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Milano | Navigli – Bravi! Grazie per inzozzarci la città

Siamo tornati in via Magolfa per vedere i cantieri della via a che punto siano.

Abbiamo cercato di sbirciare nel cantiere al civico 18, dove è sorto l’Opificio un complesso che ha visto il restauro di un vecchio magazzino e la sua conversione in una bella residenza formata da una ventina di unità. Abbiamo anche notato, con immenso dispiacere, che gli imbrattamuri hanno già agito con piacere sui muri appena riqualificati.

Abbiamo proseguito il percorso della via verso il Naviglio Pavese, notando come siano conciati tutti i muri delle case. Il palazzo al numero 3 di via Magolfa è oramai quasi completato. Avevamo già espresso alcune nostre perplessità in altri articoli, come ad esempio l’assenza in facciata di elementi che interrompano la monotonia delle finestre.

Ma anche qui con lo stesso rammarico abbiamo notato che, sebbene ancora cantierizzato, le pareti siano già state deturpate da dei bimbiminkia.

Sarà il destino dei nuovi palazzi, presto saranno ridotti come i dirimpettai devastati da tag e scarabocchi.


Infatti la zona dei Navigli è forse una delle più imbrattate dai soliti soggetti che stanno devastando l’intera città indisturbati. Arriverà mai un giorno in cui questo fenomeno di vandalismo, perché tale è, sparirà?

Oramai a Milano non c’è palazzo, monumento o manufatto che non abbia una tag, la “pisciatina di cane”, che rende i bambini potenti, perché è l’unico metodo per mettersi in mostra visto che mancano di intelligenza. Perché si ritroveranno loro stessi in una città sporca e imbrattata. Oramai i muri sono così sporchi dalle tag che non ci facciamo neanche più caso, come assuefatti.

Che poi, a voler essere critici e forse anche un po’ antichi, cosa si vuol pretendere da una generazione che spesso non ha rispetto nemmeno del prossimo? Siamo consapevoli del fatto che gli imbrattamuri non siano sempre giovanissimi, ma pensiamo che tutti facciano parte di quella categoria di soggetti che pensano che per essere notati sia necessario in qualche modo personalizzare le case altrui con i propri inutili segni. Non si tratta di creatività, si tratta invece di mancanza di senso civico e di rispetto per la città, che appartiene a tutti, anche a loro.

A questo punto ci rimane solo da dire: Bravi! Grazie per inzozzarci la città!

Così, da un sopralluogo per vedere dei cantieri siamo finiti col parlare di com’è ridotta la città.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


4 thoughts on “Milano | Navigli – Bravi! Grazie per inzozzarci la città

  1. Nicola

    L’unica soluzione è forse pulire subito. Pare che individuarne alcuno e punirli non funzioni poi molto. Forse si potrebbe fare qualcosa nelle scuole: educare alla civiltà fin da piccoli aiuta, se non lo fanno le famiglie, ma è chiedere troppo. Anche qualche forma di comunicazione mirata potrebbe aiutare: non è sbagliato associare questi taggaroli a degli sfigati che come cani delimitano stupidamente il loro territorio, senza però di fatto essere nessuno se non, appunto, degli sfigati.

  2. Corrado Sangalli

    E’ quanto meno imbarazzante e irritante verificare ogni giorno l’impotenza e/o l’indolenza del Comune e/o degli organi preposti a limitare questo schifo.
    Se in altre città estere si è riusciti quanto meno a contenere il fenomeno, significa che le soluzioni ci sono ma certo guadare altrove non è una di queste.
    Mi risulta che l’amministrazione comunale avrebbe anche la possibilità di mirare gli interventi sanzionatori ma che fine ha fatto il famoso database dei taggari? Quello che dovrebbe servire ad identificarli? E’ ancora in auge o chissà?
    Al di là della legittima costernazione, invito tutti ad approfittare della casella di posta dedicata del Comune di Milano, quanto meno per cercare di fare risalire la protesta a chi di dovere.
    L’unione fa la forza.

    1. Anonimo

      Se hai voglia, prova a cercare tra le pieghe del bilancio Comunale che ne è stato dello stanziamento per ripulire dalle tag gli edifici comunali. E se non pulisce il Comune i suoi (!), come puoi pensare che lo facciano tutti i privati (a spese loro…) ed inizino a cambiare le cose?!

  3. Anonimo

    Ma fare come fanno in tutti i Paesi civili?!? Cioè applicare la legge e punire chi non la rispetta, se serve usando la forza?! Troppo difficile?!

    Inconcepibile che la città sia ostaggio di questi idioti.

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