"Anche le città hanno una voce" – Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Amendola – La ciclabile in via Monte Rosa, aggiornamento agosto 2017

Oramai completato il lato dispari di via Monte Rosa, i lavori si sono spostati sul lato pari. Molti criticheranno quest’ennesima ciclabile che riordinando la città, dimezza i parcheggi nella zona rendendo sempre più difficoltoso trovare un posto dove parcheggiare la vettura. La ciclabile è il proseguimento della cicalbile giù realizzata da almeno una quindicina d’anni e che si unisce alla ciclabile del parco Pallavicino che a sua volta si collega col parco Sempione e sul lato opposto, si unirà alle piste che conducono al Parco del Monte Stella.

Condividi su:Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedInShare on Google+Email this to someone



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


48 thoughts on “Milano | Amendola – La ciclabile in via Monte Rosa, aggiornamento agosto 2017

  1. Anonimo

    Ottimo e avanti così. Acceleriamo lo sviluppo di una vera rete ciclabile interamente integrata anche a Milano

  2. UMS

    La “critica” non è verso la sacrosanta ciclabile o l’ancora più sacrosanto riordino della zona, ma verso la mancanza di un piano alternativo su dove far parcheggiare le auto. Certo, gli abitanti son ricchi e si possono permettere un box e poi c’è la metro vicina e poi ci son troppe auto a Milano e van disincentivate, ma son tutte cose che fanno il paio con mia mamma che quando ero piccolo mi diceva di mettere la canottiera e di non correre troppo sennò sudavo 🙂

    1. Marshall

      Non è così vero che il Comune di Milano non abbia pianificato e predisposto alternative.
      In via Correggio, una traversa di v.le Monte Rosa è stato recentemente realizzato un grande parcheggio sotterraneo con centinaia di posti per residenti.
      Altri modi di ricavare spazi di sosta non ci sono perché le strade di Milano sono già stipate di auto parcheggiate.
      D’altra parte tutte le grandi città del mondo stanno riducendo drasticamente, (quando non lo hanno già fatto) i posti auto lungo le strade e comunque i posti auto gratuiti.
      Inoltre tutte stanno cercando con successo di disincentivare il possesso delle autoobili: già oggi a Londra, Parigi, Berlino il rapporto tra auto e abitanti è circa la metà rispetto a Milano.
      Questo non per sadismo, ma semplicemente perché lo spazio pubblico in città è sempre troppo poco e le funzioni che tale spazio deve svolgere in una grande città moderna sono sempre di più.

  3. antonio

    A me sembra che la pista ciclabile sia l’occasione per riordinare le strade di Milano e che affermino un principio sacrosanto:
    Che le macchine sul marciapiede tra un albero e l’altro non ci possono stare.
    Avremmo delle strisce verdi ben ordinate.. che messe tutte insieme fanno un bel parco.
    Ottimo lavoro.

  4. Wf

    Ottimi lavori.
    Bisogna realizzarli ovunque a Milano.

    Nota bene:
    Soprattutto ottime le aiuole con cordolo alto in granito che impediscono la sosta delle auto dentro le aiuole.

  5. -Ale-

    Puntualizzioamo una cosa: si sono dimezzati i parcheggi “illegali” su marciapiedi e aiuole che non sono parcheggi ma mancaza di decoro.

    Da decenni si accetta questa indifendibile “non soluzione”, per pigrizia e mancanza di civiltà.Si deve cambiare.

    Doamanda: perchè non si parla mai di parcheggi multipiano?
    Ci sono terreni\edifici abbandonati che potrebbereo essere convertiti in ottimi parcheggi multipiano. Perchè che si deve solo fare appartamenti e uffici? Sarebbero progetti meno impattanti e più semplici. Qualcuno sa perchè non si prendono mai in considerazione? Motivi tecnici o economici?

    PS: dalle immagini mi sembra un’ottima pista ciclabile! Avanti così!

