"Anche le città hanno una voce" – Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Scalo Romana – Cantiere Prada: fine luglio 2017

Quasi completata l’alta torre del complesso di Fondazione Prada: disegnata da Rem Koolhaas per OMA è oramai l’icona del quartiere.

Uno zigzag verticale candido e originale.

L’impatto è decisamente particolare e onestamente ancora non capisco se siamo in un genere di architettura del futuro prossimo o invece se si tratti di qualcosa realizzato ricalcando il già visto brutalismo anni Cinquanta/Settanta che fu un movimento architettonico nato in Inghilterra intorno al 1950, volto a rivalutare le esigenze funzionali attribuendo valore estetico agli elementi strutturali della costruzione, per cui sono volutamente esibiti anche gli impianti tecnici come tubature e condotti.

Forse la zona ancora fatta di magazzini industriali e non, ciminiere e uno scalo ancora da definire può aver ispirato l’archistar con le forme spezzettate e industriali di questa nuova torre che non vediamo l’ora di visitare.

Condividi su:Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedInShare on Google+Email this to someone



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


5 thoughts on “Milano | Scalo Romana – Cantiere Prada: fine luglio 2017

  1. Enrico

    Originale sicuramente. Bello onestamente direi di no. Brutalista direi probabilmente di si. Mi piaceva di più il progetto originario. Mi auguro si inventino qualcosa per renderlo più “simpatico”.

  2. at

    E’ decisamente provocatoria (in senso buono)
    E poi se un giorno cambiasse di proprietà, la dipingi a strisce e diventa la Fondazione Missoni, di grigio/blu ed è la Fondazione Armani. Ma anche un bel recladding con tante patacche sicule per la fondazione Dolce e Gabbana non mi spiacerebbe.
    Il giallo/blu per la fondazione IKEA invece mi lascerebbe perplesso, anche se avrebbe il vantaggio di assomigliare ad alcuni mobili montati da me personalmente.

  3. Mattblond

    io lo trovo orrendo, sembra un centro direzionale di periferia, cozza con gli altri bellissimi edifici della Fondazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.