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Milano | Verziere – Piazza Santo Stefano: basterebbe poco per avere un luogo meraviglioso

Il giorno che vedremo sistemate alcune piazze del centro storico di Milano, la città avrà guadagnato altri punti in bellezza.

Sì, perché a Milano ci sono gioielli urbani che essendo utilizzati quasi esclusivamente come parcheggio, non sono neanche contemplati come luoghi da visitare o quasi. Una di queste piazze è Santo Stefano.

Qui di seguito alcuni esempi di come appare la piazza oggi e di come ci piacerebbe fosse trasformata (il nostro è solo un esempio e non un vero progetto).

Ecco come la vorremmo: liberata dalle automobili, al centro un grande parterre pedonale e realizzato in rizzata di ciottoli di fiume, tipico della pavimentazione storica (come è già presente davanti alle due chiese).

Sulla sinistra guardando le due chiese, si trova il palazzo progettato da Luigi Fratino del 1965 (Casa Albergo, Piazza Santo Stefano 5), pezzo di architettura moderna ma poco pertinente con il contesto, verrebbe coperto da una serie di platani che crescendo camufferanno l’unico edificio moderno della piazza.

Magari si potrebbe spostare nella rinnovata piazza, la statua di Carlo Porta che oggi, posta nel giardinetto su via Larga, crediamo sia completamente dimenticata dai passanti frettolosi come un sasso sulla spiaggia (pensare che è stato, forse, il maggior poeta in dialetto milanese di tutti i tempi).

Così come la lapide a ricordo dei due studenti uccisi negli anni Settanta, Claudio Varalli e Giannino Zibecchi.

Ce la immaginiamo come una piazza di relax, a due passi dal Duomo e dall’Università, dove sostare nei bar e ristoranti che sicuramente si apriranno, o aggiungeranno, una volta resa pedonale.

Una piccola “piazza Ducale di Vigevano” meneghina, dove ammirare finalmente le due magnifiche chiese barocche e millenarie di Santo Stefano Maggiore e San Bernardino alle Ossa (famosa e visitata anche per la cappella ossario). Insomma, perché dobbiamo maltrattarci così a Milano, quando con poco potremmo avere una bella piazza?

La pianta della piazza com’è e come ci piacerebbe, magari con l’altro noto sogno, quello di vedere alberata tutta via Larga, Via Verziere e via Albricci.

Di seguito un po’ di foto che mostrano lo stato in cui è trattata questa bella piazza.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


22 thoughts on “Milano | Verziere – Piazza Santo Stefano: basterebbe poco per avere un luogo meraviglioso

  1. robertoq

    Immaginiamo come sarebbe bella Piazza Santo Stefano così rifatta quando riaprono i Navigli e l’adiacente Via Laghetto ritorna ad essere il laghetto dove si scaricavano le pietre per la vicinissima Fabbrica del Duomo!

  2. Nicola

    In Italia abbiamo i parcheggi più esclusivi del mondo: aree di altissimo pregio regalate a pochi privilegiati che perlopiù gratuitamente o per pochissimi euro vi depositano i loro inutili rottami di lamiere inquinanti. La ricchezza che potrebbero generare tali luoghi aumenterebbe di molto il pil, non ci vogliono degli economisti a dirlo

    1. Anonimo

      Guarda che i residenti sarebbero felicissimi di parcheggiare altrove se quella piazza venisse sistemata, anche perché tra le “lamiere” si aggirano balordi e gentaglia di ogni genere… Sai che “regalo per privilegiati” avere un cesso tale sotto casa!

  3. Mattb1

    Ottima idea 😊
    Unica cosa non nascondersi il palazzo moderno. Ok che non è dello stesso periodo degli altri edifici ma per me stacca e allo stesso tempo non snatura la piazza. Insomma in un certo senso riesce a dialogare con il contesto. Per il resto degli spazi alberi ovunque.

  4. Wf

    È una ricchezza che Milano butta nel cesso.
    È ora di dire basta a uno spreco economico di bellezza delle piazze milanesi, che potrebbero certamente generare reddito e pil per la città con il,turismo.

    Il,vostro progetto uf è MERAVIGLIOSO.
    Genera meraviglia, stupore e bellezza.

    Quello che c’è ora uno spreco economico uno schifo e vergogna per i milanesi tutti.
    Ci sono i sìlos interrati per le auto.
    Non si può far mettere il,porco a capotavola.

  5. Marco

    Gli edifici che contornano la piazza sono tra i più antichi esempi di edilizia civile a Milano. Alcuni risalgono al 6/700. Quel parcheggio è insulso e orrendo, tra i peggiori che infamano il centro. Diventerebbe sicuramente un piacevole punto di sosta.

  6. Marco

    D’altronde se pensiamo che il primo tratto di via Laghetto, tutto con edifici storici, dopo i lavori è stato asfaltato invece di ricostruire i sanpietrini, no comment.

    1. Blanco

      Ancora con questi sampietrini ti sei fatto un giro per Milano a vedere come sono conciate le strade con i sampietrini?

