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Milano | Proposte: in città manca un museo dei trasporti

In ogni città che si rispetti, soprattutto se ha una storia importante come Milano, ci dovrebbe essere un grande museo dei trasporti.

A Milano il trasporto pubblico fu avviato dopo l’istituzione dei servizi con omnibus avvenuta nel 1841. Infatti la prima linea tranviaria milanese fu la Milano-Monza, inaugurata esattamente l’8 luglio 1876 con trazione animale. La linea aveva capolinea fuori Porta Venezia, all’inizio dell’attuale corso Buenos Aires, all’esterno del perimetro urbano. L’anno successivo, il 24 giugno 1877 venne inaugurata una seconda linea, la Milano-Saronno, con capolinea all’Arco della Pace.

Il trasporto pubblico a Milano si sviluppò sempre più, sino ai primi trenini extraurbani, i famosi Gamba de Legn, treni meccanici che venivano chiamati con questo curioso nome dai cittadini visto che utilizzavano la legna per produrre il vapore. Proseguendo sino alle linee elettrificate e ai mitici tram Carrelli o Ventotto, in utilizzo dal 1927/28 e che ancora sono il simbolo dei trasporti urbani della città. Oggi alcuni di questi mitici tram scorrazzano per le strade di San Francisco.

I milanesi, e non solo, sono da sempre legati ai tram, tanto che quando si cambia un numero o si sopprime una linea la gente si organizza per protestare.

Ma quanti sanno che a Milano vi erano i tram a due piani e quanti sanno che la metropolitana venne inizialmente pensata all’inizio del secolo scorso?

Già, perché i primi progetti per una linea di metropolitana a Milano vennero presentati nel 1912: uno ad opera dell’ingegner Evaristo Stefini che propose una linea sotterranea che avrebbe unito Milano a Monza; un progetto dell’architetto Carlo Broggi che studiò una linea che congiungesse Loreto a San Cristoforo; ma anche quello dell’ingegner Minorini che prevedeva la sistemazione della rete tranviaria sotto il livello stradale.

Le quattro linee progettate nel 1952

Il Comune di Milano indì una manifestazione di interesse volta alla presentazione di proposte effettive per la realizzazione e la successiva gestione della metropolitana; venne fissato per il marzo 1913 il limite massimo per la presentazione delle istanze. Altre proposte vennero realizzate negli anni Venti e Trenta, per essere accantonate per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Si dovrà aspettare il dopoguerra per riprendere gli studi per la realizzazione di una linea della metropolitana, che verrà realizzata e inaugurata solo il 1º novembre 1964, dopo 7 anni di lavori di costruzione.

Quanti giovani sanno che prima delle obliteratrici elettroniche su ogni tram e autobus vi era un bigliettaio?

Biglietto ATM di Milano del 1982

Insomma, perché non raccogliere più di 150 anni di storia dei trasporti pubblici in un grande museo? Perché non predisporre, ad esempio, in uno degli scali ferroviari (Farini, Romana o Porta Genova) uno spazio apposito con radunati tutti i modelli storici a disposizione dell’ATM, raccogliere oggetti, fotografie, cartine, progetti e quant’altro e metterli a disposizione del pubblico? Non sarebbe una bella cosa?

Tram serie 1500 o Caselli-Ventotto

Tram serie 4600

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


15 thoughts on “Milano | Proposte: in città manca un museo dei trasporti

  1. Roberto Anvedi

    Non si potrebbe collegare al Museo della Scienza e della Tecnologia che e’ gia’ ricco di mezzi di trasporto extraurbani?

    1. Anonimo

      Lo spazio è poco. In fondo anche il Museo della Tecnica di Monaco, pur avendo una sezione trasporti importante, decise di creare una “depandance” nei padiglioni ottocenteschi della ex fiera, dove si trova tutt’ora. Ma si tratta di una collezione “generalista”, da Museo della Tecnica appunto.
      A Milano ci vuole il museo cittadino, della storia dei trasporti cittadini.

