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Milano | Corvetto – Il cavalcavia da demolire

E’ notizia di questi giorni che il Comune ha programmato il destino del cavalcavia del Corvetto, l’Ecomostro della zona a sud-est di Milano.

Ancora non vi è in vero e proprio progetto, ma pare siano tutti d’accordo sul fatto che il suo destino sia quello di sparire e magari lasciare spazio a spazi verdi, con filari d’alberi. Nel Piano della mobilità sostenibile (Pums) approvato giovedì della settimana scorsa dal Consiglio, una delle priorità è proprio il destino di questo ingombrante manufatto.

Unico nodo da sciogliere, oltre a trovare i soldi per la demolizione e la successiva destinazione, è riordinare la viabilità della zona dopo la sua sparizione. Un piano ci sarebbe già bell’e pronto, quello della Paullese, che sarebbe da recuperare e concludere, visto che per ora si arresta proprio nel quartiere di Santa Giulia.

Il cavalcavia è anche pericoloso e altamente inquinante, infatti le vetture vi sfrecciano ad alta velocità, spesso non rispettando i limiti.

I cittadini avranno un po’ di tempo per esprimersi sul futuro della via: il Piano, infatti, sarà pubblicato a breve per consentire a chiunque abbia un’idea di proporre modifiche o integrazioni. Se i cittadini arrivassero a proporre una buona soluzione per le vie Carlo Marochetti e Lucania, il Comune potrebbe prenderla in considerazione e metterla in pratica.

 

 

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


40 thoughts on “Milano | Corvetto – Il cavalcavia da demolire

  1. Davide

    Non è più “altamente inquinante” la stessa quantità di auto che ora procede a velocità costante ma senza il cavalcavia congestionerà altre strade e brucerà più benzina a causa dei semafori? Più c’è traffico e più benzina serve per percorrere un chilometro. E ad alta velocità non si inquina di più, finché non si superano i 90 km/h (tralasciando il fatto che non si dovrebbero superare i 50 km/h), ma anche se così fosse basterebbe mettere qualche autovelox.

    1. Anonimo

      E’ appunto per questo che vogliono abbattare il cavalcavia, creare più ingorghi per aumentare il consumo di carburante quindi le accise/tasse incassate. Ormai lo stato mortacccione dè ròmma non sa più dove andare a raschiare tasse, ricordiamo che ha un debito di milioni di miliardi di euro, hanno bisogno di soldi e uno dei pochi posti dove possono andare a raccattarli è Milano perchè è una delle poche città in Italia che produce utili, soldi veri e non vive di assistenzialismo. Diciamo che abbattendo il cavalcavia e costringendo gli automobilisti a due/tre semafori in più, che saranno rigorosamente rossi, quindi fermata e ripartenza, quindi più carburante consumato, diciamo che in un anno qualche milionicino di accise lo guadagnano in più.

      1. esse

        ahah sei un genio, se fosse come dici avrebbero messo i semafori pure sul cavalcavia 😉
        Abbattere il cavalcavia è una proposta ragionevole se verrà completato il collegamento finale con la paullese a S.Giulia. Ciò permetterebbe anche di indirizzare le auto in uscita da tangienzale/a4 verso via Toffetti, in una zona non residenziale e meno popolosa del Corvetto.

    2. Anonimo

      Forse ti sfugge che la proposta di demolire i cavalcavia (non solo quello di Corvetto) nasce dal fatto che negli ultimi anni il traffico su queste arterie è costantemente DIMINUITO (grazie a Dio) e tutte le simulazioni dicono che continuerà a diminuire…

      Quindi “la stessa quantità di auto”… proprio no.

      Viceversa tutti gli studi dimostrano che più dai alle auto private opzioni “comode”, più il traffico privato aumenta e dopo pochi anni la nuova infrastruttura è insufficiente e si ricomincia punto a capo.

      E’ ovvio che bisogna “incentivare” la gente a NON usare l’auto privata … non facendogliela troppo comoda

      1. Anonimo

        Il traffico è sempre lo stesso 1 ora ci impiegavi 10 anni fa per andare da un capo all’altro della città di Milano, un’ora ce la impieghi adesso. Il fatto di disincentivare l’auto a Milano è solo perchè vogliono che i cittadini si trasferiscano fuori Milano per poi fare i pendolari con mezzi privati e consumo di carburante.
        Potresti spiegarmi per quale motivo lo stato di bananas de ròmma indebitato fino al collo dovrebbe avere interesse a diminuire il traffico privato quando la maggior parte delle tasse (con cui paga i suoi debiti) le ricava dalle vendite di mezzi privati e dalle accise sui carburanti?

        1. Anonimo

          Ahah sei veramente uno spasso

          non dimenticare le scie chimiche e i rapimenti alieni mi raccomando

          Go get a life!! (Tradotto pere gli ign0r4nti come te: fatte ‘na vita!!)

