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Milano | Lampugnano – Una nuova torre di 22 piani

Nuova torre residenziale di 22 piani in Via Ippodromo 8 a Lampugnano su progetto dello studio Architettura Beretta Associati.

Si tratta di un intervento di sostituzione edilizia, che prevede, partendo dal progetto preesistente (un caseggiato di scarso valore architettonico, in via Ippodromo 8), attraverso l’utilizzo di logge e schermi grigliati e nell’alternanza di pieni e vuoti, l’alleggerimento di una volumetria importante.
L’edificio sarà costituito da due corpi di fabbrica posti perpendicolarmente a creare una corte aperta, e da una torre di 22 piani a nord, per un totale di 24.500 mq.
Il progetto delinea un duplice linguaggio compositivo. Da un lato viene rievocata la tradizione architettonica locale, con la scelta di un rivestimento in pietra ceppo di Gré artificiale per i corpi bassi, dall’altro si punta a differenziare armonicamente l’edificio a torre, con balconate impreziosite da elementi in legno e vasche per il verde.

CLIENTE: Gruppo Carlo Maresca S.p.A.
ANNO: In corso
SUPERFICIE TOTALE: 24.500 mq
CATEGORIA: Residenziale, Edilizia
IN COLLABORAZIONE CON: Prointegra S.r.l.
CONSULENTI: Studio R19, VI+M Studio

Questo è l’edificio che la nuova torre andrà a sostituire, tipica architettura anni Ottanta.

 

 

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


7 thoughts on “Milano | Lampugnano – Una nuova torre di 22 piani

  1. Anonimo

    Ottimo intervento, praticamente nuovi appartamentI e soprattutto zero consumo di suolo,zero impatto ambientale. Inoltre una nuova tipologia di intervento urbano, ossia costruire torri sopra i palazzi esistenti. Grazie a questo intervento verranno costruite settanta villette in meno fuori Milano, centinaia di ettari di terreno non verranno cementificati. Dovrebbe essere premiato come progetto ambientale dell’anno. Un esempio da seguire in tutta Milano, ce ne vorrebbero altre duecento di torri così in tutta la città.

    1. Anonimo

      Chi ti dice che non costruiranno nulla fuori Milano? Ora in provincia fermano le autorizzazioni perche le da già Milano? Non mi risulta proprio.

      Domande utili: ci saranno abbastanza parcheggi privati o i futuri residenti dovranno lottare ogni sera per trovare posto sui marciapiedi? Siamo nel cuore della vecchia Lampugnano, con strade strette, come gestiranno la viabilità? Classe energetica?

      Tutte queste torri servono solo ai costruttori, ma per i futuri residenti, l’unica cosa buona può essere la vista (solo per i piani alti), per il resto solo tante persone in poco spazio.

      1. Anonimo

        “per il resto solo tante persone in poco spazio.”
        certo tu preferisci poche persone in tanto spazio, cioè al posto di una torre che occupa pochi mq, preferisci 70 villette che occupano centinaia di ettari di terreno. Per tua sfortuna fuori Milano non c’è più terreno disponibile per costruire dal momento che hanno costruito villette dovunque. Comunque in provincia possono costruire dovunque vogliono, nei pochi mq rimasti, poi bisogna vedere se la gente ci va a vivere. Di sicuro in quella torre gli appartamenti andranno esauriti velocemente. Poi come si dice tra la torre e le 70 villette: “che vinca il migliore”…

    2. Andy

      Certo che leggere che ci sia qualcuno con accesso a internet che plaude la costruzione di un palazzo di 22 piani così non si costruiscono villette fuori città fa veramente cascare entrambi gli orpelli.
      A parte che una cosa non esclude l’altra e visto che la densità di popolazione nel comune di Milano è molto alta, sarebbe uspicabile l’esatto contrario: riunciare a palazzoni come questo – il cui aspetto è forse utile per stimolare l’intestino pigro – per costruire fuori città abitazioni al massimo di 2 o 3 piani, ricche di verde e giardini (pubblici e privati) come peraltro avviene nelle metropoli più evolute del mondo. Appena fuori città, infatti, di verde c’è ben poco vista la distesa di campi coltivati che servono forse per riempire i nostri pancini affamati ma non sono certi utilizzabili dai cittadini

      1. Anonimo

        “per costruire fuori città abitazioni al massimo di 2 o 3 piani, ricche di verde e giardini (pubblici e privati)”… ti sei dimenticato “senz’auto, senza parcheggi e con tante piste ciclabili”…

  2. Francesco

    Io abito esattamente di fianco a questo lotto e, per quanto sia finalmente contento di avere un progetto dopo anni di degrado dovuti all’infelice fabbricato bianco, non posso ritenermi soddisfatto. Dalla prima visualizzazione dall’alto noto praticamente solo l’aggiunta della torre e la rivisitazione esterna del complesso (quindi immagino non venga completamente abbattuto ma ristrutturato) e secondo me un elemento così grande è, ahimè, molto poco adatto a un contesto “da paesino” che il quartiere continua a mantenere. Nella torre trovo poi sbagliato l’idea di collegare due piani esternamente con i listelli verticali in legno, falsano la grandezza e fanno credere che due piani siano in realtà uno solo a doppia altezza rimandando un effetto estremamente strano se confrontato con le normali proporzioni del fabbricato a terra.

    Avete per caso notizie sulle tempistiche?

    (Sfrutto questo post per ringraziarvi del meraviglioso lavoro che fate quotidianamente. Ogni giorno è un piacere venirvi a trovare più volte per leggere notizie e curiosità su Milano)

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