"Anche le città hanno una voce" – Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Società: tutti cattivi nel caos delle città

Le nostre città millenarie si sono ritrovate in un mondo moderno che sta loro un po’ stretto; si sono ritrovate a dover condividere il poco spazio tra pedoni, ciclisti, motociclisti e automobilisti. Città fatte di vie strette, piazze piccole, sorte quando, come nel caso di Milano, avevano solo 300.000 abitanti  (nel 1860) e oggi, nel 2017, accolgono di giorno oltre due milioni di persone.

Così scoppia la guerra del parcheggio, la guerra del “passo prima io”.

Ognuno pretende di avere diritti e ragioni.

I pedoni che spesso si devono muovere su marciapiedi invasi da vetture parcheggiate, automobili e motorini. Marciapiedi che in alcuni casi vengono utilizzati dalle biciclette perché lo spazio sulla carreggiata è poco e spesso è anche pericoloso, come abbiamo purtroppo visto più volte.

Forse ci vorrebbero regole più mirate e serie e soprattutto ci vorrebbe che tutti imparassimo a rispettare queste regole. Le regole, che piacciano o non piacciano, servono per evitare l’anarchia che spesso regna nelle nostre città e porta all’esasperazione.

Ma anche chi disegna e progetta la città spesso ci mette del suo per rendere il tutto un grande caos: pali a profusione e piazzati in posti improbabili che rendono il percorso persino ai pedoni difficoltoso, come nel caso di piazza Duca d’Aosta o di via Morgagni all’angolo con via Plinio, dove ogni ente che fornisce servizi alla città (ATM, A2A, viabilità, ecc…) senza una coordinazione centrale ha messo il proprio palo per il proprio servizio, non curandosi né dell’estetica né della vivibilità ma creando una vera e propria foresta di pali.

E’ proprio questo stato di disordine, secondo noi, che crea il caos e porta tutti a odiarsi e detestarsi in qualche modo.

I ciclisti che vorrebbero, giustamente, più piste ciclabili e meno vetture in centro.

Gli automobilisti, che vorrebbero più parcheggi, che sono un vero problema.

I motociclisti, che vorrebbero poter accedere ovunque e parcheggiare dove possibile.

Alla fine cosa abbiamo? Il caos!

Insomma, secondo noi, se il Comune mettesse ordine con senso logico alle cose con regole più severe e una maggior cura dello spazio pubblico, forse i cittadini sarebbero meno incattiviti. Se avessimo più mezzi pubblici (e con maggiore frequenza) e meno mezzi privati, soprattutto in centro ci si muoverebbe con maggiore agilità.

E se tutta Milano fosse ordinata come via Condino ad esempio (nelle foto qui di seguito), vivremmo con un approccio più sereno la nostra città.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


48 thoughts on “Milano | Società: tutti cattivi nel caos delle città

  1. Anonimo

    Bel post, che dimostra con una semplicità disarmante che l’Estetica è superiore all’Etica, cosa di cui spesso ci dimentichiamo nelle nostre noiosissime lamentazioni quotidiane 🙂

  2. Anonimo

    In questa città serve più spazio per pedoni e biciclette. Capisco benissimo le dichiarazioni fatte da Sala nella sua intervista di ieri dove non si può pensare ad una area C senza auto ma non occorre andare da un estremo all’altro.

    Cominciamo a creare zone a traffico pedonale privilegiato e piste ciclabili in protezione rimuovendo dove è necessario i posteggi auto. Non possiamo o vogliamo creare la città di utopia ma oggi caro Sindaco la situazione è veramente invivibile assomigliando più ad una città del centro America che ad una città del nord Europa

    1. Anonimo

      Il problema principale per le bici NON è l’area C ma i quartieri dove abitano le persone e i grandi assi di penetrazione. Secondo me Sala ha sbagliato a porre la questione come l’ha posta.

