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Milano | Zona Magenta – Via Leopardi 18 Déco in rovina

Com’è possibile che un bel palazzo come questo di via Leopardi 18 e 16 stia crollando a pezzi da ormai quasi 8 anni e non vi sia l’energia per ripararlo? Un vero peccato.

Infatti la situazione del bellissimo palazzo progettato da Piero Portaluppi (Milano 1888-1967) tra il 1924 e il 1926, come sede della Società Metallurgica Italiana di Milano è dal 2013 transennato perché alcuni blocchi di marmo si sono staccati.

Il palazzo oggi è sede del Tribunale per i Minorenni e proprietà del Ministero di Grazia e Giustizia, che potrebbe programmare un restauro conservativo di questo bell’edificio dopo tanti anni di rovina, no?

Fu commissionato dalla Società Anonima per Acquisti e Vendite Immobiliari e successivamente è stato la sede della Società Metallurgica Italiana.

Nacque come nuovo modello di palazzo urbano e negli anni venne adibito ad uffici nei primi due piani e ad appartamenti prestigiosi ad uso privato nei piani terzo e quarto. Già nel 1927 venne aggiunto un sopralzo. Nello spazio sottostante venne realizzato un seminterrato utilizzato come autorimessa, segno che in quegli anni il numero delle automobili stava decisamente aumentando.

 

Nel 1980 divenne sede del Tribunale per i Minorenni e nel 1985 fu acquistato dal Ministero di Grazia e Giustizia.

Il corpo della fabbrica è a ferro di cavallo rovesciato con impianto asimmetrico. Il cortile interno è racchiuso ai lati da due bracci del fabbricato allacciato alla faccia posteriore da un porticato leggermente asimmetrico.

Come in altre costruzioni del Portaluppi, sono stati utilizzati in abbondanza marmi come il serizzo dell’Ossola per lo zoccolino, il ceppo di Brembate per tutto il piano terreno e il portale, il marmo sbrecciato d’Acquafilante per i pilastri, il marmo di Carrara per tutti davanzali, le lastre e gli intradossi delle finestre e nei corridoi il marmo verde delle Alpi e il marmo di Verona. Molto utilizzato nella pavimentazione il seminato veneziano. La facciata ha l’aspetto tipico dello stile del Portaluppi degli anni Venti.

Il piano terreno e il portale sono costruiti con il ceppo di Brembate e i timpani sono spezzati con la presenza di colonnine fitomorfe all’interno. Tipiche del periodo sono le teste stilizzate sotto i balconi. Nella parte posteriore dell’edificio sono anche qui presenti timpani spezzati con colonnine fitomorfe e balconcini a spigolature vive utilizzati dal Portaluppi anche in altri edifici di questo periodo.

Le ringhiere di ferro dei balconi sono ricche di linee ricurve a motivo geometrico. Imponenti sono gli stucchi del soffitto del portico dove, insieme a disegni a linnee ricurve tipiche del Decò, campeggia una grande conchiglia in stile rococò. Entrando a destra c’è una scala di marmo che porta al primo dove è situata la Procura abbellita da marmi lavorati con linee ricurve tipiche della produzione del Portaluppi.

 

Meno ricca però altrettanto elegante sono la scala e la ringhiera che si trovano a sinistra dell’ingresso. Intatta è rimasta la portineria sulla destra con le pareti ricoperte di legno. Per quanto riguarda gli interni, al terzo piano di pregevole fattura sono il soffitto a cassettoni con disegni stilizzati e decorazioni di legno, le porte in legno con maniglie originali, gli affreschi nella sala della Camera di Consiglio in cui, oltre a disegni stilizzati, ricorre la conchiglia e le porte arricchite da disegni. Caratteristico è il soffitto ad archi incrociati del corridoio sempre del terzo piano in cui sono presenti interessanti giochi di luce. Al secondo piano vi sono degli affreschi sul soffitto recentemente restaurati nei quali ricorre con frequenza la conchiglia stilizzata insieme a disegni geometrici stilizzati anche questi tipici dello stile del Portaluppi. Altrettanto decorate sono le porte anch’esse originali. Originali e di pregevole fattura sono i due camini, uno al primo piano in marmo nero e uno al secondo di marmo di Carrara. Il Portaluppi, oltre che architetto ed urbanista, era famoso anche per gli arredamenti e i mobili da lui progettati come il grande armadio in radica e il mobile con ripiani situato in una cancelleria del terzo piano. (info Tribunale dei Minori)

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


2 thoughts on “Milano | Zona Magenta – Via Leopardi 18 Déco in rovina

  1. Anonimo

    la sovraintendenza in questo caso dovè ? Una zona cosi bella ed unica dovrebbe essere tutelata maggiormente specie se l’immobile è dello Stato ( che dia il buon esempio )
    Qualsia città europea non lascerebbe andare in malora un quartiere cosi originale, ma qui si sa, in nome dei soldi che scarseggiano tutto è concesso.
    Peccato ceh nessuno si accorga che cosi stiamo solamente una spirale negativa che ci porterà sempre piu’ in basso.

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