    1. Anonimo

      Ma nemmeno quello è necessario. Basta fare, nelle vie laterali residenziali, le zone 30 con una carreggiata singola al centro e parcheggi a spina di pesce su entrambi i lati, come si fa normalmente nelle città del centro-nord Europa, et voilà, i parcheggi per i residenti (legali e ordinati) si moltiplicano come per incanto.

      Per i non-residenti sono del parere che non si debba avere nessuna pietà, specie in una zona così ben fornita di mezzi pubblici, perché al 99,9999 periodico sono gente che potrebbe benissimo fare a meno della macchina e non lo fa per semplice pigrizia.

      Tempo fa si era iniziato a fare qualche esperimento, ad esempio in zona Casoretto, ma poi come sempre a Milano i lavori rimangono “a macchia di leopardo” perché MANCA UNA PROGRAMMAZIONE COMPLESSIVA SERIA (e questo sempre, indipendentemente dal colore di chi governa).

      1. Davide V.

        Bravooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!

        A Milano manca completamente una strategia e la relativa programmazione, ci vorrebbe un piano chiaro e pluriennale da attuare poi per fasi ma sapendo esattamente dove si vuole arrivare.

        Questo discorso vale per la situazione parcheggi/piste ciclabili/aiuole ma anche per l’arredo urbano, l’uso dei materiali per la pavimentazione di marciapiedi e strade, l’illuminazione, ecc. Il disordine che regna sovrano a Milano dipende da una mancanza di strategia di lungo termine.

        Ad esempio le carreggiate ed i marciapiedi hanno larghezze del tutto casuali mentre dovrebbero essere definite in modo rigorosissimo in base all’utilizzo che se ne vuole fare, le città Spagnole da questo punto di vista sono un ottimo esempio. Per poterlo fare però bisogna stabilire a priori quali siano le via ad alto scorrimento e quante corsie devono avere (perché solo qui non ci sono le strisce che delimitano le semi corsie?!), quali solo le vie di quartiere, ecc. ed organizzare tutto lo spazio rimanente di conseguenza.

        Adesso si parcheggia in tutti gli spazi accessibili ed in cui fisicamente ci sta una macchina mentre in una situazione normale dovrebbe essere possibile farlo solo dove è previsto perché materialmente impossibile parcheggiare altrove. Si potrebbero recuperare molti posti auto dalle vie secondarie e liberare marciapiedi ed aiuole dalla sosta parassitaria.

      2. Anonimo

        Condivisibile, ma sul fatto che l’auto sia inutile per chi abita in una zona fornita di metro, suggerisco di essere più riflessivi (il mondo è fatto anche di chi si guadagna da vivere girando per clienti tutto il giorno, di chi fa i turni, di chi lavora lontanissimo ma la moglie no e non può trasferirsi, di chi ha la reperibilità o anche solo di chi ha genitori anziani da portare al centro diurno la mattina)

    2. gippo

      concordo con anonimo che il livello mentale di padania_libera è quanto di più basso e deprimente ci sia sulla faccia della terra

    3. Wf

      Non si fanno per motivi economici.
      Perché enormi parcheggi sotterranei c’è n’è sono a Milano e rimangono SEMIVUOTI…

      ERGO?
      a che serve costruire altri parcheggi che rimarranno vuoti.

      Il problema è che costeranno sempre di più di parcheggiare l’auto sullaiuola a costo zero…
      Provato e confermato.

      Quindi?
      Che si fa in un paese civile?

      1. Lorenzo Lamas

        Comunque, come già scritto in passato, ho notato un leggero miglioramento per contrastare la sosta selvaggia sui marciapiedi e rendere migliori le vie della nostra città.
        Sempre più condomini, o altri soggetti, hanno iniziato a realizzare spazi verdi protetti. Speriamo sia solo l’inizio.

        1. Wf

          A si?
          Speriamo.
          Se si mettono in moto i privati poi non li ferma nessuno.
          Un po di ottimismo c vuole.
          Se lo hai notato sono buoni segnali.

