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Milano | Portello/Cagnola – Il Cavalcavia Serra-Ceneri: demolirlo o trasformarlo?

Articolo prodotto per Urbanfile e Affari Italiani Milano

Qui sopra il prima e dopo dei viali Serra e Ceneri.

Il cavalcavia di viale Renato Serra e viale Monte Ceneri è una struttura viabilistica che venne creata negli anni Cinquanta del XX Secolo per “snellire” il traffico che gravitava attorno alla fiera.

Per la sua costruzione si abbatterono centinaia di platani che come il resto della Circonvalla (circonvallazione) abbellivano e caratterizzavano il viale.

Bisogna pensare che all’epoca non esistevano comitati e l’automobile doveva essere uno status imprescindibile (forse ancora oggi). Quindi le città di tutto il mondo si industriavano per realizzare agevolazioni per le vetture motorizzate.

Così comparve il cavalcavia, che fluidificava il percorso per chi doveva andare da piazzale Lotto a piazzale Lugano, alla Ghisolfa, senza avere semafori e incroci che rallentavano il percorso.

Nel 2012/13 il cavalcavia venne riqualificato e restaurato, e fu allora che iniziarono a diffondersi idee per abbattere il manufatto o trasformarlo in qualcosa di simile all’High-Line di New York.

L’High-Line è un intervento urbano attuato qualche anno fa a New York dove la vecchia ferrovia, non più utilizzata, è stata trasformata in spazio urbano vivibile a piedi, una passeggiata sopra il traffico per pedoni e biciclette tra natura cresciuta spontaneamente e piantumata appositamente.

Qui sotto la “Passeggiata Alta” come apparirebbe nello stesso punto dove oggi corrono le automobili.

Qui sotto la “Passeggiata Alta” come apparirebbe vista dall’incrocio tra i viali Serra e Ceneri con Viale Certosa.

Qui sotto la “Passeggiata Alta” come apparirebbe con l’aggiunta di una passerella per accedere con ascensore o scale ai lati del viale.

Qui sotto la “High Line” di New York in alcune immagini dove si vedono anche ascensori e scale.

A dire il vero l’idea di trasformare in passeggiata verde questo “mostro” in cemento armato in mezzo alle case non è poi così male. Sarebbe uno spazio per la gente, dove sostare, camminare, passeggiare, anche se si è sopra il traffico del viale sottostante.

Come trasformare il cavalcavia in passeggiata tra alberi e prati? Non siamo tecnici né architetti o ingegneri, ma sicuramente bisognerebbe portare molta terra che comporterebbe anche una maggiore sollecitazione alla struttura del ponte. Alberi ad alto fusto non si potrebbero piantare, visto che mancherebbe sufficiente terreno. Poi, forse, andrebbero aggiunte, secondo noi, alcune scale d’emergenza in alcuni punti lungo il percorso, perché il cavalcavia è lungo circa un chilometro e ottocento metri (1400 m effettivamente solo nel tratto che va da via Traiano al ponte Bacula – Ghisolfa) e bisogna permettere a chi passeggia di poter scendere a piacimento ogni tot metri (almeno in tre punti distanti circa quattrocento metri).

Questo intervento potrebbe essere interessante, ma effettivamente tornerebbe utile? Riqualificherebbe la zona?

Sotto al cavalcavia rimarrebbe il solito parcheggio, la vista ad un cavalcavia in cemento armato, con del verde sopra, ma pur sempre un ponte. Certo migliorerebbe la vista a chi si affaccia dalle finestre dei due viali e sicuramente aumenterebbe anche il valore immobiliare degli stessi stabili.

Ma se invece venisse demolito per far tornare i due viali (Serra e Ceneri) com’erano prima degli anni Cinquanta, con il filare d’alberi e magari la corsia preferenziale della 90/91, non sarebbe meglio? Unica cosa non avremmo uno spazio pedonale immerso nel verde. Per giunta, il costo per abbattere il cavalcavia sarebbe troppo oneroso per il Comune. Vedremo nei prossimi anni come si potrà risolvere questo bel problema.

Qui sotto la due immagini della Circonvalla, in questo caso viale Murillo, che mostra come potrebbero tornare i viali Serra e Ceneri se venisse demolito il cavalcavia.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


58 thoughts on “Milano | Portello/Cagnola – Il Cavalcavia Serra-Ceneri: demolirlo o trasformarlo?