  3. Nuovo Ordine Urbano

    Tra un pò arrivano le auto elettriche tra l’altro dotate di tutti i più avanzati sistemi anti-collisioni, anche con le bici, quindi non ci saranno più incidenti e litigi, e consumano e inquinano anche meno di un ciclista. Eh si perchè il ciclista ha bisogno di energie e deve mangiare, latticini e carne, e gli animali che li producono inquinano con i loro bisogni fisiologici, poi il cibo devi trasportarlo nei supermercati, altro inquinamento. Invece l’auto elettrica inquina molto meno di un ciclista. Ragazzi bisogna fare spazio alle auto elettriche, centro e area c compresi, più parcheggi per le auto elettriche, siamo all’alba di un Nuovo Ordine Automobilistico, quindi di un Nuovo Ordine Urbano, e Sala e Maran lo sanno bene, ci sono in ballo interessi colossali, milioni di posti di lavoro e poi chi produce queste auto per es. le Tesla è uno di noi (Elòn Musk uno di noi!). A Milano ci sta tutto, strade per auto (soprattutto elettriche), pedoni, piste ciclabili, parcheggi per auto, moto, bici, mezzi pubblici, prima i nostri amministratori capiscono che non ha senso mettere un mezzo contro l’altro prima avremo un Nuovo Ordine Urbano e tutti ci guadagnamo (soprattutto Elòn Musk) in salute ma anche in benessere economico…

  4. Claudio K.

    Siamo proprio sicuri che sia colpa delle città? L’altro giorno un tizio con un furgone ha investito volutamente una coppia di motociclisti “colpevole” di avergli “toccato” lo specchietto … uccidendobe uno.. ed è successo in una strada di montagna del Piemonte. Forse non sono le città ma il peggioramento della convivenza civile in generale.

  5. Wf

    9 foto su 10 di quelle che avete postato si risolverebbe il problema con oggetti solidi di dissuasione e impedimento della sosta.
    Che siano paletti o doppio cordolo di marmo intorno alle aiuole…
    ..
    Fate un po voi…

  6. Anonimo

    Bell’articolo come sempre ma 2 piccole precisazioni.

    Non ho ben capito le prime righe e soprattutto il riferimento al 1860.
    Tutto il centro di Milano, a livello viario e di impostazione, è più o meno come era in epoca medievale, quindi le vie strette, piazze piccole , etc sono sorte molto prima del 1860.
    E Milano al giorno accoglie ben più di 2 mln di persone, sui 3 milioni.

    1. Anonimo

      I confini della città medioevale erano molto più ridotti dell’attuale area C (la città finiva pressappoco dove passa la 94 oggi) e l’impianto è cambiato notevolmente da allora.
      Certo qualcosa resta, specie nell’area della “città romana”, ma in moltissimi altri punti (pensa alla zona Duomo o alla “racchetta”) non ne rimane più alcuna traccia.

      Ancora nel 1860 quella che oggi è l’area C aveva vastissime aree completamente non urbanizzate, quindi è giusto secondo me prenderlo come il momento in cui si sviluppa la Milano che conosciamo adesso. http://www.stagniweb.it/foto6.asp?File=mappe856&righe=1&inizio=1&InizioI=1&RigheI=100&Col=5

      1. Anonimo

        Ma infatti io parlavo proprio del centro storico “medievale”, che come dici giustamente coincide più o meno con l’area all’interno della 94, che da allora è rimasto praticamente intatto a livello di impianto stradale (a parte Duomo e qualche altro intervento). Le strade strette e piazze piccole sono soprattutto qui, proprio perchè è di concezione medievale, e quindi ben antecedenti il 1860.
        Il resto della Città (area tra cerchia navigli e Bastioni e poi verso l’esterno) è stato urbanizzato con il Piano Beruto, cioè anni ’80 del 1800, ma infatti qui non ci sono (in maggior parte) strade strette.

  7. Luca Algeri

    Anche il riferimento a via Condino mi sembra un po’ fuori luogo. Quella è un’autostrada, soprattutto in confronto alle vie del centro, tutte strettissime a parte la sola Via Larga.

  8. Sergio

    Caro Nuovo Ordine Urbano, anch’io apprezzo moltissimo le auto elettriche (ne ho addirittura progettata una nei lontani anni Novanta), ma dire che inquinino meno di un ciclista non corrisponde al vero… I veicoli elettrici impiegano energia che altrove, e in qualsiasi modo, è stata prodotta (quindi anche tramite centrali a carbone, per esempio); più sensato è affermare che non inquinano il luogo nel quale vengono impiegate. In ogni caso ben vengano i mezzi a trazione elettrica, sempre che la loro energia elettrica sia stata prodotta possibilmente con energie rinnovabili, o almeno (relativamente) “pulite”…