          1. Lorenzo Lamas

            Sì dai, ovviamente piccole cose rispetto alle reali necessità della città. Comunque sono segnali che personalmente ho colto e apprezzato. In generale, la – lenta – tendenza è quella di ridurre le auto sopra i marciapiedi.
            La questione, ora, a mio avviso, sono i tempi.

      2. Anonimo

        @wf Non capisco perchè se si fa l’aiuola e le macchine ci parcheggian sopra, allora si mette giustamente il cordolo doppio e il paracarro.
        Invece se si fa il parcheggio e non ci va nessuno, allora…si smette di fare parcheggi!

        Le persone si educano, con le buone o le cattive. Sia che sian aiuole che parcheggi.

        1. Wf

          Te ,o spiego con la meccanica.
          Ad ogni forza ne corrispondende una uguale e contraria.

          Se le auto vanno sul marciapiede e aiuole come loro moto a luogo naturale deve corrispondere in opposizione una forza cordolo uguale e contraria.

          E se le auto non vanno nei sìlos interrati deve corrispondere una forza che le obbliga ad andarci (multe? POCO incisivo, impedimenti di altra natura che impedisca di parcheggiare l’auto sullaiuola e marciapiedi ndr)

          Tu lo costruiresti un sìlos che rimane vuoto?
          Io no. Ecco perché giusto smettere di cucinare quando il bambino deficiente (l’automobilista) non vuole mangiare quello che ha nel piatto.

          Prima gli si sbatte la faccia nel purè che non ha finito (i sìlos già costruiti e vuoti) poi forse si prepara ancora qualcosa di contorno.

          Mi sembra semplice da capire..

          1. Anonimo

            Vabbè, se è questo il tuo concetto di educazione alimentare meno male che non son tuo figlio 🙂

  6. Paola

    Benissimo la nuova pista ciclabile ma quando rimettono a posto il tratto da Amendola a Via Silva ormai non piu’ percorribile ? Va bene fare piste nuove ma poi la manutenzione e’ inesistente! Parlo anche per il tratto Amendola-Giulio Cesare. Grazie

  7. Max.rox

    La transizione dalla mobilità individuale a quella collettiva richiede soldi e tempo (modificare le abitudini di vita non è facile). Siccome la transizione sarà lunga occorre incentivare la mobilità senza auto (ad esempio creando piste ciclabili) ma al tempo stesso garantire i parcheggi (l’abbandono dell’auto deve esser percepito come opportunità e non come una imposizione). Visto che lo spazio è limitato si potrebbe recuperare parcheggi riducendo il numero di strade a doppio senso (togli una carreggiata per creare posti auto). È una soluzione anche economica

    1. Anonimo

      Questa è la NORMALITA’ nelle zone residenziali del centro-nord Europa (tra quelle che conosco direttamente: Londra, Amsterdam, Bruxelles, Berlino…) ma anche in molte città spagnole (es. Valencia).

      Non ci vuole Leonardo da Vinci, basterebbe copiare chi è più avanti di noi su questo percorso.

