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Milano | Cerchia dei Navigli, annuncio di Sala: “Riapertura parziale di 2 km entro il 2022”

Da Affari Italiani:

“Una riapertura parziale dei Navigli, in prospettiva di quella integrale. Da qui al 2022, saranno riaperti 2 km di Naviglio, su un totale di 7,7 km, dalla Martesana alla Darsena“.

Lo annuncia il sindaco di Milano Giuseppe Sala, durante la presentazione delle linee progettuali per la riapertura dei Navigli, a Palazzo Giureconsulti, a Milano. “Appoggiandoci ai lavori della MM4, che aprira’ i battenti nel 2022, sara’ possibile avere dei cantieri a dimensioni ridotte, con solo, in qualche punto, quelli a cielo aperto”, sostiene Sala. Il primo tratto in questione e’ quello che va da Cassina de’ Pomm (Martesana) a via Carissimi, una sezione lunga 850 mt, larga 10 mt e profonda 5 mt, “per permettere, in futuro, la navigazione”, sottolinea il sindaco. “E’ un tratto di periferia che si sposa con la ciclabile che va da Melchiorre Gioia a via De Marchi”, aggiunge. Il secondo tratto va da San Marco alla Conca dell’Incoronata, 230 mt di lunghezza, 7 mt di larghezza e 4,5 mt di profondita’, in pieno centro a Milano: “garantiremo a tutti il ritorno a casa in macchina e il proprio garage”, assicura il sindaco. Il terzo tratto, 410 mt di lunghezza le 7 mt di larghezza, va da via Francesco Sforza, dove ci sara’ una fermata della MM4, al Policlinico: “faremo un solo senso di marcia verso corso di Porta Vittoria, per residenti, mezzi di servizio, taxi e autobus”.

Il quarto tratto riguarda piazza Vetra, 300 metri di lunghezza per 7 metri di larghezza che da via Molino delle Armi lambiranno il parco delle Basiliche fino a corso di Porta Tocinese. Anche qui verra’ lasciato un solo senso di marcia per residenti e mezzi pubblici. Infine, 260 metri di lunghezza per 12 metri di larghezza, della Conca di Viarenna, da San Marco d’Oggiono alla Darsena, un percorso che gia’ oggi e’ a traffico limitato, “sara’ pedonalizzato con l’accesso per i residenti”, precisa il sindaco. “Questa riapertura parziale, anche se ci si volesse fermare, ha senso, perche’ recupera la continuita’ idraulica e apre in parti della citta’ magnifiche, come piazza Vetra o davanti al Policlinico. Rimane, pero’, una riapertura preliminare al grande progetto di riapertura integrale dei NAVIGLI, in funzione, anche, dello sviluppo della citta’ e della sostenibilita’ della mobilita’”. Ed e’ proprio questa rivoluzione nella mobilita’ urbana. “Sappiamo che una volta che l’MM4 sara’ in funzione e l’utilizzo delle auto private diminuito, vi ricordo che a Milano, attualmente, abbiamo 50 macchine ogni 100 abitanti contro una media nazionale di 62, questo progetto, con uno sguardo un po’ piu’ in la’, ha senso”, conferma Sala.

“La citta’ si deve abituare a una mobilita’ diversa”, aggiunge. Se per la riapertura integrale dei NAVIGLI, sono necessari 500 milioni di euro, per quella parziale bastano 150 milioni: “abbiamo verificato che nei nostri investimenti, in conto capitale, da qua al 2022, abbiamo spazio, pero’, stiamo lavorando per attingere ai fondi europei”, spiega Sala che vuole, comunque sentire l’opinione dei milanesi sulla riapertura e immagina la possibilita’ di iniziare i lavori a giugno 2018. “Non voglio sia considerato un mio progetto ma della politica milanese. Sono anni che in tantissimi ci lavorano. In questi mesi si e messo a sistema questo lavoro e ho istituito un comitato scientifico”, conclude.

Qui il video.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


17 thoughts on “Milano | Cerchia dei Navigli, annuncio di Sala: “Riapertura parziale di 2 km entro il 2022”

  1. Nicola

    Ottima idea partite con i tratti più semplici da aprire e/o caratteristici. Il resto arriverà ma intanto si dà un avvio al progetto e si dimostrerà che si può fare ed è economicamente sostenibile.

