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Milano | Porta Vercellina – L’architettura banale: Via De Alessandri 11

Terminato il complesso residenziale sorto al posto della sede de l’Espresso e de la Repubblica in via De Alessandri 11, praticamente a due passi da piazza Po.
Alcune impressioni sull’edificio: a grandi linee ci pare che i progettisti abbiano curato molto i materiali e le finiture, che abbiano scelto davvero bene i colori per integrarsi al meglio con gli edifici circostanti, ma che siano stati molto carenti nel progetto in generale.

Infatti l’aspetto esteriore è di un edificio massiccio e anche un po’ banale. Nella facciata nessun balcone o terrazzo, forse si salva l’idea di suddividere l’edificio in due, la parte inferiore intonacata, da allinearsi col disegno delle case confinanti, mentre la parte più alta è stata concepita in modo indipendente, come un palazzo incastrato in un altro. Insomma, un edificio che certamente non passerà alla storia e neanche potrà essere inserito in uno stile vero e proprio, perché lo avrebbero potuto costruire così anche una ventina d’anni fa.

Foto e impressioni di vinceItaly

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


18 thoughts on “Milano | Porta Vercellina – L’architettura banale: Via De Alessandri 11

  1. UMS

    Si integra bene con i palazzi adiacenti e soprattutto è molto ma molto meglio dell’oscenità precedente.

    Credo che aver messo balconi, logge e terrazzi sul retro di cui non avete messo le foto, migliori l’aspetto generale sul fronte strada. Quindi anche se non vincerà il premio dell’edificio del decennio (e meno male che in quella zona sarebbe stato fuori luogo) sia l’edificio giusto al posto giusto.

  2. Davide V.

    Si integra bene con in palazzi adiacenti?!? Ma stai scherzando? Stiamo parlando di un isolato fatto per lo più di palazzi di inizio 900 alti 4 piani, come si può integrare quel palazzone di 8 piani in mezzo ad altri alti la metà?! Il fatto che i 4 piani aggiuntivi siano leggermente arretrati non ne mitiga l’impatto visivo.

    Le speculazioni edilizie a Milano non si sono fermate con la ricostruzione post bellica ma continuano inesorabili.

    Le mole di questo edificio è decisamente molto più oscena delle sue linee banali.

    1. UMS

      Fai attenzione che le foto ingannano moltissimo, visto dal vivo l’impatto è diverso.

      Se vogliamo discutere su come il Comune autorizzi volumetrie e cubature aggiuntive è un conto, ma data la cubatura autorizzata, credo il lavoro sia venuto bene (ma ovviamente è solo il mio parere)

    2. Anonimo

      “Le speculazioni edilizie a Milano non si sono fermate”
      A Milano stanno facendo molto bene con palazzi di media altezza e all’interno rispetto ai palazzi sulla strada. All’estero invece c’è una situazione allucinante, in particolare nelle GRANDI CAPITALI europee delle GRANDI NAZIONI europee e dei GRANDI NAZIONALISMI europei, addirittura li costruiscono centinaia di alte torri residenziali di 30/40/50 piani, accanto ai vecchi palazzi di 3/4 piani e direttamente sulla strada (non all’interno come a Milano).
      http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1881126

  3. Anonimo

    Molto bene costruire torri residenziali di media altezza più all’interno rispetto alla strada. Torri che poi non si vedono dalla strada lasciando la percezione uguale al passato ma nel contempo aumentando la disponibilità di appartamenti in città in modo che le persone restino a Milano e non vadano a vivere all’esterno.
    Appartamenti, appartamenti, appartamenti… Servono appartamenti per le famiglie come ha detto giustamente Draghi (uno di noi!):
    “Da anni l’Europa sta commettendo una sorta di suicidio demografico collettivo. Secondo Draghi, il crollo delle nascite e l’invecchiamento di massa assieme all’aumento del debito pubblico sono alcune delle minacce principali all’Europa, generando un sistema perverso…”
    Bisogna alvearizzare e hongkonghizzare Milano con medie torri interne lungo le vecchie strade e alte torri residenziali negli ex-scali ferroviari, al fine di ridurre il gap con le GRANDI CAPITALI europee delle GRANDI NAZIONI europee e dei GRANDI NAZIONALISMI europei, per la cui grandezza negli anni si è bloccata e danneggiata la demografia di tutte le altre città europee, quindi si è danneggiata l’Europa stessa.

      1. Anonimo

        Oh, l’ha detto Draghi (UNO di noi!), mica “wf”, “the doctor is out” o “the flying scottexman”… Non vi va bene manco quello che dice Draghi? Purtroppo, per voi, sono quelli come lui che decidono, e l’indicazione mi sembra chiara…

      1. Fulvio

        E meno male, direi… ce ne vorrebbero di più di edifici rientranti in città: a Madrid, per fare un esempio, ce ne sono molti e l’effetto è bellissimo!
        Certo, lo stile è differente…

        1. Anonimo

          Appunto, per soddisfare la “direttiva Draghi”, ossia più appartamenti, più famiglie, più figli nelle città non capitali, al fine di rafforzare l’Europa e depotenziare i nazionalismi, a Milano bisogna fare esattamente come a Madrid, una GRANDE CAPITALE europea di una GRANDE NAZIONE europea e di un GRANDE NAZIONALISMO europeo.

        2. wf

          Certo Madrid sarebbe bellissima come metro di riferimento e gli edific variati sono molto belli.
          Sospendo il giudizio poichè bisogna vedere dal vivo l’effetto che fa…
          dal vivo

  4. -Ale-

    Estremamente brutto, mi sembra un edificio di architettura comunista sovietica.

    Potranno anche servire appartameti (e si potrebbe iniziare ad usare quelli vuoti già presenti), ma non vuol dire che si possa giustificare orridi casermoni di cemento, noti anche come “formicai”.

    1. Anonimo

      Bravo! Vedo che inizi a uniformarti alla “direttiva Draghi”, ossia più appartamenti, più famiglie, più figli nelle città non capitali, al fine di rafforzare l’Europa e depotenziare i nazionalismi.
      Da un certo punto di vista è però meglio, nella “città vecchia” (non nelle aree da riqualificare come gli ex-scali ferroviari), il casermone di cemento (nascosto all’interno rispetto alla strada) che “mega-grattacieli-formicai” come questi vicini a casette di tre piani:
      http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1881126

  5. -Ale-

    Scusa, forse è mia ignoranza, ma giusto per chiarezza, ci passi un link che documenti questa “direttiva Draghi”?
    Non ne ho ancora sentito parlare.

    1. Anonimo

      http://www.blitzquotidiano.it/economia/bce-vice-di-draghi-senza-immigrati-suicidio-2275283/
      Parlano degli immigrati, e non di autoctoni, però il senso è lo stesso, se fai arrivare più immigrati ci vogliono più appartamenti per famiglie e relativi figli che a loro volta avranno bisogno di appartamenti. Quindi bisogna costruire più case in particolare torri residenziali. Considera che inoltre in futuro i piccoli centri andranno sempre più spopolandosi con trasferimento di popolazione verso le città, dobbiamo essere pronti, la parola d’ordine deve essere alvearizzare nella “vecchia” città (con piccole/medie torri nascoste dalla strada) e hongkonghizzare (con alte torri residenziali) negli ex-scali ferroviari. Nei prossimi anni a Milano la popolazione aumenterà di 300/500mila abitanti. Prepariamoci, anche nei commenti attenetevi alla “direttiva Draghi”, non fate i soldatini giapponesi che la “guerra” è finita…

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