  1. albertovic

    Io i cavalcavia non li posso vedere, creano del “brutto”, soprattutto sotto le arcate e vicino ai piloni. Mi sembra che le immagini che mostrano come potrebbe tornare il viale dopo la demolizione siano molto più promettenti!

  2. Daniele

    Io invece parto da un altra considerazione;

    E’ esistente e puo’ creare un “polmone verde” esente da traffico e sicuro per gli abitanti del quartiere, permettendo ai ciclisti/ pedoni di spostarsi senza rischi in un bel contesto (Milano e’ molto povera di verde pubblico rispetto alla maggior parte delle citta’ europee e non).
    Non hai I costi di abbattimento e puoi prendere 2 piccioni con una fava i.e. aumentare la vivibilita’ e permettere di avere cmq I parcheggi sotto al cavalcavia (se necessario). Una cosa e’ un striscia di asfalto e machine continua un altra e’ un parco lineare e fuori dal traffico cittadino.

    1. Anonimo

      Ancora con sta storia che Milano è povera di parchi e bla bla…ma informarsi un po’?! La percentuale di territorio a parchi a Milano è tutt’altro che bassa.
      Quello che non si vuolè proprio capire è che la percezione di verde non la dai con mega parchi qua e là, ma col verde diffuso per la città, mettendo alberi, viali alberati, giardinetti dove ora c’è asfalto.

      1. Daniele

        Caro Anonimo,
        Prendo atto ma mi devi permettere di disentire, ti chiedo su quali numeri ufficiali ritieni che Milano “ha percentuali di verde tutt’altro che bassa” ?
        Concordo invece con te che dove non hai piu’ parchi (e lo spazio ormai lo abbiamo divorato) devi implementare il verde e sinceramente il cavalcavia e’ un esempio in questo senso ampiando di fatto notevolmente lo spazio verde. Nessuna polemica (non mi piaciono), potresti circonstanziare il commento cosi’ diamo degli elementi utili a tutti per valutare I punti di vista ?
        Grazie

        1. Anonimo

          Scusa rileggendomi ho forse esagerato nei toni.
          Comunque la percentuale di verde urbano rispetto alla superficie comunale, è per i Comuni Capoluogo italiani mediamente del 2,7%.
          Milano è al 12,6%, tra i più alti in Italia e per esempio superiore a Roma. (dati ISTAT 2016)

          Come dicevo, è sbagliato quando si dice che a Milano mancano i parchi o il verde. Quello che manca a Milano è invece la “percezione del verde”.
          E’ inutile fare mega parchi isolati e poi quando esci è “tutto asfalto” perchè la percezione è di una città senza verde.
          Quello di cui avrebbe bisogno Milano è del verde diffuso: “vializzare” tantissime strade, piantare alberi qua e là, sostituire spiazzi di asfalto con giardinetti, mettere aiuole, etc (tra l’altro come spesso suggeriscono qui su UF).
          Questo cambia la percezione della città.

          1. Daniele

            Sono del idea pero’ che Milano come citta’ che si ritiene Internazionale debba confrontarsi con altri dati di citta’ europee e qui’ purtroppo abbiamo molto da recuperare sul sostenibilita’ e sul verde. Per questo ritengo che quella della rivisitazione dei cavalcavia andrebbe attentamente rivalutata nel suo complesso. Provate a pensare se il cavalcavia della ghisolfa (scusate Io la conoscevo con questo nome) in questi mesi torridi che benessere porterebbe. l’effetto benefico delle piante in termini di ossigeno ed diminuzione della temperature ai cittadini oltre ovviamente alla diminuzione del rumore (portando il traffico tutto sotto). Si potrebbe poi pensare anche di inserire nel percorso piccoli punti di attrezzati di aggregazione. Insomma di potenzialita’ ce’ ne sarebbero.

