"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Vetra – Via della Chiusa 2, nuovi rendering

Lo scorso anno la società di revisione contabile Ernst & Young si è trasferita nei nuovi uffici in via Meravigli, lasciando vuota la vecchia sede, in via della Chiusa 2, un complesso per uffici sorto probabilmente negli anni Cinquanta sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale.

Subito erano comparsi dei rendering che mostravano come sarebbero stati riqualificati questi uffici piuttosto banali. Gli edifici hanno anche un affaccio su piazza della Vetra e un portico al momento degradato e bisognoso di una totale riqualificazione.

Ed ecco i nuovi rendering, più interessanti, che dovrebbero riportare anche una migliore connessione tra via della Chiusa e Piazza della Vetra. Dai rendering pare siano previsti anche dei negozi sotto i portici, che sicuramente animeranno un punto della piazza che rischia di esser solo un luogo per bivacchi e degrado.

 




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


2 thoughts on “Milano | Vetra – Via della Chiusa 2, nuovi rendering

  1. Claudio K.

    finalmente si comincia a capire anche in Italia che l’unico modo per tenere vivo un ambito urbano durante tutto l’arco della giornata e in tutti i giorni della settimana è il mix di funzioni…

  2. giorgio

    Ciao,
    non vorrei fare polemica inutile, ma la ‘banalità’ non è una categoria dell’architettura (né di altre arti applicate). Proviamo a specificare. Ultimamente ho visto interventi architettonici a Milano che hanno reso il centro una brutta periferia, non ultime delle abitazioni intorno al monumentale, al posto di stabili ex industriali di gran pregio. Per non parlare dell’edificio Feltrinelli che ha raso al suolo quel che rimaneva delle mura napoleoniche senza nemmeno lasciare il segno del passaggio delle stesse (ricordo che le mura spagnole e napoleoniche hanno disegnato la città di Milano nella sua forma attuale).
    Se la banalità significa misura, cioè proporzione rispetto al contesto, io difendo la banalità anche con i denti. Ricordiamoci che qui ci affacciamo su una basilica unica nel mondo. Pur nell’ottimismo, mi auguro che non si faccia alla milanese, ma che si rispetti l’ingombro della struttura architettonica precedente, senza aumentarne piani e volumetria. Forse la migliore soluzione potrebbe essere una zona panoramica sulla piazza, ma senza aumentare l’altezza dell’edificio.
    Sul mix di funzioni del commento precedente sono assolutamente d’accordo, e aggiungo anche il progetto originale con il porticato creava proprio la compenetrazione tra piazza ed edificio. Mi auguro che si scelga una misura architettonica rispettosa di uno dei luoghi più belli di Milano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.