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Milano | Sempione – Arco della Pace: aperto un casello, ma…

Dunque, dopo quasi due anni di lavori, i due caselli del dazio presenti all’Arco della Pace sono stati consegnati.

Uno, il casello di ponente in dotazione al Comune, è stato ripensato per ospitare eventi per la valorizzazione delle eccellenze di Milano e della Lombardia, mentre l’altro, quello di levante, ospiterà un bar e un ristorante.

Quello in dotazione al Comune per eventi e esposizioni è stato aperto durante la FoodWeek per un evento legato al caffè, noi siamo riusciti ad entrarci per vedere cosa sia stato fatto dopo il restauro.

La chiusura delle parti porticate da grandi vetrate ha reso l’edificio più “aperto”.Prima vi erano delle cancellate.

Gli interni, ad eccezione della “stanza” centrale dove passavano le carrozze, è l’unica parte ampia, per il resto gli ambienti sono quasi tutti abbastanza piccoli. Interessante il piccolo corsaletto coperto da una vetrata che permette anche l’utilizzo durante le intemperie.

Nel 2014, l’agenzia del demanio ha aggiudicato la concessione d’uso e di valorizzazione a titolo oneroso ai fini della riqualificazione e riconversione degli ex caselli daziari in piazza Sempione a Pessina Costruzioni.
La società ha incaricato L22 di svilupparne il progetto di rifunzionalizzazione attraverso il totale restauro e risanamento conservativo, per la salvaguardia e conservazione degli elementi storico-artistici, architettonici e ambientali.

Veniamo adesso alla carrellata di immagini che testimoniano come la piazza Sempione versi nella totale sciatteria.

Come spesso accade, si rimane abbagliati dalla bellezza del monumento, ma ad uno sguardo attento ci si domanda perché gli scalini siano ancora sconnessi, dove fessure profonde rivelano una cattiva manutenzione, dove piante ed erbacce ancora crescono tra la rizzata del marciapiede deformandola e deturpandola.

Del perché non sia MAI stata sistemata la finzione tra il pavé e i cordoli degli scalini in pietra, rimasto in cemento che da proprio l’idea di un lavoro realizzato al risparmio (intervento realizzato ormai più di trent’anni fa).

 

Così come l’erba alta, attorno al monumento o il fatto, secondo noi increscioso che ancora, dopo mesi, ci siano le scritte di un vandalo sui muri candidi dell’arco.

Sappiamo che, ora che la sovrintendenza si organizzi per la rimozione delle scritte ci vuole tempo, che per la delicata superficie ci vuole un intervento speciale, ma dopo tutti questi mesi, mi viene voglia di andar lì con spugna e salviette e rimuovere la scritta io stesso… magari rischiando di venir arrestato o multato per imbruttimento. Così come il fatto che ai piedi di una colonna stia crescendo un cespuglio, segnalato già da mesi, magari si aspetta che diventi un albero e comprometta anche la tenuta degli antichi marmi.

Riteniamo sia VERGOGNOSO che questa faccenda passi ancora inosservata alle autorità. Fossimo all’estero, questa piazza e questo monumento sarebbero lindi come gli spetterebbe.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


6 thoughts on “Milano | Sempione – Arco della Pace: aperto un casello, ma…

  1. Claudiogi

    Impossibile non essere d’accordo con Urbanfile. Non ci possono essere giustificazioni per le autorità competenti a fronte di questa immobilità operativa.

    1. robertoq

      UB for President!

      Sicuramente gli Assessorati del Comune e le Belle Arti e la Soprintendenza stanno giocando a chi è più paraculo per dare la colpa a qualcun altro e non far niente, ma la situazione più che tragica sta diventando ridicola.

      Non mi sorprenderei di leggere a breve un’intervista col nostro ineffabile e atarassico Sindaco, in cui da la colpa agli eredi di Luigi Cagnola, veri colpevoli del ritardo! 🙂

  2. -Ale-

    La scritta del disadattato in cerca di attenzioni troneggia sul marmo dell’Arco da almeno 3 mesi! Ciò che considero inaccettabile è il ritardo nella pulizia ma soprattutto nessuna spiegazione da parte del Comune o Sovraintendenza o chicchesia che giustifichi tale ritardo.
    Inaccettabile e vergognoso.

    Ad essere incivile viene da comprare una bomboletta e affiancare la scritta: “Quindi? Quando pulite?”

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