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Milano | Centro Direzionale – Ecco come potrebbe apparire la torre degli UTC

Il Grattacielo UTC (Uffici Tecnici Comunali) di via Pirelli 39 è da mesi ingabbiato da impalcature per i lavori di bonifica dall’amianto, che procedono senza intoppi.

Con i suoi 90 metri, per 24 piani, è stato per anni uno degli edifici più alti di Milano. Fu costruito nel 1966 su progetto degli architetti Renato Bazzoni, Luigi Fratino, Vittorio Gandolfi, Aldo Putelli, come parte dell’incompiuto “Centro Direzionale”.

Il palazzo, sempre che non venga venduto con un bando, sarà restaurato come vediamo nei rendering distribuiti dal Comune. Naturalmente, nel caso di alienazione e acquisto da parte di un privato, allora potrebbe venire completamente rivisitato.

Per ora non vi è alcun bando e, forse, con la messa in vendita del lotto confinate su via Melchiorre Gioia, la torre potrebbe venire completata e rioccupata dallo stesso Comune di Milano.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


15 thoughts on “Milano | Centro Direzionale – Ecco come potrebbe apparire la torre degli UTC

  1. Gio

    Sempre trovata affascinante, soprattutto il sottopasso.
    Se la ripuliscono per bene e si popola un po’ sarà veramente un bell’intervento

  2. GArBa

    imitazione? brutto? ma stiamo scherzando? è uno dei palazzi più riusciti del centro direzionale. le facciate trattate in modo fortemente differente sono un tratto che si può dire unico. purtroppo, al pari dell’adiacente complesso telecom, ha subito per troppo tempo l’incompiutezza del centro direzionale stesso, e il comune non è stato d’aiuto trascurandolo.

      1. GArBa

        no. e il fatto stesso che alcuni la facciano risalire agli anni 70 quando è di un decennio più vecchia dimostra come, all’epoca della sua realizzazione, fosse effettivamente avanzata. ripeto, il contesto per cui è stata progettata (ad esempio, il ponte su via melchiorre gioia non è in asse perchè fatto in funzione di come la strada avrebbe dovuto essere nell’ambito del centro direzionale) non si è mai realizzato, per cui ha per decenni ricoperto un ruolo urbanistico non suo. sui gusti personali non si discute, ma esiste l’oggettività anche in urbanistica.

  3. marco

    Sembrano dei palazzi costruiti negli anni 70 e rifatti neglianni 90!!! Sono da tirare giù e rifare tutto da capo!!

  4. MAT

    Non so se è più brutto ora o quando sarà recuperato. In più quell’orribile sotto passaggio/galleria che sa molto di area industriale. Un pugno nell’occhio rispetto agli altri edifici.

  5. Anonimo

    Per la sede del Comune avrei visto meglio una copia esatta della Torre Velasca, ma come i moderni grattacieli, quindi un pò più alta e tutta in vetro e acciaio, con la sede del consiglio comunale all’ultimo piano dove nell’attuale c’è il mega attico. Inoltre con simboli del Comune di Milano su tutta la facciata e sul tetto.

    1. Anonimo

      Vuoi chiudere Palazzo Marino oppure causa caldo afoso hai confuso “Comune” con “Uffici Tecnici Comunali”? 🙂

  6. sebastiano

    a mio avviso, tenuto conto della riqualificazione dell’area sottostante e del “the corner”, il tutto avrà un risultato fantastico.
    Secondo me il comune lo venderà anche se e’ solo un ipotesi ma stiamo a vedere. Non dimentichiamoci che tutta la zona dopo il sottopasso e’ in fermento, dal palazzo dell’ ex INPS, al giardino d’inverno sino ad arrivare a quell’enorme spiazzo dove sicuramente sarà prevista una riqualificazione..
    la cosa che mi da fastidio e’ che lungo l’asse sottopassaggio – via pola di melchiorre gioia potevano chiudere i controviali ed alberarli sullo stile via pisani..

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