    1. Anonimo

      Questa è una cosa che mi sono sempre chiesto anche io e che non capisco perchè non venga approfondita, cioè quanto meno veramente inquinino le auto elettriche.
      Perchè è ovvio a tutti che non hanno emissioni, ma l’energia elettrica che consumano dovrà pur essere prodotta dalle centrali, e spesso in modo “inquinante”.
      Lei ha magari, dato che sembra conoscere l’argomento, qualche dato sull’emissione di inquinanti media per Km di un’auto a combustione contro un’auto elettrica? Grazie

      1. Wf

        Poco importa visto che il problema sulla salute dell’inquinamento è dato dalla sua concentrazione. Ed è nelle città che i tubi di scappamento delle auto si concentrano. Ed è sopratutto nelle città con una alta concentrazione di automobili.

        Quindi per vivere meglio e più sani è comunque un vantaggio che l’elettricità si produca lontano dalle città e venga invece consumata nei motori elettrici senza emissione di gas e polveri localizzate dove permangono e si concentrano in luoghi fortemente urbanizzati.

        Se capite cosa di intende.

        1. Anonimo

          Ma perchè sei così sprezzante? Volevo solo sapere quanto inquina la produzione elettrica per un’auto elettrica. Il giorno che tutte le auto saranno elettriche, non credo sia un fattore secondario.
          Poi ovvio che se è prodotto lontano dai centri urbani è meglio.
          Anche se in realtà la gran parte dell’inquinamento, per es. a Milano in inverno, non è dovuta ai mezzi circolanti ma ai riscaldamenti….

          1. Nuovo Ordine Urbano

            In Lombardia è pieno di centrali idroelettriche con tutti i fiumi che vengono giù dalle Alpi. Le auto elettriche quindi saranno pulitissime…
            “Anche se in realtà la gran parte dell’inquinamento, per es. a Milano in inverno, non è dovuta ai mezzi circolanti ma ai riscaldamenti….”
            Il segreto di pulcinella… guarda caso infatti d’estate non si sforano mai i limiti d’inquinamento appunto perchè i riscaldamenti sono spenti, ma i media invece scrivono tutti che la causa dell’inquinamento sono le auto.
            Speriamo che arrivi presto il Nuovo Ordine Automobilistico nel contesto di un Nuovo Ordine Urbano e Energetico con le auto elettriche (così anche da non dover stare per ore in fila a consumare carburante oltre che per foraggiare lo stato indebitato anche per arricchire i paesi arabi) così non dovremo più sorbirci tonnellate di fake news.

          2. Wf

            Ok, sarò meno sprezzante.
            Troppo diretto.
            Comunque è falso dire che gli inquinanti a Milano provengono come quota maggiore dai riscaldamenti.
            È vero il contrario.

  9. Wf

    http://www.genitoriantismog.it/comunicazione/newsletter/2017/02/lno2-i-riscaldamenti-e-la-disinformazione-sullo-smog

    L’NO2, i riscaldamenti e la disinformazione sullo smog

    12 febbraio 2017 Approfondimenti,Articoli,Comunicazione,Newsletter
    Non solo PM10!

    La popolazione di Milano e dell’area metropolitana è esposta costantemente a valori di diossido d’azoto (NO2) superiori anche del 100% ai limiti imposti dalla normativa.
    Nel 2015, 7 centraline milanesi su 8 hanno registrato il superamento dei limiti di legge come media annuale di NO2.

    Cos’è il diossido d’azoto? Gli NOx, e in particolare l’NO2, sono gas nocivi per la salute umana in quanto forti irritanti delle vie polmonari. Provocano irritazioni delle mucose, bronchiti e patologie più gravi come edemi polmonari. I soggetti più a rischio sono i bambini e le persone già affette da patologie all’apparato respiratorio. L’NO2 è responsabile in Italia di 21.600 morti premature all’anno

    1. Anonimo

      Ci sono almeno 1 milione di studi che dicono che i riscaldamenti emettono molta più CO2 e polveri sottili delle auto…ma se lo dice “genitoriantismog” mi arrendo…..
      Stiamo a preoccuparci dell’Euro 7, Euro 8, Euro 1000 e poi ci sono condomini con impianti dell’anteguerra…le domenica ecologiche è stato dimostrato 1000 volte che servono a poco o nulla…
      Vabbè ma è tutta disinformazione sullo smog!!!

