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Milano | Cinque Vie – Quel disastro che è il Centro Storico: Via San Maurilio

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Il Centro Storico di Milano, formato da molti quartieri come il Cordusio, le Cinque Vie, il Broletto, il Carrobbio e la Vetra che sono sorti sui resti della parte più antica della città, anziché essere la parte più bella e affascinante dobbiamo ammettere che è, a volte, forse la più disordinata e sciatta dell’intera Milano.

La storia si è stratificata qui, producendo anche angoli suggestivi, ma dopo il 1900 pian piano questa  è stata lentamente spezzata, disintegrata, rivoluzionata e spesso lasciata sospesa come in attesa di interventi ancora più stravolgenti che hanno prodotto solo angoli tra i più brutti che si possano vedere in una città.

Naturalmente grande contributo di questa rivoluzionaria distruzione sono stati i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale avvenuti nel 1943. Comunque anche il Comune in tutti questi anni non pare essersi impegnato molto nella ricostruzione e nel riordino del vecchio tessuto urbano. Così abbiamo collezionato un miscuglio di architetture più disparate e aree depresse che si sommano a un arredo urbano pressochè inesistente o poco consono a una città storica e artistica.

Come abbiamo già visto per altri angoli del centro di Milano, anche Via San Maurilio è lasciata allo sbando e vive nella più stupida sciatteria urbana nonostante sia forse una delle più graziose vie delle Cinque Vie.

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La sciatteria di questa via possiamo semplicemente concentrarla su archetti di ogni fattura sparsi lungo i marciapiedi e pali oltre ai marciapiedi in catrame. Se solo questi elementi fossero tutti omogenei e ben definiti l’immagine di questa bella strada cittadina ne guadagnerebbe soltanto.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


7 thoughts on “Milano | Cinque Vie – Quel disastro che è il Centro Storico: Via San Maurilio

  1. Wf

    Milano, c’è lo sponsor per il restyling di via Montenapoleone: marciapiedi più larghi e pietraMilano, c’è lo sponsor per il restyling di via Montenapoleone: marciapiedi più larghi e pietra

    Via Montenapoleone (fotogramma)
    Paletti contro la sosta selvaggia in stile parigino contro la sosta selvaggia. Ma la pedonalizzazione non si farà

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/09/08/news/trovato_uno_sponsor_si_fara_il_restyling_di_via_montenapo-174878019/

    Nonostante no sia una pedonalizzazione completa, cosa che per via montenapoleone si può anche non pretendere, qualcosa a milano sta cambiando ed è l’esempio perfetto di come si debba fare un progetto di decoro urbano quasi come fossimo in una città internazionale.

    1.eliminare marciapiedi e rendere la via livello omogeneo strada
    2. Impedire fisicamente la sosta e la doppia fila delle auto delimitano i marciapiedi con elementi fisici, eleganti dissuasori stradali (parigine)
    3. Allargamento dei marciapiedi per il passeggio e lo shopping

    Questo progetto dimostra che anche laddove non si vuole eliminare del tutto il passaggio delle vetture si deve pensare in un’ottica pedonale, di vivibilità e che metta ,a centro la persona a piedi.

    E penso in questo senso a corso Buenos aires dove nessuno si sognerebbe mai di renderla totalmente pedonale ma questo si di fare un progetto verso i pedoni e contro il caos delle auto. Lo strapotere della puzza di motore e i marciapiedi che non si riesce a passare…

    Insomma anche senza rendere pedonale totalmente una strada sidro eventi pretendere che sia vivibile e non una nuovola di inquinamento di motori in doppia fila accesi, con marcipaiedi larghi e piacevolezza dle vivere bene e non solo unomslam per vendere robaccia

    Bisogna imparare da questo progetto.

  2. The Flying Scotsman

    E dire che basterebbe proprio poco… non è nemmeno una questione di soldi, perché le parigine in stile è i lampioni a coppetta il comune ce li ha già in magazzino, non è che deve andarli a comprare apposta. Basterebbe sostituirli durante i normali cicli di manutenzione. È una questione di sensibilità estetica e di sistematicità dell’approccio (abaco, dove sei????)

    1. Wf

      Tra l’altro non capisco perché a Milano oltre le parigine alte e snelle non possano usare anche i dissuasori bassi e tozzi ma eleganti anch’essi sui marciapiedi di molte strade più trafficate e di largo scorrimento.

      Li usano in Europa in modo massiccio.
      E anche in inghilterra
      E anche in usa.

  3. Anonimo

    Considerando che i rappresentanti del Comune ammettono candidamente che non hanno un euro (a parte la ripaertura del canalino naviglino) per l’arredo urbano (tra l’altro in questo caso per via Montenapoleone dove i negozianti pagano decine di milioni di euro di tasse ogni anno), anche perchè tutte le tasse dei Milanesi se le arraffa roma, e oltre a quelle il Comune è anche costretto per recuperare qualche euro a mettere autovelox, multe e aumentare in maniera spropositata il costo delle strisce blu dei posteggi, bene a questo punto, direi di procedere rapidamente verso il progetto che era stato esposto in un post precedente:
    “Fossi nel Comune inoltre prenderei in considerazione l’idea di creare una municipalizzata (come Sea e Atm) per gestire le vie principali di Milano come dei veri e propri centri commerciali, quindi anche con la possibilità di gestire la sicurezza, l’arredo urbano, la possibilità di costruire parcheggi sotterranei convenzionati con i negozi, iniziative di intrattenimento, addirittura realizzare coperture delle vie ecc. Anche i negozi sia del piccolo negoziante che delle multinazionali si potrebbero affiliare come i negozi dei centri commerciali. Questo anche per diminuire la pressione competitiva dei centri commerciali e dell’ecommerce nei confronti dei piccoli negozianti. Poi in futuro la stessa municipalizzata potrebbe essere privatizzata. Se non si vuole creare una municipalizzata ad hoc si potrebbe indire una gara per dare in gestione le vie alle società che già gestiscono i centri commerciali. Questo anche eviterebbe la realizzazione di nuovi inutili centri commerciali, dal momento che le stesse vie principali di Milano diventerebbero dei centri commerciali: Corso Vittorio Emanuele, la Galleria, Via Dante, Piazza Cordusio, Piazza San Babila, via Montenapoleone, Corso Buenos Aires, Corso Vercelli ecc. Questo anche consentirebbe al capitale mondialista, internazionalista, avido e famelico, sempre alla ricerca di nuove possibilità di investimento quindi di succosi guadagni, di avere una valvola di sfogo, senza dover necessariamente distruggere i piccoli negozianti.”

  4. Anonimo

    Le 5 vie sono un tipico esempio delle numerose bellezze di questa città che purtroppo non sappiamo valorizzare. Tutto il quartiere andrebbe rivalorizzato con un percorso pedonale ed attività commerciali. Pensate al piacere che milanesi e turisti proverebbero nel perdersi per questo dedalo di viuzze medioevali uniche nel suo genere. Per far tutto ciò basterebbe veramente poco, regalando così a Milano uno scorcio altamente fruibile e sicuramente unico nel suo genere. Sono anni che si parla di rivitalizzare quest area. Speriamo che i nostri assessori si diano da fare !

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