    2. Anonimo

      Dai su ragazzi, non crederete mica che lo stato di roma che è indebitato fino al collo e ha disperato bisogno di soldi/tasse (accise sul carburante) vi faccia le piste ciclabili perchè credono nella mobilità ecologica e stronzxte ambientali del genere. Le piste ciclabili non le fanno per i ciclisti, sai che gliene frega allo stato di uno che si muove senza generare nemmeno un euro di tasse (accise sul carburante) e comprando un mezzo che non costa nulla, la bici, a differenza dell’auto che quando la compri devi anche pagare un mucchio di tasse allo stato, e più l’auto costa, più tasse sono per lo stato. Le piste ciclabili le fanno, paradossamlmente, per aumentare il consumo di carburante (accise allo stato): 1) restringendo la carreggiata per farci stare la pista ciclabile ci sono più ingorghi stradali quindi più consumo di carburante 2) facendo la pista ciclabile diminuiscono i parcheggi per le auto quindi uno deve girare mezz’ora per trovare posteggio nel frattempo creando più ingorghi stradali, quindi più consumo di carburante, e anche più multe 3) questa politica ostile in città ma non fuori città verso l’auto, vuole indurre le famiglie a Milano che se hanno figli hanno bisogno dell’auto, a trasferirsi fuori città, nelle cittadine dell’hinterland, dove puoi parcheggiare dovunque e non c’è una politica ostile all’auto, e poi sei costretto a usare prevalentemente l’auto per muoverti non essendoci mezzi pubblici in quelle cittadine, quindi più consumo di carburante e più auto vendute più tasse allo stato italiano. Segnalo che in questi giorni in cui il traffico è poco a Milano dal momento che molti sono in vacanza, tutti i semafori sono stati calcolati scientificamente sul rosso, nel senso che quando stai arrivando agli incroci questi sono rossi e quindi è molto raro quando parti da un incrocio trovare quello successivo verde. Inoltre hanno abbassato i tempi semaforici in alcune strade, nel senso che prima in una strada ad alto scorrimento dove il verde era lungo l’hanno ridotto, questo perchè vogliono massimizzare le poche auto in circolazione in modo che si fermino all’incrocio, perchè se ti fermi e poi riparti significa più consumo di carburante quindi più accise/tasse allo stato. All’estero hanno i semafori intelligenti che quando parti da un semaforo e arrivi all’altro questo è verde (la famosa ondata verde), da noi quelli deficienti che sono sempre rossi. Vi ricordate molti anni fa quando avevano annunciato pomposamente che avevano installato i semafori intelligenti a Milano? Avevano omesso di dire: “Così vi freghiamo meglio (perchè ve li mettiamo tutti rossi)!”. Ricordate che comunque in questo il Comune di Milano non c’entra nulla perchè queste sono tutte direttive che arrivano dallo stato di roma, massimizzare i consumi per massimizzare le tasse, tra questi anche le multe infatti MIlano è la città più multata d’Italia perchè deve sopperire con le multe a tutte le tasse che lo stato di roma gli frega. Quindi fosse per il Comune di Milano i semafori intelligenti funzionerebbero veramente, quindi il traffico sarebbe più fluido, meno inquinamento, meno arrabbiature, meno tempo perso a cercare parcheggio, meno multe, purtroppo ci dobbiamo sorbire i semafori deficienti a causa di quella zecca dello stato di roma.

        1. Anonimo

          Il debito pubblico italiano registra un nuovo record storico. Malgrado gli annunci sull’impegno italiano di lavorare per ridurre il rapporto fra debito e Pil per rispettare gli impegni europei, il debito delle amministrazioni pubbliche in Italia non accenna a invertire la rotta e a marzo scorso ha toccato il punto più alto.
          Nel suo bollettino sulla finanza pubblica, la Banca d’Italia rende noto che il debito pubblico italiano è stato 2.260,3 miliardi di euro, in aumento di 20 miliardi rispetto al mese precedente.
          Con riferimento ai sottosettori, il debito delle amministrazioni centrali (roma) è aumentato di 20,3 miliardi, quello delle amministrazioni locali è diminuito di 0,2 miliardi.

          1. The doctor is: IN

            Vedo che il concetto che uno possa anche semplicemente lasciare la macchina in garage (quindi non facendo file, non girando mezz’ora per cercare parcheggio, ecc.) continua a non entrarti in testa, probabilmente perché hai già impegnato tutti i neuroni disponibili per scrivere post inutilmente e vuotamente chilometrici (a proposito di ingorghi).

            Però, a Cesare quel che è di Cesare, almeno stavolta l’ortografia è accettabile, anche se la sintassi continua a essere barcollante.

            (E, come diceva un mio vecchio docente, “chi non sa scrivere è perché non sa parlare, e chi non sa parlare e perché non sa pensare”… Amen, fratello, amen!)