          2. Anonimo

            Si infatti in tutte le città europee al posto del cavalcavia monteceneri ci sono strade interrate e sottopassi agli incroci. Da noi le strade interrate e i sottopassi ne hanno fatti pochissimi perchè lo stato bizantinoide ha sempre prediletto i semafori perchè ai semafori ci si deve fermare e poi ripartire e quindi consumare più carburante e quindi più accise che va allo stato bizantinoide per pagare tutti i debiti galattici che ha. Anzi il cavalcavia monteceneri in tutti questi decenni ha consentito di risparmiare milioni di tonnellate di carburante, quindi ha contribuito a diminuire le emissioni di co2. Altrochè abbattere, dovrebbero dargli il premio Greenpeace…

          3. Anonimo

            Negli anni 60 si facevano cavalcavia dappertutto (e anche ben peggio del nostro in fondo abbastanza innocuo cavalcavia Serra-Ceneri , https://www.youtube.com/watch?v=1CjnEI-rokk

            Tunnell e sottopassi e verde in Europa son venuti nel mezzo secolo seguente. Peccato che noi Italiani siam rimasti fermi agli anni 60, come in tante altre cose.

          4. Wf

            Hai espresso quale sia il vero problema del verde a Milano.
            Bravissimo.
            È proprio così.

            E si traduce non tanto con il quanto verde ma con il COME è DOVE va fatto nascere nuovo verde.

            Hai centrato la questione.

  3. Fr@nçois

    Sarebbe bellissimo! Spero tanto che venga riconvertito a spazio verde. C’è così tanto bisogno di verde a Milano che sarebbe un peccato non approfittarne.

        1. Wf

          Mha.
          Forse farei sopra tutto verde e sotto anche con mercatini stile Berlino.
          Fosse per me metterei dei pontoni tra un palazzo e l’altro trasversalmente in modo che lhigh line diventerrebbe il loro pianerottolo in una struttura futurista ma anche tipo piranesi e escher.
          Tipo giardini pensili su più livelli, magari ristrutturando piani anche sotto i piloni fino a terra.

          Ma io sono pazzo, e non faccio testo.
          😂😂😂

          1. Daniele

            Questo e’ la potenzialita’ di questo progetto , ovvero partire con un profilo basso sfruttando il verde sopra per poi evolversi con gli anni ed inserire sempre piu’ elementi a corollario.

    1. Anonimo

      @lamas e sui cavalcavia dè Ròmma nùn se fa nùlla? Si tipo quelli dove hanno girato i film di Fantozzi. Chè qualche paimma o qualche arberello nùn cè se lo mette pure a Ròmma sui tanti cavarcavia che ci sono? Chè quei cavarcavia non li abbattono se no poi ar ministero arrivano tardi in macchina, cioè anzichè alle 11 arrivano alle 12? @lamas ma da voi a Ròmma l’area C nùn ce stà, spiegace perchè nun cè stà…

  4. Daniele

    Non so che impatti produrrebbe sui flussi di traffico, ma sarebbe meraviglioso. E si potrebbe utilizzare anche la parte sotto o per allargare un poco al strade e accogliere il traffico tolto dal cavalcavia oppure per attività commerciali come sotto il rilevato ferroviario a Berlino.
    Comunque il primo cavalcavia che si potrebbe piantumare, visto che è desolatamente vuoto (mezzo parcheggio, mezzo scorrimento a senso unico), e molto largo, secondo me è il Bussa.

  5. Enrico

    Credo che dal punto di vista turistico sia meglio la trasformazione in una striscia verde sospesa… (senza però la beltà dei grattacieli di New York) Ma dal punto di vista della qualità della vita dei residenti molto meglio abbatterlo. Se non lo si abbatte ci si ritroverà sempre uno spazio sottostante brutto ombroso e di bassa qualità e la gente che vive li o transita passa a livello strada. Il verde a livello strada è per tutti quello a 5 metri di altezza non esattamente. Io sarei per l’interramento, ingrandimento dei marciapiedi pedonali e il verde. Con che soldi? …. Bella domanda!!

  6. roberto

    manterrei il cavalcavia più corto come preferenziale per la 90/91 eventualmente ristretto ad una corsia per senso di marcia e verde ai lati, anche per districare meglio il traffico sottostante all’incrocio con le vie De Gasperi e Scarampo, mentre l’altro demolirlo, al suo posto filari di alberi e all’interno il seguito della corsia riservata per i mezzi pubblici.
    L’idea di trasformare i cavalcavia in un polmone verde, a mio parere, avrebbe valore solo come effetto suggestivo.

