"Anche le città hanno una voce" – Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Porta Nuova – Il Giardino Perego: un bosco in città

Giardino Perego – statua del Vertunno, spesso deturpata da scritte vandaliche

In via dei Giardini (che fra l’altro prende il nome dal fatto che quando venne realizzata sul finire degli anni Trenta del ‘900, attraversò i lussuosi giardini dei palazzi distribuiti lungo via Manzoni e Borgonuovo) si trova un grazioso e rigoglioso giardino pubblico.

Si tratta di uno dei pochi spazi verdi superstiti di quell’insieme di giardini nobili che fungevano da svago per le famiglie del Borgonuovo.

Il giardino in questione, oggi parco pubblico, apparteneva alla famiglia Perego di Cremnago (alta Brianza).

Il palazzo, forse originario del 1500, venne riedificato e ampliato più volte. Appartenne nel corso del Settecento a Giuseppe Molo, che lo vendette nel 1773 al finanziere Gaetano Perego. il quale lo ristrutturò secondo un progetto di Francesco Bozzolo. In quel periodo venne ampliato anche il giardino con l’annessione degli orti del soppresso Monastero di Sant’Erasmo. A progettarlo fu chiamato il grande architetto Luigi Canonica che lo interpretò in gusto italiano, con vialetti squadrati, con una grande serra neogotica e una peschiera al centro.

Ma qualche anno dopo, all’inizio dell’Ottocento, i Perego chiesero a Luigi Villoresi, che aveva già collaborato col Canonica, di riprogettare il giardino col nascente gusto romantico, all’inglese. Così sparirono i vialetti, la peschiera e comparvero collinette, boscaglia e il corso di una roggia, la Molinara, che cambiarono completamente aspetto del nobile parco.

La costruzione della nuova Stazione Centrale di Milano avvenuta nel 1931, pose problemi viabilistici di collegamento di Porta Nuova con il centro cittadino richiedendo l’apertura di nuove vie e, nel 1940, si intervenne con un compromesso per cui una lunga fascia del parco sarebbe diventata l’attuale via dei Giardini, con relative edificazioni, e la parte settentrionale, oramai isolata, sarebbe stata convertita all’uso pubblico. I relativi lavori si conclusero nel 1941.

Tutte le statue originarie del giardino, tranne una, la statua del Vertunno opera tardo settecentesca di Grazioso Rusca vicino all’area giochi, rimasero di proprietà della famiglia Perego e furono traslocate. Poi la Seconda Guerra Mondiale pose fine anche al bel palazzo dei Perego che s’affacciava su via Borgonuovo, quando le dirompenti bombe del 1943 ridussero a cenere il palazzo e il patrimonio dei Perego.

La facciata del palazzo Perego dopo i bombardamenti del 1943

Il nuovo palazzo che venne costruito sui resti del precedente Palazzo Perego, venne realizzato negli anni Cinquanta da Cassi Ramelli Antonio e Moscatelli Franco.

L’edificio, sobrio esempio di inserimento dell’architettura moderna in un contesto storico, è caratterizzato dall’ampiezza del fronte su strada e dall’elegante porticato a pilastri binati rivestiti in ceppo lombardo che consente una notevole vista sul giardino da via Borgonuovo.

A testimoniare l’importanza di quello che fu l’antico giardino Perego, è curioso rilevare come ai suoi margini sia possibile rintracciare una singolare concentrazione – una sorta di compendio urbano e tipologico – di architettura moderna: la casa a ville sovrapposte di Luigi Figini e Gino Pollini (1933-1934) in via dell’Annunciata, la casa di Giovanni Muzio in piazza Sant’Erasmo (1941), l’ampliamento di palazzo Borromeo d’Adda (1945-1949) in via Manzoni, di Vito Latis e Camillo Bianchi, l’edificio per abitazioni e uffici dei BBPR (1946-1948), accessibile dalla stessa via Borgonuovo e da piazza Sant’Erasmo, l’edificio per abitazioni e uffici (1949) e l’edificio residenziale (1953-1954) in via dei Giardini di Carlo de Carli e Antonio Carminati, nonchè il condominio in via dell’Annunciata 21 (1947-51) dello stesso Cassi Ramelli. Tutti esempi in cui i temi architettonici e urbani si declinano in maniera originale attraverso il rapporto con l’ambiente naturale.

Flora: tra le principali specie arboree aceri (Acer campestreA. platanoides A. pseudoplatanus), albero di Giuda (Cercis siliquastrum), carpino bianco (Carpinus betulus), farnia (Quercus robur), ippocastano (Aesculus hippocastanum), lagestroemia (Lagerstroemia indica), magnolia (Magnolia grandiflora), tasso (Taxus baccata).

Condividi su:Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedInShare on Google+Email this to someone



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


3 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Il Giardino Perego: un bosco in città

  1. Marina P.

    La gestione del Parco Perego è affidata dal 2016 a Orticola, che ha provveduto a ricostruire i canali di scolo, estirpare le infestanti dalle roccaglie, riparare i giochi per i bambini ecc. (vedi http://www.orticola.org/orticola/?p=10630)
    La manutenzione è dunque eccellente. Purtroppo nel parco – come tutti i piccoli parchi cittadini privo di qualsiasi sorveglianza – ci sono visite quotidiane di vandali, che nei mesi scorsi si sono divertiti, ad esempio, ad estirpare con metodo le piantine appena messe a dimora.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.