"Anche le città hanno una voce" – Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Edilizia: il futuro d’oro di Milano

Le aree di grande sviluppo sparse per l’area milanese

Uno sviluppo senza precedenti per l’edilizia in città e nell’immediato circondario. Infatti per il prossimo decennio sono pianificati più di 15 milioni di metri cubi da rigenerare con un valore di investimenti di circa 20 miliardi. Queste sono le stime delle imprese edili che guardano ai progetti di recupero,  dagli scali ferroviari, dell’Arexpo, delle periferie, di Città Studi e poi di Cascina Merlata, della piazza d’Armi, la Città della Salute a Sesto San Giovanni, l’Ortomercato, il nuovo polo Eni a San Donatoe, per finire, il nuovo ospedale unificato di San Carlo e San Paolo.

Questo è ciò che è emerso dall’assemblea generale di Assimpredil Ance, l’associazione che raggruppa le imprese di costruzione delle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza cui ha partecipato anche il sindaco Giuseppe Sala, il quale afferma: “Attenzione: costruire sì, ma con una grande attenzione al tema ambientale.”

Mai come questo periodo il capoluogo lombardo si ritrova al centro di una rigenerazione urbana così massiccia. Certo ci vorrebbe anche meno burocrazia, in modo da snellire le procedure e sbloccare gli investimenti in tempi rapidi. Sperando anche in un futuro più rispettoso delle regole e meno immischiato in faccende illegali, che, oltre a essere un danno alla collettività, portano spesso al blocco di progetti anche interessanti. Noi speriamo che le scelte vadano anche nella direzione della qualità architettonica e che, magari, si osi in progetti più avveniristici e d’impatto, iconici, senza però distruggere la storia della città.

Scalo Farini

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


46 thoughts on “Milano | Edilizia: il futuro d’oro di Milano

  1. PADANIA_LIBERA

    ecco la seconda immagine con grattacieli scalo farini, non il progetto con la moschea del architetto comunista…con uno sguardo e il portafoglio negli emirati arabi…il furbacchione calcolatore, se viene approvato il piano con la moschea x lui tutta pubblicità nel medio oriente IL FURBACCHIONE !!

      1. Anonimo

        Se tutte le volte che il finto Padano scrive la sua consueta trollata, voi dopo 5 minuti gli rispondete e date corda non ce ne liberiamo più!

    1. Hilario

      Che commento idiota. “Architetto comunista…” non sai nemmeno cosa sia il comunismo, bestia ignorante. E’ frustrante avere a che fare con gentaglia del genere e pensare che probabilmente saranno al governo mi da i brividi

      1. Anonimo

        Il comunismo è morto. Se in futura la sinistra non sarà al governo un motivo ci sarà. Invece di farti venire i brividi prova a chiederti il perché. Credimi la risposta non è difficile e le Moschee infondo infondo giocano anche loro un ruolo in tutto questo.

      2. Anonimo

        Caro Hilario, Padania Libera ha perfettamente ragone: il 99% degli architetti che negli ultimi 50 anni si sono occupati di edilizia erano comunisti. E chi dice che il comunismo è morto non ha capito un cazzo del mondo, visto che fino a non molti anni fa in Italia c’era un partito che voelva rifondare il comunismo.
        E comunque, Hilario, probabilmente nemmeno tu sai cosa sia il comunismo, visto che i rossi come te si sono sempre ben guardati dall’andare a vedere cosa significasse realmente questo cancro esiziale simboleggiato dalla falce e dal martello

    2. Anonimo

      Caro Padania libera, posso anche concordare su un pezzo del tuo intervento. Poi però si ingarbuglia e non si capisce più nulla. Ci puoi spiegare come si fa a inserire un post di 4 righe dove è presente solo un verbo (ripeto: un solo verbo)? Io al posto tuo ripasserei un po’ di grammatica o leggerei di più o scriverei in un momento di tranquillità in modo da non fare strafalcioni simili

  2. The Flying Scotsman

    A proposito di meno burocrazia: che fine ha fatto la legge speciale per Milano che bisognava approvare in autunno per attirare qui almeno una piccola parte delle aziende e dei capitali che lasceranno Londra post-Brexit?