          1. Lorenzo Lamas

            Ma che vuoi da me? Se ti rode con Lorenzo Lamas non prendertela con me; hazzate poi le dirai tu quando declini le tue generalità, anonimo.

          2. Anonimo

            @Lorenzo Lamas
            Fatto confusione tra i vari multiaccount, eh?!
            Ricordati di cambiare nickname almeno

      1. Nuovo Ordine Urbano

        “Stiamo a preoccuparci dell’Euro 7, Euro 8, Euro 1000”
        Questa storia del costringerti a cambiare auto perchè Euro 1, 2, 3 ecc. è vero e proprio terrxrismo ecologico, e succede solo a Milano, non conosco altre città europee dove ci sia un terrxrismo ecologico di questo tipo, e la cosa mi fa arrabbiare parecchio, anche perchè praticamente a Milano non ci sono industrie automobilistiche, c’era l’Alfa Romeo ma ce l’hanno fregata. I milanesi sono costretti a scucire ogni anno miliardi di euro per cambiare auto a causa del terrxrismo ecologico e per le tasse che vanno allo stato pezzxnte, e la cosa mi fa arrabbiare tanto perchè praticamente manteniamo soprattutto industrie automobilistiche straniere in particolare tedesche. Soldi buttati via che forse sarebbe meglio spendere per cose più importanti, come per es. la famiglia. Anche quando arrivano gli strali di Bruxelles per l’inquinamento della pianura padana, è tutto terrorismo ecologico per farti cambiare auto, sono strali di tutti gli imbucati tedeschi e francesi a Bruxelles che rappresentano gli interessi dell’industria automobilistica germanica e francese. Mi ricordo tanti anni fa, quando molti troll di questo blog andavano ancora alle elementari, che c’era stata a Milano la finale di coppa campioni e giocava il Bayern di Monaco, e mi ricordo questo tifoso tedesco che camminava per Montenapoleone e vedendo le vetrine se la rideva, lo scxmo, si faceva grasse risate, vedendo per es. scarpe che costavano 1000 euro (le indicava proprio con il dito agli amici: AH AH AH AH AH!). Ecco ditemi voi che differenza c’è tra il pagare un paio di scarpe 1.000 euro, e il pagare un’automobile tedesca 100.000 euro, dove ci sono moltissime componenti che costano 1.000 euro tipo per es. i sedili, la radica che riveste il cruscotto, lo specchietto retrovisore, il volante, il cambio ecc. Purtroppo il terrorismo ecologico che non è solo dello stxto pezzente che vuole più tasse che derivano dall’auto ma è internazionale per gli interessi delle case automobilistiche, ha costruito tutta una sua morale dove è bene comprare un’auto da 100.000 euro e male comprare delle scarpe da 1.000 euro. Oltre a tutti i divieti che ci impongono con il risultato poi che manteniamo industrie automobilistiche straniere. Le domeniche a piedi, l’area c ecc non sono fatte per l’ambiente, ma sono fatte tra l’altro per costringerti a cambiare auto. Il consiglio è non fatevi fare fessi dai terrxristi ecologici, compratevi pure una bella auto, magari elettrica o ecologica come quelle di Elòn Musk (Elòn Musk uno di noi!) ma senza esagerare, cioè non spendete cifre assurde per un’auto, risparmiatele, per la famiglia o magari per un bel paio di scarpe da 1.000 euro che almeno quelle le produciamo noi…

    2. Anonimo

      wf, sarà la terza volta che su questo sito ci ammannisci le verità assolute dei non confutabili “genitoriantismog” – perchè chi darebbe mai torto ad un povero genitore anti smog, sarebbe come parlar male della Mamma (che non si fa)

      Non è che cerchi un altro sito che ti dia ragione (magari evita il blog di massamarmocchi se riesci….) così la prossima volta che ci ammannisci le tue apodittiche certezze almeno ci divertiamo a leggere qualcosa di nuovo? Anche perchè di solito i tuoi post sono divertenti e condivisibili. Grazie! 🙂

      1. stefano

        caro Anonimo,
        i genitori antismog (ti piaccia o meno il nome – che è in ogni caso meglio del tuo “Anonimo” e non è comunque “genitori antimacchine”:)) non svolgono direttamente ricerca ma rimandano a documentazione scientifica autorevole e robusta. ti consiglio di dare un’occhiata e magari anche leggerla.
        Buona giornata

        1. Anonimo

          Invece Corriere, Repubblica, Sole24Ore e altre testate così (basta scrivere “inquinamento riscaldamenti” su google) che hanno pubblicato millemila articoli basati su altrettante ricerche, dove si dice che le polveri sottili e anidride carbonica sono dovute in stragrande maggioranza ai riscaldamenti, quelli non contano, ovvio…tutti ignoranti!
          Anzi, saranno parte del complotto pro smog!