          2. Anonimo

            “Vedo che il concetto che uno possa anche semplicemente lasciare la macchina in garage” Peccato che: 1) molti garage dovevano costruirli e li hanno bloccati apposta per quello che ho spiegato in precedenza, più entropia nel traffico, più consumo di carburante, più multe e espellere le famiglie dalla città, perchè chi ha figli ha bisogno dell’auto 2) un garage ti costa minimo 20.000 euro e con tutti i soldi che lo stato zecca di roma ti frega in tasse non tutti li hanno, ed anzi dovresti pure usare quei soldi anzichè per la famiglia e i figli per un posto auto quando bastava che quando facevano la pista ciclabile lasciavano le auto parcheggiate a spina di pesce, ce ne sarebbero state il doppio, anzichè fare apposta ad allargare i marciapiedi oltre misura.

      1. Ambrosian Avenger

        Ma tì te gh’è nagott da fà tütt al dì che stâ ch’inscì a cüntà sü chij scemât chi?? T’el sê com’è che disom noeum chì a Milàn??

        MA VA’ A LAÔRÀ, BARBÔN!!

        1. Anonimo

          Ah ah, “Ambrosian Avenger” bello il nickname in inglese, si vede che te se minga de Milàn… secondo me sei un troll imbucato o parigino, o londinese o berlinese o madrileno… Canten tucc lontan de Parì, Lùndra, Berlìn e Madrid (le GRANDI CAPITALI europee, delle GRANDI NAZIONI europee e dei GRANDI NAZIONALISMI europei) se moeur ma po’ i vegnen chi a Milàn… Terùn!

      2. Anonimo

        Solo una precisazione sul commento di prima sui punti 1) e 2), appunto per evidenziare che se si facessero le cose con logica e non pressati dallo stato zecca di roma, ci può stare tutto ossia piste ciclabili, parcheggi per auto, viabilità senza ingorghi quindi maggiore sicurezza per tutti automobilisti, pedoni e ciclisti:
        1) quando fanno la pista ciclabile restringono più del dovuto la carreggiata causando più ingorghi stradali quindi più consumo di carburante 2) quando realizzano la pista ciclabile diminuiscono più del dovuto i parcheggi per le auto quindi uno deve girare mezz’ora per trovare posteggio nel frattempo creando più ingorghi stradali, quindi più consumo di carburante, e anche più multe, e più situazioni di insicurezza (anche per pedoni e ciclisti).

      3. Anonimo

        Dai su ragazzi, l’unica volta che lo stato zecca di roma ci guadagna con voi ciclisti è quando vi fregano la bici, perchè poi dovete comprarne una nuova con le relative tasse. Bè certo non è un granchè se paragonato alle tasse che ci ricava da un’auto, soprattutto quelle molte costose, però sempre meglio che niente per la zecca che infatti non fa nulla per impedire i furti di biciclette.

  8. Anonimo

    Desidererei sapere dagli “intellettuali della bicicletta” perchè il proselitismo a favore della bici e delle piste ciclabili demenziali e non fatte a rigor di logica per non creare ingorghi assurdi, e contro l’auto e i relativi parcheggi, è così diffuso a Milano mentre non si nota nelle centinaia di comuni fuori Milano dove invece sembra che secondo la propaganda biciclettara, diffusa solo a Milano, non ci siano auto, non ci sia inquinamento e ai ciclisti non interessino le piste ciclabili. Non sarà mica che questa “propaganda biciclettara” è interessata a danneggiare la mobilità a Milano per costringere le persone a trasferirsi in quei comuni?

    1. The doctor is: IN

      eh già certo, perché io (io generico, non io personalmente) abituato a via Monte Rosa mi trasferisco ad Abbiategrasso solo perché mi hanno fatto la pista ciclabile sotto casa…………………………………

      MA VA’ A DA’ VIA I CIAPP, VA’ !!!