    1. CM

      condivido.
      Il prezzo da pagare per l’aumento della congestione sarebbe troppo alto.
      Così almeno il TPL non sarebbe penalizzato dalla mancanza del cavalcavia.

  7. loris

    un unico appunto: dubito che sarebbe mai possibile vedere alberature come quelle mostrate nei render avendo un substrato di terra così sottile (quand’anche rialzato),

    dunque, quale che sia la soluzione (ognuna con pregi e difetti), meglio non farsi illusioni di un “bosco orizzontale” con albero alti tre piani..

  8. Lorenzo

    Prima di fare qualsiasi tipo di lavoro che potrebbe congestionare una via già fin troppo trafficata, va costruita una circle line o va convertita in tramvia la 90/91 oppure interrata la viabilità … Realizzando solo questo progetto senza pensare prima ad interventi seri sulla mobilità è da stupidi e causerebbe non pochi danni alla città… Perchè allargando semplicemente di una corsia non risolvi il problema e elimini dei parcheggi (fai due danni enormi con un solo intervento) … Chi dice che è sufficiente allargare di una corsia la carreggiata è uno scarso opinionista… Sul cavalcavia hai la possibilità di andare più veloce ma soprattutto non hai i semafori che bloccano a tratti il passaggio che sotto continueranno ad essere attivi…

    1. Giorgio

      La 90/91 in tramvia sarebbe un sogno, ed effettivamente negli anni 70 ci siamo andati molto vicino alla
      sua realizzazione. Vennero persino consegnate le vetture (la serie 4900, quelle in servizio su 12/16/27 e altre linee). Successivamente il calo dei passeggeri trasportati dalla circolare fece abbandonare questo progetto.

      1. Sasso

        Ma la tranvia non era una soluzione di trasporto pubblico considerata obsoleta da trent’anni?

        Non lo dico in tono polemico eh, ma a me avevano insegnato così: energeticamente inefficiente per via di peso e resistenze, pericolosa, cara… aggiornatemi! 🙂

  9. Renato S.

    Ma qualcuno ha fatto un’analisi, anche minima, dell’impatto sulla mobilità in quel settore di città? Qui non è questione di essere auto-dipendenti. Il cavalcavia è nato per “compensare” il fatto che tutta l’arco di cerchio esterno alla cinconvalla è privo di assi di circolazione ad elevata portata.
    Conseguenza del mancato aggiornamento del piano Beruto IMHO.
    Abolire il cavalcavia vorrebbe dire mettere in crisi prima di tutto le linee di forza Atm che, pur non percorrendolo, ricevono il beneficio della sua presenza.
    Diciamo così: lo si può demolire solo se sul suo tracciato si fa passare la linea della metropolitana 6 a compensazione.
    Per chiarezza: non ho partiti “automobilistici” da difendere, visto che per mia fortuna associo bici e metro per la mia mobilità quodiana, ma frequento piuttosto assiduamente la zona per ragioni varie, specie in ora di punta.

    1. Anonimo

      Per me qualche bizantinoide l’analisi l’ha fatta, ma è di questo tipo:
      “Se abbattiamo tutti i cavalcavia di Milano come quello di Monteceneri e se riapriamo i navigli, la conseguente congestione del traffico che ne deriva con relativo aumento degli ingorghi stradali e del consumo di carburante di quanto fa aumentare gli introiti da accise per lo stato bizantinoide?”
      Diciamo che l’accise potrebbe essere di 30/40 milioni di euro in più all’anno, a quel punto il bizantinoide s’è sfregato le mani.
      Poi il bizantinoide avrà pensato ma se lo abbattiamo, con conseguente aumento dell’inquinamento, dobbiamo dare uno zuccherino ecologista ai gonzi, ed ecco qua quella cacatx del verde sul cavalcavia che a giudicare da come è “non curato” il verde a Milano qualora dovessero farlo sembrerebbe uno di quei cavalcavia nei film di fantascienza in città post-apocalittiche dopo l’esplosione di una bomba atomica o di un attacco degli alieni.

