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Milano | Zona San Babila – Il Garage Traversi, nuova vita per l’autorimessa d’epoca


In disparte, quasi nascosta, in Piazza San Babila si trova una meraviglia modernista che a breve e finalmente troverà nuova vita e nuovo utilizzo.

Si tratta dell’Autorimessa Traversi, progettata dall’architetto Giuseppe De Min nel 1938 in via Bagutta al numero civico 2, in prossimità di piazza San Babila. Fu realizzata dalla Società Anonima Resta Gestioni Immobiliari, proprietaria del lotto. La destinazione non è mai cambiata, essendo ancora attiva (in un certo senso) come rimessa auto.

L’autorimessa Traversi si trova in un lotto irregolare ricavato dopo le demolizioni degli anni Trenta del XX Secolo per aprire e creare Piazza San Babila. Vista l’esigua dimensione del lotto, venne preferito un utilizzo di servizio ad un utilizzo residenziale o commerciale. All’epoca il diffondersi del nuovo mezzo di trasporto, l’automobile, aveva fatto scegliere ai proprietari la costruzione di un edificio dedicato esclusivamente all’autovettura, un parcheggio.

 

(da Lombardia Beni Culturali) Il lotto irregolare al fine non ha impedito all’architetto Giacomo De Min di realizzare un edificio di grande rilievo architettonico, con la pianta riconducibile alla forma di un ventaglio e il prospetto distinto tra i due piani inferiori – a linee rette e prevalente muratura – e i sei superiori a parcheggio, dove dominano le linee curve e le superfici a vetro.
L’edificio si eleva su otto piani fuori terra; al piano interrato, servito da una scala elicoidale, è organizzato il servizio di lavaggio e manutenzione vetture. L’accesso è diagonale sull’asse di via Bagutta; al piano terreno si trova l’accettazione, gli uffici dell’amministrazione e alcuni spazi esposizione con vetrine. Al piano primo il corpo anteriore, in progetto organizzato ad abitazione, è diviso in due alloggi, uno per il custode, l’altro destinato a divenire ufficio. La parte verso l’interno è adibita a sosta dei veicoli, così come i soprastanti sei piani in cui è sviluppato il parcheggio, a salone unico a forma a ventaglio. Ad un vertice dell’edificio, verso l’interno, è installato il gruppo elevatore costituito da tre montacarichi a circuito idraulico, di dimensione e portata diversa
La struttura portante dell’edificio è in cemento armato, con travature di collegamento tra le pilastrate a perimetro opportunamente dimensionate per lasciare il più ampio spazio libero ad ogni piano.
Ai piani superiori il prospetto diventa curvilineo, caratterizzato dall’alternato sovrapporsi di vetrate continue e fasce marcapiano in muratura. La facciata segue una linea di curvatura che fino al quarto piano è larga ed estesa a tutto il piano e dal livello superiore si approfondisce, risvolta creando un profilo molto rastremato. I serramenti con telaio metallico sono apribili elettricamente e simultaneamente da ciascun piano e dall’ufficio centrale.
Il rivestimento murale delle facciate è ad intonaco Terranova, con una fascia di zoccolo in pietra naturale. Le pavimentazioni interne sono in marmo per gli ambienti di accettazione, ufficio ed abitazione e in battuto di cemento per le aree di sosta.

L’edificio è in disuso da diversi anni, una decina ormai, e utilizzato in parte come negozio.

Finalmente, come abbiamo visto, il Comune di Milano ha firmato la convenzione con BNP Paribas Real Estate Investment Management Italy, società di gestione del risparmio P.A., proprietaria dell’immobile e l’ex-garage potrà avere una seconda vita.

Il piano prevede che Bnp REIM proceda, naturalmente dopo aver ottenuto il benestare della soprintendenza, alla ristrutturazione dello storico edificio senza però demolirlo,  anzi restaurando la parte e le linee principali.

Di seguito i rendering diffusi in questi giorni, che vedono la trasformazione dell’immobile con l’aggiunta di elementi moderni e un cambio di colore, forse per adeguarsi e integrarsi col verde presente negli edifici attigui, costruiti sempre nella stessa epoca.

 

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


8 thoughts on “Milano | Zona San Babila – Il Garage Traversi, nuova vita per l’autorimessa d’epoca

  1. Gio

    Non mi convincono molto gli elementi moderni… Il colore però mi sembra azzeccato! Speriamo rimettano il cartello “Traversi”

    1. Anonimo

      Il colorino tono su tono coi palazzi vicini fa molto “coordinato” ed è sicuramente gradevole (visto che deve rendere digeribile tutta la parte moderna aggiunta).

      A me invece sarebbe piaciuto pensare di valorizzare il carattere futurista del garage con qualcosa di più coraggioso tipo questo: http://www.corriere.it/cultura/17_giugno_24/tremlett-david-vigneti-langhe-wall-drawing-coazzolo-asti-arte-contemporanea-chiesa-silvano-stella-d94d05e6-5905-11e7-9107-84a0da949716.shtml

      Ma forse è più rassicurante e giusto quel che vedo nel rendering 🙂

  2. Anonimo

    Non c’e’ ancora l’ok della Soprintendenza…
    Non c’e’ molto da sperarci, ma magari hanno un sussulto di dignità ‘ e orgoglio. I miracoli certe volte succedono.

    1. Anonimo

      La Soprintendenza bizantinoide, il cui personale è per la maggior parte di Romma, ormai è diventata l’ultimo baluardo dei blocchi burocratici a qualsiasi miglioramento di Milano. Dopo il Consiglio di Stato di Romma e il Tar del Lazie c’è la Soprintendenza bizantinoide.

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