      1. Anonimo

        Guarda che hanno molto più bisogno della pista ciclabile gli abitanti di Abbiategrasso, dal momento che tu in via Monte Rosa hai la metropolitana e un’infinità di autobus che non hanno ad Abbiategrasso, dove non ci sono mezzi pubblici. Anzi ad Abbiategrasso usano molto la bici, appunto perchè non ci sono mezzi pubblici, ma sono costretti ad andare in strada insieme alle auto, e però nessuno chiede le piste ciclabili. Ma prescindendo dal tuo esempio capzioso, Abbiategrasso è una città piccola, ci sono molte altre città intorno a Milano che hanno strutture urbanistiche simili a Milano e vie anche molto più larghe e lunghe di via Monte Rosa, es. Monza, San Donato, Segrate, Rho, Cinisello Balsamo, Rozzano, Melegnano, Corsico, Trezzano, Rozzano ecc. ma li non c’è la propaganda biciclettara che c’è a Milano, anzi non ci sono proprio le piste ciclabili, ci sono pochissimi mezzi pubblici e le persone si muovono prevalentemente in auto. Vedi che c’è qualcosa che non torna… Non sarà mica che questa “propaganda biciclettara” è interessata a danneggiare la mobilità a Milano per costringere le persone a trasferirsi in quei comuni e far consumare più carburante/accise agli automobilisti?

        1. Andrea

          Realizzare ciclabili che vanno da Novate a Maciachini o metropolitane che vanno da Monza a duomo non penso sia un’incentivo ad usare di più l’automobile

        2. GetFuzzy

          Eh certo, quindi tutte le grandi città dovrebbero smetterla di costruire ciclabili perché hanno già metropolitane e autobus.
          Come se a Londra, Parigi o New York smettessero di sostenere la bici perché hanno già decine di linee metropolitane…
          Ma poi che ne sai se ad Abbiategrasso la gente vuole o meno le ciclabili? A Milano sempre più gente le chiede appunto perché di traffico e di smog si muore, quando una città cresce si arriva sempre ad un punto dove spunta la “propaganda biciclettara” che è in fondo semplice buon senso…

          1. Anonimo

            Quelli di Abbiategrasso sono i gonzi che han detto no al raddoppio della ferrovia col risultato che la S9 adesso si ferma al paese prima. Li lascerei stare e non li prenderei ad esempio per nulla 🙂

        3. Wf

          Ma muovete il culo ad Abbiategrasso e rompete i c… per chiedere più piste ciclabili ad Abbiategrasso.
          A ognuno il suo.
          E non c rompete i c… a no de Milano da 7 generazZioni.
          Anacapito.
          😂😂😂

  9. Nicola

    Ora si deve leggere anche di “Propaganda biciclettara”? Incredibile. Il complottismo arriva anche a demonizzare un mezzo che non inquina, non ruba spazio alla vita sociale, non fa rumore, non uccide. Le città, praticamente tutte le città, anche Los Angeles, non riescono a contenere tutte le automobili e i parcheggi per le automobili: ingorghi, traffico e inquinamento ci saranno sempre se non si limitano le auto. E una soluzione per farlo è togliere spazi alle auto: semplice, ma serve intelligenza per capirlo, non è un concetto che riescono a capire in molti. Invito a leggere qualche link sulla bikonomics, farsi un’idea anche non limitandosi al proprio percepito e cercare di guardare oltre la logica a cui siamo abituati di un’auto per persona, logica che non sta facendo bene a nessuno, o vi piace vivere in città-autostrade invece che in città evolute, dove si vive bene?

    1. Anonimo

      Sarebbe bello vivere in una città dove auto, pedoni e bici trovano un modo sensato di vivere in armonia, il che implica alcune rinunce in alcuni casi pesanti, da parte degli automobilisti.

      Invece, se mi citi Los Angeles come esempio (che centra con Milano??), usi le solite frasi pseudo sociologiche (La bici che non “ruba spazio alla vita sociale”), la spocchia dell’essere superiore (“serve intelligenza per capirlo”), immagini un pochino trite e ritrite (“città autostrade”) e tutto il resto dell’arsenale divisivo che va di moda adesso, secondo me non fai gran servizio alla bicicletta.