          1. stefano

            caro anonimo,
            si parlava di letteratura scientifica…
            prova a mettere “hunziker” su google e vedi quanti articoli (e video) di quotidiani trovi…

          2. Anonimo

            @ carissimo Stefano
            Probabilmente pensi di essere simpatico

            Corriere, Repubblica sono riviste di gossip, certo
            Se scrivono articoli sull’ inquinamento, non lo fanno sulla base di studi scientifici, certo
            Cmq hai ragione tu, inutile discutere

          3. Anonimo

            Stefano,
            Lungi da me mettere in dubbio l’autorevolezza di tutti gli studi che usano i “genitoriantismog” per arrivare alle loro conclusioni.
            Però l’articolo citato parla di “malafede o ignoranza” per un giornalista di Repubblica reo di essere arrivato a conclusioni diverse dalle loro e questo per me è motivo per rifiutare in toto una fonte (chi si comporta così per me non è molto scientifico. punto.)

            Quindi chiedevo semplicemente all’utente “wf” la prossima volta di citare una fonte diversa da “genitoriantismog” (spero bene ce ne sia un’altra nell’universo del web!)

            Tutto qua, senza voler offendere o sminuire nessuno.

  10. Wf

    Ma neanche per niente.
    Ahahahah

    Dovete confutare lo studio e i risultati che porta non tutte le supercazzole che raccontate intorno al committente oppure a Repubblica? O a Nadia la cartomante che vi ha detto che sono i riscaldamenti.

    Finché non lo confutate punto per punto rimane valido.

    Ahahaahahah
    Ma manco le basi…la 3a media

    Non è che la velocità della luce si decide per alzata di mano
    Che spassosi che siete
    Ciao

    1. Anonimo

      wf, la supercazzola su Repubblica ed il committente la fanno i genitoriantismog, mica noi!

      Comunque il titolo dell’articolo di UB “Società: tutti cattivi nel caos delle città” si sta dimostrando profetico! (“Ma manco le basi…la 3a media” – dai ti sembra?! Non è una frase bella e nemmeno particolarmente simpatica da scrivere… )

      1. Wf

        Ma dai.
        Dipende anche dallo stato d’animo cntento la quale la leggi.
        È che i vostri interventi sono come quelli di chi è entrato in classe a scuola a metà semestre e ripete tutte le mink… che sono state già dibattute per secoli su urbanfile e già cassate a suo tempo..
        Quindi ci si stufa a fare sempre recupero scolastico per chi è stato tutto l’anno la bar a bigiare.
        😂😂😂
        Uf è una cosa seria. Si deve studiare.
        Dai scherzo.

        1. Anonimo

          Diciamo che è servito a farti postare un link ad uno studio serio ed estremamente interessante, che dimostra che il problema varia moltissimo a seconda dell’inquinante che analizzi e che le auto sono quasi sempre più colpevoli del riscaldamento (anche se magari di poco), insomma io lo trovo convincente. E poi fra 20 anni tra riscaldamento geotermico e auto elettrica speriamo queste diventino presto discussioni obsolete.

          Se è vero che periodicamente se ne parla su UF, la prossima volta ti suggerisco di linkare direttamente le charts dell’ARPA di pag. 14 e di lasciare stare siti più partigiani o faziosi che oltre ad arruffare le penne non convincono una mazza di nessuno! 😉

          PS Dalla chart desumo che per liberarci dell’NH3 nell’atmosfera dovremmo ammazzare tutte le mucche (poverette…)

          1. Wf

            Chiudo la faida dicendo che infatti hai ragione nel dire che una alimentazione basata essenzialmente sulla carne aumenta l’inquinamento atmosferico.

            😁😁😁
            Le verità ci sono se si vogliono trovare e indipendentemente da chi propone gli studi e la cosa più bella de dati è che ribaltano nellordine: 1 luoghi comuni da bar 2. Le semplicistiche deduzioni.

