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Milano | Adottare spazi pubblici per rendere più vivibile la città

A Milano dal 2005 è possibile prendersi cura di aiuole, parterre alberati, porzioni di parchi, rotonde, aree sportive, alberi. Un meccanismo virtuoso che da un lato garantisce aree verdi belle e curate a costo zero per l’Amministrazione, dall’altro consente ai privati di curare personalmente gli spazi che circondano il proprio condominio, il proprio negozio o i propri uffici.

L’opportunità è fornita dall’Art. 80 del Regolamento Edilizio del Comune secondo cui ” A cura e spese dei proprietari possono essere predisposti e realizzati progetti che, in armonia con il contesto urbano circostante, siano finalizzati alla valorizzazione dei marciapiedi e degli spazi pubblici antistanti agli edifici, favorendo l’uso pubblico dei marciapiedi da parte dei pedoni, eventualmente mediante la posa di dissuasori della sosta o altri accorgimenti similari. Tali progetti dovranno essere concordati e approvati dal Settore competente in materia di marciapiedi ed arredo urbano”

Se all’inizio della sperimentazione nel 2005 gli accordi siglati erano 100, oggi sono ben 451, per una crescita di circa il 350%.

Del caso di Sugar ci siamo occupati qualche mese fa con un articolo. Ci siamo fatti raccontare da Walter Settembrini nel dettaglio come sia nata l’idea e come sia stata poi messa in opera.

«Il tutto inizia un estate di 12 anni fa quando una vecchia pesa pubblica abbandonata fu trasformata da Ivan Raviele e da un gruppo di cittadini in un progetto di sviluppo all’interno di un quartiere che in quel momento era abbastanza periferico anche se in avviata trasformazione: orti in disuso, palazzi abbandonati e degrado totale.
Avevo un’attività in Conchetta e dopo 20 anni, avevo voglia di qualche stimolo nuovo, mi interessava anche la trasformazione sociologica e urbana della zona.
 
Nell’arco degli anni l’ex-pesa pubblica che si trova in Ripa di Porta Ticinese davanti al Parco Baden-Powell venne affidata al gruppo di Raviele. Sistemata e adattata, ogni anno il piccolo chiosco prendeva forma e si integrava alla perfezione nell’ambito dei Navigli. Una specie di chiringuito, come quelli che troviamo al mare e che possiamo vedere a Santorini o a Ibiza. Ogni ann abbiamo investito per migliorare l’aspetto del chiringuito. Nel 2010 anche il Parco Baden-Powell viene definito, finalmente anche lo stabile di fronte viene messo in sicurezza. Grazie anche alla nostra presenza la zona migliora, d’estate sembra di essere alle Colonne, un posto allegro fino alle quattro di mattina ma senza creare troppo fastidio. La gente si radunava attorno al chiosco e al poco spazio a disposizione, visto che il resto dell’area era un parcheggio non autorizzato.
Dopo diverse multe prese da parte dell’annonaria, perché la gente utilizzava le radici della robinia come luogo dove sedersi e consumare le bevande, nel 2013, grazie anche all’aiuto della Geometra Carella del Comune di Milano e di Rabaiotti, allora presidnete del consiglio di zona, si studia un sistema per mettere al sicuro i clienti del locale e le radici della pianta. Così viene creata un’apposita panca che circonda la pianta senza toccarla e che garantisce un’appoggio sicuro e a norma.
Nel frattempo due anni fa la Ripa diventa isola pedonale, ma l’area in condivisione col chiringuito rimane un brutto parcheggio selvaggio, un brutto spettacolo in un area trasformata in pedonale. Con Raviele, la Carella e con Meazzi abbiamo deciso di prendere in gestione tutto il settore ovest del giardino che riguarda il dislivello per il ponte di via Valenza.
Il settore Giardini e Sponsorizzazioni che si è dimostrarto attento, capace e innovativo, molto disponibile a far sì che il privato e le asscociazioni si prendino cura della città,  ci ha dato la possibilità di trasformare un parcheggio in uno spazio vivibile e verde. Il tutto al costo di soli 3.000 €, e non solo, conta possibilità agli anziani della zona di occuparsi del verde. Nel frattempo assieme agli abitanti della zona si è pensato ad altri progetti per migliorare il quartiere nelle vicinanze. Ci sono dei progetti interessanti già presentati in Comune, come la realizzazione nell’area delle bocce di giochi d’acqua o un’area cani più grande, un percorso con attrezzi ginnici, il tutto sponsorizzato dai privati.

Come saprete il Parco Baden-Powell è fortemente degradato e assieme al Comune si sta tentando di dare nuova vita a quest’area cercando di risolvere il problema del degrado. Anche le scuole della zona si sono date da fare per riqualificare alcuni punti del quartiere, come la scuola Capponi che si sta occupando del parco. ConfSe le aeree sponsorizzate e condivise sono diventate, da 230 nel 2013 a 451 nel 2017, è un bel successo per tutti.

Geom Walter Settembrini»

Prendersi cura di uno spazio pubblico è meno complesso di quanto possa sembrare.
Dal portale del Comune è possibile visualizzare le procedure effettuando una ricerca “cura e adotta il verde pubblico”; in questa immagine riassuntiva è descritto tutto l’iter da seguire.
 In un prossimo articolo ci occuperemo del tema dei Giardini Condivisi, altra opportunità per i cittadini di prendersi cura di spazi talvolta abbandonati che possono diventare centri di aggregazione per i quartieri.

Parterre Alberati

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com


2 thoughts on “Milano | Adottare spazi pubblici per rendere più vivibile la città

  1. Doc

    Questa partecipazione, questi numeri e queste foto dimostrano la dinamicità della città e la voglia di essere migliori dei cittadini milanesi.
    Ottimo articolo

    1. Anonimo

      Molto bello e lodevole. Continuò a pensare che Urbanfile dovrebbe farsi promotore di un progetto di croudfunding per aumentare il verde in zone che ne hanno bisogni. Sono sicuro che molti cittadini parteciperebbero, soprattutto quelli che vorrebbero fare qualcosa per il verde di questa città ma non hanno il tè,po per farlo.

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