        1. Anonimo

          Si “il 90% dei màlanesi però la pensa diversamente”, quelli dei sondaggi taroccati di respublica e dei finti comitati di quartiere.

  2. alberto tadini

    Ottima idea, certo. L’acqua della Martesana ora è molto più pulita rispetto a quando la Martesana è stata coperta dalla Cassina dei Pomm a Lunigiana. (Mi ricordo le puzze, anche se ero bambino).
    Però il problema basilare è il traffico. Provate a mettervi tra le 17 e le 19 in Melchiorre Gioia angolo Cagliero e dare un’occhiata. E’ da delirio il traffico che proviene sia da Greco sia da Via Parravicini sia da M. Gioia che vuole svoltare in Cagliero. (senza parlare di quando esce il Seveso e allora M. Gioia diventa coperta di acciaio automobilistico). I Navigli scoperti saranno pure belli ma prima va risolto il problema del traffico e da qui al 2022 ci sono solo 5 anni. In 5 anni non è possibile risolverlo, a meno di abolirlo totalmente. Ormai siamo capaci solo di progettare a breve senza avere una benché minima idea del futuro da qui a 20, 30, 50 anni.
    Ripeto, anche a me piacerebbe rivedere la Martesana scoperta ma siamo capaci di preparare tutto prima, pensare a tutte le variabili e le modifiche che questo provoca? E non solo nella zona dei Navigli da scoprire. Questo cambierà la percorribilità di TUTTA la città. (Basta un solo cantiere lungo 50 metri presente in questi giorni in Viale Lunigiana angolo M. Gioia per provocare una coda quotidiana che inizia al mattino e termina solo dopo le 20 e che coinvolge P.le Loreto, Viale Brianza e Viale Lunigiana; e questo solo per un cantiere).
    Io, personalmente ho forti dubbi.

  3. Anonimo

    Ottimo.

    Voglio vedere come faranno le autoambulanze in emergenza provenienti da Porta Vittoria ad arrivare al Policlinico ma son sicuro che il punto è allo studio (cioè il Policlinico ci ha già “fregati” una volta col divieto di passare nei suoi sotterranei col collegamento M4 Sforza-Crocetta, vediamo non metta i bastoni fra le ruote pure coi Navigli!)

  4. Anonimo

    Ottimo buon inizio! peccato che la tratta san marco-conca dell’incoronata sia la più corta e non preveda il tombone di san marco, che sarebbe sicuramente una della parti più scenografiche del progetto

  5. Luca

    Iniziassero a settembre 2017 sarebbe ancoea meglio, non vedo l ora di vedere Milano riaperta ( e con meno auto circolanti)

  6. Alessandro Magno

    Io su questa apertura parziale avrei dei dubbi…suggerirei al sindaco di non parlare di apertura parziale, ma di apertura totale per fasi prevedendo che a 5 anni ci sia l’apertura dei primi 5 lotti e via via degli altri (auspicherei tra l’altro che il povero Comune non debba sobbarcarsi da solo l’onere nelle pieghe di bilancio, che si riescano a reperire fondi fondi europei e che soprattutto il Governo nella prossima L. di Bilancio dia una contributo significativo per un progetto strategico nell’unica città che può trainare la crescita del paese, come farebbe per qualsiasi altro importante investimento che sia una metro, o l’expo)
    Con i navigli aperti l’attrattività e vivibilità della Milano 2030 aumenterebbero moltissimo e da questo investimento Milano può avere un ritorno ben maggiore.
    A differenza di Nicola sopra ho invece alcuni dubbi sui tratti che si e scelto di aprire, ok la conca di Viarenna Iin quanto intervento semplice (per cui erano già stanziati 12 mln del Comune…li il problema vero sarà quando bisognerà toccare gli alberi che si trovano sul percorso successivo), e mi sembra ottimo aprire nel parco della basiliche e ed in via Francesco Sforza (magari cercando di connettere meglio il parco della Guastalla aprendo in alcune parti il muro). Pero come scrive Anonimo se si fa 30 aprendo la conca dell’incoronata secondo me si potrebbe far 31 e aprire fino al Tombone di San Marco…li grandi problemi viabilistici non ne vedo si tratta solo di eliminare l’orrendo parcheggio in piazza. Sarebbe uno dei punti più caratteristici in grado di far aprire la bocca ai Milanesi di spingere per le aperture successive. Infine ho forti dubbi sulla parte in Melchiorre Gioia che per via del traffico è la più complessa. Bisogna evitare l’effetto Naviglio Pavese in periferia (cioe un canale con una strada a scorrimento veloce vicino) …perché non riqualificherebbe nulla. Su Melchiorre gioia è determinante il progetto, il verde, le aree pedonali, l’illuminazione, le caratteristiche dei materiali che possono anche essere piu moderni… perchè se viene fuori una c….a in Melchiorre Gioia.. si rischia che l’opinione popolare cambi e ci giochiamo il tutto. Io l’avrei aperta in una seconda fase la Martesana e cominciando dal tratto verso la Regione in modo da contestualizzare il canale in un sistema di edifici moderno e con il parco di porta Nuova.