    Premesso che non siamo in grado di competere con Francoforte, Amsterdam o Dublino sui pezzi forti, riusciamo a organizzarci almeno per raccattare qualche avanzo e non farlo finire tutto a Madrid e Barcellona?

    1. Nicola Guarisco

      Le aziende e i capitali che arrivano da Londra lasciale pure a Londra, Bruxelles o Barcellona. Milano non deve beneficiare di quel denaro simbolo della peggiore finanza. Solo un piddino come Sala può desiderare che qui abbiano sede le multinazionali londinesi. Che schifo.

      1. The Flying Scotsman

        A dir la verità le banche le abbiamo inventate noi e poi esportate in tutto il mondo… lo sai perché nel cuore della city di Londra c’è una Lombard Street? No? Mai sentito parlare dei Bardi, Peruzzi, Medici, Marino? No? E allora taci.

        1. Anonimo

          @Guarisco non criticargli a “the flying scotsman” londra, la super mega lavanderia planetaria di denaro sporco, lesa maestà! Vedi già se ne tirano fuori, non è colpa “nostra”, sono stati i lombardi…

      2. Anonimo

        Non penso che il 51% dei giovani italiani disoccupati e le l’oro famiglie la pensino come te.

        Probabilmente uno come te che fa questi ragionamenti neanche lavora in primis perché è uno sfaticato che si accontenta di vivere si stenti o a scrocco ma soprattutto perché è privo della materia grigia necessaria per svolgere anche il compito più umile utile per la società. Va’ a lavurar barbun…!!

    2. Anonimo

      Si come no “la legge speciale per Milano che roma doveva approvare”… Sai bene che a Milano non verrà nulla anche perchè tutti gli altri, tedeschi, francesi, inglesi, spagnoli, romani e scozzesi faranno appunto di tutto perchè a Milano non arrivi nulla. Poi è sempre da vedere se il Brexit è reale o è un bluff. Eh eh, vuoi fare le scarpe agli spagnoli… Poi proprio ora in un momento di difficoltà della Spagna con Barcellona che fa sul serio per l’indipendenza (a differenza di altri tutti chiacchiere e referendum) e Madrid che fa sul serio per impedirgliela. Ma voi scozzesi e inglesi non eravate amiconi con gli spagnoli, anzi mi sembra che le economie di Regno Unito e Spagna siano parecchio integrate? Perchè adesso volete fargli le scarpe? Why? Porquè?

  3. UMS

    Tutto bello ma la città è anche rigenerazione e ricostruzione dell’esistente, non solo riempire ogni possibile area libera disponibile.

  4. Nicola Guarisco

    Come si scandalizzano facilmente tutti questi milanesi appena sentono un commento non politicamente corretto nei confronti delle moschee! Pensate alla vostra città, che di milanese non ha quasi più niente grazie a chi vota e sposa idologie global e sindaci come Pisapia e Sala per sentirsi “avanti” e internazionali. Che scandalo, vero, se qualcuno osa criticare le moschee!

    1. Nicola

      Ma che c’entrano le moschee con il rinnovo urbanistico chi lo sa. Chissà, magari tra 20 anni, orizzonte temporale del piano, non si avrà nemmeno più così bisogno di chiese e moschee (magari!) perché sempre più persone non avranno più bisogno di credere in superstizioni religiose e baggianate varie di gente che cammina sulle acque, moltiplica pani e pesci o crede che il paradiso sia pieno di vergini. Ringraziamo gli investimenti stranieri e facciamo il possibile per accogliere chi investe, fare il contrario come auspica sarebbe inqualificabile.

      1. Adriano

        Complimenti per questa visione del futuro completamente secolarizzato.
        Mi auguro che non accada mai.
        Ti ricordo che l’europa si è sviluppata anche grazie alle chiese, era punto di creazione di un identità comune e permettevano di concentrare risorse per sfamare chi ci lavorava. Senza queste costruzioni la nostra storia sarebbe molto diversa.
        Inoltre la ricerca di spiritualità e di qualcosa di più grande di noi serve agli uomini per mettere i piedi per terra e rendersi conto che non siamo onnipotenti.
        Per fortuna esistono tante persone di tutte le religioni del mondo e atee che credono che le chiese e le istituzioni religiose servono eccome se insegnano il rispetto e l’amore verso il prossimo.