    2. Xesar

      La storia dei trasporti pubblici milanesi passa anche per le sue infrastrutture.
      Non credo avrebbe senso portare tram, bus e metro in posti dove non sono mai stati.
      Servirebbe quindi un deposito ATM, che già di proprietà non inciderebbe poi sui costi di un museo dedicato, naturalmente utilizzabile anche per altri eventi remunerativi.
      L’ideale sarebbero quindi le officine di via Teodosio -o almeno parte di esse- liberando spazi che con la crescente esternalizzazione delle proprie attività mi chiedo se verranno ancora utilizzati appieno.
      Altrimenti Baggio, dove già sono ricoverati i tram storici funzionanti? Desio, come sede esterna almeno per il ricovero di mezzi da non lasciare sotto le intemperie?

    1. Anonimo

      La Squadra Rialzo della Stazione Centrale è ad uso di Fondazione FS per i suoi treni storici. Meglio pensare a qual cosa d’altro.

  2. Nicola

    Per me si dovrebbe assolutamente fare a Porta Genova, dopo la dismissione della stazione. Ci sono già i binari, si potrebbe coprire tutta l’area e sfruttare lo spazio dello scalo ferroviario, oltre che tutto il fabbricato viaggiatori.

  3. tommolo

    Io sono tra quelli che vedono nello scorporo della sezione trasporti dal Museo della Scienza e della Tecnica in una nuova sede, che identificherei proprio nel sedime del futuro ex carcere di san vittore, in via di dismissione. Spazi giganteschi adatti a un museo davvero imponente.
    Gli ex padiglioni utilizzati in precendenza dalla sezione auto, aerei, navi e treni della sede degli Olivetani del MUST possono essere radicalmente riprogettati (dove non siano protetti da vincolo) come museo delle scienze naturali e storia della vita, dato che il museo di storia naturale in Porta Venezia è davvero sacrificato. Anche a Barcellona il museo della storia naturale è emigrato dalla sede storica del parc de la ciutadela.
    Come riferimento per la sezione di san vittore dedicata ai trasporti, prenderei forse il museo Riverside di Glasgow, che macina una milionata di visitanti l’anno (gratuito…)

  4. Roberto Anvedi

    Era la mia interpretazione. Creazione di un polo che aggreghi quanto presente al Museo della Scienza/Tecnologia, anche in una sede diversa.

    San Vittore sarebbe un colpo di genio…

  5. Anonimo

    Molti dei depositi ATM sono dei piccoli gioielli dell’Architettura industriale del 900.
    Credo la cosa migliore sarebbe programmare di valorizzarne uno a Museo, quando verrà l’ora di dismetterlo, anche per evitare la tentazione di “valorizzare” l’area (=venderla ai soliti noti per farci quattro soldi)

  6. CM

    partiamo dalla frammentata situazione museale attuale di milano e dintorni:
    – museo della scienza: locomotive FS a vapore, elettriche, qualche tram, cimeli
    – museo saronno: elettromotrici e locomotive FNM, carri merci, molti cimeli
    – museo volandia (ex-ogliari): locomotive FS, svariati tram e qualche bus
    – depositi ATM: tram, bus e filobus storici (funzionanti)
    – fondazione FS: treni storici FS (funzionanti)
    E’ evidente che cercare di rappresentare la realtà lombardo-milanese affidando questo patrimonio ad un solo gestore magari in una sola sede (che non esiste), è proprio un bel casino!

    1. Mattb1

      Potrebbe essere interessante, visto che alcuni mezzi sono ancora funzionanti, magari di prevedere anche uno spazio dove creare un tragitto con asfalto e uno con binari per provarne alcuni…

  7. Davide V.

    Bellissima idea ma secondo me il museo di cui si sente più la mancanza a Milano è quello in cui raccontare la storia della città dalla sua fondazione ad oggi con magari una sezione anche sul futuro.

    Immagino un museo moderno, multimediale, con ricostruzioni in 3d, filmati, plastici.

    No?

  8. wbigio

    Guardate che il Museo della Scienza è una fondazione di diritto privato, è “no-profit” ma con i dirigenti dagli stipendi tra i più alti in Europa. Per non citare i consulenti… Dubito che si privi della sezione trasporti terrestri e ferroviario senza un bel tornaconto economico.

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