  7. Alessandro Magno

    Detto ciò comunque Grazie al Sindaco!…Alessandro Magno aspettava da anni tanta determinazione sul tema. Commosso ;D

    In più mi sembra che la sezione a 7 metri (il pavese è 11) sia ottima e spazzi via quelli le proposte di quelli volevano il canaletto simbolico di un metro.

  8. Piero

    So che siete tutti a favore del Naviglio (e che Sala ha già deciso), ma a me andrebbe bene anche creare il “naviglio verde” (un parco ininterrotto largo come il vecchio naviglio tutto alberato, attrezzato e con l’erba.)
    Costerebbe molto meno, si fa più in fretta, dona una dimensione umana alla città (riducendo anche il traffico) maggiore e me lo godo molto ma molto di più che un canale con l’acqua, che sarà anche bello ma in fondo a che serve?
    Poi se proprio vogliamo basta predisporre la condotta sotterranea (come diceva Sala qualche tempo fa) e in alcuni punti ricreare le conche o i bacini originali (tipo in Via laghetto, Via Conca del Naviglio, Via San Marco ecc ecc), che sarebbe molto suggestivo.
    Sarebbe un approccio meno “letterale” alla riapertura, ma secondo me forse più innovativo.

    1. Alessandro Magno

      Caro Piero un parco largo 7 metri mi ricorda una lunga aiuola o uno spartitraffico 😀
      Sono d’accordo con te che costerebbe meno ma possiamo farlo in qualsiasi altra via a Milano…i raggi verdi radiali centro periferia previsti dalla Moratti se li ricordi avevano un poco questa impostazione (pista ciclabile e potenzialmente alberata).

      Che te lo godi di più ho i miei dubbi a Milano ne abbiamo molte di queste strisce di verde e non sempre ben frequentate…se uno deve camminare in un parco lo fa senza le macchine di lato che sfrecciano. Anche quelli piu larghi (argonne, cermenate che sono dieci volte più larghi) e che erano nate come passeggiate primi 900 hanno perso un po questa funzione perche troppo immerse nel traffico. Poi ovviamente sono stra d’accordo ad alberare le strade di Milano: anzi approverei un regolamento comunale che imponga che in caso di rifacimento del manto stradale e marciapiedi la strada debba essere alberata salvo motivati e dimostrati motivi (che non possono essere la perdita di qualche posto auto).

  9. Bruno

    io per iniziare lascerei perderre Melchiorre Gioia, ma farei il tratto integrale da conca dell’incoronata a san marco e anche piazza cavour.
    dall’altra parte, fare tutta via conca del naviglio e lascerei perdere via francesco sforza.

  10. Anonimo

    Anche io lascerei perdere viale gioia: impostato così sembra avere un obiettivo estetico-turistico, e quindi più consono al centro storico.
    Mi auguro solo che il messaggio arrivi forte e chiaro a tutti, scongiurando eventuali equivoci che potrebbero spaventare il cittadino più scettico, e sottolineando che si tratta di piccoli interventi finalizzati a migliorare la qualità urbana pedonale, sociale ed economica, come già fatto in altre occasioni

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