        1. Daniele

          Punti di vista moooolto personali, le religioni sono un incontestabile “intralcio” (per usare un eufemismo) alla conoscenza (la terra a quest’ora sarebbe ancora piatta ….). Un ottimo veicolo di controllo di massa. Poi chissa’ perche’ un non religioso dovrebbe assorbirsi questi dogmi in tutte le salse. Il fatto che Io abbia stima di alcuni di loro per quello che fanno fattivamente nel sociale non mi toglie dal idea che credere sia una scorciatoia alla verita’. Per cui evitate altre prediche che non ci servono e concentriamoci a preservare questa terra con la piu’ ampia apertura mentale senza pensare di avere la verita’ assoluta. Ovviamente con tutto il rispetto per la diversita’altrui….

          1. Anonimo

            Daniele, mi spieghi che c’entrano le tue elucubrazioni sulle religioni (elucubrazioni abbastanza vecchie e stantie, tra l’altro) con UF?

        2. Wf

          E si vedono i risultati dell’amore verosimilmente il prossimo.
          Soprattutto proprio in quelli che si riempiono la bocca e si danno portavoce dei valori religiosi.

          Ottimo risultato direi..

  5. Luca Algeri

    Certo, le multinazionali inglesi fanno schifo, i soldi di Londra, Bruxelles e Barcellona anche, … poi però tutti vanno a visitare Londra, Barcellona e Bruxelles che con quei soldi si sono rigenerate e sono diventate bellissime città, sia per chi ci vive che per i turisti. Chissà come mai …

  6. Daniele

    Rispondo al ennesimo “anonimo” , in effetti la discussione delle religioni e’ completamente fuori luogo condivido. Ho risposto perche’ sono stufo di vedermi in tutte le salse la religione ! Poi sulle analisi possiamo condividere o meno ognuno ha i propri credi e pseudo verita’la storia insegna.

  7. -Ale-

    Che noia!
    Sembra un’arena politica, più noisa di Porta a Porta o delle tribune su Rete4… chi cazzo siete, dei piccoli renzi, berlusca, grillo, salvini?

    Voi sfigati tifosi politici siete patetici.
    Ci sono tanti blog dove potete scannarvi inutilmente, qui è architettura e urbanistica, non religione, partiti e leccapiedi.
    Se sperate di raccattare qualche voto per i vostri idoli politici ci sono altri luoghi, con molto più seguito di rimbambiti che si lasciano influenzare da quattro frasi a effetto.
    Usate meglio il vostro inutile tempo.

    Levatevi dalle palle!

    1. Adriano

      A parte i commenti fuori luogo di anonimi e padania libera, i miei insulti a maran e sala sono giustificati, in quanto sono loro che ora non riescono a realizzare quello che vogliamo a livello urbanistico di programmazione 20/30 ennale, non è colpa nostra ma loro.
      Chi amministra ha il potere di decidere come spendere e dove spendere i soldi e se lo fanno male io posso lamentarmi.
      Quindi mettere dei commenti negativi o disfattisti, può magari cercare di fare pressioni ai politici di turno.
      Poi in realtà tutto svanisce quando anche qui nel blog, l’intervista a maran sembrava porta a porta o cose simili.

  8. Anonimo

    Vediamo di riportare un pò di popolazione in città, negli ex-scali ferroviari, in alte torri residenziali, e impedire che vadano a vivere fuori devastando il territorio con micro abitazioni. Non importa se sono ricchi, poveri, bianchi, rossi, gialli, neri, verdi, l’importante è insediare nuova popolazione a Milano. Ci vogliono almeno 300.000 persone in più a Milano città. Il tutto condito da un pò di grattacieli adibiti a ufficio. La parola d’ordine sugli ex-scali ferroviari deve essere: + torri residenziali + popolazione + uffici -troll.

