe vergognarsi ed andare a comprare una mezza dozzina di dissuasori (o PARACARRI) che se vuole li faccio mettere a mio cognato come volontariato…

          (probabilmente dovrebbe vergognarsi anche il Municipio 6, ma quello è in letargo 12 mesi l’anno su queste tematiche di ordine e rispetto)

          1. Adriano

            Il comune tollera questo perchè sa benissimo che facendo i conti numero di abitanti e posteggi disponibili c’è un ammanco galattico, il problema deriva da una programmazione a breve termine che non tiene conto della popolazione residente e di cosa c’è nel quartiere e come si raggiunge.

            E’ anche vero che in altre zone i marciapiedi sono inutilmente larghi come dice spesso urban file, ma non è il caso di Via Bergognone, ma è sicuramente vero per via sthendal che non ha un flusso pedonale che giustifichi quel marciapiede/pista ciclabile creata per nessuno…

            Il municipio 6 è distante non gli frega nulla di quella zona, questo è un altro tema, il perchè qualcuno del quartiere forze armate dovrebbe interessarsi di via bergognone? e tra l’altro quando il municipio decide una cosa, come il ripristino del doppio senso in via sthendal il comune non gli frega nulla se l’assessore non vuole portare avanti la cosa mettendosi dietro il discorso non ci sono soldi, i soldi ci sono dove vogliono spenderli loro e siccome ripristinare il doppio senso vorrebbe dire abbiamo fatto una minchiata lasciato tutto così com’è…e questo atteggiamento continua in Maran visto che in qualche articolo precedente diceva che bisogna sperimentare…cazzo sperimenti, vai a studiare o chiedi a gente esperta che conosce la mobilità e non ascoltare i tecnici comunali così magari riesci a fare qualcosa di buono….per ora zero cosmico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.