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Milano | Vigentino – Il recupero in via Antegnati

Ecco il progetto di riqualificazione per social housing (edilizia sociale) di un complesso edilizio composto da cinque edifici in via Antegnati costruito negli anni Ottanta dall’ex gruppo Ligresti, realizzate in origine per ospitare funzioni produttive ed uffici ma poi lasciato incompiuto e all’abbandono.

Il complesso immobiliare oggetto di intervento secondo un progetto dello studio Barreca e la Varra è situato nella periferia Sud di Milano, nel quartiere Vigentino, dove il Parco Agricolo Sud entra in profondità nell’urbanizzazione.
L’area è caratterizzata da insediamenti residenziali, produttivi e commerciali; si estende tra via Antegnati, via Gabussi e via Vincenzo Amidani, e dispone di diverse aree dedicate a verde attrezzato. I cinque edifici a corte esistenti, realizzati negli anni ’90 con destinazione produttiva e terziaria, hanno altezze variabili tra i 3 e 4 piani fuoriterra, ed un interrato comune all’intero complesso. Fino all’anno 2000 giacevano in perfetto stato di conservazione, conclusi e funzionali per essere utilizzati, ma ciò non è mai successo. Il degrado è iniziato nel 2011 quando le opere avviate dall’allora proprietà si sono interrotte: gli immobili erano completamente abbandonati e deturpati, oltre che abusivamente occupati con conseguenti problematiche di sicurezza pubblica.


Il progetto prevede la rifunzionalizzazione dei cinque edifici al fine di realizzare circa 500 alloggi destinati a residenza convenzionata agevolata in vendita e locazione, oltre che un consultorio, un poliambulatorio, servizi residenziali urbani, e una media superficie di vendita. I primi due edifici a partire da sud saranno destinati alla vendita, con circa 190 appartamenti di metrature differenti tra i quali monolocali, bilocali, trilocali e quadrilocali, parte dei quali situati a piano terra e dotati di giardini privati; i rimanenti tre edifici prevederanno invece circa 300 alloggi in locazione. La progettazione ha riguardato principalmente: il collegamento e la fruibilità trasversale tra gli edifici e la diversificazione delle funzioni al piano terra, l’organizzazione di una sequenza di corti aperte e chiuse e il rapporto tra gli edifici e il sistema del verde, il ripensamento dell’involucro esterno e una razionalizzazione dei volumi posti in copertura.
Qualsiasi elemento non strutturale esistente viene rimosso fino a ricondurre il complesso dei 5 edifici allo stato dei soli scheletri strutturali. La volumetria residua reperibile nel complesso permette di creare nuove superfici, pertanto viene uniformato il prospetto principale su Via Antegnati, portando tutti e cinque i fabbricati ad avere cinque piani fuori terra su tale fronte, ma di dimensioni ridotte per i primi due edifici da Sud.
Il piano terra del complesso immobiliare, costituito da un insieme di spazi privati e spazi pubblici, rappresenta un grande ambiente urbano unitario, caratterizzato da spazi per l’incontro, il relax, il gioco, lo sport. In particolare, nei primi due edifici a sud ci sono appartamenti dotati di giardini privati di diverse dimensioni, e nel secondo servizi quali una sala polivalente, una palestra e un locale bar. Nel terzo edificio, baricentrico rispetto al complesso, sorgerà un mercato coperto con piccole unità commerciali di diverse dimensioni con piazze aperte e spazi gioco adiacenti. Nel quarto, servizi alla persona quali un consultorio familiare e un poliambulatorio; nel quinto alloggi in locazione e uno spazio comune dotato di cucina, servizi igienici, magazzino e spazio gioco per i più piccoli.


Le sistemazioni esterne sono progettate in armonia con le funzioni ai piedi degli edifici, ed in particolare a partire dall’edificio 2 c’è un percorso che si snoda lungo tutto il complesso, caratterizzato da aree ristoro all’aperto, spazi di gioco, sedute e ambiti destinati al verde, e spazi per il work out, come la pista da corsa a est dell’area. A Nord e a Sud si è deciso di intensificare il sistema del verde per garantire una maggior tranquillità e riservatezza: un fitto sistema di sinuose aiuole dotate di sistemi di seduta ai bordi seguono forme organiche al fine di esaltare il rigore delle strutture esistenti, sottolineato dalla nuova griglia posta in facciata. Lungo il perimetro del lotto e nella porzione a prato nella zona sud-est gli olmi campestri schermano l’area verso l’esterno. Le corti tra un edificio e l’altro vengono differenziate tramite le essenze inserite: a partire da sud, nella prima sono previsti olmi campestri, nella seconda frassini e tigli, nella terza aceri e ciliegi, ed infine delle piccole farnie, particolari e rinomate per la loro longevità.
La percezione degli edifici avviene a due velocità: quella più sostenuta che si ha percorrendo in automobile via Ferrari, e quella più lenta del passeggio a piedi all’interno del complesso. E’ in base a ciò che si è lavorato sul linguaggio architettonico e sui volumi: verso l’esterno si è uniformata la linea di gronda per conferire una immagine maggiormente ordinata e omogenea dei differenti blocchi, variandola invece tra gli edifici e all’interno delle corti. All’esterno, una nuova griglia modulare composta da due sistemi viene sovrapposta alla facciata esistente: quello dei parapetti, e quello delle tende a rullo montate contrapposte a formare un sistema “a farfalla” che restituisce, per la porzione di facciata esposta a sud ovest, un effetto articolato vibrato e cangiante a seconda delle ore del giorno e delle stagioni. Ultimo elemento che contraddistingue la proposta architettonica e definisce il carattere degli edifici è rappresentato dal colore: chiaro per la griglia e le tende, e più scuro per il fondo delle logge. Le pareti delle corti interne vengono colorate diversamente rispetto alla diversa luce solare che li colpisce durante la giornata.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


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