    1. grapo

      La popolazione di Milano è in forte aumento. Eravamo 1.243.123 al censimento del 2011 e siamo 1.368.590 nel 2016 (dati ufficiali del Comune).
      E’ un aumento del 10% in 5 anni. Il che rende la previsione di 500.000 abitanti in più nel 2030 abbastanza realistica. Con tutti i suoi difetti, Masseroli ai tempi del PGT poi rivoluzionato da Pisapia, aveva ragione (solo su questo e le linee addizionali di metropolitana però)

      1. Anonimo

        Finchè non vedo almeno 1.600.000 di abitanti a Milano non ci credo. Iniziano già a circolare articoli mistificanti e fuorvianti sul corrixre e ridicoli del tipo “addirittura la popolazione di Milano nei prox anni arriverà a 1.400.000”, “la popolazione aumenterà addirittura di 100.000 abitanti”. Ridicoli. Se pensiamo solo che la popolazione di Londra nei prox anni aumenterà di 1 milione di abitanti e quella della grande Parigi, Madrid e Berlino pure. I dati al ribasso che pubblicano su Milano sono ridicoli. Consideriamo che poi le proiezioni sull’Italia per i prox decenni danno la popolazione in fortissima diminuzione da 60milioni a 53milioni di abitanti, a Milano bisogna reggere e resistere a questo tsunami di depopolazione anche a costo di importare popolazione dall’estero. Solo per un raffronto, nei prox decenni, l’India arriverà a quasi 2 miliardi di abitanti da 1 miliardo attuale, gli Stati Uniti da 330 milioni a 400 milioni di abitanti, la Francia da 65 milioni a 75 milioni di abitanti, la Nigeria passerà da 180 milioni a 700 milioni di abitanti. Bisogna costruire molte torri residenziali negli ex-scali ferroviari per tenersi pronti a aumentare la popolazione a Milano per compensare la depopolazione dell’Italia intera.

        1. Wf

          Non è un fatto necessariamente negativo l’aumento della popolazione.
          Bisogna però prepararsi a migliore il trasporto pubblico e renderlo più strong favorendo il suo uso a discapito delle automobili.

          Mi spaventa l’idea non driver nuovi abitanti ma del numero di automobili che si porteranno dietro…
          Sarà il caos se non ci prepariamo prima….

    2. Anonimo

      Quella che va bloccata al più presto è la scellerata politica statale di costringere la popolazione a emigrare all’esterno delle città per poi venire in città in auto e consumare petrolio e carburante. Considerando anche che in Italia petrolio non ne abbiamo e di auto ne produciamo pochissime rispetto agli altri paesi europei. Detto per inciso gli italiani si impoveriscono e perdono ogni anno moltissimo tempo e soldi in ingorghi stradali per mantenere i paesi arabi e i grandi produttori di auto come la Germania. Tutte risorse che si potrebbero investire in cose molto più remunerative per l’Italia. Fossero furbi, con l’avvento dell’auto elettrica, fin da subito sarebbe bene che iniziassero a studiare altri modi per accaparrarsi tasse anzichè in futuro trasferire l’accise sui carburanti dal petrolio all’energia elettrica (che poi è un meccanismo perverso perchè poi lo stato ha interesse a far consumare di più agli italiani, cioè lasciarli in ingorghi stradali e non costruirgli mezzi pubblici). Si insomma che l’accise la recuperino in altri modi.

  9. -Ale-

    Milano ha bisogno di essere più VIVIBILE, e ammassare famiglie in poco spazio è l’esatto contrario di vivibile.

    Mi viene in mente la torre residenziale di Londra andata a fuoco: edifici costosi da mantenere ma non usati come residenze di lusso. Risultato: un formicaio mantenuto al risparmio, quindi da schifo… ed era a Londra dove i soldi non mancano…
    Le mega torri residenziali prosperano solo in Asia, dove ci sono altri sviluppi demografici.

    Milano vincerà la sfida se avrà uno sviluppo oculato delle aree, edifici sostenibili, e verde.

    1. Anonimo

      Si infatti a Londra stanno costruendo centinaia di altissime torri residenziali ultramoderne (dotate di tutti i comfort e sicurezza) e stanno ammassando centinaia di migliaia di famiglie in molto (non poco) spazio in verticale. Londra aumenterà la popolazione di 1 milione di abitanti nei prossimi decenni. In genere raramente gli inglesi sbagliano, quindi, molto semplicemente seguiamo la scia, copiamo Londra.
      http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1881126

    2. Wf

      In effetti in Germania le città invece di accentrarsi e addensarsi al centro si espandono moltissimo ma creando zone cuscinetto di verde e giardini e villaggi praticamente integrati senza soluzione di continuità con la metropoli.

