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Milano | Metanopoli – La nuova sede ENI

Finalmente è stata appena aggiudicata la gara d’appalto per la costruzione della nuova sede ENI a Metanopoli, San Donato. Il valore del contratto è di 171 milioni e l’impresa aggiudicataria è la Salini-Impregilo.

Il progetto deve essere completato entro 30 mesi e riguarda la costruzione di più edifici collegati fra loro, progettati dal premio Pritzker Thom Mayne e dallo studio Morphosis Architects, tra cui: tre uffici direzionali, una mensa aziendale, un centro conferenze e uno spazio espositivo, per una superficie totale di 65.000mq che accoglieranno 4.600 dipendenti.
Nello specifico, i tre uffici direzionali saranno connessi da ponti di collegamento. L’Icon Tower sarà l’edificio più alto del complesso con undici piani fuori terra e ospiterà circa 1300 postazioni di lavoro. La Landmark Tower sarà invece la struttura più grande, con una superficie di 23.700 mq, sui 65mila totali, distribuita su 9 piani. L’edificio centrale sarà rappresentato dalla Skygarden Tower, che ospiterà anche un centro congressi. Alla realizzazione dell’opera parteciperà anche Lamaro Appalti.
Di seguito alcuni rendering del progetto. Il progetto, da completare entro 30 mesi, e’ stato concepito in modo da ricevere il certificato Leed Gold, in considerazione della sua efficienza energetica.

 

Dettagli del progetto.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


11 thoughts on “Milano | Metanopoli – La nuova sede ENI

  1. Puffetto

    te pareva se non costruivano delle strutture nane…. cambiamo giunta alle prossime elezioni, e alziamo i palazzi….

      1. Puffetto

        Spostarlo in altra zona, tipo City life, e poi in altre città del mondo i limiti di altezza non ci sono nelle vicinanze con l’aeroporto, ma visto che siamo in Italia meglio lasciarlo basso… ;.)

        1. Sergio

          Ciao Puffetto, purtroppo a San Donato di problemi con l’aeroporto ne hanno avuti, eccome. Vi fu addirittura uno scontro tra l’ente aeroportuale e l’amministrazione comunale credo, che portò persino alla costruzione di edifici “barriera” atti a scongiurare l’allungamento della pista a sud… In una qualsiasi mappa dell’area è possibile leggere questo stratagemma…

    1. IgnoranzaTrionfante

      ENI ci mette i soldi e ENI costruisce quello che gli serve e gli piace.
      Il sindaco di S.Donato (e credo tu neuppure sai chi è…) non c’entra nulla…

      Dai rendering è molto bello, complesso affascinante che merita attenzione per chi capisce qualcosa di architettura… per tutto il resto c’è la gara a chi lo fa più alto (mi pare che era così con le torri nel medioevo)

    2. GArBa

      Che c’entra la giunta? E se parli di quella di san Donato, comune di cui metanopoli fa parte, il progetto la precede di diversi anni.

  2. Sergio

    Bellissimo progetto… ma – e mi pongo la questione da ex dipendente – perché ENI non investe nella città di Milano? Potrebbe sembrare una domanda ingenua, essendo “Metanopoli” il cuore dell’ente… tuttavia è un vero peccato, la città oggi avrebbe forse un aspetto diverso e più interessante. Immagino anche che i cittadini di San Donato possano non essere concordi…

  3. Anonimo

    L’ENI fa benissimo a costruire a San Donato visto che è il cuore delle sue attività e da dove tutto è cominciato.
    Anzi molte aziende che costruiscono a Milano dovrebbero prendere esempio dall’ENI che investe continuamente nel comune di San Donato creando anni fa il quartiere metanopoli concedendo alloggi di pregio per ii suoi dipendenti ed oggi in attività di miglioria del quartiere che è ricco di verde e privo di barriere architettoniche. Della serie con una mano prendo e con l’altra restituisco… tema ancora troppo poco diffuso tra le aziende che operano a Milano

    1. Sergio

      Condivido quasi tutto Anonimo e ho potuto apprezzare negli anni lo spirito dell’impresa, persino lavorando in questi palazzi… Purtroppo però moltissimi, e tanto meno i turisti, non potranno vedere questi edifici… Chiaro che l’appassionato di architettura andrà comunque a cercarli…

  4. -Ale-

    Bello, mi ricorda un po’ le forme di Zaha Hadid.
    Bene che le grandi aziende investono in architettura, il bello è contaggioso.

  5. Emi

    Ma non mi è chiaro cosa succederà ai vecchi palazzi della sede attuale, verranno demoliti? Riqualificati? Venduti?

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