  10. Anonimo

    In teoria potresti anche abbattere il cavalcavia però se:

    1) al suo posto ci fai una strada sotterranea come a Monza
    2) al suo posto ci fai una una corsia preferenziale per senso di marcia centrale e 2/3 corsie per senso di marcia con semafori intelligenti cioè con onda verde e non semafori deficienti come ci sono ora in tutta Milano dove li trovi sempre rossi così da essere costretto a fermarti e poi ripartire con più consumo di carburante quindi più accise allo stato.

    Considerando che la prima opzione costa troppo, e la seconda la potrebbero fare ma poi sicuro che lo stato bizantinoide imporrebbe i semafori rossi a questo punto è meglio non fare nulla e lasciare il cavalcavia.
    Consideriamo che poi lì vicino c’è l’area dell’ex-scalo Farini che quando verrà riqualificata avrà bisogno di strade a scorrimento veloce. Magari con gli oneri di urbanizzazione dell’ex-scalo Farini ci scappano i soldi per creare una strada sotterranea in Monteceneri.

  11. Marco

    Va abbattutto e nella corsia centrale va creata la corsia preferenziale per la 90/91, come già su viale jenner.
    Cosi prendi due piccioni con una fava:
    – elimini l’ecomostro;
    – elimini gli schifosi parcheggi sotto con annessi tag e giacigli per senzatetto;
    – con la corsia preferenziale per atm, pinti gli alberi sui lati come macmahon

    ….e finalmente puoi collegare tale corsia preferenziale con piazzale zavattari/lotto, sempre nella corsia centrale completando cosi la circolare 91 preferenziale (al limite mettendo il tram e togliendo l’orrendo filobus)

    Soluzione semplicissima, senza le americanate stile “high-line”.

  12. Anonimo

    Per me va abbattuto senza neanche pensarci (ovviamente dopo aver considerato gli effetti sul traffico come dice giustamente Renato S.).
    Ormai in Italia c’è questa strana malattia che tutto quello che fanno all’estero è oro colato. Ma dire che la stessa High Line di NY non è tutto sto splendore, tutta sta genialata, è una bestemmia?
    Se lo facessimo al monteceneri ci ritroveremmo sotto il solito brutto cavalcavia in cementozzo, con strade buie e degrado, per avere sopra un parchettino da nulla dato che non ci si possono mettere “veri” alberi.

    Buttate giù tutto e rifate i viali come erano!!

  13. Daniele

    Volevo aggiungere una riflessione su quanto detto, la Milano (cosi’ come tutte le metropoli) del futuro non puo’ essere pensata con la mobilita’ attuale, siamo nel passaggio di una nuova era Volere o volare, pertanto il futuro andra’ visto con un occhio molto diverso. Credo che Milano non possa riprodurre il “mal di pancia” del momento e trovare soluzioni pasticciate senza dare uno sguardo al medio/ lungo periodo con un raggio di vedute in un contesto globale di forte cambiamento. Cambiamento gia’ in atto. Tornando invece sul punto dobbiamo anche pensare che I comuni Italiani sono notoriamente con le pezze ai gomiti e soluzioni devono essere spesso “low cost” con attenzione sempre piu’ al ambiente. Certe scelte del passato dovranno essere riviste anche radicalmente ove necessario.

    1. Anonimo

      Qui “con le pezze ai gomiti” c’è solo lo stato bizantinoide, che ha un unico interesse, ricavare più tasse possibili dagli automobilisti in particolare per quanto riguarda l’accise sul carburante. E’ chiaro che fino a quando tutto sarà gestito dallo stato bizantinoide, che è come un tossico che ha sempre bisogno di tasse, ci saranno sempre soluzioni bizantine, cioè pasticciate apposta per creare entropia, come il disordine e gli ingorghi stradali. Più disordine e soluzioni pasticciate più l’entropia aumenta più i consumi aumentano più le tasse allo stato bizantinoide aumentano. Perciò non si può parlare di razionalità per quanto riguarda lo stato bizantinoide, solo livelli superiori possono imporre allo stato bizantionoide di cambiare registro se no le soluzioni pasticciate saranno sempre all’ordine del giorno, considerando anche che lo stato bizantinoide la prima città che guarda alla ricerca di risorse e tasse è sempre Milano.

      1. Enchanted Avenger

        Prova a prendere il tram invece della macchina così lo stato bizantinoide non prende i soldi delle accise, visto che non siamo a Tomboctou ma a Milano dove i mezzi funzionano benissimo.

