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Milano | Barona – La terra di nessuno a due passi dallo IULM

C’è un punto di Milano (uno dei tanti) dove pare di stare in un luogo non appartenere a nessuno, dove nessuno si occupa di questo spazio urbano e che a nessuno interessi qualcosa di questo luogo.

Stiamo parlando di una bella fetta di territorio della città, un tratto compreso tra piazza Bilbao, via Santander, via Italo Svevo e via Schievano.

Abbandono e sporcizia sono all’ordine del giorno.

In questo punto il canale artificiale dell’Olona che dopo l’incrocio con il Naviglio Grande a San Cristoforo, cambia nome e diventa Lambro Meridionale, dopo un lungo percorso tombinato, affiancando la via Santander il “torrente” riemerge con tutta la sua schiumeggiante verve. E’ allucinante che ancora nel 2017 non si sia trovato una soluzione per avere questo fiume molto meno inquinato. Sarebbe così bello vedere scorrere l’acqua con la sua forza nel canale urbano, affiancato da un’area attrezzata e sopratutto non più puzzolente come spesso accade.

Piante secche, alberi abbattuti e ingombranti, rovi e cespugli selvaggi invadono la careggiata di via Santander. Pare proprio di essere nella natura selvaggia, lontani da qualsiasi presenza umana, peccato che ci troviamo proprio alla Barona, in una zona abitata e a due passi dall’università dello IULM o dal non lontano centro uffici Santander.

Rimanendo in zona, ci spostiamo verso piazza Bilbao e possiamo ammirare quest’area di degrado urbano a due passi anche dal Naviglio Grande. Via Italo Svevo e via Schievano, poco prima del ponte ferroviario, dove dopo l’abbattimento dei vecchi capannoni, avvenuti qualche anno fa, più nulla si muove.

L’abbandono e il degrado sono ben evidenti. Qui dovrebbero venire edificati i palazzi per lo Schievano Headquarter, un complesso terziario che viene annunciato da anni ma che ancora rimane solo sulla carta.

Anche l’altra parte di via Italo Svevo non è certo migliore. Insomma, sarebbe bello vedere anche questa parte di città un po’ più dignitosa, anche senza aspettare grandi progetti che sistemino il tutto.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


6 thoughts on “Milano | Barona – La terra di nessuno a due passi dallo IULM

  1. antonio

    Articolo sacrosanto. E dire che le sponde potrebbero essere occasione per costruire piste ciclabili alberate e percorsi pedonali. Non vorrei che dietro ci fosse il rimpallo delle responsabilità. Demanio Comune Regione … a chi compete?

  2. UMS

    Quando sento parlare di “attenzione alle periferie” sono queste le aree che mi vengono in mente.
    Li c’è un fiume (o canale) che non so da dove venga ma è tutt’altro che arcadico e profumato, una fauna di campeggiatori abusivi su auto e furgoni poco raccomandabile e soprattutto una mancanza totale (a mio parere) di una idea o di un progetto su che fare in futuro:
    Non è che facendo costruire un po’ di palazzoni per uffici, magari qualche condominio di medio livello e dando un fazzoletto di terra a qualche associazione di volontari, crei un posto bello, vivibile, con attrezzature sportive e di cui essere orgogliosi.
    L’area potenzialmente sarebbe interessante ma ho paura che si sprechi nella solita roba da periferia milanese (uffici, case, fazzoletti di verde a casaccio) senza arte ne parte.

      1. UMS

        E’ una zona subito fuori dalla circonvallazione (quindi non periferica), servita dalla M2 e dalla S9/Circle Line.
        Confina con una grossa Università a est e con i Navigli a Ovest e a Nord e con una delle zone più dinamiche (show room, spazi esposizione) a sud.

        Potrebbe fare da cerniera tra il futuro Parco lineare di San Cristoforo e il Parco Argelati.

        Vista come è adesso fa pietà però poteva diventare qualcosa di notevole ed interessante, introducendo in zona qualcosa di diverso dalla monocultura bar-tavolini-happy hour che rischia di ammazzare i non lontani Navigli ed ha espulso gran parte degli abitanti “storici”.

        Si parla tanto di impianti sportivi e social housing e alloggi accessibili ai giovani che finita l’Università metton su famiglia: quella mi sembrava una zona ideale, invece temo non finirà così.
        Gli ufficioni attira auto di giorno e deserti di sera e il week end mescolati ai tristi caseggiati dormitorio in mezzo al nulla ed il tutto messo un po’ a caso in mezzo a aiuole buone giusto per far passeggiare i cagnolini, secondo me han fatto il loro tempo.

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