      Penso ad Amburgo ad es.
      Il sistema chiave però per adottare tutto ciò è un fortissimo e molto finanziato sistema ferroviario regionale.
      La famosa esbahn…

      Tutte le città che hanno eliminato le auto si basano su forti sistemi ferroviari pendolari regionali, non sulle metro, ne su tram e bus.
      Sebbene questi ultimi siano fondamentali per la mobilità interna alla metropoli…

      E noi su questo siamo veramente indietro…

      1. Anonimo

        Esatto.
        Noi anzichè investire ed espandere e potenziare sul serio le reti suburbane (la S per intenderci, equivalente della S-Bahn), facciamo voli pindarici e allunghiamo senza logica una metro leggera (la 5) ed una linea satura come la 1 a…Monza (così possono dire che sono a sole 22 fermate di metro dal Duomo).

        1. Mario

          Tuttavia, l’allungamento della linea 1 o 5 a Monza è un grande traguardo (quando verrà raggiunto). Significa rendere accessibile al trasporto urbano un bacino di circa 200.000 persone (tra Monza e comuni limitrofi) che adesso usano l’auto (o il treno) e premono su tutte le strade e stradoni che dalla Brianza portano su Piazzale Lagosta e Loreto.

          1. Wf

            È vero Mario,
            ma lo è anche per via del fallimento di una rete regionale non all altezza di una sbahn tedesca…

            E questo per motivi politici che risalgono indietro nel tempo nel voler privilegiare le autostrade e l’automobile rispetto al treno..

            Così l’allungamento delle metro è un intervento di emergenza9e non una sana profilassi programmata per tempo e seriamente valutando le esigenze del paziente…

      2. Anonimo

        In Germania non hanno il mostruoso debito pubblico che ha lo stato pezzente di roma, ergo possono potenziare al massimo i mezzi pubblici disicentivando l’utilizzo dell’auto. In Italia lo stato pezzente ha bisogno di tasse, tasse e solo tasse, e converrai con me che se un cittadino usa l’auto garantisce un bottino più cospicuo (accise sui carburanti, iva su auto e assicurazione, pedaggi autostradali, ricambi, multe ecc) rispetto al più economico biglietto del treno. Fino a quando non si eliminerà il mostruoso debito pubblico sarà ben difficile in Italia avere la stessa efficienza dei mezzi pubblici tedeschi. In teoria anche in Italia potremmo avere lo stesso efficiente sistema che c’è in Germania, non lo fanno perchè hanno bisogno di tasse, tasse e solo tasse che solo l’auto gli garantisce.

  10. -Ale-

    Il link a skyscrapercity ( http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1881126 ) in questo contesto è ai limiti della BUFALA.

    Quelli sono uffici e residenze super lusso che non potranno avere nulla a che fare per i 100mila o 500mila nuovi milanesi (vedremo…).
    E’ come immaginare che tutti i nuovi milanesi potrannoo permettersi un appartamento nelle residenze di Porta Nuova o City Life (che infatti sono vendute lentamente agli stranieri con i petrol-dollari).
    Anonimo, fai ragionament fatti a casaccio!

    1. Anonimo

      Intendevo la tipologia costruttiva, ossia realizzare alte torri residenziali come quelle londinesi con le debite proporzioni qualitative e di costo. Un pò come la torre Citterio a Cascina Merlata, non è superlusso ma è di buona qualità e ha tutte le sicurezze del caso, e inoltre gli appartamenti possono essere venduti ad un ampio range di popolazione e non solo ai super ricchi, agli evasori fiscali e ai riciclatori di denaro sporco di tutto il mondo come a Londra. Quindi centinaia di torri Citterio sugli ex-scali ferroviari con una 20ina di grattacieli per uffici. Quindi copiamo l’altezza delle alte torri residenziali di Londra. Ci vuole altezza… London calling…

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