        Ma te sei lo stesso dei pitechi vero? Perché il livello di sgrammaticato delirio è quello….

        1. Anonimo

          A Milano “i mezzi funzionano benissimo”

          Un altro Milanese abbrutito che abita nell’appartamentino strapagato perchè a 50 metri dalla MM, immagino. 🙂

          Perchè solo chi usa solo e soltanto la MM (ramo principale, ovviamente) può onestamente pensare che a Milano “i mezzi funzionano benissimo” 😉

          1. Anonimo

            Non funzioneranno “benissimo” ma bene sicuramente.
            Poi si può sempre fare meglio, per carità, ma il sistema di trasporto pubblico a Milano funziona ed è avanti anni luce rispetto alle altre grandi città italiane.
            Poi se si deve sempre spandere merda su tutto, va bene….

          2. Anonimo

            Che sia meglio che in altre città italiane, non ci piove. Che consenta di fare a meno dell’auto (come suggeriva il post precedente che irrideva Tomboctou) meno.

            Certo che se prendi il 14 due volte al giorno, tutti i giorni, la differenza tra “spandere merda” e dire pane al pane e vino al vino è abbastanza sottile! 🙂

          3. GetFuzzy

            Infatti se il 14 fa schifo più che ringraziare ATM – che fa quel che può – ringrazierei chi occupa le sue preferenziali con i suoi 4 pneumatici, chi parcheggia in doppia fila, chi intralcia il suo percorso…

          4. Anonimo

            A mio avviso i mezzi pubblici non funzionano male complessivamente. Il vero problema è che, a causa dei soliti noti problemi, la metropolitana è il mezzo più rapido per muoversi. Bus e tram scontano i predetti problemi e quindi sono considerati solo secondariamente. Peraltro ci sono zone della città che, pur non essendo in zone sperdute, non hanno una metro vicina (per quanto mi riguarda, per esempio, via Canova). M4 andrà in parte a colmare questa lacuna.

          5. Anonimo

            ok.

            Viviamo nella migliore città italiana (e questo è vero visto come son conciate le altre…)
            . I mezzi funzionano abbastanza bene da poter fare a meno dell’auto e se c’è qualche oggettivo problema coi mezzi è solo per colpa degli automobilisti.

            L’importante è crederci. A questo punto però mi chiedo il cavalcavia Serra perchè non lo abbattano sul serio e perchè l’Area C sia così piccola ed economica (5€)

            Forse gli automobilisti ricattano Sindaco e Giunta oltre ad essere il male assoluto? 🙂 🙂

            Che le auto in giro siano troppe che vadano disincentivate e che molto spesso si usi l’auto invece che mezzi o bici siam tutti d’accordo, ma non trasformiamoci in macchiette come il fenomeno all’inizio del thread per favore!

          6. Anonimo

            @anonimo 21:15
            A parte che ti puoi risparmiare quel tono derisorio/sarcastico da “sotuttoio”…

            Ripeto che si può ovviamente migliorare ma tu davvero mi vieni a dire che a Milano non si riesce a spostarsi quasi dappertutto con i mezzi pubblici?! Con 100 km di metro (150 tra 10 anni), 200 km di tram e centinaia di km su gomma?!? Ma smettiamola.
            Cosa vorresti, 50 linee di metro? O magari già che ci siamo il teletrasporto?

          7. Anonimo

            @Anonimo 20:45
            ma che ci siano problemi nessuno lo nega, è ovvio (ma non crederete mica che nelle “mitologiche” Berlino, Parigi, Madrid sia tutto perfetto, no?)
            Ma perché bisogna sempre guardare il bicchiere mezzo vuoto?! Nel complesso il sistema funziona bene (non benissimo, ripeto).
            E se uno lo dice non si deve beccare del “Milanese abbruttito” dal fenomeno di turno….

  14. Anonimo

    Mi sembra un’ottima idea, il Comune dovrebbe iniziare a lavorarci subito!