            Ad. Esempio, solo per piacere speculativo, leggi cosa dice dei pm, polveri sottili.
            Tra le righe dice che le ruote delle auto, i freni, i meccanismi rotolanti aumentano le polveri…
            Per assurdo le auto elettriche non risolvono il problema.
            Sembra assurdo vero?

            Comunque lunga vita e prosperità.
            Adios

          2. Anonimo

            I dati che citi son relativi alla sola provincia di Milano (che poi in sostanza è rilevato a Milano città)
            Se passi alle rilevazioni su tutto il territorio della regione i risultati cambiano in modo soprendente (ad esempio sul PM10: http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2016-06-14/smog-lombardia-stufe-pellet-prima-causa-pm10-120910.shtml?uuid=ADVdBnb )

            Comunque credo che siamo tutti grandi abbastanza per sapere che dati e statistiche posson dire quasi tutto quel che vuoi a seconda di come li interpreti e quindi van usati in modo scientifico e non partigiano.

          3. Wf

            La velocità della,luce non si decide per alzata di mano.

            Si discuteva di Milano città.
            Vanno presi in esame dati geografici congrui.
            Lo studio elabora dati di Milano città essenzialmente.
            Punto.

            Non mi stupirei che in Cina altri studi avrebbero risultati difformi.
            Ma la domanda era. A Milano quali sono le fonti principali di inquinamento (non in Cina, a Milano ndr)
            Senza polemica ma guardiamo procedure di analisi scientifiche e non estemporanee..o aleatorie.

          4. Anonimo

            no dai, mi sembra di sentire Renzi a porta a porta….abbi pieta’!!! Rinuncio alla macchina per sei mesi in cambio…
            😉

    2. Anonimo

      Ma quanto sei presuntuoso?! il tipico che si crede portatore del Verbo e insulta pure gli altri
      E comunque forse la licenza media servirebbe a te…perchè sai qual’è la cosa più comica di tutta la discussione? Che lo stesso studio che citi quale fonte della “Verità”, non dice proprio quello che stai sostenendo tu e “genitoriantismog.it”..tra l’altro “genitoriantismog” che critica Repubblica perchè “cita solo quello che gli fa comodo” e poi fa esattamente la stessa cosa

      E’ vero che che il PM10 risulta 24% da riscaldamenti e 73% da autoveicoli, ma guarda caso, parlando di riscaldamento, cito testualmente: “Notevole diffusione del gasolio (soprattutto negli impianti medio-grandi), a cui sono imputabili la maggior parte delle emissioni di particolato”. Cioè il particolato, di gran lunga il peggiore inquinante, deriva in larghissima parte da impianti di riscaldamento.

      E più sotto, lo stesso studio arriva alle conclusioni che si debba intervenire soprattutto sui riscaldamenti. Cito sempre testualmente :
      “Le emissioni giornaliere degli impianti termici:

      CO2 tra circa 50% e 75%

      Particolato PM10 e PM2,5 tra circa 10% e 30% (tranne alcune eccezioni)

      Incidenza può crescere notevolmente nei giorni invernali di freddo intenso

      Per intervenire, è basilare la realizzazione di un censimento completo e dettagliato delle caratteristiche degli impianti termici in ogni città.

      È verosimile, alle condizioni attuali, che in futuro le emissioni dei sistemi di trasporto urbano continueranno a ridursi in modo molto più rilevante rispetto a quelle degli impianti termici, grazie ai provvedimenti normativi finalizzati alla riduzione del parco circolante più inquinante”.

      Infine vengono calcolati i benefici che porterebbe la sostituzione delle vecchie caldaie con tecnologie più moderne, e sapete quanto risulta? Una riduzione di “solo” il 61% delle emissioni di PM10…proprio robetta insomma.
      Equivalente a 40 giorni di stop al traffico….

      E questo si legge nello stesso studio che porti a tuo sostegno, non supercazzole, cartomanti o pericolosi gombloddisti pro auto
      Voglio vedere cosa ti inventi adesso

      1. Wf

        Finalmente parliamo di contenuti e non facciamo delle investigazioni sui fondi del caffè…

        Per risponderti con dati, numeri e realtà ti lascio questo studio del cioccolataio di quartiere.