          1. Anonimo

            Lui ha certamente un modo discutibile di porsi e alcune cose che dice sono abbastanza “fantasiose”.
            Ma tu non credere di essere tanto meglio con le solite frasette da italiano medio.

            Che lo Stato da sempre incentivi l’uso delle auto perchè senza accise il suo apparato elefantiaco non starebbe in piedi, è una ovvietà. Forse solo tu non te ne sei accorto. Altro che alieni.

    3. Sergio

      Quoto Davide. Qualsiasi mezzo, a parità di tipo di trazione, deve essere il più possibile leggero e muoversi a velocità costante in condizioni di massimo rendimento (per i motori endotermici: basso numero di giri, in trazione costante; le fermate ovviamente – non producendo spostamento – sono deleterie…).

      1. Wf

        Ahahahah e questo porta al corollario che la situazione ottimale è la coda perenne a velocità limitata ergo lasciare le strade libere produce il famoso fenomeno detto jimmy dello stop and go dellitaliota medio che corre da un semaforo all’altro alla massima velocità per poi inchiodare…

        Ahahahha

  2. antonio

    Quello che dice Davide è giusto. Però anche la sopraelevata termina in Piazza Bologna con un bel semaforo.. quindi il problema è spostato solo di qualche centinaio di metri.. Tu puoi costruire tutte i sottopassi sopraelevate autostrade che vuoi ma prima o poi il semaforo te lo becchi.
    E’ chiaro che nel caso di abbattimento bisogna evitare l’effetto tappo e pensare a delle belle barriere verdi tipo alberi cespugli e mettere in campo tutte quelle soluzioni capaci di mitigare l’ inquinamento da traffico.
    Inoltre ho letto da qualche parte che i maggiori inquinanti del traffico automobilistico sono i metalli pesanti a e gas che rimangono sospesi a 50 cm. dal suolo. Con le sopraelevate si porta il problema ai primi piani delle case …. e a tutti quelli che passano sotto.

    1. Anonimo

      “la sopraelevata termina in Piazza Bologna con un bel semaforo.. quindi il problema è spostato solo di qualche centinaio di metri”
      Due/tre semafori in più al posto del cavalcavia significano più inquinamento quindi più consumo di carburante. Ergo il problema non è spostato ma è aumentato.

  3. Daniele

    L’ alternativa e’ quella di fare diventare la sopraelevata pedonale e ciclabile con un polmone verde come a Seoul.

  4. Anonimo

    Penso che pragmaticamente basterebbe invertire il senso di marcia e utilizzare il cavalcavia per aspirare le auto in uscita da Milano.

    Per l’ingresso in città i veri nodi sono Piazzale Bologna che assorbe pochissimo, Corso Lodi inadatto e il nuovo sottopasso da Via Toffetti verso l’Ortomercato che in realtà non porta da nessuna parte. Queste sono le problematiche da risolvere se si vuole liberare il Corvetto dal fiume di auto in entrata e con il ponte “ecomostro” non ci azzeccano molto.

    1. Anonimo

      “Penso che pragmaticamente basterebbe invertire il senso di marcia e utilizzare il cavalcavia per aspirare le auto in uscita da Milano.”
      Soluzione intelligente, dovete partire però dal presupposto che non avete a che fare con la burocrazia germanica, ma con la burocrazia dello stato di bananas de ròmma, che è come un tossico che ha sempre bisogno di soldi, hanno un debito mostruoso, che aumenta sempre di più, e i soldi devono andare a prenderli da qualche parte. Hanno appena regalato 600 milioni di euro a fondo perduto a alittalia una compagnia plurifallita (che ha distrutto l’aviazione italiana) dopo che le hanno dato sempre a fondo perduto per decenni 8 miliardi di euro, senza mai produrre un euro di utile. L’ordine che è arrivato al comune di Milano dallo stato di bananas de ròmma è stato di aumentare i consumi di carburante in città per incassare più accise/tasse sul carburante. Al comune di Milano tra le varie “soluzioni” hanno trovato quella di abbattere i cavalcavia in città (Monteceneri, Corvetto ecc.) e riaprire i Navigli, appunto per congestionare ancora di più il traffico e quindi aumentare il consumo di carburante e le accise. In un anno potrebbero essere qualche decina di milioni di euro di accise in più per lo stato di bananas de ròmma, sono spiccioli rispetto al debito mostruoso che ha, ma per qualche dose bastano per il tossico, poi bisognerà inventarsi qualcos’altro.

      1. Anonimo

        Come sempre sono abbastanza d’accordo sul contenuto, meno sui toni.
        E comunque penso che sopravvaluti l’intelligenza dei politicanti de Roma: non penso che siano così svegli da fare tutto sto “complotto” per creare più traffico e quindi accise.
        Invece non sono d’accordo sui navigli. Per me vanno riaperti assolutamente.