  7. Anonimo

    È veramente pazzesco come siano mal tenuti certi luoghi che potrebbero essere bellissimi…roba ai limiti del masochismo
    La cosa sconvolgente è che non dobbiamo inventarci nulla, chiamare archistar, megaprogetti, palazzi strambi come in certe città estere…niente di tutto questo : abbiamo l’immensa fortuna di avere piazze, piazzette, vie secolari e bellissime, che basterebbe pochissimo perché diventino dei gioiellini, e che facciamo? Ovvio, le teniamo da cani, ci mettiamo parcheggi in mezzo, asfaltaccio buttato qua e là, panettoni e cartelli ovunque😥
    Grazie a dio Milano negli ultimi anni sta vivendo un rinnovamento urbanistico e architettonico eccezionale,con Porta Nuova, Citylife, etc ma spero che questa “ondata di bello” si propaghi anche e soprattutto a progetti di valorizzazione come questo….sarebbe un peccato mortale sprecare certe possibilità che secoli di storia ci hanno regalato

    P.S. parlando in generale, a voi di Urbanfile dovrebbero fare un monumento!! Con i vostri articoli contribuite a cambiare la mentalità e la percezione della città e a ridestare un certo orgoglio meneghino per troppo tempo sopito….il vostro è un servizio eccezionale a Milano 👏👏

  8. Anonimo

    Rivalorizzare tutta la ” Milano Romana ” è’ un dovere è uno operazione facilmente realizzabile. Che fine ha fatto il progetto del PUMS che prevede che la zona sia trasformata in area a traffico pedonale privilegiato ? Maran ?

    1. Anonimo

      Ma non è un tal Granelli (o qualcosa del genere…) l’Assessore che si occupa di Traffico e viabilità? Non credo sia competenza dell’Urbanistica decidere di pedonalizzare una zona!

  9. Claudiogi

    Anch’io voto per l’Ambrogino d’Oro a Urbanfile! Progetto semplicemente meraviglioso, da accogliere in toto.

  10. Davide

    Lodevole l’idea di collocare la statua del Porta al centro di una rinnovata e finalmente “riunificata” Piazza Santo Stefano, come anche quella di “velare” con una quinta di alberi la casa-albergo del 1965. Costruita con la mentalità antiumanistica e vagamente idiota di quegli anni (che immaginava lo “sviluppo” come una dolorosa, ma inevitabile e, tutto sommato, positiva opera di obliterazione fisica e culturale di ogni concezione e forma del passato), la casa di fatto “volta le spalle” alla storica piazza, ospitando esercizi commerciali che si mostrano solo sui suoi lati corti e sulla facciata rivolta a via Larga, mentre verso S. Stefano colloca un “retro” senza vita che include il proprio modestissimo ingresso – proprio degno di un albergo, e non dei migliori – e l’accesso a un parcheggio pertinenziale situato sul tetto dell’edificio (!). Ciò imporrebbe, anche in caso di risistemazione della piazza, di lasciare un passaggio alle vetture private da e per l’immobile. Per la statua del Porta si potrebbe imitare l’esempio recente di piazza Beccaria, collocando attorno all’effigie dell’illustre poeta milanese aiuole verdi, piante, panchine per la sosta e una fontanella per gli assetati passanti. L’intervento di sistemazione della piazza non dovrebbe andare disgiunto da un più ambizioso piano di riqualificazione urbanistica dell’intero asse Largo Augusto-Via Verziere-Via Larga_Piazza Velasca-Via Albricci e dintorni, che investa anche le infelici via della Signora e Laghetto, recentemente private della copertura in cubi di porfido e asfaltate (!), lo spiazzo che fu del Laghetto (ridotto a un micro-parcheggio per auto costantemente “allargato” in via abusiva), via Bergamini (pedonalizzata da anni, ma ancora asfaltata), lo slargo informe e senza nome fra questa, via Larga e via S. Antonio, via Festa del Perdono (il cui lastrico in pietra versa in cattive, se non pessime condizioni), l’ex piazza S. Ulderico (oggi uno squallido parcheggio a ore fra via Pantano e Largo Richini), vicolo Santa Caterina, via Osti, via Pantano e l’altro slargo informe e senza norme fra via Chiaravalle, Pantano e la giunzione Larga-Albricci. A voler essere non più soltanto ambiziosi, ma visionari, si potrebbe immaginare un’estensione della riqualificazione alla spettrale via Mazzini e all’orrore urbano di via Paolo da Cannobio, di Piazza Diaz e delle adiacenti, “morte” vie Giardino, Marconi, Baracchini, Gonzaga, Rastrelli. Sull’esempio di Confucio, si potrebbe qui cominciare a mutare l’ordine delle cose partendo dai NOMI: Via Marconi=>via Tre Alberghi, Piazza Diaz=>Piazza/Largo del Bottonuto, via Giardino=>via del Cappello, via Albricci=>via San Giovanni in Conca, via Baracchini=>via Visconti, via Gonzaga=>via San Giovanni Itolano). Come si suol dire, chi ben comincia è a metà dell’opera: rendere l’onore e la memoria a una parte assai antica e popolare di Milano, alla quale un’urbanistica miope e già ampiamente obsoleta al momento di prendere forma, oltre a cancellare l’esistenza, ha persino strappato i nomi, potrebbe costituire il primo passo verso ben più lungimiranti operazioni di abbellimento e vivificazione di non-luoghi freddi e inanimati.

  11. Wf

    Milano mi duole constatare che non ha piazzette come tutti noi vorremmo che avesse, ossia al,riparo dalle automobili e dal fastdio, quelle cose aliene che tutti noi ammiriamo quando andiamo all’estero.

    Non sarebbe ora di crearne qualcuna per assomigliare VERAMENTE a una città internazionale europea e non semplicemente magnificare il solito Duomo e sbrodolarci su quanto Milano sia diventata capitale?

    Fatti non pugnette.
    😂😂😂

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