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Milano | Interventi: le barriere antisfondamento

L’Europa e il Mondo intero si devono difendere da gruppi di fanatici che hanno portato in modo drammatico la morte nelle nostre città, come purtroppo abbiamo ben visto negli ultimi anni e soprattutto negli ultimi mesi.

Il Comune di Milano, dopo i gravi fatti di Nizza e di Berlino (dove dei camion o furgoni sono stati utilizzati come arieti impazziti lungo aree pedonali uccidendo centinaia di persone) è ricorso ai blocchi di cemento chiamati Jersey (o Newjersey), come si è fatto in ogni città occidentale. Blocchi di cemento che dopo l’ennesimo attacco avvenuto poche settimane fa a Barcellona si sono moltiplicati in altre parti della città.

Purtroppo finché la situazione non migliorerà (la vediamo molto dura) dobbiamo convivere con queste misure d’emergenza (che si limitano a non permettere l’accesso ai camion, ma non a uomini imbottiti di tritolo) che non sono per nulla gradevoli.

Molti avevano proposto di sostituirli con grandi fioriere e noi, amanti del bello, non possiamo non condividere.

Il Comune di Firenze, ad esempio, ha collocato agli ingressi di aree pedonali, grandi fioriere in cemento e non questi blocchi.

Perché anche il Comune di Milano, almeno nelle aree di pregio e frequentate anche dai turisti, non sostituisce questi brutti blocchi di cemento con delle grandi fioriere, magari appositamente realizzate, che possano impedire lo sfondamento con grandi mezzi motorizzati ma che risultino gradevoli e meno inquietanti?

Siamo consapevoli della necessità e dell’urgenza di proteggere cittadini e turisti e apprezziamo l’intervento tempestivo del Comune in tal senso, ma ci auguriamo anche che si possano trovare soluzioni esteticamente più gradevoli ma ugualmente sicure, non dobbiamo farci intimorire da queste schegge impazzite e nasconderci in casa come vorrebbero loro.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


9 thoughts on “Milano | Interventi: le barriere antisfondamento

  1. Anonimo

    So che in realtà sono già a lavoro per il bando da pubblicare per la realizzazione di fioriere per addirittura alberi o piante ad alto fusto. Quindi si stanno muovendo ma la burocrazia italiana, si sa, non aiuta!!

    1. Adriano

      Be potrebbero scriverlo e dirlo a noi cittadini che stanno facendo qualcosa così magari ci accorgiamo e possiamo valutare in quanto tempo riescono a fare le cose ammesso che ci sia qualcuno che le voglia fare…

  2. UMS

    Scusate, perchè avete cancellato il mio post? Credo fosse assolutamente sensato ed equilibrato, ma se ritenete altrimenti mi piacerebbe saperlo. Grazie.

  3. Gigi

    Intanto sono una necessità. Se poi verranno sostituite da qualcosa di più piacevole alla vista ben venga, ma non lamentiamoci!

      1. Gigi

        Caschi male, se ci mettessimo ad elencare le boiate della nostra amministrazione mi sa che ne tiro fuori di più io 😀

        Facevo solo presente come di questi tempi sia una misura basilare in città come la nostra, con grossi flussi di gente e ampi spazi pedonali facilmente accessibili dalle strade.

  4. Anonimo

    “ma la burocrazia italiana”
    Si si, ce la vedo la sovrintxndenza romana di Milano:
    “eh no quella fioriera ha una supercxzzola non a norma, per ora (due, tre anni) lasciamo i new jersey”

  5. Anonimo

    Già….new Jersey ovunque….poi a luglio ….in via Dante ,un turista austriaco da cairoli con mappa in mano passa easy fra i due blocchi di cemento e si fa tutta la PEDONALE a 10km/h fino a Cordusio senza essere fermato da un vigile….se questa è la nostra sicurezza….tanto vale mettere fiori e prati verdi anziché cemento….

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