      Vent’anni fa sentire scampanellare una bici voleva dire sorridere e lasciar strada con gioia. Oggi 8 volte su 10 a Milano partono gli insulti. E’ questo il modo di convivere che vogliamo? Io non credo.
      Viva la Bici ma abbasso i talebani (di qualsiasi razza e colore essi siano) – e così vedrai che spariranno anche quelli che scrivono stupidaggini come “propaganda biciclettara”.

  10. Nicola

    Ho citato Los Angeles perché è la città pro-auto per antonomasia. Se la visiti capisci cos’è in realtà: un susseguirsi di autostrade, centri commerciali con parcheggi e luoghi di attrazione in cui arrivi solo in auto, parcheggi, fast food con parcheggi, blocchi di uffici con parcheggi.. Per anni hanno plasmato la città con una visione auto centrica e il risultato è stato devastante. Ora stanno cercando di investire nel trasporto pubblico ma i danni sono fatti, la cura costerà miliardi e non cambierà di molto la situazione. In piccolo anche le città italiane si sono sviluppate solo in favore delle auto. L’esempio più calzante è la nostra capitale. Gli abitanti della periferia (a bassa densità abitativa) son di fatto costretti a possedere un’auto e a buttare in benzina un sacco dei loro (spesso pochi) soldi. Le nostre periferie sono inguardabili, i capannoni si alternano a outlet o centri commerciali che ammazzano i negozi di quartiere e svuotano i centri storici: una sconfitta per la nostra storia, cultura ma anche economia. La politica dovrebbe invertire la tendenza e scegliere: investo 100 nel costruire nuove strade come abbiamo sempre fatto? O ne investo 30 in strade, 50 in trasporto pubblico e 20 in pedonalizzazioni e infrastrutture per la mobilità non motorizzata? Io avrei pochi dubbi 🙂 e investire 0 in parcheggi (se non di corrispondenza di linee di forza) è tra le migliori soluzioni per ostacolare la mobilità privata 1 auto = 1 persona = inquinamento e altissimi costi economici e sociali.

    1. Wf

      92 minuti di applausi!

      Tra l’altro se ci fermassimo solo un secondo, a freddo freddissimo, a ragionare non è che l’auto si spetterebbe di usarla.

      Ma si spetterebbe di usarla (o usarla il minimo indispensabile, veramente idispensabile, per andare e vivere dentro le città).

      Si potrebbe usare per andare fuori città, in vacanza, per piacere, per svago ma FUORI dalle città.

      Ai margini delle città dovremmo lasciarla necessariamente in parcheggi di scambio modale.

      Lasciando liberi gli spazi cittadini per qualcosa d’altro che non siano parcheggi per lamiere.

    2. UMS

      Occhio a fare gli snobboni con Los Angeles! E’ vero che nel 1990 non avevano un solo km di metropolitana, ma ora han 5 linee tra leggere e pesanti con 169km. E han piani molto ambiziosi (e finanziati) per il 2035, che poi adesso avranno pure le Olimpiadi nel 2028 a far da ulteriore volano, beati loro. E’ vero che Londra con 450km trasporta oltre 10 volte i passeggeri di Los Angeles, ma a parte che son partiti circa un secolo prima, son anche città nate in modo un po’ diverso.

      Il mondo va veloce e con gli investimenti giusti le cose possono cambiare in fretta, basta volerlo e non fossilizzarsi.

      1. Nicola

        Mi spiace, non sei mai stato a Los Angeles ma non ti sei perso poi molto 🙂 possono anche costruirne 15 di linee di metro ma la città è troppo vasta e frammentata, non si riuscirà mai a realizzare una rete che possa servirla tutta, o che sia anche solo paragonabile a Londra o ad altre città più dense. L’uso dell’auto fa sviluppare le città in un’immensa periferia suburbana, e lì c’è poco da fare, costruire una rete di trasporto pubblico diventa costosissimo se non impossibile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.