    Anche perchè il Comune sta andando avanti come un treno su Aree ex FS (delibera approvata), riapertura Navigli (progetto presentato), lavori MM4 (apertura confermata 2022), sistemazione area Porta Vittoria e ex BEIC (lavori sul residenziale ripresi e questione urbanizzazioni risolta), Cavalcavia Bussa (lavori del progetto vincitore appaltati e inizio a settembre opere), risistemazione Piazza Castello (idem), riassetto ciclabili/viabilità in zona Tortona in corso come da richiesta del Municipio 6 di Dicembre 2016, Palazzo scintille e Velodromo restituiti alla cittadinanza e progetto asservimento semaforico per linee di forza ATM in pieno svolgimento. Quanto al problema tag/writer come tutti abbiamo visto è stato negli ultimi mesi messo sotto controllo.

    Quindi adesso è tempo di mettere altra carne al fuoco, e sicuramente l’abbattimento o riconversione a giardino pensile del cavalcavia è opera fondamentale – forse quanto l’abaco dell’arredo urbano e il progetto della M6.

    (perdonate il sarcasmo, fa caldo… è comunque giustissimo che UB ponga la questione perchè un giorno se ne dovrà parlare veramente e l’idea è buona)

  15. Luca Algeri

    Abbattere il cavalcavia significa semplicemente congestionare ancora di più una zona già congestionata e farne una bomba inquinante ancora di più (molto, molto di più) di quanto lo è oggi.
    Con il traffico del cavalcavia dirottato sulla rete sottostante già al collasso i risultati non potrebbero che essere drammatici. In più, dato che tutti i condomini della zona non hanno garage, non riesco a spiegarmi dove metteranno le autovetture che oggi occupano a schina di pesce il sottopasso (si tratta di centinaia di posti auto che andrebbero persi). Detto questo, la soluzione abbattimento e creazione corsia preferenziale per la 90/91 è senz’altro da preferirsi alla creazione di un parco sopraelevato asfittico, che non avrebbe piante ad alto fusto bensì aridi prati che in estate ingiallirebbero e creerebbero gran polveroni e che verosimilmente non sarebbe utilizzato da nessuno (lo dotate anche di reti per evitare che cadano palle e oggetti vari dall’alto?). E poi, quale sarebbe il piacere di passeggiare tra una stretta ala di brutti casermoni anni 50/60 di 9/10 piani? Un’ultima annotazione. Perchè il tram dovrebbe essere più bello della filovia? Se non altro, la seconda è silenziosissima, a differenza del tram che sferragliando anche di notte aumenterebbe solo l’inquinamento acustico. A mio parere, prima di fare qualsiasi intervento occorre ripensare tutta la zona e comunque fare un’attenta valutazione dei flussi di traffico.

    1. Anonimo

      “A mio parere, prima di fare qualsiasi intervento occorre ripensare tutta la zona e comunque fare un’attenta valutazione dei flussi di traffico.”
      Bisogna capire quando riqualificheranno l’ex-scalo Farini che tipo di nuove strade si possono realizzare, per es. si potrebbe realizzare un collegamento dall’ex-scalo Farini con gli svincoli autostradali di certosa e con l’autostrada Torino-Trieste, però il problema è dove realizzare questo collegamento, l’unico posto a vederlo dalla mappa sembra sotto i binari ferroviari o in alcuni punti vicino ai binari, perchè per il resto ci sono case dovunque. Scordarsi viadotti troppo vicini alle case. Di sicuro collegamenti sotto terra di questo tipo dall’ex scalo Farini verso le autostrade diminuirebbero il flusso di auto in Monteceneri.

  16. Manuel

    La soluzione migliore sarebbe demolirlo e al centro prevedere una corsia, solo ed esclusivamente, per mezzi ATM/TAXI e mezzi di emergenza.
    Per i mezzi privati, dato che si vanno ad eliminare due corsie per senso di marcia si dovrebbe prevedere la fattibilità di un tunnel (si potrebbero prendere spunti da qualche studio/progetto di tempo fa come questo > http://www.hqmonza.it/96-12/dcx/dgu/mi_tunnel_06.pdf). Il tunnel, in questo caso, sarebbe molto più utile del tunnel di Gattamelata che passa lì vicino.

    1. Anonimo

      Il progetto è interessate, quello che non va proprio bene è il pedaggio pure per i tratti urbani, cioè dovremmo pagare per andare da p.le lotto a p.le lugano. E secondo me non si dovrebbe pagare neppure per raggiungere le autostrade. E’ un progetto che arriva dallo stato bizantinoide dè ròmma per monetizzare e spremere ancora di più i Milanesi.