      1. Daniele

        Si esatto, anche se credo con un progetto costoso, in questo caso bastebbe semplicemente chiuderlo ed attrezzarlo con alberi/ piante basso fusto ed inserire I relativi passaggi pedonali + ciclabile.
        Dipingere la parte sotto con un colore (per esempio verde) onde cambiare la vista bruttale del cemento nonche’ fare sporgere le piante. La parte sotto potrebbe essere lasciata come parcheggio delle auto (se necessario). I vantaggi per il quartiere sarebbero enormi in termini di ;
        1. Parco lineare e ciclabile/pedonale (come minimo)
        2. Diminuzione del inquinamento polveri/ sonoro.
        3. Evita I costi smantellamento cavalcavia con quello che ne deriva.

        Progetto che puo’ essere migliorato con gli anni ma che puo’ partire subito con costi relativamente bassi.

    1. marno

      concordo con l’osservazione.
      le parole sono importanti. non (s)cadiamo nel linguaggio del giornalista collettivo e luogocomunista.
      teniamo alto il livello!

  5. Sergio

    La butto lì, futuristicamente parlando, con un po’ di utopia: traffico veicolare “con emissioni” sotterraneo (con parcheggi e impianti di trattamento); traffico elettrico (o a bassissima emissione), ciclistico e pedonale in superficie… Sognare fa bene…

    1. Daniele

      Sergio, concordo assolutamente sognare fa’ sempre bene ..e la storia ci insegna che sono I “sognatori” quelli che danno spesso impulsi postivi nel cambiare le cose e non pensare sempre in maniera convenzionale.

      Detto cio’ parto dalla considerazione che la trasformazione delle metropoli saranno sempre di piu’ “emission free”, e forse in questi tempi di trasformazioni importanti (e di crisi) vale la pena fare dei passi intermedi meno dispendiosi e piu’ fattibili sopratutto in quei contesti periferici dove si stanziano purtroppo meno risorse.

    2. Anonimo

      Visto che i buchi sottoterra sono costosissimi, se proprio dobbiamo farli facciamoli per le nuove metro non per le auto private…. thanks

  6. Davide Piva

    Conosco bene la zona avendo parenti in Corso Lodi ed ho visitato la High Line di NY.
    La proposta della conversione di questo cavalcavia in una sorta di High Line milanese è affascinante ma secondo me ha dei punti deboli:

    1) E’ troppo corto.
    2) La soletta è troppo poco profonda per alberature significative
    3) La zona del Corvetto non possiede peculiarità che possa attrarre visitatori; in più inizia (via Marocchetti) e termina (Piazza Bologna) nel nulla.

    Piccone risanatore unica via, per poi posare alberature a centro strada.

      1. Davide Piva

        Beh insomma. Capisco per la soletta, ma la lunghezza è quella che è.

        Anche allungarlo mi sembrerebbe utopistico. Se però volessimo percorrere quest’ultima via, sparerei una proposta azzardata: prolungarlo verso nord e verso sud, per creare un collegamento “in quota” tra parco Alessandrini e parco Cassinis.

        Cosa ne pensate?

        1. Daniele

          Non so, in realta’ anche il cavalcavia Bussa per esempio e’ molto corto eppure I progetti internazionali hanno presentato dei punti di vista interessanti di riqualificazione, considerando poi come confermi anche tu la poca centralita’ della zona forse tutto sommato vale la pena lasciarla cosi, chiuderla e con qualche aggiustamento fare defluire I pedoni/ bici in punti chiave.

  7. Wf

    Non capisco cosa vi hanno fatto di male qui poveri abitanti dei palazzi fronte cavalcavia per non liberarli da questo moloch e fare lo stesso giardino in più con piste ciclabili e magari qualche parchetto basket, bambini, mamme a livello strada.

    Non se lo meritano?

    1. Lorenzo lamas

      Certo che se lo meritano. E direi proprio perché è una zona che attualmente non ha nulla di peculiare. Cerchiamo di portare il bello dovunque.

      E dove sta scritto che se un posto non ha peculiarità deve continuare a non averle? Che se nasco povero devo mori per forza povero?

      P.s.
      Ste mitragliate di anonimi in contrasto tra loro fanno pensare a qualche schizofrenico in preda ad un delirio. Dateve un nome, se no oltre ad essere anonimi siete pure omonimi e diventa tutto un troiaio.

      1. Davide Piva

        In realtà la ciclabile sopraelevata potrebbe diventare essa stessa un peculiarità.

        Tuttavia trovo difficile una conversione totale della zona Corvetto.

        1. Wf

          La scoperta della soprelevata è essa stessa la soprelevata…

          Liberate quei poveri condomini.
          Difficile non è imoossibile

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