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Milano | Arzaga – Via Soderini 59: ultimi ritocchi

Quasi ultimato il nuovo palazzo residenziale di via Soderini 59.

Dobbiamo dire che ci piace molto e che ricorda, quasi una citazione, dei palazzi di Luigi Caccia Dominioni. Il progetto è firmato GaS Studio ( Jim Goring e André Straja) un gruppo di architetti che è riuscito a coniugare, secondo noi, una modernità incastonata in un contesto col quale si è perfettamente armonizzato. La zona, molto elegante e realizzata quasi totalmente tra i primi anni Sessanta e gli anni Settanta del Novecento, è formata da palazzine indipendenti e circondate da giardini privati, rendendola molto verdeggiante. Qui fino a due anni fa si trovava un concessionario di automobili.

 

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


21 thoughts on “Milano | Arzaga – Via Soderini 59: ultimi ritocchi

    1. Anonimo

      Non sono convintissimo che l’edificio di Soderini ricordi molto Caccia Dominioni (a parte il colore e – ma proprio tirandola per i capelli – il taglio a 45 gradi dei balconi).
      Ma paragonarlo al Cubo Borg di Star Trek a mio parere non ha senso.

  1. -Ale-

    Rispetto a tanti anonimi palazzi, ancora oggi costruiti, questo non mi dispiace, anzi…
    Forse si poteva osare un po’ con i colori, tutto grigio scuro in effetti fa un po’ Star Treck.

      1. Anonimo

        Figurati, del resto si vede che sei un profano sul tema Star Trek: le navi spaziali son generalmente di colori chiari, per ovvie ragioni (il cielo nello spazio è scuro e se non fossero chiare sarebbero difficili da vedersi bene in TV) 🙂

        L’eccezione è il cubo Borg ovviamente, che però ha la caratteristica di avere le strutture funzionali tutte all’esterno (tipo il Centre Pompidou per intenderci) e di potersi scomporre. Ed in questo non ci azzecca proprio un bel niente col palazzo di Via Soderini…

        A parte Star Trek, non vedo che vantaggio ne sarebbe derivato dall’andare a sperimentare coi colori in un quartiere in fondo omogeneo e cromaticamente abbastanza coerente come quello.

  2. GetFuzzy

    L’architettura in sé non mi dice granché, è la moda del momento fare pesanti cubi riempiti di finestre-feritoie sfalsate…
    Però riconosco che almeno una certa analisi del contesto c’è stata: l’altezza, l’ingombro e perfino i colori si sposano bene con quello che già c’è nella via. Il che non è poco, a Milano.

  3. Anonimo

    In zona è già difficilissimo parcheggiare. Quando lavano le strade (via San Gimignano il mercoledì, via Soderini un altro giorno he non ricordo e via Primaticcio in un altro giorno ancora), per 3 volte alla settimana parcheggiare diventa impossibile, se non parcheggiando direttamente sul marciapiede e impedendo di fatto il passaggio pedinale.
    Alla luce di questo, aver costruito un altro condominio è veramente da imbecilli, da menefreghisti o da teste di ca***. Il condominio può anche essere carino. Ma rappresenta un nuovo arrivo di abitanti e auto, considerando poi che i box che sono stati costruiti non riescono ad accogliere tutte le auto dei residenti. Che pertanto parcheggeranno fuori non si sa bene dove.
    Costruire un parcheggio sotterraneo da una ottantina di auto e ricoprire il tutto con un giardino sarebbe stato troppo intelligente e bello anche per una giunta social comunista come quella di oggi e di ieri.
    Poi – ripeto – che il palazzo sia architettonicamente carino è veramente marginale. Che strazio…

  4. Ludo

    Orribile. Parallelepipedo di cemento grigio con finestre-feritoie lunghe e strette, ma chi davvero può desiderare viverci? Assomiglia alle torri altrettanto brutte che avevano costruito al Portello (e che però adesso dopo appena pochi anni mi pare stiano già rifacendo).

  5. Carlo

    Anche se in zona sicuramente esistono stabili con una concezione migliore degli spazi interni ed esterni, trovo molto interessante un intervento a cura di uno studio internazionale che valorizza ulteriormente questo quartiere che negli ultimi anni ha perso un po’ dello smalto che lo ha sempre caratterizzato!
    Mi auguro che i nuovi condomini scelgano di mantenere un servizio di portineria a tempo pieno per dargli un tono ancor più signorile.

      1. Anonimo

        Faranno il solito contratto con una cooperativa di servizi e ci metteranno il consueto portinaio Klingon (o una Betazoide di mezza età)

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