    2. Continua da sopra

      Considerando che a ròmma non pagano nè pedaggi delle autostrade nè area c, nulla di nulla, noi ci dovremmo sorbire un altro balzello con questo tunnel, l’ennesimo, che poi andrebbe allo stato bizantinoide dè ròmma (per pagare i suoi debiti galattici e del comune dè ròmma) e alle società edili che costruirebbero il tunnel, in genere, dè ròmma (dopo tangentopoli, guarda caso, sono rimaste solo società edili dè ròmma). Questa storia dell’abbattere il cavalcavia puzza molto, non vorrei che stessero preparando il terreno per poi imporre questo tunnel con relativi pedaggi. Se proprio vogliono fare questo tunnel, o alcuni tratti, che lo facciano con gli oneri di urbanizzazione della riqualificazione degli ex-scali ferroviari, senza pedaggio, e quando l’avranno fatto e messo in esercizio solo allora si potrà parlare dell’abbattimento del cavalcavia.

  17. GArBa

    al punto in cui siamo e senza vedere numeri, parlare di chiusura al traffico (demolizione o riconversione che sia) non è una opzione credibile. riducendo di botto la capacità dell’asse si incrementerebbero gli stop-go agli incroci, le corsie preferenziali del filobus diventerebbero impossibili da far rispettare con conseguente ricaduta su chi utilizza queste linee e, in ultima analisi, la qualità dell’aria e della vita del quartiere -e il valore degli immobili- non se ne gioverebbero, perchè il tutto diventerebbe un grosso e permanente ingorgo.

    una valutazione dei volumi e delle origini-destinazioni del traffico che oggi utilizza il viale (a raso o soprelevato) dirà se è possibile diluire il traffico su altri percorsi, tenendo poi presente che al momento anche la filovia negli orari di punta è a saturazione, e una preferenziale in sede propria (sul cavalcavia stesso come proposto da qualcuno, o a raso al centro del viale come sul resto della cerchia filoviaria) sarebbe quindi da considerare fra le prime opzioni.

    potrebbe anche risultare dalle analisi che un asse di grande capacità lungo la direttrice non è compensabile, e quindi se vi è la volontà politica (che io condivido) di migliorare il decoro del viale si renderebbe necessario un intervento forte con realizzazione di un tunnel o l’inserimento del percorso in una tratta di metropolitana o metrotranvia, come pure altri hanno proposto.

    solo risolto il nodo del traffico, per il quale come si vede non mancano alternative, si potrà discutere se abbattere o riconvertire. e a quel punto la scelta sarà realmente solo dettata dal maggiore o minor livello di decoro urbano che le opzioni garantiscono.

  18. Anonimo

    @Daniele su questo sono d’accordo, il benchmark di Milano devono essere le città più avanzate d’Europa. Comunque non riesco a ritrovare i dati, ma mi sembrava di aver letto che la percentuale di verde di , per es., Parigi non è tanto più alta.
    Per quanto riguarda il cavalcavia, capisco quello che dici. Ma secondo me il gioco non vale la candela, ci terremmo in ogni caso un brutto cavalcavia con “casino” sotto di esso.
    Per me andrebbe abbattuto e bisognerebbe “vializzare” la strada sottostante.

  19. Corrado

    Il verde sopraelevato è una boiata pazzesca. Chi passeggeà tra casermoni anni 60 tra arbusti mal tenuti e piantine di 1 metro?

    Bisogna abbattere il cavalcavia però, perché è uno scempio urbano vergognoso. Se ciò significa interrare il traffico lo si faccia.

    Temo però che il tutto richieda almeno 10 anni, se si comincia domani.

    1. Anonimo

      Con il verde sopraelevato e nuclearizzato potrebbe diventare una buona location per film come “The walking dead”, “Mad Max”, “Codice genesi”, “The day After”, “Fuga da new York”, “Io sono leggenda”…

      p.s. bellissimo nel progettoide del cavalcavia verdognolo l’ascensore, ah ah ah, proprio fuori dal mondo, hanno difficoltà a mantenere gli asensori delle stazioni figuriamoci quelle di un parco nuclearizzato, funzionerebbe solo il giorno dell’inaugurazione.

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