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Milano | Arredo Urbano: quegli spuntoni un po’ pericolosi

 

Noi di Urbanfile siamo un po’ dei maniaci che vanno a cercare il pelo nell’uovo, ma a Milano c’è un piccolo mondo di spuntoni al quale noi tutti non prestiamo attenzione, ma che ogni tanto ci fa prendere un “tupìc” (inciampo in milanese).

Quanti di voi camminando sono inciampati o hanno preso col piede uno di questi “cosi” che spuntano dai marciapiedi ovunque in città? Li troviamo in Via Monte Napoleone come sull’Alzaia, li troviamo in viale Molise come in viale Certosa, insomma, “crescono” ovunque come funghi insidiando il cammino di ogni cittadino.

Cosa sono? Semplici pali e oggetti di arredo, quasi sempre per la segnaletica, che finito il loro compito o divelti da automobilisti (o vandali) durante manovre azzardate, sono stati tagliati o rimossi dai N.U.I.R. (Nucleo Intervento Rapido del Comune di Milano) o dai Vigili senza però molta attenzione e così, spesso, spuntano dal terreno per pochi millimetri o qualche centimetro diventando degli insidiosi oggetti pronti a far capitolare qualcuno.

A parte gli scherzi, questi piccoli oggetti denotano, secondo noi, la scarsa attenzione all’arredo urbano e la solita sciatteria che oramai caratterizza la città.

Un esempio riguarda la presenza in Corso di Porta Ticinese, davanti al civico 1 del rimasuglio di quello che era fino al maggio 2013 una colonnina per i Taxi e che ancora, dopo 4 anni si trova lì. La colonnina venne abbattuta in qualche modo da qualcuno (mezzo o vandalo non lo sappiamo) e rimossa solo dopo più di un anno (nel 2014), ma ancora oggi, nel 2017 c’è la sua “impronta”: infatti la base è ora nascosta da un cestino dell’immondizia, posizionato lì quasi per nascondere questa negligenza inammissibile da parte del Comune.

Perché questa piccola ma diffusa negligenza per la quale basterebbe un piccolo sforzo in più?

Ed ecco la carrellata di alcuni “spuntoni” che ci siamo divertiti a fotografare in giro per la città. Spuntoni che erano cartelli stradali rimossi, parigine sparite, archetti per evitare i  parcheggi o persino le basi dei vecchi cartelli verdi che segnalavano il lavaggio delle strade prima della rivoluzione attuale, rimossi a partire dal 2012 ma le cui basi sono ancora presenti in molte strade cittadine.

 

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


8 thoughts on “Milano | Arredo Urbano: quegli spuntoni un po’ pericolosi

  1. The doctor is: IN

    Mah, pelo nell’uovo mica tanto: se sei una persona anziana con difficoltà di movimento, è un attimo inciampare in quegli spuntoni.

    A proposito di pelo nell’uovo: in Corso Garibaldi le parigine mancanti sono state sostituite con… ovviamente non lo stesso modello (quello “moderno”), ma con quello “in stile” d’epoca…. ma dico io ma come si fa a fare i lavori così a capocchia…

    Allo stesso modo in via de Castillia sono stati sostituiti i corpi illuminanti dei lampioni ma… naturalmente si sono guardati bene dal metterli uguali a quelli dei nuovi lampioni nel parco di fronte, ma hanno messo quelli standard (orribili) utilizzati dappertutto…

    ma quando fanno ‘sti lavori un supervisore, uno che controlla e che ci metta un po’ di testa invece di eseguire e basta, non c’è mai??????

  2. M. M

    Non siete voi pignoli, è la situazione di Milano a dir poco disastrosa. Aggravata dal fatto che a livello internazionale la città è famosa per essere culla Dell eleganza, stile e (dicono) design…! Ma gli stilisti ed operatori turistici, perché non si lamentano?

      1. The doctor is: IN

        …definisci “resto d’Italia”… personalmente conosco un’infinità di posti dove si curano l’urbanistica e l’arredo urbano molto più che a Milano: senza andare troppo lontano, Bergamo, il Garda, tutto il Nordest (per non parlare del Trentino AA), molte località dell’Emilia, della Liguria e della Toscana; ma anche del Sud, ad esempio Salerno e Taormina.

    1. The doctor is: IN

      Lo fanno (lavoro nel settore e ne ho un’esperienza diretta): nei questionari ai turisti stranieri la scarsa qualità urbana è uno dei punti deboli della città sottolineati più spesso.

      In particolare i graffiti.. soprattutto i nordamericani restano sconvolti a vederli anche in pieno centro, magari addirittura sui monumenti, perché da loro sono associati solo ai quartieri degradati e alle gang di strada e quindi gli trasmettono anche una sensazione di scarsa sicurezza (alla faccia di quelli che “ci sono cose più importanti a cui pensare”).

      Un esempio fra tanti della sottovalutazione del problema: un paio di settimane fa i rappresentanti dell’EMA sono venuti a visitare il Pirellone, eppure a nessuno è venuto in mente di pulire le tag dai marmi candidi di piazza Duca d’Aosta o di riparare il totem con la mappa che da settimane giace semidistrutto all’angolo sinistro della Piazza, proprio di fronte al grattacielo.

      Immagina che effetto possa avere fatto a dei funzionari in arrivo da Londra, dove una sciatteria del genere in pieno centro è assolutamente inconcepibile.

      1. ...

        Si trattava di un esercizio mentalmente troppo complesso per i nostri governanti. Infondo la posta in gioco ( EMA ) e’ bassa e quindi perché sbattersi a pulire le TAG ?

      2. Mario

        Ti spiego io come funziona il cinema, molto palesemente. Se installo una mappa con un esborso finanziario ipotizziamo di 100, e questo manufatto viene vandalizzato brutalmente perchè tanto è così che fanno tutti, il suo pronto ripristino costerebbe 120. Sai perchè? Semplicemente perchè bisogna pagare anche le opere di sua rimozione e ripristino della superficie di posa che magari è stata danneggiata con l’atto vandalico. Poi si può procedere con la posa del nuovo manufatto. Totale 100 spesi inizialmente, 120 per ripristinarlo una prima volta, se dura. Perchè magari non dura, tempo 15 giorni e viene di nuovo distrutto. E bisogna provvedere ad esborsare nuovamente 120. Sempre se i soldi ci sono. E se non ci sono, amen. A meno che i teorici arredatori commentatori non provvedano spontaneamente alla raccolta dei fondi e donino il ripristino che durerebbe magari 15 giorni. Ma chi ve lo fa fare?
        Suvvia, è bello commentare senza capire fino in fondo i fenomeni.
        Si iniziasse a randellare per bene questa gente, con applicazioni di vere e proprie esazioni a coprire tre volte l’ammontare del danno, con pignoramento della casa e vendita, vedrete che tali fenomeni si ridurrebbero della metà istantaneamente, liberando risorse per fare altro per il territorio.

  3. Mario

    Non siete maniaci nè cercate il pelo sullo stomaco, penso invece che su certi temi vi concentriate troppo maniacalmente con il risultato che non notate altre cose molto più lampanti perchè vi sfuggono. Dovete ragionare su più dimensioni.

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