"Anche le città hanno una voce" – Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Quadrilatero – All’ombra dei gelsi

Via Croce Rossa, è uno slargo più che una via, orami pedonalizzata da quando il 3 maggio 1990 venne aperta  al pubblico la stazione della fermata M3 Montenapoleone.

Quello che possiamo vedere oggi è il risultato di un intervento di arredo urbano realizzato dopo la conclusione del cantiere della metropolitana. Si trattò dell’unico progetto di sistemazione in superficie ad essere realizzato dei tre previsti in quegli anni.

Il progetto aveva previsto un monumento, in questo caso, disegnato da Aldo Rossi con un’area pedonale.

Aldo Rossi la concepì come una sorta di architettura urbana e una scena teatrale. In un gioco di spazi tra le piante, i lampioni, le panche in pietra e le architetture presenti racchiudono questo spazio urbano in modo estremamente geometrico e metafisico.

Il monumento è un cubo di otto metri di lato aperto verso via Montenapoleone con una scalinata protetta dalle alte pareti laterali, tutto in marmo bianco. La larga scala usata come seduta raggiunge una sorta di podio posto in alto.

Sul lato opposto a via Montenapoleone, verso via Borgo Nuovo, vi è una fonte a forma triangolare che versa l’acqua in una vasca.

Le piante sono quattro per lato e sono dei rigogliosi gelsi bianchi inframezzati da altrettanti lampioni (che in origine erano verde intenso ma che da anni sono stati colorati in grigio, peccato). Il monumento venne in seguito dedicato a Sandro Pertini.

Passando in questa sorta di spazio pedonale, ci rendiamo conto di come le grandi fronde dei gelsi rendano piacevole una sosta sotto la loro ombra.

 





La pavimentazione della piazza è stata realizzata riciclando i masselli del pavé. Ci chiediamo come mai non sia stato tutto realizzato in maniera regolare.

Verso via Manzoni, ad esempio, ci sono alcuni tratti completati con catrame, come se avessero finito la fornitura di masselli e avessero rabberciato il marciapiede alla bell’e meglio per inaugurare quanto prima la piazzetta.

Pensare che siamo a due passi dal mega spazio di Armani, cosa ci vuole a rendere anche il marciapiede in pietra? Possibile essere sempre così dozzinali?


Condividi su:Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedInShare on Google+Email this to someone



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


15 thoughts on “Milano | Quadrilatero – All’ombra dei gelsi

  1. Anonimo

    …” ci rendiamo conto di quanto sia piacevole la sosta sotto la loro ombra ..”.

    Ma si può sapere quanto tempo ancora ci vorrà prima che il comune si decida a piantumare in maniera seria l’ interno della cerchia dei Navigli che ha interi viali e piazzette prive di alberi. Oltre ad avere un arredo urbano più decoroso, poterci riparare all’ombra durante le numerose giornate di calura, avremmo anche qualche alleato in più contro l’inquinamento che regolarmente colpisce questa zona.

      1. ...

        Credimi se c’è un posto in tutta Italia dove mancano alberi rispetto alla densità della sua popolazione è proprio all’ interno della cerchia dei Navigli di Milano. Per il resto giusto piantare ovunque, visto che ogni zona di Milano è povera di alberi, ma se pensi che su oltre 15.000 alberi piantati nel comune lo scorso anno solo 250 sono stati destinati al centro di Milano, i numeri parlano da soli. Giusto ?

    1. Anonimo

      Ma che belli i “masselli del pavé spaccacaviglie” al posto del catrame sui marciapeidi… Molto funzionali…

  2. Che male alle caviglie...

    Ma che belli i “masselli del pavé spaccacaviglie” al posto del catrame sui marciapeidi… Molto funzionali…

  3. Gabriele P.

    Il problema della piazza è come prima cosa quell’ orrido cubo nonchè monumeto a Pertini, troppo grosso ed ingombrante per la piazza era cosi bella libera prima che facessero i lavori per la metropolitana, il fatto che d’ inverno non vengono potate le piante con la conseguenza che le camere i piani bassi dell’ Hotel et de Milan rimangono al buio, il fatto che gli incivili che si siedono sui gradoni del momumento lascino ogni tipo di immondizia e come ultimo che non c’è il catrame a coprire le fughe dei baselli con il continuo rischio di spaccarsi le gambe.
    Insomma chi ha pensato all’ arredo della spiazza forse dormiva o nn aveva molto gusto per nn parlare dei lampioni.
    Purtroppo nemmeno il Sig. Armani è riuscito a far rimuovere quello schifo di monumento 🙁

    1. Enchanted Avenger

      Se non ricordo male (ma potrei sbagliarmi perché sono passati tanti anni e sto andando a memoria) il cubo Aldo Rossi non l’aveva progettato specificamente per questa piazza; era un altro progetto che venne poi “riciclato” qui. Insomma non era, come si direbbe oggi, un progetto “site-specific”.

      Da qui le proporzioni decisamente fuori luogo e fuori scala del cubo che, in sé, non è affatto brutto, anzi, ma richiederebbe uno spazio più ampio e diversamente organizzato per avere senso.

      La cura (inesistente) del dettaglio è poi l’eterno problema di quasi tutte le sistemazioni milanesi. Questo fu uno dei primi esempi di riutilizzo del pavé per un’area pedonale, ma purtroppo fatto un po’ a capocchia. Basta confrontarlo con quello recente di piazza Beccaria che è impeccabile. Certo, all’epoca non esisteva il conglomerato cementizio bianco che si usa oggi per riempire le fughe, ma si sarebbe potuta usare benissimo la terra battuta, come si faceva tradizionalmente.

      PS: non toccatemi i lampioni che sono bellissimi.

      1. AM

        Bravo!
        il cubo Aldo Rossi l’aveva progettato per Cuneo.
        Sarebbe dovuto essere un monumento ai partigiani.
        La lunga e stretta finestra posta in alto doveva inquadrare le montagne dove si sono svolte le lotte partigiane.

        Posizionato a Milano è un fuori scala.

      2. Viva la catramata!

        Abbiamo detto che i masselli di pavè al posto del catrame spaccano le caviglie e te subito a fare l’avvocato del dixvolo a portarci l’esempio fantasmagorico, paradisiaco e idilliaco di piazza Beccaria e blaterare di “riutilizzo del pavé per un’area pedonale”… Sai cosa pensano e dicono i motociclisti quando guidano sul pavè: “Pavè di mxrda!”… Sai cosa dicono e pensano i pedoni quando camminano sul pavè: “Pavè di mxrda!”… Non c’è cosa più pragamatica, comoda e “milanese” della bella catramata sui marciapiedi, dove è un piacere camminare anzichè la scomodità di piastrelle, terracottame vario, porfidi e pavè come c’è in altre città. Viva la catramata!

  4. -Ale-

    A parte il discutibile monumento (concordo che non è nel luogo adatto a lui), la piazzettà a me piace. Semplice, pavimenatta, alberata e in ordine. Questa piazzetta senza alberi serebbe spoglia.

    Purtruppo, appena finisce l’ambito di competanza dell’intervento, si passa bruscamente al disordine con colata di catrame e nessuna pianta.

  5. Renzo

    Vi prego fate un post e magari un progettino dei vostri anche sulla situazione incivile dei marciapiedi in via Manzoni. Non solo sono minuscoli, con continui ingorghi, ma continuamente occupati da auto e furgoni. Turisti basiti, donne incinte che fanno il giro in strada ecc.
    Una delle più grande vergogne dell’arredo urbano milanese.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.