        Leggi soprattutto le tabelle da pagina 8 in poi. È del 2014.
        https://www.google.it/url?sa=t&source=web&rct=j&url=http://www2.arpalombardia.it/qariafiles/relazioniannuali/rqa_mi_2014.pdf&ved=0ahUKEwiv9pLdjonVAhUSKVAKHa4KBhsQFgguMAU&usg=AFQjCNFPyPg6pgol2SqnGwwLIMXmdFQaKA


        CONCLUSIONI
        Nella provincia di Milano gli inquinanti normati che sono risultati critici nell’anno 2014 sono il
        PM10, il biossido di azoto e l’ozono.
        In generale, oltre ovviamente al carico emissivo, l’orografia del territorio ha un ruolo importante
        nel determinare i livelli di concentrazione degli inquinanti. Infatti il territorio provinciale
        fortemente urbanizzato insiste sulla pianura padana, circondata su tre lati da rilievi montuosi che
        limitano fortemente la circolazione dell’aria. Inoltre i frequenti fenomeni di inversione termica
        inibiscono il rimescolamento verticale, generando quindi, in particolare nel semestre freddo,
        condizioni favorevoli all’accumulo degli inquinanti emessi al suolo.
        In quasi tutte le postazioni della provincia la concentrazione media giornaliera del PM10 è stata
        superiore al valore limite per un numero di casi maggiore di quanto concesso dalla normativa (con
        un massimo di 68 superamenti nel sito di Milano-Pascal); ciò avviene con particolare frequenza nei
        mesi più freddi dell’anno. La concentrazione media annuale del PM10, invece, ha rispettato il
        valore limite ovunque.
        Considerando le medie annuali degli ultimi dieci anni, il 2014 appare confermare il trend di
        graduale riduzione delle concentrazioni medie di questo inquinante che si sta osservando su tutto
        il bacino padano (tra 1 e 2 µg/m³ all’anno). Nell’analisi dei trend non bisogna comunque
        dimenticare di valutare le condizioni meteorologiche dell’autunno e dell’inverno, che sono
        determinanti sull’accumulo e sulla dispersione degli inquinanti.
        Relativamente al PM2.5, per cui esiste solo un valore obiettivo annuale con un margine di
        tolleranza previsto per l’anno 2014, in nessuna stazione provinciale sono stati registrati
        superamenti.
        Il biossido di azoto risulta critico essenzialmente per Milano e per l’insieme dei comuni limitrofi
        (Agglomerato di Milano), non essendoci in questa parte di territorio soluzione di continuità
        dell’urbanizzato ed essendo il traffico autoveicolare la sorgente maggiormente responsabile delle
        concentrazioni di NO2 al suolo. In molte postazioni si sono registrati superamenti del limite
        previsto per le concentrazioni medie annuali; il limite per le concentrazioni massime orarie è stato
        invece superato nella sola stazione da traffico di Milano-Liguria.
        Nel resto dei siti provinciali, facenti parte della Zone A e B, non sono invece stati registrati
        superamenti dei limiti previsti sull’NO2 per la protezione della salute umana.
        Le osservazioni fatte sul trend degli ultimi anni del PM10 possono essere estese anche al biossido
        di azoto.
        Continua…

        Ecco, eggete anche TUTTI gli effetti nocivi di tutti gli inquinanti..

  11. Wf

    E ti svela anche perché le concentrazioni variano d’estate e d’inverno.
    Sarai andato già a vedere le curve di concentrazione degli inquinanti9che crollano d’estate e ti sarai accorto che a crollare sono anche gli inquinanti tipicamente emessi dalle automobili.

    Quindi come variabile di controllo potrebbe su questo elemento farvi accendere un campanello.
    Lascio a voi le conclusioni del ragionamento…
    State sereni che ve la prendete troppo.
    Ciaone tombale

    1. Anonimo

      Io non me la prendo, è solo che si può discutere civilmente senza dare degli ignoranti o 3a media…
      Il succo del discorso è che le cose non sono bianche o nere. E’ sbagliato accanirsi ideologicamente contro le auto come se fossero le uniche responsabili dell’inquinamento, se in realtà il problema è molto più complesso e, come si vede anche dallo studio che hai allegato, ci sono molti e diversi inquinanti e fonti d’inquinamento. Magari bastasse eliminare le auto per far scomparire di colpo l’inquinamento, ma non è così.
      La mia critica era sul fatto che si pone massima attenzione alle normative sulle emissioni delle auto e pochissima sulle emissioni di caldaie, pellet etc..
      Comunque chiudiamola qui. Ciaone

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